Emergenza vera

Secondo il calendario della Camera, oggi era il giorno del decreto anticrisi: quello sulle rottamazioni, con in mezzo una fetta delle quote latte che avevamo bloccato la settimana scorsa. La prima parte del pomeriggio era dedicata agli ordini del giorno, che in questi casi (ricordo che ci hanno messo la fiducia anche stavolta) sono l’unico strumento a disposizione dell’opposizione. Ma in una giornata così triste per il Paese, abbiamo pensato che le polemiche politiche dovessero passare in secondo piano: così noi del Pd abbiamo rinunciato ad illustrare i nostri ordini del giorno, in segno di lutto, mettendoli direttamente ai voti. Dopo l’approvazione del decreto, di cui magari vi parlerò in un altro momento, è venuto in Aula il governo ad illustrarci la situazione in Abruzzo. Il ministro Vito ci ha confermato le notizie comunicate dai giornali, spiegandoci che la Protezione civile è attiva ininterrottamente dalle 4.40 di stamattina e che il Consiglio dei ministri tra poco dichiarerà lo stato di emergenza. Poi si è sviluppato il dibattito tra i gruppi: per il Pdl ha preso la parola un deputato abruzzese, Giovanni Dell’Elce, per noi Dario Franceschini. “Si accantoni lo scontro politico”, ha detto, dicendo di aver telefonato a Berlusconi per mettere a disposizione tutte le sedi ed i militanti del Pd. Stanno già andando in Abruzzo medici, infermieri, muratori, idraulici; stiamo portando nelle zone terremotate le cucine da campo delle Feste democratiche. Non è il momento delle polemiche, dunque, ma è pur vero – aggiungo io, e spero di non essere frainteso – che ogni tragedia ci insegna qualcosa. Se imparassimo a distinguere tra le emergenze vere e quelle presunte, ad esempio, sarebbe già un passo avanti. Confesso che oggi, appena ho visto Guido Bertolaso all’opera nei soccorsi, mi sono quasi meravigliato: per la prima volta da mesi, infatti, ho ritrovato al suo posto il capo della Protezione civile, che negli ultimi tempi era diventato un factotum del governo. Serve un commissario per l’emergenza rifiuti in Campania? Bertolaso. Uno per gli sbarchi di immigrati a Lampedusa? Bertolaso. Uno per l’organizzazione del G8 alla Maddalena? Bertolaso. Uno per le sovrintendenze archeologiche di Roma ed Ostia? Bertolaso, naturalmente. E meno male che i mondiali di Ciclismo a Varese sono già finiti, perché Bertolaso era il commissario anche per quelli. E dire che, negli anni scorsi, la Protezione civile qualcosina da fare l’aveva avuta: tra incendi al Sud, acqua alta a Venezia, allarme Sars e compagnia bella, non è che il povero Guido sia stato a grattarsi la pancia. Ma quelle erano emergenze vere (magari la Sars un po’ meno), come il terremoto di stanotte: non come i mondiali di Ciclismo, che erano in programma da anni; non come lo stato di salute delle nostre aree archeologiche, che hanno bisogno solo di soldi e non di commissari; non come il G8 alla Maddalena, che tanti altri avrebbero potuto pianificare. Perché non lasciamo fare a quest’uomo il suo lavoro? In un Paese come il nostro, tanto bello quanto impegnativo, dirigere la Protezione civile è già un compito al limite dell’umano: la strategia dell’emergenza continua – e lo dico con grandissimo dolore per la tragedia di stanotte – ci toglie forze, ci lascia in mutande quando arrivano le emergenze vere.

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9 risposte a “Emergenza vera

  1. D’altronde questa sarà l’ultima emergenza affrontata da Bertolaso. L’aver dato dell’imbecille a chi, comunque, aveva messo in allarme la popolazione abruzzese ed ha avuto ragione, gli costerà caro.

    Ma ora è il momento della solidarietà, le polemiche a dopo. Necessarie, ma dopo.

