La casa delle libertà

Devo citare un episodio non documentabile, avvenuto qualche mese fa, quindi vi invito a credermi sulla fiducia. Sono a cena con un imprenditore meridionale del settore costruzioni, che – spiegandomi la ragione del suo voto per il Pdl alle ultime Politiche – mi dà per imminente un condono fiscale o qualcosa di simile. Gli chiedo se abbia parlato direttamente con Berlusconi, ma mi risponde che non c’è bisogno: tutti i voti dei costruttori sono andati al Centrodestra non per caso. Si sa, infatti, che quando Silvio va al governo ripaga con moneta sonante, ed il condono fiscale è l’ipotesi più probabile: si tratta solo di vedere quando avverrà. Ho ripensato a questa chiacchierata stamattina, leggendo sui giornali della nuova idea di semplificare le procedure burocratiche per le ristrutturazioni: mi sono venuti in mente, come in un flash, i vari condoni edilizi già varati dal Cavaliere nelle precedenti avventure a Palazzo Chigi, compreso quello del 2003 in Sicilia che si basava sull’autocertificazione. Se già l’assenza di autorizzazioni comunali mi crea qualche problema etico, perché l’amministrazione locale è l’unica in grado di garantire l’intera comunità, l’autocertificazione è veramente una barzelletta: infatti, quando al giornale radio di poco fa ho sentito Roberto Formigoni parlare con tono rassicurante di “autocertificazione rigorosa”, dalle risate stavo quasi andando a sbattere con la macchina. Il mio amico imprenditore, insomma, aveva sbagliato condono (almeno per ora: non si sa mai, conoscendo Berlusconi, che arrivi anche quello fiscale), ma l’intuizione era giusta: ogni volta che c’è da riavviare l’economia, il Centrodestra utilizza lo stesso schema, quello di derogare alle regole esistenti per passare subito alla cassa. Ed ogni volta, anche in momenti storici diversi, Berlusconi passa per il comparto edilizio: d’altra parte, la sua ascesa economica iniziò proprio con la Edilnord, da lui fondata a 27 anni e fatta crescere attraverso una contiguità palese con il potere politico di quei tempi. Questa storia delle ristrutturazioni fai-da-te – come molte berlusconate, dall’abolizione dell’Ici in giù – ha il solito sapore invitante di un cibo che fa malissimo allo stomaco e che qualsiasi medico negherebbe al proprio paziente, soprattutto se, come l’Italia di oggi, non gode di ottima salute. Il condono mascherato che il governo propone (e che, sono certo, si applicherà anche alle verande abusive con vista già realizzate, perché una data falsa non si nega a nessuno) va in realtà a colpire l’unico organo sano che è rimasto al nostro Paese: l’ambiente. Che però non vota, e allora viva la casa delle libertà.

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5 risposte a “La casa delle libertà

  1. Non ti preoccupare, arriverà anche il condono fiscale … hanno cominciato con quello edilizio per “testare” l’opinione pubblica, per vedere se ci sarà una contrarietà forte da parte di giornali e cittadini, oppure se abboccheranno alla storiella … ma sappiamo già come andrà a finire e dunque si sentiranno autorizzati anche a fare quello fiscale… Visualizza altro.

    P.S. Onorevole che ne pensa di questa notizia:

    http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/stipendio-parlamentari/stipendio-parlamentari/stipendio-parlamentari.html

  2. Andrea, questa proposta sull’edilizia è magnifica. Credo sia ispirata dalla nuova campagna pubblicitaria Vodafone; anche lì ti regalano un 20% e nei promo si vedono graziose stanze che sporgono dai muri perimetrali degli edifici. In effetti, da un punto di vista architettonico, le possibilità implicite in questo progetto sono infinite…

