Tutti per uno

Le primarie stanno alle elezioni come un allenamento sta alla finale. Però è negli allenamenti che il mister fa la squadra, è lì che decide i titolari, è lì che prova gli schemi e mette a tacere eventuali dualismi. Così sarebbe sbagliato sottovalutare la sfida che si è svolta ieri nel mio collegio elettorale per scegliere il candidato del Centrosinistra alla presidenza della Provincia di Napoli, nella tornata del 6 e 7 giugno prossimi. Erano in corsa 3 candidati: l’ex ministro Gino Nicolais (che ha stravinto), l’assessore provinciale Guglielmo Allodi ed il sindaco di Castellammare di Stabia, Salvatore Vozza. I primi due del Pd, il terzo della Sinistra di Vendola. Rifondazione e Italia dei valori non hanno partecipato al voto, per motivi differenti: i comunisti perché correranno con un loro candidato, i dipietristi per tenersi le mani libere in vista di un accordo prima delle Provinciali. In ogni caso, erano primarie vere, con candidati degnissimi, ed il fatto che abbia stravinto Nicolais mi fa particolarmente felice perché – a mio parere – era il candidato più autorevole che il Pd potesse contrapporre al Centrodestra. Gino è un professore di fama internazionale, è un ex ministro, è un uomo onesto ed indipendente, che negli ultimi mesi non ha avuto timore di denunciare gli errori compiuti dalle amministrazioni di Centrosinistra: deve essere per questo, probabilmente, che l’affluenza di ieri non è stata esaltante. Alle primarie di Prodi votarono 110 mila persone, a quelle di Nicolais 40 mila: un po’ pochino, considerando che solo 70 mila sono i tesserati Pd e che c’era anche un candidato extra-Pd. Un motivo potrebbe essere quello di cui sopra (Nicolais non particolarmente gradito a Bassolino, ad esempio, o almeno non abbastanza da spingerlo a mobilitare le truppe cammellate), ma più onestamente bisogna riconoscere che pure i 70 mila napoletani iscritti al Pd sono un dato anomalo, rispetto alla media nazionale: a Napoli e provincia, in sostanza, non è sempre la passione la molla che spinge uomini e donne di tutte le età a prendere la tessera di un partito, ma spesso è il legame personale ad un esponente politico, che a sua volta – negli equilibri interni – vale tanto quante tessere pesa. Ed è proprio questa concezione personalistica della politica, a mio parere, l’ostacolo più grande che Nicolais dovrà ora superare: come ho già detto in altre occasioni, le primarie esauriscono il loro compito con la scelta del candidato, dopodiché si lavora tutti insieme per farlo vincere (Hillary Clinton docet). A Firenze, per esempio, il Pd non c’è ancora riuscito: non entro nel merito, perché è una situazione che conosco poco, ma mi pare evidente che la vittoria di Matteo Renzi non sia stata ancora metabolizzata. Se a Napoli si ripeterà lo stesso errore, è pure inutile sprecare i soldi dei manifesti elettorali: diamoli direttamente in beneficenza e mettiamoci l’anima in pace.

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11 risposte a “Tutti per uno

  1. Bel post, Andrea. Hai evidenziato molti dei problemi che colpiscono il pd e la politica qui a Napoli (e non solo): la concezione personalistica della politica, la mancanza di solidarietà interna, ma soprattutto la vergognosa corsa alle tessere che di questi primi due problemi è la più lampante espressione.

    Finchè i partiti si baseranno sulle tessere e non sulla partecipazione effettiva, difficilmente in Italia, specialmente qui al Sud, potremo sostituire la mala politica (clientelismo, personalismo, lotta di potere) con la buona politica.

