Nonostante tutto

Secondo un editoriale di Franco Bechis su “Italia oggi”, la Cgil stamattina è riuscita ad organizzare l’evento del Circo massimo perché quest’anno ha aumentato il proprio fatturato (più poveri, dunque più richieste di sussidi) e dunque si sta pagando la manifestazione con i soldi di Tremonti. Conclusione: sono tutti in piazza “a chiedere più social card, più dividendi per la Cgil con cui pagare altri appelli e manifestazioni”. La provocazione è evidente, l’approccio filogovernativo pure, per cui mi rifiuto di prenderlo sul serio. Però un partito che voglia governare l’Italia non può sottovalutare nulla, neanche le provocazioni, e quindi mi metto a fare la lista dei problemi: primo, oggi una parte dell’Italia pensa che il sindacato serva solo ad alimentare se stesso e non a difendere i lavoratori; secondo, lo stesso ricorso alla piazza – che in alcuni casi è indispensabile – ha indubbiamente perso charme: una volta le grandi manifestazioni toccavano il Paese nel profondo e coinvolgevano tutti, oggi un alto dirigente del Pdl (Gasparri) definisce il corteo “una carnevalata”, un ministro (Brunetta) parla di “scampagnata” e mezza Italia li applaude; terzo, stamattina ho apprezzato molto le parole di Epifani sulla crisi, ed in particolare il richiamo all’unità confederale, ma non si può negare come nei giorni scorsi l’atteggiamento della Cgil verso Cisl e Uil non sia stato altrettanto tenero. C’è di mezzo la brutta storia della cena segreta di Cisl, Uil e Confindustria a Palazzo Grazioli, che avrebbe messo a dura prova anche i matrimoni più collaudati, ma c’è pure uno smarcamento costante della Cgil che non aiuta. Per usare una frase veltroniana di qualche tempo fa, ai tempi della polemica con Di Pietro per piazza Navona, “quando sei riformista avrai sempre qualcuno che urla più di te”. E non è un caso che stamattina, intervistato dai giornalisti al Circo massimo, Diliberto abbia detto che “in Parlamento l’opposizione non c’è”: dubito che abbia mai letto un resoconto parlamentare dall’inizio della legislatura, ma non è neppure importante, perché il suo mestiere è proprio quello di urlare più del Pd, di far credere che noi siamo il Pdl-senza-elle, che è tutta una pastetta, mentre loro sono i duri e puri eccetera eccetera. E allora, daje di bandiere rosse, daje di bella ciao, daje di tutto quello che il 25 ottobre al Circo massimo non c’era. La tentazione di non andarci, onestamente, era grande, ma alla fine credo che il Pd abbia fatto la scelta giusta: scendere in piazza, per dare un segnale a lavoratori e disoccupati, e contemporaneamente riconoscere quanto sia stato prezioso il lavoro di Cisl e Uil nelle trattative con il governo. Lasciare la Cgil alla sinistra extraparlamentare, lo dico senza mezzi termini, sarebbe stato un danno incalcolabile: non tanto per noi e per i nostri voti alle Europee, perché temo che molti dei manifestanti di oggi siano comunque orientati verso formazioni più massimaliste del Pd, quanto per il ruolo stesso dei sindacati in Italia. Sarebbe stato un favore al governo, che li vuole divisi per poterli tenere a bada, e Berlusconi oggi non ha proprio bisogno dei nostri regali.

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9 risposte a “Nonostante tutto

  1. Andrea. Ti prego, basta parlare di come non bisogna fare, o come bisogna fare per andare contro Berlusconi. Cominciate la lista dei “si”, invece di esibire la lista dei “no”, senza preoccuparsi di quello che dicono gli altri. Se c’è un progetto, la gente seguirà

  2. Il problema, a mio avviso, non è che “alla fine il PD abbia fatto bene ad aderire per non fare un regalo al governo”, ma come mai non abbia aderito prima alle altre manifestazioni. Il problema è come mai abbia potuto confezionare una manifestazione tanto spettrale al Circo Massimo con un unico intervento di Veltroni.E’ come mai il PD non si sia mai deifnito con chiarezza, restando in un limbo che scontentava tutti. I lavoratori non sono stati rappresentati dal PD per un periodo di tempo troppo lungo. Nella manifestazione della CGIL a San Giovanni, il PD non c’era. C’erano solo Bersani e altri due leader. Eppure è stata una manifestazione bellissima. Ma alla quale mancava qualcosa: la forza principale della sinistra. E allora si vedevano anche persone spaesate e deluse prchè il PD che non era lì con loro. Ti sei mai chiesto come mai il PD non fosse lì, quel giorno? E perchè si sia allineato al governo andando contro la manifestazione di Piazza NAVONA con la storia della Guzzanti, Di pietro, ecc? Quanti “favori” ha fatto il PD al governo? E sei sicuro che non ne abbia anche ricevuto qualcuno? (vedi la mancata autorizzazione a procedere nei confronti di esponenti del PD). E perchè non si parla più della storia del “pizzino” tra PD e PDL a La7? Non ritieni che quello fosse uno scambio di favori? Se non si chiariscono queste cose all’interno del PD, Berlusconi governerà in eterno, e magari verrà sostituito da sua figlia, sotto lo sgardo incredulo di Veltroni e D’Alema che ancora oggi fingono di domandarsi:”Dove abbiamo sbagliato?”

