Si stava meglio?

Venerdì la notizia della tessera rinnovata, ieri sera l’ospitata in tv da Fabio Fazio: a giudicare dai commenti che leggo, mi sembra di capire che nel popolo del Pd c’è voglia di Romano Prodi, o per lo meno nostalgia. Un anno fa, in campagna elettorale, si tentava addirittura di non nominarlo; ora, invece, sono in parecchi quelli che “si stava meglio quando si stava peggio”. Io non so, perché prima non c’ero. Ma devo dire anch’io che, quando gli elettori mi chiedono come mai in quei due anni non abbiamo fatto una legge sul conflitto di interessi, o perché non abbiamo cambiato noi la legge elettorale, o perché non abbiamo approvato quella riforma della cittadinanza per gli immigrati di cui si parla da tempo, be’, un certo imbarazzo a rispondere ce l’ho. Non rimpiango, dunque, il governo Prodi in sé, anche se – vedendo da vicino i tagli di spesa effettuati da Berlusconi – scopro che molte cose quel governo le aveva fatte, soprattutto nel sociale, ma nessuno si è peritato di farlo sapere in giro. Non rimpiango i 19 gruppi parlamentari (che per fortuna mia, essendo alla Camera da un anno scarso, non ho mai visto all’opera), né una vita di coalizione basata sui distinguo, e poiché sperimento sulla mia pelle la difficoltà quotidiana di tenere insieme le diverse anime del Pd mi chiedo come faremmo se tornassimo a Mastella e Ferrero, a Dini e Caruso. Mi manca invece Prodi, questo sì, perché – come gli ho scritto recentemente – mi avrebbe fatto molto piacere lavorare insieme a lui per costruire il Partito democratico. Dopo il suo intervento di ieri sera in tv, su Facebook si è scatenato il dibattito. Il mio amico Pasquale Orlando, per esempio, ha visto Prodi “serio, riflessivo, corretto” e lo ha definito (cosa che farà sorridere molti lettori di Centrodestra, ne sono sicuro) “una speranza per il Pd”. Loris Marchesini confessa, invece, di aver provato “due dispiaceri”: il primo, quando il Professore ha glissato sul rinnovo della sua tessera soltanto ora (mentre le tessere erano disponibili da diversi mesi); il secondo, quando ha attaccato Veltroni (senza nominarlo) per la sua decisione di andare da soli, raccontando la reazione di Mastella. “Quello che era diventata l’Unione – scrive Loris – lo sappiamo tutti. Ma se c’era un esempio per dare ragione a Veltroni era proprio la reazione di Mastella. Se dobbiamo fare alleanze con il centrosinistra, bisognerà rifuggire da quelle con soggetti come Mastella, Dini, etc..”. Vincenzo Iurillo dice di rimpiangerlo “molto, ma non rimpiango quel caravanserraglio che succhiava sangue alle sue spalle e che è stato la causa della sua caduta”. Ecco, è proprio questo il punto: è immaginabile oggi (o da qui a 4 anni) un centrosinistra che non sia caravanserraglio, se neppure i reduci di Rifondazione riescono a fare un’unica lista per le Europee ed hanno come obiettivo unico la soglia del 2%, solo per prendere i finanziamenti elettorali? È immaginabile una coalizione che subisca il ricatto costante di sedicenti centristi, preoccupati soprattutto di tenere un piede dall’altra parte perché non si sa mai? Che si possa star meglio di oggi, non c’è dubbio. Che si stesse meglio quando si stava peggio, onestamente, non direi.

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12 risposte a “Si stava meglio?