  2. Lei ha voluto scrivere sul blog di Repubblica-Napoli e ha invitato altri a seguirla qui. Bene, sappia che io e la mia famiglia siamo per il PD voti persi, in un bel numero. Lei parla, scrive del suo collegio elettorale ma Lei sa benissimo che è un nominato non un eletto, io non l’avrei scelta. Quindi coerenza e moderi le caricature e ste’cazzate che leggo. Nicolais è un presenzialista come tutti voi e anche di più, non ricordo impegni segnati dalla storia che portano la sua firma ne da assessore regionale ne da ministro della Repubblica. Le primarie voi ve le cantate e voi ve le suonate, se poi al momento delle elezioni vi ricordate dei vostri elettori e chiedete il classico turatevi il naso e lavoriamo insieme, ma sappiate che le persone, la gente (come dite voi), il popolo, gli elettori specie di sx sono delusi e quindi per ogni pizzico sulla pancia ora dovrà corrispondere qualche calcione nel sedere. Dopo aver imbarcato Mastella e Co. improvvisamente il suicidio del correre da soli, imbarcandosi la Binetti e anche Lei però. Ora l’ex ministro vuole la poltroncina di Presidente della Provincia (sliding doors). Anche voi siete vecchi. Non ho parole per la mediocrità che presentate per contrastare Berlusconi. Mettete 12 voti e più a Nicky Vendola, e mi spaice per Franceschini che ce la sta mettendo tutta… ma voi no: nè Nicolais ne Lei caro Surabbi, ed eviti di andare sui blog dei giornali.

  3. Egr. Sig. Piero,
    ho letto quanto da Lei scritto senza capire cosa stia dicendo. Senza dubbio il problema è il mio che sono un pochino tardo ma a mio modesto parere si è un tantino contraddetto. Attacca Sarubbi in quanto nominato e non eletto, quando sa benissimo quali siano le leggi elettorali, senza curarsi minimamente però di chi sia Sarubbi, come lavori, cosa faccia. Non l’avrebbe votato perchè? Ce lo spieghi onestamente su, argomenti le Sue affermazioni con qualcosa che valga la pena leggere. Mi chiedo se i vecchi siano quelli come Andrea Sarubbi (vecchi in cosa non si è capito), oppure chi continua a giudicare per sommi capi, a pelle, come i berlusconiani, senza curarsi minimamente della sostanza, tranne quella che serve alla “pancia”. Se Sarubbi sostiene Nicolais ci deve essere un motivo che magari è un tantino più approfondito del Suo, o no? Ma a Lei di questo importa poco, l’importante è sparare nel mucchio, che alla fine in qualcosa ci si prende sempre 😉 (Berlusconi docet)

  4. Sig. Piero,
    posso capire che probabilmente Lei non conosce l’on.Sarubbi nè di persone nè tramite Internet, e quindi sulla base di pregiudizi giudichi Andrea, sbagliando clamorosamente. Odio i pregiudizi, ma può capitare di incapparvisi, anche perchè spesso a parlar male ci si azzecca … ma non in questo caso.

    Innanzitutto l’on.Sarubbi è sì un “paracadutato” a Napoli, ma magari fossero tutti come lui i parlamentari napoletani! Finora è l’unico fra di loro a prendersi la biga ogni settimana, senza mai perdere un colpo, di prendere il treno e partecipare ad incontri e dibattiti in tutta la provincia.

    Inoltre, Andrea è uno dei pochissimi, forse l’unico, a tenere (di suo pugno) un blog dove ogni giorno parla della sua attività parlamentare, e dei problemi più disparati dell’Italia e del territorio di Napoli. E, se magari imparerà a leggerlo senza pregiudizi, scoprirà di essere d’accordo su quasi tutto. Inoltre, sempre parlando di Internet, è l’unico politico di Facebook che davvero sta dietro il suo profilo (e comunica anche personalmente con chiunque voglia contattarlo).

    Mi creda, Sig. Piero, metta da parte i pregiudizi e scoprirà quanto davvero sarebbe meglio se tutti i parlamentari del PD fossero come lui …

    P.S. Ah, e sempre a proposito di pregiudizi, il fatto che io sia molto laico non mi pregiudica di non considerare l’on.Sarubbi migliore di tanti parlamentari “laici” che si dimenticano il senso della politica, per non dir di peggio.

  5. Caro Andrea,
    devo complimentarmi con te per l’analisi sul tema “tessere” del Pd perché hai colto una delle grandi contraddizioni della Campania (segno che più di un pò ne capisci, a differenza di quello che qcn dice in giro). posso aggiungere che qualche ceffone telematico (immeritato) a volte serve a capire che il Pd ha ancora molta strada da fare per avere una sua identità chiara. E’ un lavoro duro…ma qualcuno deve pur farlo!

