L’avanzata del nulla

Non so se stiano utilizzando la vecchia tattica del poliziotto buono e del poliziotto cattivo, che nei telefilm americani funziona sempre per far confessare il colpevole: prendi il sospettato, lo fai riempire di botte da un agente che lo tratta come un cane, dopodiché gliene mandi un altro che è tutto l’opposto del primo. È il poliziotto buono, appunto, che si schiera subito dalla parte del povero arrestato e contro quel farabutto del collega cattivo: “io non sono come quello lì”, gli dice, “di me ti puoi fidare davvero”. Il colpevole scoppia a piangere, lo abbraccia e gli confessa tutto. Le telecamere della polizia registrano, il caso è chiuso, i due poliziotti chiudono la cella e buttano la chiave, dopodiché vanno a festeggiare insieme al pub. Ne avrò viste centinaia di puntate così, ma a 37 anni ancora ci casco: al punto da essermi quasi commosso per il discorso di Gianfranco Fini alla Fiera di Roma, dimenticando la platea che aveva di fronte e le simpatiche canaglie che lo applaudivano su quello stesso palco. Sentirlo rilanciare il tema della cittadinanza agli immigrati, in particolare, mi ha aperto il cuore, e nei prossimi giorni vi dirò perché. Sentirlo parlare stamattina della difesa della legalità, di una stagione costituente in Parlamento, di un patto tra generazioni e tra categorie in materia di lavoro, lo confesso, mi ha fatto chiedere chi fosse l’intruso fra me, lui e Berlusconi. È chiaro, Fini non ha risparmiato stoccate a noi (ci ha definiti ottocenteschi in tema di lavoro, pur sapendo benissimo che è Sacconi a non aver capito come funziona un co.co.pro.), ma tutto questo fa parte del gioco: non era dietro il suo banco di presidente della Camera, ma sul palco del Pdl, e mi sarei stupito se si fosse messo a parlare bene del Pd. Il problema non sono le stoccate, le diversità di vedute su questo o quel punto (sulla sua sicurezza che il federalismo fiscale faccia bene al sud, per esempio, qualche dubbio ce l’avrei; sulla necessità di una Repubblica presidenziale, poi, non ne parliamo), ma la presenza o meno, nei nostri interlocutori, di una cultura istituzionale e di un approccio da statista. Che il loro poliziotto buono oggi ha confermato di avere, mentre il poliziotto cattivo anche ieri ci ha fatto cadere le braccia. Guardavo Berlusconi, su quel palco, e ripensavo al discorso di Veltroni del Lingotto (27 giugno 2007): circostanze simili (il primo discorso del leader al partito nascente, frutto della fusione di due storie diverse), ma un altro mondo. Un’altra concezione della democrazia, soprattutto. Un altro approccio alla costruzione dell’identità di un partito, che nel caso del Pdl – se le linee sono quelle fissate ieri dal presidente del Consiglio – si basa essenzialmente su due pilastri: la devozione assoluta alla figura del leader, legata per sua natura al populismo ed all’immagine, e l’irrisione dell’avversario, basata sulla vecchia categoria di anticomunismo che oggi non convince più neppure mia madre ma che (e questo mi ha stupito negativamente) viene riproposta pari pari anche dai giovani berluscones nati dopo la caduta del muro di Berlino. “Meno male che Silvio c’è”, cantavano ieri i fedelissimi, senza rendersi conto che è invece Gianfranco Fini la loro foglia di fico, l’ultimo baluardo contro l’avanzata del nulla.

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9 risposte a “L’avanzata del nulla

  1. Ancora una volta hai centrato il vero senso e significato della giornata di ieri, ma penso: Italia, che tempi si stanno preparando? Cerco di dare un significato “sportivo” e aggiungo; ne vedremo delle belle e speriamo di non dover aggiungere, povera Italia.

  2. Il più grande evento che i giovani di AN organizzano ogni anno si chiama Atreju, in onore del ragazzino combattente della “Storia Infinita”. Lui lottava contro il Nulla. Anche loro, in maniera diversa da noi, lottano contro il nulla. E il nulla, ormai l’abbiamo capito, è la società Berlusco-nana. Una società fatta di piccoli uomini che non riescono a guardare oltre l’immediato, oltre il particolare, oltre la spettacolarizzazione del momento presente. A me però sembra che la destra voglia abdicare a questo ruolo appiattendosi sulle posizioni del loro Cesare

  3. Pensa a che punto siamo arrivati, Andrea: dover cercare (con il lanternino) qualcosa di buono in Fini per tentare di capire che prospettiva politica abbia questo PdL!
    Tuttavia, fra i tanti discorsi ascoltati in questi giorni, il più convincente è stato quello del prof. Sartori, che non vede per Fini un grande futuro politico. In sintesi Sartori dice: il pdl nasce come partito persona e nessuno è in grado di prevedere cosa succederà quando “Silvio non ci sarà”. Ma finché Silvio ci sarà, o a palazzo Chigi o al colle (parole di Sartori), Fini non sarà mai il capo del Pdl.

    Detto in altre parole: Berlusconi ha un carisma personale fortissimo e una straordinaria capacità comunicativa e di aggregazione del consenso, anche perché dà ragione a tutti (1) e intanto prosegue per la sua strada. Ma non ha la statura (absit iniuria verbis) del politico da libro di storia, e la sua creatura si scioglierà quando lui non ci sarà più. E il pdl probabilmente non gli sopravviverà. In effetti, l’evento politico fu il passaggio a Fiuggi dal MSI ad AN. Oggi è in corso solo la deificazione di Silvio I.
    __________________

    (1) Strepitosa la frase pronunciata da re Silvio ieri nel discorso al congresso PdL, che conferma il sincretismo politico e culturale in cui vuole agire. Copio dall’ANSA: “La nostra è una rivoluzione liberale, borghese, popolare, moderata e interclassista, che colma un vuoto nella storia italiana”.

  4. @magociclo
    sono pienamente d’accordo con la tua analisi

  5. La storia del poliziotto buono – poliziotto cattivo è finita sui giornali… ecco, tra i vari link, quello dell’Unità di oggi: http://www.unita.it/news/83458/fini_a_tutto_campo_il_pdl_scopre_il_secondo_leader_ed_gi_spaccatura

  6. Guardate la foto e capirete che la società di cui parla Fabio Boccuni è una realtà,non un’ ipotesi.

  7. Ma il professor Sartori,che iNsegna allal Columbia insieme ad Odifreddi,saprebbe darci le coordinate del campo di atterraggio per dischi volanti nascosto da qualche parte nel Campus?Giusto per aggiornare il mio GPS

  8. Luigi De Matteis

    Devo ammettere che il Suo post,on Sarubbi,era da me stato interpretato come allusione al fatto che il nulla(meglio con la N miuscola)fosse una assai opportuna diagnosi dell’Azione del Suo partito nel panorama Italiano.Ma se la casa madre dell’Unita’ interpreta diversamente,non resta che inchinarsi e provvedere a spostare i termini di riferimento.Il Nulla sarebbe il Berlusconismo,ma,a giudicare dalla vostra storia recente,viene da pensare che voi siate il MENO INFINITO.

  9. Giacomo Grippa

    Si è tenuto ieri un incontro a Bari per la presentazione di un libro di Forlani con Casini, D’Alema, Fitto e l’autore.
    Riferendosi a Berlusconi Forlani ha detto: Silvio è migliore di quello che appare, le persone lo votano per quello che appare.
    Tale concetto che sembra azzeccato nasconde comunque la doppia immagine(o morale) dei democristiani nella speranza di salvarsi pe quella buona!

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