I furbetti della mangiatoia

La storia che sto per raccontarvi sembra molto tecnica, e probabilmente lo è, ma credo che valga la pena provarci perché è un tipico esempio di come funziona il nostro Paese. Parliamo di quote latte, visto che il decreto è arrivato oggi in Aula: tra l’altro, ha rischiato seriamente di restare bloccato in Commissione, a causa dei dissidi profondi all’interno della maggioranza. Riassunto delle puntate precedenti: l’Italia è in grado di produrre tanto latte, ma non può superare i limiti fissati dalla politica agricola europea, che ha assegnato già da anni delle quote ad ogni Paese. La disciplina, in vigore fino al 2013, è stata rivista a novembre 2008, quando l’Ue ha concesso a tutti un incremento dell’1% annuo, per i restanti 5 anni; a quel punto, l’Italia ha chiesto ed ottenuto un aumento del 5% immediato, anziché graduale, per poter sanare la propria posizione. Tanto per cambiare, infatti, non avevamo rispettato le regole, o almeno non tutti, ignorando senza pensarci troppo le disposizioni comunitarie. L’Ue, però, ci ha costretto a metterci in regola e ci ha comminato pesanti multe, che la legge 119/2003 rateizzò in 14 anni a tasso zero. Fu una legge bipartisan, che solo la Lega si rifiutò di votare: il partito di Bossi, infatti, ha sempre sposato la causa dei Cobas (quelli che bloccarono l’autostrada, ricordate?), che in questi anni hanno continuato ad ignorare le multe ed a produrre in eccedenza, aprendo contenziosi con lo Stato, mentre la stragrande maggioranza dei produttori (almeno 38 mila su un totale di 40 mila) si adeguava alle norme e pagava le rate. Chi si è sempre comportato correttamente, insomma, ha ridotto subito la propria produzione, oppure ha affittato quote latte da altri allevatori usciti dal mercato; chi si è messo in regola successivamente sta pagando la multa e continuerà a farlo fino al 2017; chi ha optato per la resistenza ad oltranza, invece, non ha tirato fuori un centesimo ed ora beneficerà di questo allargamento delle quote, perché il governo ha deciso che il 5% in più di produzione servirà innanzitutto per sanare i furbetti della mangiatoia. Loro, in cambio, dovranno pagare le multe pregresse, ma mentre scrivo non si è ancora trovata una formulazione sufficiente a garantire che il pagamento sia una condizione previa per poter accedere ai benefici. È il classico caso di condono, insomma, che privilegia chi ha fatto il furbo: tutti gli altri produttori, in regola, beneficeranno solo in minima parte dell’aumento di quote concesso dall’Ue e contro questa evidente disparità stanno protestando nelle piazze italiane. Sono arrivati in trattore davanti alla villa berlusconiana di Arcore, ma soprattutto si sono presentati a Gemonio, davanti a casa Bossi: su questi temi, infatti, in Italia comanda la Lega, che non a caso ha voluto per sé il ministero dell’Agricoltura.

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5 risposte a “I furbetti della mangiatoia

  1. anche in questo caso la Lega conferma la sua trasformazione da partito innovativo, contrario alla partitocrazia e assertore di regole chiare contro i privilegi, a difensore dei furbetti

  2. Pingback: I furbetti della mangiatoia

  3. Nel post precedente hai scritto”…In realtà, vista da vicino la Lega è un partito a due facce (una pubblica-fanfarona, ed una privata-ragionevole) e l’atteggiamento avuto verso di noi in questa trattativa è stato molto responsabile…”

    Quando però leggo le vicende come questa delle quote latte mi convinco ancora di più che la faccia “ragionevole” della Lega è nettamente minoritaria e forse anche poco sincera. La Lega nasce come movimento populista per la difesa partigiana di interessi settoriali. E’ difficile immaginarla come partito di governo: l’anima “Borghezio” è immanente e ogni volta che si va a fondo esce fuori. Trovo avvilente e immorale la vicenda che hai pacatamente esposto. Mi dispiace però che l’acquiescenza opportunistica generalizzata abbia impedito che la vicenda avesse un adeguato rilievo, anche sui giornali meno schierati con la maggioranza di governo.

  4. Vorrei fare un breve commento fuori dall’argomento di oggi. Pochi giorni fa hai cambiato commissione. Ricòrdati sempre della legislazione su Internet perché i tuoi colleghi parlamentari non conoscono questo mezzo, salvo rare eccezioni, e tutti corriamo il rischio di avere leggi assurde o a favore solo dei più potenti e di chi comanda e vorrebbe controllare sempre più la nostra vita. I rischi sono grandi ed il tuo ruolo e la tua presenza, il tuo parere è importante. L’Italia non capisce che Obama in America ha vinto le elezioni proprio usando Internet. Noi pensiamo che esso costituisca solamente un rischio e un pericolo perché se ne parla solamente per questi aspetti. Veramente dobbiamo fare ancora tanti passi in avanti. Comunque questo blog è un rarissimo esempio di aggiornamento quotidiano. Grazie Andrea.

  5. Era anni che non sentivo più niente delle quote latte, forse mi sono dato alla non informazione. Potevo anche immaginare che il problema non fosse risolto. Certo che veramente la gente a volte fa a rovescio di quello che dice . . . poveri noi e poveri allevatori!

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