  6. Uno dei motivi per cui il PD perde pezzi per strada è che manca di coerenza politica e filologica. Insegue tutto e tutti (non sono io a sparare nel mucchio ma il PD e i suoi rappresentanti a spaccarsi in mille rivoli su molte questioni). Il PD perse il ns voto quando ricandidò la Binetti (e altri come lei aggiungo) alle passate elezioni, non sazi delle enormi divergenze di vedute nella passata legislatura si è voluto insistere su questa strada, continuando in una spaccatura tra chi intende la politica in modo laico (così come dovrebbe essere) e chi invece pretende di portare valori religiosi personali in Parlamento ma sopratutto imponendo la propria volontà. Per me lo Stato è e deve essere laico e le questioni religiose riguardano ognuno di noi nella propria sfera privata, lo Stato deve garantire solo la libertà di tutte le religioni. Ho usato poi il verbo imporre in quanto questo è un Parlamento di nominati, come già detto, e in quanto nominati senza possibilità di scelta da parte degli elettori, gli stessi dovrebbero reprimere alcune loro convinzioni personali specie se in disaccordo con la maggioranza, con le Segreterie che le hanno nominate. Persone che probabilmente non avrebbe goduto del suffragio e quindi nominata, ma che una volta al Parlamento si è regolata come se fosse stata ELETTA di merito e per la persona, e quindi trasgredendo ai bisogni dell’insieme Partito, unico legittimato dal voto in presunzione di coerenza. Praticamente noi abbiamo votato solo un marchio dietro il quale non c’è coesione di idee e di persone. Inoltre mi pare di ricordare che questa legge elettorale è stata votata all’epoca anche dagli attuali componenti partitici e correntizzi del PD.
    Altro tema: l’uso delle istituzioni come sliding doors. Non è bastata la mazziata di Rutelli che si persegue con la stessa arroganza ad imporre le persone che si dovranno mettere alla guida dei carrozzoni pubblici. Poi, da un mio punto di vista, non lo trovo neanche coerente che un signore che ha fatto il ministro scenda per guidare una provincia, questo poi fino alle prossime elezioni, perchè poi via alle dimissioni e salto sul governo e così via (Rutelli su questo è stato uno degli esempi più arroganti e straccioni mai visti e infatti i romani l’hanno punito, pur avendo egli lavorato bene a suo tempo da sindaco). Quando si perde bisogna che ci sia un vero e profondo rinnovamento della classe politica, ed invece il PD ha sempre le stesse persone da vent’anni che saltano al di qua o al di là del fosso. E anche qui imponete in quanto ormai le primarie si sono ridotte a delle farse, per la conta delle tessere. Ahia Ahia, il buon Franceschini che sta cercando coerenza dall’alto del suo cumulo di macerie deve lavorare molto per non sprofondare negli inferi, e lo dico con enorme dolore in quanto io e la mia famiglia siamo portatori di valori socialisti, di sinistra da sempre e lo scomparire ci crea un disagio mentale fortissimo. Avete tralasciato la base chiudendovi nei vostri fortini e avete perso il senso dei problemi, della realtà e continuate imperterriti sulla stessa strada difendendovi dietro il paravento di un sistema elettorale quasi mafioso. E le scuole partitiche dove sono? chi le frequenta? le prossime classi dirigenti dovranno essere separate da chi fa politica e chi amministra. la politica è un arte ma l’amministrare è una professione e non sempre la stessa persona sa fare bene la stessa cosa. Io osservo e guardo, e sono anche molto attivo nei miei circoli personali, e appoggio cause solo per convinzione, le campagne elettorali si fanno anche fuori ai bar, nei mercatini, a contatto con le persone ma senza il codazzo e la tromba mediatica alla quale i politici ormai non sanno rinunciare. Ma tanto che importa? Si è nominati!
    Ah Sarubbi, cosa conosci del tuo collegio elettorale? quali cause stai portando avanti e difendendo per il tuo collegio? Sei nella commissione cultura? Bene, che accade a Napoli e dintorni circa quest’argomento? Qual’è e quand’è l’ultimo paesino che hai visitato del tuo collegio? Vediamo se cambiando il gioco l’avremmo votata. Potrei continuare ma mi fermo perchè gli argomenti sono tantissimi come gli errori e le follie del PD. Ora aspetto le liste poi per un definitivo giudizio.