  1. Vincenzo Iurillo

    Caro Andrea, se la domanda è ‘si stava meglio con Prodi o con Berlusconi’, la risposta può essere una sola: ‘Meglio con Prodi’. Il suo governo era paralizzato e conflittuale, coi ministri-segretari di partito preoccupati più delle sorti del proprio orticello che di quelle del Paese. Ma il suo governo stava mettendo i conti in ordine, combatteva seriamente l’evasione fiscale, era animato – almeno nel suo leader – dal serio intento di fare qualcosa di buono per tutti. Il governo Berlusconi, invece, si muove esclusivamente secondo le logiche degli interessi personali, finanziari, giudiziari del Padrone Unico dell’Informazione e del Paese e dei suoi accoliti. Come e peggio del terrificante governo 2001-06, capace di approvare una legge Gasparri che grida vendetta al mondo. Detto ciò, nessuno rimpiange gli strepitii di Mastella, le ambiguità di Pecoraro, le prediche di Bertinotti, l’inutilità di Rifondazione nel governo. Ma si stava meglio prima, però. Quindi rimpiango il governo Prodi, secondo la mia pragmatica filosofia: tra due peggio, preferisco il meno peggio.

  2. Diceva don Bosco: non basta amare… l’importante è che i ragazzi si accorgano di essere amati. Ecco direi che in politica vale un po’ la stessa regola. Non basta fare bene il proprio lavoro (?!), l’importante è che i cittadini si accorgano che è stato fatto un buon lavoro. la risposta per Prodi è scontata…

  3. Il problema a mio parere non è Prodi, che come persona credo sia fuori discussione, per il contributo determinante che ha dato alla creazione di una nuova forza politica riformista.
    Il problema, ancora oggi insoluto, era ed è la coalizione che Prodi tentò di capitanare. Un insieme scomposto di persone ed idee spesso contrapposte ed unite dalla sola volontà di sconfiggere il cav. B.
    Credo che nessuno rimpianga le risse interne all’Ulivo, che per due volte ne causarono il collasso politico.
    Però in molti ci stiamo interrogando sulla possibilità di dar vita ad un soggetto politico in grado di aggregare consensi in numero tale da potersi opporre alle prossime elezioni al cavaliere. Oggi non credo sia possibile: i numeri sono chiari e dicono che non c’è gara.
    In altre parole, la domanda oggi non è se si stava meglio con Prodi, ma se il “sistema” Prodi debba essere nuovamente riproposto. Altrimenti dovremmo domandarci se il PD sia in grado, nell’arco di 2/3 anni, di raccogliere consensi tali da poter ribaltare l’attuale maggioranza.
    Della serie: non si stava meglio con Prodi, ma si potrebbe star peggio!

  4. chi è di sinistra ormai era abituato a decenni e decenni in cui la maggioranza Democristiana e poi quella “Socialista” (e l’attuale ereditiera della Libertà) lasciavano molto insoddisfatti.

    C’era la speranza unpo’ nascosta:
    “se un giorno dovesse mai vincere la Sinistra…” immaginando una rivoluzione per il Paese, e la giustizia sociale finalmente realizzarsi.

    Poi la Sinistra è andata al Governo e si è capito che, sì, Prodi è un po’ meglio di Berlusconi, e anche D’Alema lo è, e probabilmente anche Veltroni, ma alla fine non sono capaci di cambiare l’Italia. La speranza era esagerata.
    Piuttosto che veder le proprie speranze sfiorire si preferisce non votare o ripiegare su qualcun altro (Di Pietro o la Lega).

    Finchè continuerò a vedere in voi gente “un po’ meglio degli altri” non vi voterò (senza offesa). Vi voterò quando, mettendo una croce sul vostro simbolo penserò:
    “magari non vinceranno, ma se dovessero mai vincere…”

  5. Caro Andrea, condivido la tua analisi. Chi parla non era affatto sostenitore dell’Ulivo, in quanto l’Ulivo prodiano era sommatoria di tante cose vecchie. Rispettabili. Importanti. Fondamentali. Ma vecchie. E litigiose. La doppia vittoria di Prodi su Berlusconi si è conclusa con una doppia fine anticipata del suo mandato.
    Come dice Adinolfi sul suo blog: Prodi è un gigante. Ma non abbiamo bisogno di lui.
    Spero che l’onda di apologetici prodiani improvvisamente comparsi alla consegna della tessera non conduca il PD a vecchie idee/programmi/progetti che sono già falliti…
    Il PD ha un solito esito possibile: diventare maggioritario nel paese. Certo che però vive una fase di stallo provocata dalla timidezza della sua classe dirigente

  6. Prodi sa benissimo che gli conviene stare alla larga dal gruppo dirigente del PD e impegnarsi invece in attività internazionali , nelle quali può essere più utile la sua esperienza .

