Buona Pasqua


L’anno scorso, in piena campagna elettorale, non mi ero preso neanche un giorno di pausa dal blog. Quest’anno, visto che ormai faccio parte della casta, sì. A parte gli scherzi, spero che mi comprenderete se ho deciso di staccare la spina per pochi giorni, fino a martedì: il triduo pasquale e Pasquetta, che passerò con la mia famiglia. Approfitto di questo post, allora, per farvi riflettere un po’, con le parole del cardinale Carlo Maria Martini: un estratto di un brano (“La Pasqua dei deboli più forte della morte”) scritto due anni fa. Ma è impossibile, leggendolo, non pensare al terremoto, alla Pasqua di dolore che stanno vivendo i nostri fratelli abruzzesi.

“Mentre il Natale evoca istintivamente l’immagine di chi si slancia con gioia (e anche pieno di salute) nella vita, la Pasqua è collegata con rappresentazioni più complesse. È una vita passata attraverso la sofferenza e la morte, una esistenza ridonata a chi l’aveva perduta. Perciò se il Natale suscita un po’ in tutte le latitudini, anche presso i non cristiani e i non credenti, un’atmosfera di letizia e quasi di spensierata gaiezza, la Pasqua rimane un mistero più nascosto e difficile. Ma la nostra esistenza, al di là di una facile retorica, si gioca prevalentemente sul terreno dell’oscuro e del difficile.
Mi appare significativo il fatto che Gesù nel suo ministero pubblico si sia interessato soprattutto dei malati e che Paolo nel suo discorso di addio alla comunità di Efeso ricordi il dovere di «soccorrere i deboli». Per questo vorrei che questa Pasqua fosse sentita soprattutto come un invito alla speranza anche per i sofferenti, per le persone anziane, per tutti coloro che sono curvi sotto i pesi della vita, per tutti gli esclusi dai circuiti della cultura predominante, che è (ingannevolmente) quella dello “star bene” come principio assoluto. Vorrei che il senso di sollievo, di liberazione e di speranza che vibra nella Pasqua ebraica dalle sue origini ai nostri giorni entrasse in tutti i cuori.
In questa Pasqua vorrei poter dire a me stesso con fede le parole di Paolo nella seconda lettera ai Corinti: «Per questo non ci scoraggiamo, ma anche se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore si rinnova di giorno in giorno. Infatti il momentaneo, leggero peso della nostra tribolazione ci procura una quantità smisurata ed eterna di gloria, perché noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili. Le cose visibili sono d’un momento, quelle invisibili sono eterne». (2Corinti 4,16-18). È così che siamo invitati a guardare anche ai dolori del mondo di oggi: come a «gemiti della creazione», come a «doglie del parto» (Romani, 8,22) che stanno generando un mondo più bello e definitivo, anche se non riusciamo bene a immaginarlo. Tutto questo richiede una grande tensione di speranza.
Più difficile è però per me l’esprimere che cosa può dire la Pasqua a chi non partecipa della mia fede ed è curvo sotto i pesi della vita. Ma qui mi vengono in aiuto persone che ho incontrato e in cui ho sentito come una scaturigine misteriosa dentro, che li aiuta a guardare in faccia la sofferenza e la morte anche senza potersi dare ragione di ciò che seguirà. Vedo così che c’è dentro tutti noi qualcosa di quello che san Paolo chiama «speranza contro ogni speranza» (ivi, 4,17), cioè una volontà e un coraggio di andare avanti malgrado tutto, anche se non si è capito il senso di quanto è avvenuto. È così che molti uomini e donne hanno dato prova di una capacità di ripresa che ha del miracoloso. Si pensi a tutto quanto è stato fatto con indomita energia dopo lo tsunami del 26 dicembre di due anni fa o dopo l’inondazione di New Orleans. Si pensi alle energie di ricostruzione sorte come dal nulla dopo la tempesta delle guerre.
È così che la risurrezione entra nell’esperienza quotidiana di tutti i sofferenti, in particolare dei malati e degli anziani, dando loro modo di produrre ancora frutti abbondanti a dispetto delle forze che vengono meno e della debolezza che li assale. La vita nella Pasqua si mostra più forte della morte ed è così che tutti ci auguriamo di coglierla”.
 

Buona Pasqua a tutti. Ci rivediamo martedì 14.

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4 risposte a “Buona Pasqua

  1. Grazie per tutto l’impegno che metti nelle tue attività di parlamentare, giornalista e…blogger. Il tuoi spazi sul WEB (sia il blog che FB) stanno diventando punti di riferimento per chi voglia approfondire con equilibrio l’informazione politica.
    Ricarica perciò le batterie, per riprendere con piena forza tutte le attività da martedì prossimo.
    Tantissimi auguri di una santa Pasqua a te e ai tanti frequentatori del blog.

  2. Ti ringrazio per questa bella e profonda riflessione sulla Pasqua … il card. Martini è veramente una voce profetica.
    Buona Pasqua anche a te e alla tua famiglia!

  3. Grazie, Buona Pasqua anche te, e, con queste profonde parole nel cuore, ti aspettiamo!
    Buon riposo, ciao!

  4. Grazie Andrea! Tanti auguri per una Santa Pasqua, perchè la nostra Pasqua quotidiana sia coraggiosa, coerente e amorosa… anche a te e alla tua famiglia!
    Un abbraccio!
    Miriam

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