La volante non vola

Sapete che normalmente non copio-incollo articoli di altri, ma quando trovo un’inchiesta come questa non riesco a resistere alla tentazione. È un’inchiesta nel vero senso della parola: gli autori – due giornalisti di un noto settimanale – si sono proprio preoccupati di andare a chiedere in giro, di cercare notizie che normalmente non si sentono nei telegiornali. Il titolo è, appunto, “La volante non vola”.  “Pesanti carenze di organico – si legge nel catenaccio – e di auto per il pronto intervento. Non ci sono più soldi nemmeno per le divise e le fotocopiatrici. E gli agenti stavolta dicono basta”.

Le volanti? Non “volano” più. Il pronto intervento? Ha perso l’aggettivo. La Polizia denuncia di essere senza mezzi e di rischiare di fare la guerra alla criminalità con le pistole ad acqua. E dice: ora basta. La legge emanata dal Governo Berlusconi che ha istituito le ronde ha avuto qualche “corollario” imprevisto. Il primo: la sollevazione dell’intero corpo della Polizia. Basta una rapida occhiata fra i comunicati stampa e i siti Internet dei sindacati di polizia per osservare un compatto “no” senza precedenti all’idea della sicurezza “fai da te”.
La seconda conseguenza non prevista è che le Forze dell’ordine (dalla Polizia ai Carabinieri, dalla Guardia di finanza a quella costiera) hanno rotto la consegna del silenzio, raccontando fatti ed episodi che denunciano il disagio crescente che i nostri tutori dell’ordine vivono da tempo. Il senso della protesta è stato riassunto da Enzo Letizia, segretario nazionale dell’Anfp (Associazione nazionale funzionari di Polizia): «C’è una continuità assoluta nel disinvestire sulla sicurezza», dice. «Noi siamo figli di ogni opposizione e orfani di ogni Governo». A dire che negli ultimi anni i partiti che all’opposizione avevano chiesto più risorse per le Forze dell’ordine, giunti al governo hanno fatto il contrario.
Altro che ronde! Gli agenti gridano a gran voce che, se davvero si vuole più sicurezza, non è continuando a tagliare le risorse destinate a chi la deve garantire che si ottengono i risultati. Tanto meno con i militari sulle strade o con le squadre dei rondisti.
L’esito dei tagli? Ecco qualche esempio.
Torino. «Il commissariato di Rivoli ha sede in un condominio», spiega Nicola Rossiello, segretario generale provinciale della Silp-Cgil. «È insicuro sia per noi che per i condòmini. Capita che quando lavoriamo di notte abbiamo il vicino di casa che ci batte con la scopa sulla parete perché non ne può più dei rumori».
Treviso. «Non ci sono più nemmeno i soldi per comprare le divise», dice Berardino Cordone, segretario generale provinciale del Coisp. Raramente riusciamo a uscire con tre volanti. Che devono controllare tutta la Marca Trevigiana».
Rieti. «Una squadra di vigilantes ha inseguito un’auto civetta della Squadra mobile per segnalarla come sospetta», riporta la rivista Conquiste del lavoro della Cisl. «Nessuno si è fatto male soltanto grazie alla professionalità degli operatori di Polizia».
Verona. Il 17 febbraio si sono scontrate una Land Rover degli alpini e una volante della polizia durante l’inseguimento notturno di due ladri. Conseguenza: una volante in meno per il pattugliamento (delle sole tre operative in città, di cui un’altra fissa davanti al Tribunale). Comunque, i due malviventi sono stati arrestati.
Palermo. «Non abbiamo solo carenza d’organico e di volanti», sottolinea Carmelo Fiumefreddo, segretario generale provinciale del Coisp di Palermo. «Ci mancano anche il toner e le fotocopiatrici, la mensa, il materiale di consumo. E c’è chi aspetta da un anno e più i rimborsi del denaro messo di tasca propria per mandare avanti le indagini o per fare corsi d’aggiornamento. Perché di soldi non ce ne sono più. Diverse volanti circolano da tempo senza collegamento con la centrale operativa, perché non funzionano più i ponti radio. Ci coordiniamo con i nostri telefonini».
Roma. Circolare a questure e commissariati: “Oggetto: servizio di disinfezione e di disinfestazione”. La Direzione centrale dei servizi di ragioneria comunica che «a causa delle limitate risorse finanziarie» non sono stati autorizzati gli interventi di igienizzazione dei locali dove opera la Polizia. Insomma, sembra dire la circolare, non c’è un euro, per quest’anno tenetevi le sedi sporche.
Episodi grotteschi, che fanno anche sorridere. Ma che rivelano una questione terribilmente seria, com’è stato sintetizzato dalle sette principali organizzazioni sindacali di Polizia (Siulp, Silp-Cgil, Siap, Ugl-Polizia, Consap-Italia sicura, Coisp, Anfp, che raggruppano oltre il 90 per cento dei poliziotti) in una lettera a Napolitano: «Si ha la sensazione che per la prima volta nella storia repubblicana lo Stato stia per rinunciare a una delle sue funzioni più importanti e irrinunciabili: la gestione della sicurezza», “appaltandola” ai privati.
«Sa qual è il vero problema?», conclude Carmelo Fiumefreddo da Palermo. «Che le squadre antimafia sono praticamente ferme. E così pure quelle che si occupano di criminalità economica. Tra tagli di straordinari e carenze d’organico non si riescono più a fare i pedinamenti e il lavoro notturno. E quando si limita l’attività investigativa le organizzazioni criminali brindano».

A proposito: l’inchiesta, naturalmente, è di Famiglia cristiana.

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2 risposte a “La volante non vola

  1. Bell’articolo di Famiglia Cristiana. Che ci dimostra come la proposta del PD di dare alle forze di polizia 460milioni di euro con i soldi dell’election day sia una proposta molto, molto sensata, altro che demagogica.

  2. bella inchiesta davvero!!! quasi sconvolgente prendere atto del suo contenuto… o, per meglio dire, semplicemente vergognoso!!! ora bisognerebbe controbilanciare indicando in dettaglio e concretamente cosa si può fare, subito, anche per gradi ma a partire da subito, per venir fuori da tale situazione che non aiuta di certo il sistema di sicurezza nè i cittadini a sentirsi sicuri… così come deve esser difficile lavorare in tali condizioni…
    bella inchiesta!!

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