La mina vagante

Leggo che i militanti di Forza Italia stanno intasando il sito del loro partito di messaggi contro Gianfranco Fini. Perché proprio ora? Perché la nascita del Pdl si avvicina (ieri sera si è svolto a Roma uno dei tanti congressi di avvicinamento) ed è meglio regolare i conti subito, finché si è in tempo. Il presidente della Camera è “una mina vagante che pensa solo ai suoi interessi”, un “voltagabbana” che gareggia con Franceschini “su chi la spara più grossa”, uno che fa “il bastian contrario solo per farsi notare” eccetera eccetera. Ecco, tutto parte proprio da qui: se nel Pdl la pensi diversamente da Berlusconi, tienitelo per te; se pretendi pure che si sappia in giro, stai facendo il bastian contrario solo per farti notare. Ma andiamo con ordine. Non è che il discorso inaugurale di Fini (retorica allo stato puro) mi avesse entusiasmato, né mi hanno entusiasmato alcune sue decisioni da presidente della Camera: votazioni annullate misteriosamente quando il governo era andato sotto, pianisti della maggioranza ignorati, regolamento rivoltato come un calzino quando c’è stato bisogno di approvare il lodo Alfano in due settimane… Tutti episodi avvenuti soprattutto nei primi mesi della presidenza, mi viene da pensare mentre lo scrivo, quando Gianfranco Fini era ancora il numero due di Berlusconi e non quella “mina vagante” di cui parlano oggi con preoccupazione (e un po’ di schifo) i militanti di Forza Italia. Dall’estate scorsa in poi, Fini ha capito che la sua carica istituzionale gli consentiva di smarcarsi – cosa che non avrebbe potuto permettersi, per esempio, se avesse accettato di fare il vicepremier, ritrovandosi (come l’altra volta) a litigare un giorno con Bossi e l’altro con Tremonti – e ne ha approfittato in parecchie occasioni. Sul ricorso alla fiducia e sull’umiliazione del Parlamento, sul decreto sicurezza e sull’integrazione stessa degli immigrati, fino ad arrivare al caso Englaro: non è che Fini fosse il solo parlamentare Pdl a favore dell’interruzione di alimentazione ed idratazione, ma è stato l’unico (salvo l’eccezione di Marcello De Angelis, un deputato a lui molto vicino) a poterlo dire pubblicamente, perché tutti gli altri si sentivano schiacciati nella morsa Berlusconi-Gasparri ed avevano paura per il proprio futuro politico. Ho esposto questa mia tesi allo stesso Fini, in un lungo colloquio avuto con lui due settimane fa, e gli ho anche rivelato che – ai tempi del suo primo scontro alle amministrative di Roma con Rutelli, nel 1993 – andavo nei mercati rionali a distribuire volantini antifascisti, che lo ritraevano mentre faceva il saluto romano. Fu proprio quello, se ricordate bene, l’inizio del suo sdoganamento: Berlusconi (che all’epoca era solo un imprenditore, alla ricerca di nuovi riferimenti politici dopo Mani Pulite) dichiarò, stupendo tutti, che se avesse potuto votare a Roma avrebbe scelto lui. Ripenso a quella copertina dell’Espresso, che ritrasse il Cavaliere con fez e camicia nera, e mi chiedo cosa accadrebbe oggi se i due (Rutelli e Fini) si ripresentassero al ballottaggio: non tanto fra i dirigenti ed i quadri dei due partiti, quanto fra le rispettive basi. Per chi voterebbe, oggi, un laico arrabbiato di Centrosinistra? E un cattolico di Centrodestra?

Annunci

6 risposte a “La mina vagante

  1. Io non penso proprio che Fini abbia cambiato radicalmente le sue idee; penso, invece, che si stia preparando un futuro politico diverso, allorquando sara’ costretto a lasciare l’attuale carica istituzionale.
    Prima o poi Berluscaz passera’, e dopo cosa succedera’??Ci sara’ sempre questa accozzaglia di fascisti, massoni ecc…? Come pure, ci sara’ ancora un simile centrosinistra?? Io penso che ci sara’ un vero cataclisma politico, e qui potrebbe entrare in gioco Fini ….e qualche altro.