  3. Fabio Contra

    Caro onorevole
    da qualche giorno la leggo con molto interesse. Sà mi avevano detto che lei era un teodem, di posizione schiacciate su quelle “clericali”. Invece no, devo notare che lei è una persona moderata, incisiva che rappresenta molto il comune sentire di un democratico com me.
    Apprezzo questo commento che mi smebra molto azzeccato.
    Buon lavoro parlamentare
    Con stima
    Fabio, Milano

  4. Enrico Di Roberti

    Come ha detto il segretario Franceschini, credo che la scelta di essere alla manifestazione non credo sia stata una scelta politica… ma morale.
    Era una manifestazione in difesa dei lavoratori, dei disoccupati, delle famiglie, degli extracomunitari… E il PD DEVE essere vicino a queste persone… indipendentemente da chi abbia organizzato la manifestazione…
    Speriamo sia l’inizio di una nuova rinascita di consensi!!!!

  5. Caro Andrea che commenti “contro” ci sarebbero stati era persino scontato. D’altronde l’attacco al sindacato e alla CGIL in particolare è una fatto strategico funzionale a sgomberare il campo dai rompiballe che disturbano il manovratore. Poi cosa dovrebbe dire Gasparri di diverso da quel che sa dire cioè una “gasparrata” (un neologismo che sta a indicare una “grande sparata di balle” ?
    In ogni caso al di là delle vicende della dialettica tra sindacati sulla riforma del modello contrattuale la questione di fondo riguarda la crisi che è una crisi di sistema e in quanto tale deve essere affrontato. Da questo punto di vista il discorso di Epifani è stato netto. Poi i sciaccali di destra o di sinistra fanno i loro interessi politici. Cmq l’idea che alla piazza sia affidata solo le tensioni conservatrici e il Palazzo il riformismo illuminato non aiuta a capire la natura profonda della crisi politica che ha accompagnato il fallimento del sistema. E’ questa una questione che interroga anche la sostanza della democrazia come sistema e la sua capacità di farsi carico delle ansie dei lavoratori. sempre più precarizzati.
    Un abbraccio

  6. io credo che il pd abbia fatto bene a non andare in piazza almeno ufficialmente, per non coprirsi di ridicolo. Penso anche che Diliberto sia una persona che di politica capisca veramente poco, basti guardare i risultati dei comunisti italiani a tutte le elezioni. Ci sono molti politici di sinistra massimalista all’interno di altri partiti + bravi e preparati di lui.
    A questo punto vi faccio una domanda la cui risposta non mi riesco a dare da anni: xkè alle manifestazioni dei sindacati e della sinistra anche più moderata si canta e ci si vanta “Bella ciao”, e invece fa scandalo se a manifestazioni di centro-destra si cantano canzoni come “facceta nera” o “me ne frego”. E ancora xkè è normale che stanno tutti col pugno chiuso alzato della mano sinistra e invece no un saluto romano??? Non mi rispondete con le solite storie sulla superiorità della sinistra o sulla differenza tra fascismo e comunismo, che sono entrambi due regimi totalitari.

  7. Una semplice domanda perchè state sempre con il fucile spianato verso il PD o la sinistra in generale,mentre a destra non guardano nemmeno la trave a sinistra si gurda sempre il pelo.Incominciate a fare meno critiche e più fatti.

  8. Caro Andrea,
    tocchi molti punti interessanti. La differenza tra me e te è che, per quel che mi riguarda, non ho sentito l’urgenza di scendere in piazza. Credo per altro che i parlamentari – o la “politica”, come si dice – debbano fare un altro mestiere. Poi, se consenti, c’è un limite: se la piattaforma della Cgil non è la nostra (Franceschini dixit), a maggior ragione occorreva ed occorre fissare una distanza. Che una parte del sindacato sia “conservatore” è vero: questa è anche la critica della Cisl. Noi stiamo con la parte più conservatrice o con quella più innovativa?
    Con amicizia.
    Lucio D’Ubaldo

  9. Temo che il tuo auspicio sia abbastanza utopistico. La Cgil conferma di saper mobilitare le persone, ma continua a comportarsi da partito politico più che da sindacato

    Al Circo Massimo la Cgil si conta ma non da impressione di autorevolezza

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