    Scherzi a parte ci sono diverse cose ‘stonate’ in questa progetto:
    1. La giustificazione (espressa dal premier e ripetuta all’infinito in alcune ‘casse di risonanza’ dell’informazione): il settore edile è stritolato da lacci e lacciuoli, pastoie burocratiche e leggine (c’è sempre un che di dispregiativo nel modo in cui vengono definite le normative vigenti…) e se le maglie sono troppo strette, bisogna cambiare. D’accordo. Ma perché anziché cambiare le norme, si dichiara la piena liceità ad ignorarle o ad agire in deroga? Da un punto di vista culturale non mi pare una grande acquisizione. Insomma, come titolato nel post, la ‘casa delle libertà’.
    2. Il ‘Piano Casa’: e qui mi verrebbe da dire “ma per favore! almeno chiamiamolo diversamente…”. Ci vuole un bel po’ di fantasia (o un acuto senso del marketing) per assimilare anche solo nominalmente questo progetto a quello di Fanfani. Consentire a privati di allargarsi casa con fondi propri e sotto la responsabilità del proprio progettista ha poco a che vedere con un piano di edilizia popolare e nulla con il programma che nell’Italia post bellica diede casa a migliaia di famiglie (inclusa quella della sottoscritta). E, tanto per essere chiari, i 550 milioni per l’edilizia popolare dei quali si parla in questa proposta del governo sono veramente un’inezia.
    3. La responsabilità del progettista: diciamo che ormai il motivo portante di questa legislatura sembra essere “lo Stato fa un passo indietro, i cittadini si autogestiscano”. Chissà, forse ha pure un senso, ma non lo trovo particolarmente rassicurante. Per altro, mi viene da pensare un po’ malignamente: dovesse passare questa proposta (e i numeri ci sono), perché non far depositare, insieme alla certificazione del progettista, la fatturazione dei lavori? Il Governo avrebbe la prova di aver rimesso in moto l’economia nel settore edile. Noi ci toglieremo la curiosità di sapere se qualcuno riesce a farsi fatturare al 2009 lavori surrettiziamente effettuati in anni precedenti.

    Come sempre, buon lavoro.

  3. Due osservazioni:
    1. Questa proposta delirante è l’ennesima conferma di quanto poco a questo governo stia realmente a cuore il cosiddetto “federalismo”: tolgono ai Comuni persino la libertà di decidere le volumetrie massime consentite sul proprio territorio…
    2. Il mio pallino è il Medio Oriente e così – prima delle elezioni del 10 febbraio – mi sono letto i programmi elettorali dei partiti israeliani. Che cosa propone in materia edilizia il “rozzo” Lieberman, il russo “cattivo e razzista” che definiamo tutti d’ultradestra? Dice che la soluzione al problema dei prezzi delle case ormai alle stelle a Tel Aviv è togliere di mezzo tutte quelle lungaggini burocratiche che non permettono di costruire. Il mondo è piccolo…

  4. Oramai i condoni sono un metodo sicuro per incamerare soldi… in Italia

  5. Riccardo Leandri

    Hai perfettamente colto nel segno, Onorevole. Questa strategia, per l’appunto, è già stata utilizzata dallo stesso Berlusconi agli inizi della sua carriera imprenditoriale, quando nel 1964 diede l’avvio ai lavori per un megacomplesso residenziale per 4000 persone da realizzarsi a Brughiero, nella periferia milanese. Mi permetto di ricordare ai lettori del blog i particolari della vicenda.
    Cito da”Citizen Berlusconi. Vita e imprese” di Alexander Stille, pubblicato da Garzanti nel 2006: “Il progetto era stato approvatoper un’elevazione degli edifici pari a cinque piani, evidentemente l’altezza che il comune riteneva appropriata al sito per garantireun afflusso nsufficiente di luce e un adeguato impatto sull’ambiente. Senza alcun permesso, la squadra di lavoro di Berlusconicostruì in tutta fretta edifici alti otto piani. Un particolare interessante: Berlusconi assunse come direttore del progetto l’uomo che aveva in carico l’urbanistica del comune di Brugherio, un democristiano [Edoardo Teruzzi].
    In altre parole Berlusconi si comprò i servizi dell’uomo che avrebbe dovuto difendere gli interesi pubblici, gli concesse una fetta della torta e rese il progetto decisamente più remunerativo realizzando edifici del 60% più alti rispetto a quanto gli era legalmente consentito”.
    Un illustre napoletano del passato, Gian Battista Vico, parlerebbe probabilmente, a questo riguardo, di corsi e ricorsi storici.

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