  7. Sono d’accordo con Andrea. Il più grande errore di Prodi, che commise due volte, fu proprio quello di cercare sempre di conciliare l’impossibile. Direte voi: ma altrimenti non avremmo vinto. Forse sarebbe stato meglio: almeno così gli Italiani avrebbero avuto il tempo di capire cosa Berlusconi è capace di fare in 10 anni (di danni ovviamente), senza avere un Prodi che sistemasse i suoi danni (per poi venire interrotto puntualmente quando stava per venire la parte “migliore” del suo Governo). E almeno avremmo potuto prepararci per poter andare solidamente al Governo e cambiare davvero l’Italia, e non governicchiare (seppur meglio di Berlusconi).

  8. caiofabricius

    L’errore di Prodi e delle ormai rare persone per bene come lui è l’inversione delle proporzioni !
    Mi spiego: i bananas che votano garruli il Bananas? Incoscienti o Conniventi ?…..

  9. No, rimpiangere il governo Prodi non si può. Una coalizione rissosa e divisa su tutto. Tante cose fatte ma altre importanti e sentite dal nostro elettorato come urgenti mai realizzate. Si discuteva difilosofia del diritto (PACS, DICO, etc) ed intanto chi aveva problemi reali e quotidiani li vedeva quasi come marziani.

  10. Concordo al 100% con Zanfardino. L’analisi è perfetta. Prodi ha solo saputo (da buon democristiano) tentare la grossa ammucchiata. Ci ricordiamo dei ministri che sfilavano contro il governo ?!

    Ci ricordiamo di un ministro dell’Università e della Ricerca che ha brillato per un’assenza memorabile ? (mi dicevano che aveva problemi renali: ma allora perche non ti dimetti ?!)
    E i DICO, già citati da Mario ?! Tanto casino per nulla.
    C’è stato l’indulto (si sta ancora ridendo !).

    Indipendentemente da Prodi, si sarebbe mirare più in alto e sfruttare l’autodistruzione del Cav.B., inevitabile vista la compagine. Nel frattempo, Veltroni, D’Alema avrebbero dovuto fare un passo indietro e lasciare spazio a chi se sentibva di affrontare le sfide in modo nuovo deciso.
    D’Alema: è quello della bicamerale, ricordate, in cui il giorno prima della firma, il Cav gli tirò il piattino, diciamo qui in terronia ! – è ancora lì)
    Veltroni: è quello che ammette candidamente che ha comprato la casa a New york con i proventi del libro . . . ma ci prendi in giro ?!

    Beppe Grillo nel frattempo portava istanze giuste nel modo sbagliato, ricordiamolo. Le istanze restano giuste e sono quelle sulle quali il futuro del PD si giocherà.
    Banche, televisione, scuola, ricerca, casa, sanità, evasione fiscale . . . il paese è abbandonato a se stesso.
    Ripropongo la stessa domanda di qualche mese fa: cosa succede se Bassolino viene proposto nella lista alle elezioni europee ?!

    P.S.: Sono un elettore del PD. Molto prossimo a diventare un ex. In Campania il PDL si sta preparando a fare man bassa alle prossime elezioni provinciali ed europee. Per il PD ci vuole solo un miracolo. L’altra sera ho visto Bassolino da Santoro che dialogava con Renzi, stesso partito . . . . due lingue diverse.

  11. Vincenzo Iurillo

    Se Bassolino viene candidato alle Europee, per il pd sarà la catastrofe! E non bisogna essere Giovanni Sartori per capirlo.

  12. thefirstcrusade

    Bisogna anche essere sinceri e dire che durante entrambi i governi presieduti da Prodi non c’erano i numeri per approvare una legge sul conflitto di interessi.

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