  2. x me fini potrebbe pure puntare a fare il segretario del pd

  3. Le ultime uscite di Fini sono da apprezzare, al di là di ogni appartenenza politica. Come presidente della Camera si sta comportando discretamente, a parte gli esordi sottolineati da Sarubbi. Ad avercene di avversari di centrodestra come lui: almeno sarebbe meno frustrante perdere sempre. Fa bene a smarcarsi dalle forzature berlusconiane e dagli estremismi leghisti: magari Silvio non è immortale per davvero, chi lo può sapere.

  4. Ciao Andrea! Arieccome!

    Che dirti… Io stimo Gianfranco Fini! Mi sembra un esponente politico molto serio, credibile, più europeo, di ampio respiro… Uno che è riuscito a “sdoganarsi” sul serio dal suo passato, rispetto a tanti esponenti del centro-sinistra e del centro-destra… Provate solo a pensare a tutti i famigerati “colonnelli” di An: Matteoli, La Russa, Urso, Landolfi, Alemanno, Gasparri, ecc. ecc. non solo rimangono pervasi da pericolose “scorie” ideologiche del passato, ma mi sembra che – se fosse ancora esistita An – nessun altro avrebbe potuto sostituire Fini alla guida del partito… Nonostante abbiano tentato di farlo fuori più volte…

    Al di là delle sue posizioni che continuamente si smarcano dal Governo (e mi auguro che tutto ciò non sia fatto dall’on. Fini per uno squallido tornaconto politico), credo che come leader costituirebbe una validissima alternativa a Berlusconi. In effetti, per capirlo, basta rileggersi le dichiarazioni dei militanti berlusconiani sul sito di FI, riportati anche da Andrea nel post… Non vedo tutta questa qualità nell’elettorato “pidiellino”… E mi domando altresì perché tutto questo accanimento nei confronti del Partito Democratico… Il Pdl gode perché vince, ma di certo non è senza problemi… Che le parole di Casini sul suo futuro suonino come una vera e propria “profezia politica”?

    L’analisi di Andrea su Gianfranco Fini infatti, secondo me può invitarci ad un’ulteriore riflessione: ossia il futuro del PDL. Che ne sarà un domani di questo partito senza SB? Fini – ve lo assicuro – non è amato da gran parte del nuovo partito, in special modo dalla componente cattolica ultraconservatrice. Certo, se si faranno tipo delle primarie, se la potrà giocare. Ma la partita sarà dura, se avrà come sfidanti Formigoni o Tremonti o chissà quale altro (a questo punto, mi aspetto la discesa in campo di Piersilvio, tanto per dare un “segnale di continuità”, magari con l’elezione a parlamentare di Silvia Toffanin, prima in lista nella circoscrizione Lombardia 1…). Inoltre…è ancora tutto da dimostrare l’altro lato della medaglia: se il collante del centro-sinistra è stato (e in parte lo è stato) l’anti-berlusconismo, perché nessuno dice che il collante del centro-destra è il berlusconismo!??? Berlusconi col suo carisma tiene uniti il tutto ed il contrario di tutto. Quindi sono d’accordo con quanti asseriscono che, con la sua uscita di scena, ci sarà un vero terremoto politico. Pertanto, il Partito Democratico deve sfruttare al meglio il “finale” di questa lunga (e sventurata) fase di transizione iniziata nel 1994, per costruire un progetto politico vero, serio e concreto, che non si basi sulla contrapposizione con l’avversario. Anche se tuttavia, nella battaglia politica, anche la contrapposizione è un elemento intrinseco… In effetti, Veltroni aveva ragione quando diceva che in Italia si deve combattere una sorta di egemonia culturale proberlusconiana… Perché altrimenti, se subito il centro-destra accusa l’opposizione di “anti-berlusconismo”, non sarà più ammessa alcuna critica nei confronti del premier…