  2. “perchè non facciamo fare a quest’uomo il suo lavoro”? Mi vuoi dire che tutti gli altri incarichi gli sono stati affidati a forza? Che lui non poteva rifiutarli? Che non ha preso soldi in più per tutto quello che fa? Se è così, allora alzo le mani e penso che con qualche altro Bertolaso in giro il problema della disoccupazione può solo aggravarsi…

  3. Benedetta Antonini

    Mi son spesso chiesta pure io come mai Bertolaso facesse tutto tranne il suo lavoro… ma adesso sembra attivo pienamente nel suo incarico e sembra, almeno per adesso, che la macchina dei soccorsi stia funzionando bene!!!
    Dobbiamo essere tutti uniti, indistintamente dalle posizioni politiche, ad aiutare le persone colpite da questa tragedia!

  4. Rocco Grippo

    Sono pienamente d’accordo con il suo post on. Sarubbi, grazie a Dio qualche politico serio esiste ancora!

  5. è giusto lasciare spazio alle polemiche, ma una riflessione è giusto farla: noi ci attiviamo quando i disastri sono già avvenuti, non riusciamo mai a prevenirli

    Odissea Abruzzo: non è il terremoto che uccide ma la cattiva prevenzione e informazione

  6. Andrea, credo che in diversi provvedimenti di nomina di Bertolaso abbia giocato un ruolo non indifferente la considerazione che, indicando una persona che gode della stima pubblica per la sua competenza, sarebbe stato più semplice far accettare dei commissariamenti e delle modalità di gestione straordinarie, altrimenti poco giustificabili. Una scelta di immagine che chiamava in causa la Protezione Civile cui – a torto o a ragione – Bertolaso non si è sottratto.
    Quello che invece mi sembra molto più difficile da accettare è la propensione a gestire tante, troppe cose come emergenze (una modalità che finisce poi per giustificare la scelta del responsabile…) spingendo in questa categoria anche l’ordinaria amministrazione. Purtroppo, fintanto che le decisioni continueranno ad essere prese avendo come orizzonte solo l’oggi – nella forma della prossima scadenza elettorale, del prossimo incarico personale o di qualunque altro traguardo minimo – non solo non potremo stupirci di trovarci di fronte problemi degenerati in situazioni critiche, ma non potremmo mai contare su una vera pianificazione e, tantomeno, su una reale attività di prevenzione delle emergenze. In questo impegno alla prevenzione lo Stato sfortunatamente mostra una duplice carenza: quella di chi indica la via con estrema lentezza (certe volte addirittura tornado sui propri passi o sconfessando se stesso) e quella di chi segue quella via con minor perizia, come ad esempio dimostra la qualità tutt’altro che antisismica degli edifici pubblici.
    La giornata di oggi è stata per certi versi una specie di brusco risveglio. Uno di quei momenti, per capirsi, in cui guardi le questioni quotidiane che di solito ti sembrano montagne e ti accorgi che sono sassolini. Ciò che mi augurerei imparassimo da questa esperienza è, insieme alla distinzione fra emergenze vere e presunte, la capacità di vedere nelle opere di prevenzione quello stesso carattere di straordinarietà, necessità e legame verso gli altri che di solito siamo in grado di attribuire solo alle azioni in situazioni di crisi.
    Ciao e buon lavoro.

  7. Le tue parole, Andrea, aprono lo spazio anche ad una riflessione politica, forse prematura nel momento in cui abbiamo 180 bare allineate sui prati abruzzesi, ma necessaria.
    La vicenda professionale e personale di Bertolaso è un esempio limpido della logica “un uomo solo al comando”, dell’ “uomo della provvidenza”, di colui che tutto può e deve poter fare, che trova il suo apice nella persona dell’attuale presidente del consiglio. Lui si ritiene un messo divino per risolvere sia i “piccoli” problemi della provincia italiana sia i grandi problemi del mondo, mediando fra i potenti della terra.
    Non dimentichiamo poi, tanto per spolverare quel velo di santità che sembra avvolgere Bertolaso, che la magistratura campana ha indagato sulla gestione dell’emergenza rifiuti a Napoli ed ha coinvolto nelle indagini Marta Di Gennaro, braccio destro del commissario, e lo stesso Bertolaso. Spero ovviamente che le accuse risultino infondate, ma il dubbio del delirio di onnipotenza rimane.
    Ed un Paese che ha bisogno sempre del “leader maximo” (e sempre lo stesso, poi) per risolvere i prblemi è un Paese povere ed in pericolo, in tutti i sensi.