  7. Spero solo che l’arrabbiatura di un (ex?) militante stimoli qualcosa. se ci si arrabbia è perchè ci si tiene alla cosa che si sta perdendo, non c’è indifferenza. Per il resto niente di personale con le persone ma pare che mi rappresentino ma io non le conosco.

  8. @ Piero: nonostante Lei non abbia rispettato le regole del blog, fornendo un indirizzo mail palesemente falso (x@x.it), ho deciso di lasciare i Suoi commenti perché non volevo passare per censore. Come Le hanno fatto notare altri lettori del blog, da me non sollecitati, il Suo problema è il pre-giudizio: il fatto, cioè, che Lei mi giudichi senza preoccuparsi di conoscermi. Non è difficile: vada nelle categorie del blog, clicchi su “napoli” o “campania” e Le si aprirà un mondo. Mi limito a rispondere velocemente alle Sue domande. “Cosa conosci del tuo collegio elettorale?”: quello che ho imparato da un anno a questa parte, venendo tutte le settimane e girando come una trottola. “Quali cause stai portando avanti per difendere il tuo collegio?”: mi dispiace, ma non ho due ore di tempo per risponderLe; se mi dà un indirizzo mail valido, magari Le spedisco la newsletter, che comunque trova sul sito di Vico Equense on line. “Quale e quand’è l’ultimo paesino che hai visitato del tuo collegio?”: venerdì Pompei, sabato Paestum (che non è neppure il mio collegio, perché è in provincia di Salerno!). La settimana prima, Portici. Due settimane fa, Ottaviano, Pompei e San Giovanni a Teduccio (che non è un paesino, ma spero vada bene lo stesso). Tre settimane fa Pomigliano, per il corteo degli operai Fiat… vado avanti?

  9. beh, devo dire che da un parlamentare della repubblica che ha il merito, nonostante le liste bloccate, di tenere sempre il rapporto con il collegio, mi sarei aspettato una analisi un pochino più lucida.
    Dire N”icolais non particolarmente gradito a Bassolino, ad esempio, o almeno non abbastanza da spingerlo a mobilitare le truppe cammellate” per spiegare una partecipazione non eccezionale puo’ significare che anche tra persone lucide come lei, on.le Sarrubbi, si è diffuso il germe pericoloso della divisione.Le ricordo, casomai lo avesse dimenticato, che l’avversario si chiama Luigi Cesaro, in odore di camorra e nominato dal Silvio nazionale.
    Evitiamoli, almeno nelle prossime ore e nei prossimi giorni, i toni da giudizio sommario che tanti di voi hanno in questi mesi usato amabilmente.
    Con immutata stima
    Francesc

  10. Se pregiudizi sono, non sono nati per differenze di vario tipo, ma dalle delusioni accumulate. Inoltre visto che ci stiamo conoscendo ora e mi dice che è attento al territorio, vuole anche dirmi cosa ne pensa delle sliding doors istituzionali, delle intrusioni della CEI e del Vaticano nella vita politica e civile italiana, del testamento biologico. Sa Lei magari farà convegni e conferenze ma non comizi e io non conosco il suo pensiero. Agitare sempre lo spauracchio del lupo cattivo è ormai una storia che non porta da nessuna parte (vista anche la concorrenza “sleale” di Fini). Perché lei perora la causa Nicolais?

    P.S. l’email è palesemente e volutamente scritta sbagliata non falsa, il nome no.Penso ogni cosa a suo tempo, sarà una questione di fiducia, altrimenti rischio come l’altra volta che ho dato disponibilità al PD per la campagna elettorale e una volta scoperto che mi avevano affiancato a idee come quelle della Binetti, ho dovuto faticare non poco per farmi cancellare dai loro servizi che affondavano la mia casella di posta privata.

  11. Gran bella cosa le primarie… mi chiedo perchè nelle primarie abruzzesi nessuno ha potuto scegliere chi fosse il candidato presidente. Agli elettori -un po’ sbeffeggiati- è stato chiesto di scegliere i ranghi e non il condottiero; questo perchè il candidato era proposto a tavolino da IdV. Insomma nel PD abruzzese primarie a metà… Forse altrove le primarie sono davvero una gran bella cosa.

    ps
    La Regione ora ha un governo di centro destra e e il PD una questione morale grande come una casa (più il 30% del nuovo piano 😉

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