    Un clima culturale che danneggia seriamente il PD: se critica Berlusconi, c’è l’antiberlusconismo; se non lo critica, viene accusato di “inciucio” o di non fare opposizione; se fa delle proposte (come di recente ha fatto Franceschini), sono proposte ideologiche, demagogiche, elemosine che non servono a nulla.. Insomma, elettori e soprattutto, voi opinionisti salottieri, datevi una regolata!!! Perché non vi siete fatti sentire, ad esempio, quando Berlusconi ha dato del “fallito” a Soru in occasione della campagna elettorale sarda? E se l’avesse fatto Soru? Immagino le vostre critiche bacchettone al Partito Democratico. Ecco il motivo per cui non ho alcun rispetto per voi…

    Infine…una buona notizia… Finalmente è finito “Malpensa, Italia”. Sono davvero contento, tenuto conto che la riflessione finale di Renzi l’ho condivisa totalmente… “E’ vero che il centrosinistra deve liberarsi dalla psicosi del berlusconismo… Ma certo che anche il centrodestra… Se procede alla beatificazione di Berlusconi…non va mica tanto bene…”. Amen.

  5. Andrea, è apparso evidente a tutti che con il progredire dei mesi dall’inizio della legislatura Fini abbia deciso di disegnarsi un ruolo per sé, con chiare distinzioni rispetto al leader indiscusso del centrodestra. Secondo alcuni prepara la successione, per altri si allena per il Colle. In ogni caso non si può negare che si muova decisamente bene, ma questa non è una novità, dato che nella propria parte Fini si distingue per capacità politiche più o meno come un albero spicca in mezzo a dei cespugli.
    C’è per altro da dire che da quando B. ha definitivamente abbandonato la recita post-elettorale di voler fare lo statista (ha resistito più o meno due settimane nel ruolo, poi ha rinunciato per chiara incompatibilità) quella funzione è vacante nel centrodestra e Fini deve averci fatto un pensierino su. In questa prospettiva, non mi risulta impossibile da credere che il suo rispetto per le regole della democrazia parlamentare sia sincero, come pure che sia reale l’insofferenza per alcune posizioni della propria maggioranza, ma che nell’esprimere pubblicamente tale dissenso non vi sia calcolo politico, quello sì, mi risulta meno probabile. Per altro B. sembra fornirgli con una certa regolarità – e gratuità aggiungerei – l’occasione per dimostrare il suo ruolo di garante; occasioni tanto facili ed ovvie (come la proposta di voto ai capigruppo) da sembrare assist a porta vuota… direi quasi troppa generosità da parte del premier.
    A conti fatti se da qui a qualche anno si dovessero aprire per lui le porte della successione come leader del PdL, con questo comportamento avrebbe rimosso quel quid che impedisce ancora oggi a molti moderati di votare per il centrodestra berlusconiano (gli resterebbero certo da regolare molti conti con nemici interni, ma non essendo uno sprovveduto non c’è da temere per lui…) e rischia di essere un avversario molto ostico per il centrosinistra. Se invece si arrivasse al punto in cui il Presidente della Repubblica dovesse essere espressione della destra, a qualcuno verrebbe veramente in mente un nome diverso?
    Quanto alle due domande conclusive, Andrea, sicuro di volere la risposta? Perché quella che è venuta in mente a me non credo ci piacerebbe poi tanto…

  6. Interpretare il comportamento di Fini è molto difficile. Innanzitutto, io non mi fido di una persona che a Novembre 2007 aveva detto “Basta con Berlusconi, non mi venga a cercare, non sono una pecora” (vi ricordate gli “ectoplasmi”?) e poi dopo nemmeno due mesi (Gennaio 2008) si è subito “redento” e addirittura ha fatto il partito unico con Berlusconi.

    Detto ciò, tutto dipende da come verrà scelto il prossimo leader del PDL: con una scelta oligarchica, oppure tramite consultazione popolare. Nel primo caso, se Fini è il “prescelto”, allora può dire e fare tutto quello che vuole, tanto è già deciso che è lui il mprossimo leader … anzi fa bene, perchè si accredita come personaggio “istituzionale” agli occhi degli Italiani. Nel secondo caso, Fini rischia, perchè con queste sue uscite si sta inimicando l’elettorato berlusconiano che potrebbe anche non sceglierlo come leader PDL. E magari preferirgli persone come Formigoni o Tremonti.

    In ogni caso, ripeto, io di Fini non mi fido. Spero mi smentisca.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...