  8. Io non capisco perché si continui a ripetere che le polemiche vadano lasciate a dopo. Di quando bisogna parlare degli errori commessi? Tra un mese? Tra un anno? Quando l’agenda dei media si sarà riempita di altri argomenti e di altre urgenze?

    Diverso è il lavoro degli operativi della protezione civile. Sono appunto operativi e, come dice il nome, operano. Loro operano. I politici facciano i politici, tra cui c’è anche la necessità per l’opposizione di fare polemica politica quando la maggioranza sbaglia.

    O vogliamo che l’unica opposizione venga dai blog, da grillo, da travaglio o da…gianfranco fini?

    Qui è successo qualcosa di grave. Un signore, per coincidenza della sorte aquilano, con strumenti artigianali, da anni ricerca segni premonitori dei terremoti. Ha cercato sponsor. Ha trovato due aziende tecnologiche (una italiana e una americana fornitrice della PA americana), che stancamente hanno iniziato ad approfondire. Vuoi per mencanza di fondi, vuoi perché altri busness erano più interessanti, ad oggi non si è industrializzato nulla. Il signore, ostinatamente, continua. E rileva dati anomali in queste ultime settimane nella sua zona. Li comunica all’autorità competente. Che in un comunicato delirante (alla luce di ciò che è successo) tranquillizza la popolazione e denuncia il tecnico. Il quale aveva ragione. Senonché la scossa prevista a Sulmona non era stata abbastanza forte da provocare danni gravi. Il tecnico rileva in modo artigianale la scossa di ieri ma, aldilà di evacuare la propria famiglia, non ha altri mezzi.

    Ora iniziano le giustificazioni. Non si poteva evacuare una intera Regione in assenza di dati scientifici. Vero. Ma si poteva sicuramente allertare la popolazione. E, forse, qualche studente fuori-sede invece che morire in un casermone fatiscente avrebbe anticipato le vacanze pasquali dai genitori e sarebbe vivo. Qualcun’altro avrebbe ospitato in casa sua gli anziani genitori che abitavano in vecchie case e gli avrebbe salvato la vita.

    Funziona così il meteo. Se c’è l’allarme neve non ho la matematica certezza che nevicherà sopra casa mia, ma forse rimando la gitarella domenicale ed evito guai peggiori.

    Ma questa visione prevede la visione di un cittadino informato, evoluto e responsabilizzato. Che visione di cittadino ha chi ci governa?

    Sarebbe bene che l’opposizione approfondisse. Perché gli annunci di calamità sono stati sottovalutati? Perché è stato addirittura denunciato (e insultato pubblicamente) chi aveva dato l’allarme? A chi conviene gestire l’emergenza piuttosto che prevenire?

    E va fatto ora. Perché ora gli italiani sono sensibili al terribile avvenimento. Perché, come sempre, berlusconi userà il terremoto come spot elettorale. Perché tra poco ci sono elezioni europee ed è da coglioni prendere l’ennesima tranvata.

  9. Mi sono dimenticato di scrivere: da una protezione civile mi aspetterei che approfondisse i lavori del tecnico. I lavori di Giuliani non sono un dogma. Magari sono fregnacce. Però, in primis, approfondisci. E, se davvero, c’è una probabile correlazione la comunichi ai cittadini. Magari sarà un allarme a vuoto (come Sulmona). Ma meglio un allarme a vuoto che centinaia di morti.

    Almeno il meteo funziona così.

    Qui con la supponenza di chi, essendo legittimato da chi ha il potere, non ascolta nessuno si è adottata la politica muscolare della denuncia a chi non fa parte della casta degli scienziati di corte. E’ stata superficialità? E’ stata boria? E’ stato interesse?

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