L’acclamazione


L’elezione di un Papa per acclamazione – spiegava il vecchio ordinamento del conclave – “si ha quando i cardinali elettori, come ispirati dallo Spirito Santo, liberamente e spontaneamente proclamino uno, all’unanimità e a viva voce, Sommo Pontefice”. Nel Cinquecento accadeva spesso, poi l’usanza cadde in disuso e venne eliminata definitivamente da Giovanni Paolo II, con la costituzione apostolica Universi dominici gregis, pubblicata il 22 febbraio 1996. A Palazzo Chigi, all’epoca, c’era un governo tecnico, guidato da Lamberto Dini: un premier di transizione che aveva preso il posto proprio di Silvio Berlusconi, dopo il ribaltone della Lega. A guardare le immagini della Fiera di Roma, dove si è appena concluso il congresso del Pdl, sembra passato un secolo. Anzi, ne sembrano passati 6, perché l’uomo della Provvidenza oggi ha scelto di farsi acclamare: come Paolo III, Pio IV e Marcello II, ma su quest’ultimo (titolare del pontificato più breve della storia: 22 giorni) gli storici berlusconiani sorvoleranno volentieri. Certo, neppure Prodi e Veltroni provarono il brivido del rischio, quando il popolo del Pd si mobilitò per le primarie, ed è un peccato originale che forse stiamo ancora pagando. Ma almeno vennero votati a scrutinio segreto, perbacco, da milioni di persone che uscirono di casa e si misero in fila ai seggi. Stamattina, invece, Giorgia Meloni non è neppure riuscita a far alzare il cartellino alla platea, perché il conteggio dei voti da certe parti è sempre visto come una perdita di tempo. Lo eleggano come vogliono, per carità, sono affari loro. Lo applaudano 70 volte in 71 minuti, come hanno fatto stamattina, e ritocchino il record nelle prossime occasioni. Continuino a prenderlo sul serio, quando Silvio li nomina ufficialmente “missionari della libertà”. Scrivano pure il suo nome sulla scheda per le Europee, senza sapere veramente chi andrà a Bruxelles al posto suo: tanto uno vale l’altro, purché siano fedeli. Gli scrivano canzoni, gli dedichino poesie, vadano in pellegrinaggio ad Arcore e gli accendano ceri. Chissenefrega. Quello di cui mi preoccupo, onestamente, non è l’assenza di democrazia interna nel Pdl, ma l’assenza di democrazia in Italia, se questo battere continuamente il tasto sulla governabilità e sui pochi poteri concessi al premier (e noi in Parlamento cosa dovremmo dire, allora?) alla fine convincerà davvero le masse – come purtroppo temo stia già accadendo – che c’è bisogno di un uomo forte, di un uomo della Provvidenza. L’elezione per acclamazione l’abbiamo ripescata: ora manca solo il riferimento allo Spirito Santo, ma se ci si lavora un po’ su non lo escluderei a priori.

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12 risposte a “L’acclamazione

  1. Il problema è come far comprendere tutto ciò alla gente, senza far sembrare che la stiamo offendendo.

  2. Il mio timore è che se una parte del Paese dovesse avvertire il “bisogno di un uomo forte” un’altra parte, nell’impossibilità di un confronto democratico maggioranza-minoranza, possa cedere all’impulso di una “risposta forte”.
    I miei ricordi di liceale e universitario romano negli anno ’70, quando qualcuno davvero pensava alla possibilità di una risposta forte del popolo guidato da una elite rivoluzionaria armata, sono ancora vivi e non vorrei proprio che l’epilogo della rivoluzione di re Silvio periodo sia una riedizione degli anni di piombo.
    Il PD avrà un ruolo determinante nella risposta che il Paese potrà dare a questo congresso del PdL, in primis difendendo tutti gli strumenti della democrazia rappresentativa: le elezioni con espressione della preferenza, i referendum, il ruolo dei parlamentari.
    Anche dall’opposizione si può far un gran bene al Paese!

  3. Francesco Antonio Grana

    Peccato che il congresso si sia tenuto la domenica sbagliata. Bastava aspettare la prossima per avere anche l’ingresso trionfale con le palme.

  4. Nella domenica delle palme Cristo arrivava sul dorso di un asino.Berlù non avrebbe potuto:intelligentemente l’asino lo avrebbe scalciato

  5. Cosa aggiungere? Se non: Amen. L’Italia è finita. Andate in pace.

  6. @ Francesco Antonio Grana: questa delle Palme è geniale. Perdonami, ma te la frego per un comunicato stampa! 😉

  7. La mia domenica passa in compagnia dei miei anziani genitori, mio padre soffre di demenza vascolare e Parkinson e mia madre (ottantenne) è ormai sulla soglia di quella depressione che di solito colpisce chi si occupa dell’assistenza di una caro così pesantemente segnato. Quindi all’ora in cui B è stato democraticamente acclamato alla conduzione del “nuovo” partito io stavo cercando pazientemente, difficilmente di far mangiare mio padre che in questo periodo rifiuta il cibo. Mio padre è un vero democristiano. Ha votato De Gasperi nel 48. Era per Scelba. Poi Fanfani. Ha anche apprezzato Andreotti e infine ha perso tutto l’entusiasmo per la politica, restando in area centrista e cattolica finché ha potuto. A lui non era piaciuto B perchè diceva che la sua televisione aveva fatto male all’Italia e perchè uno con due mogli non va bene come rappresentante dei valori cristiani. E mentre dalla Tv arriva il sermone di B sul futuro del mondo e sentivo citare una curiosa “morale del fare”, interrogavo me stesso su come avrebbe commentato tutto ciò, mio padre, vecchio democristiano – popolare europeo. Ma ormai parla solo a sprazzi e quando ci sono cose importanti da dire….

  8. Berlusconi è l’uomo in grado dire tutto e il suo contrario in un’unica sentenza senza perdere credibilità con i suoi ascoltatori (con il suo gruppo di fedelissimi poi, potrebbe tranquillamente non dire nulla e ricevere cenni di assenso…).
    In questi due giorni ha potuto tranquillamente affermare che la crisi è globale e nessuno ha risposte certe, che non è profonda e l’Italia ne uscirà meglio di altri, e che necessita di interventi straordinari e quindi di maggiori poteri all’esecutivo. Oggi in un singolo passaggio dell’intervento ha dichiarato che al Parlamento Europeo è fondamentale inviare persone competenti e – soprattutto – persone che siano presenti… ergo si candida lui (che mai ci andrà) perché ha il coraggio del leader. Il semplice esercizio della logica e un’informazione un po’ meno compromessa con i poteri di cui dovrebbe essere il cane da guardia permetterebbe di rispondere a tali affermazioni con il classico e popolare “buuu”. Da noi si levano applausi scroscianti, occasionalmente accompagnati da svenimenti femminili e sdilinquimenti giornalistici. Su questa sua “credibilità” è necessario contrastarlo, evidenziando punto per punto, parola per la parola se necessario, la montagna di contraddizioni su cui poggiano le sue dichiarazioni. E con maggior forza questo atteggiamento va tenuto rispetto alle sue richieste di più larghi poteri. Perché oggi abbiamo visto la sua acclamazione, ma io vorrei proprio risparmiarmi l’incoronazione.

    p.s. Andrea, io non aspetterei il riferimento allo Spirito Santo. Il premier è già all’omelia di insediamento visto che venerdì il suo intervento iniziava con “Chi crede nella libertà non è mai solo”. Se metti tra parentesi ‘nella libertà’ e vai indietro di quattro anni….

  9. Tra non molto lo vedremo affacciato al balcone di Piazza Venezia acclamato da una pletora di adepti deliranti…a quel punto o si ritorna ad essere partigiani o conviene chiedere asilo politico altrove!

  10. Francesco Antonio Grana

    @ Andrea Sarubbi: la battute sulle palme l’ho raccontata stamane a Mimmo Liguoro che sta ancora ridendo. Te la regalo con piacere, tanto te lo rinfaccio venerdì pubblicamente.

  11. Carlo Scibilia

    Quel giorno si annuncera’ in modo terribile:la Polizia Berlusconiana, in una livida alba,suonera’ alla Sua porta,e lei sara’ trascinato via tra le urla strazianti dei suoi.Portato a Ventotene non prima di essere interrogato e torturato nelle segrete del castello di Arcore,sara’ sbarcato nell’isola maledetta dove la terribile temperatura di 27-30 gradi,il cibo scarso e scadente a base di fritto di triglie,spaghetti alle vongole,tagliolini ai frutti di mare,polpo olio e limone,lasagna di magro(di Domenica) la portera’ alla tomba in breve tempo.Ventotene è sempre stata isola per esuli e martiri.Chi non preghera’ il pontefice Berlusconi si affidera’ a Lei,che non manchera’ di apparire a numerose anime fedeli,garantendo pace ,felicita’ ed un posto in banca,prodiana o dalemiana che sia.

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