Election day

Non capita tutti i giorni di trovarsi fra le mani 200 milioni di euro, soprattutto in un momento di crisi come quello attuale. Ma il governo, che aveva finora pianto miseria, ha scoperto all’improvviso di averli e, soprattutto, di poterne fare a meno: per non fare arrabbiare la Lega, infatti, sta pensando di buttarli in un referendum elettorale che si potrebbe svolgere gratis, sperando che in questo modo nessuno vada a votarlo. La storia probabilmente la conoscete: a giugno si voterà, oltre che per le Europee e per le amministrative, anche per il referendum che modifica la legge elettorale. Un quesito elimina la possibilità di candidarsi in più circoscrizioni contemporaneamente, altri due penalizzano i partiti minori delle coalizioni rispetto a quelli maggiori e dunque la Lega sta cercando di farli saltare. Basterebbe spiegare le proprie legittime ragioni agli elettori, e convincerli a votare no. Ma esiste un modo più rapido, che è quello di boicottare il quorum, e perciò il partito di Bossi preme perché il referendum si svolga in un’altra data rispetto alle Europee: possibilmente una bella giornata di sole, in cui l’italiano medio preferisca andare al mare. Se uno va a votare per il resto, è il ragionamento della Lega, è improbabile che rifiuti la scheda referendaria: occorre dunque un’altra data, così non ci va nessuno e tanti saluti. È un modo di pensare che non mi piacerebbe neppure se fosse a costo zero… figuriamoci se invece, ed è questo il caso, un referendum separato dal resto delle consultazioni costa alla collettività 200 milioni di euro: remunerazione di presidenti e scrutatori, trasporto delle schede, personale di sicurezza, e se ci metti dentro pure tutti i costi indiretti (chiusura delle scuole, giornate di lavoro perse etc…) si arriva facilmente al doppio. Ecco perché, stamattina, abbiamo presentato un appello perché si tenga l’election day, votando per il referendum nelle due giornate (sabato 6 e domenica 7 giugno) previste anche per Europee ed amministrative: lo abbiamo firmato in 55, tutti parlamentari del Pd. Tra di noi anche Stefano Ceccanti, che tre mesi fa aveva depositato al Senato un’interrogazione rimasta ancora senza risposta, ed Enrico Morando, che nella conferenza stampa ha suggerito al governo destinazioni alternative per quei 200 milioni di euro. Partiamo dalla social card, che è costata allo Stato 450 milioni: con 200 milioni si può allargare la platea dei destinatari di quasi la metà oppure alzare l’importo mensile da 40 euro a quasi 60. Oppure c’è il bonus bebè per le famiglie sotto la soglia di povertà: 300 euro al mese per tutti i 55 mila bambini che nascono in un anno da genitori disagiati. O ancora, la disoccupazione: 500 euro al mese per 35 mila lavoratori co.co.pro.  che perderanno il lavoro a causa della crisi. Giovanna Melandri, anche lei tra i promotori, ha dato altre idee: ripristinare il fondo per l’assistenza domiciliare agli anziani, acquistare carburante per le macchine delle forze dell’ordine ferme negli autoparchi perché rimaste a secco, aiutare le famiglie nell’acquisto dei libri di testo per la scuola. E potremmo proseguire a lungo, ma il senso non cambia: è chiaro che convincere gli elettori a votare no è più difficile che invitarli ad andare al mare. Ma fate finta di non essere in Italia e riportate i termini della discussione in Francia, in Inghilterra o nella stessa Spagna: qualcuno avrebbe dei dubbi sulla data del referendum?

Annunci

14 risposte a “Election day

  1. Da sempre sono per l’abolizione dei referndum… Ipocritamente si chiamano i cittadini a decidere su cose delle quali non sanno o non capiscono quasi nulla. Che senso hanno?

  2. Ma dai! non prendiamoci in giro!ma che gente c’è al governo???
    sono della stessa idea dei 55 firmatari!

  3. Io credo che la maggior parte dei fondi che si hanno a disposizione vadano impiegati per incentivare quelle imprese/enti/privati-cittadini che approfittano della crisi per ridurre sprechi ed inefficienze, abbatendo i costi-di-produzione/l’impatto sulle casse statali/l’impatto-sui-bilanci-familiari. E magari anche l’impatto sull’ambiente.

    Ad esempio, quei 200 milioni potrebbero essere investiti in incentivi per l’efficienza energetica, per l’installazione di impianti di energia alternativa, ecc. ecc.

    P.S. Comunque credo che il PD debba fare una durissima battaglia su questi 200/400 milioni di euro. Sono una somma enorme e preziosissima in tempi di crisi, e se i cittadini sapessero il motivo per il quale vengono buttati questi soli, credo si arrabbierebbero molto e comincierebbero a capire di che pasta è fatto questo Governo. Dunque durissima opposizione in Parlamento, ma soprattutto opposizione “mediatica”, dato che ormai in questo Paese importa solo quello che passa in TV … dunque si facciano manifestazioni, iniziative provocatorie, insomma tutto ciò che possa fare “notizia” su questo enorme spreco.

  4. E tutti gli esponenti del PD che vanno in televisione dovrebbero parlare di questo spreco. In qualsiasi trasmissione / dibattito vengano invitati.

  5. Enrico Di Roberti

    Solo in Italia succedono queste cose…
    Diamo questi soldi alle famiglie che ne hanno bisogno!!!!

  6. HO 30 ANNI E MI DISPIACE DIRLO MA…NON CI CAPISCO NULLA DI POLITICA, PERO’ MI CHIEDO SE HA ANCORA SENSO VOTARE PER UN REFERENDUM DI CUI MOLTI ITALIANI NON SANNO NEMMENO L’ESISTENZA?IO IN PRIMIS! PER QUANTO RIGUARDA I SOLDI, VISTO CHE IL GOVERNO SI E’ STRANAMENTE ACCORTO DI POTERNE FARE A MENO E’ GIUSTO CHE VENGANO DATI A CHI NE HA VERAMENTE MA VERAMENTE BISOGNO…

  7. peppe batella

    Infatti .. è vero come dice qualcuno che ci sono tante persone che nn conoscono nemmeno che cosa si voti nei referendum,però è un nostro diritto sancito dalla tanto (per alcuni) Vituperata Costituzione… per cui giusto farli ed ancora PIU GIUSTO farli insieme alle Elezioni …
    Condivido pienamente il documento da VOi firmato .. e condivido anche la proposta che chiunque di voi Onorevoli , invitati in qualunque trasmissione parliate di questa cosa … e di come vogliono sperperare tutti quei soldi .. in questi tempi di PROFONDA CRISI

  8. Innanzitutto occorre informare sul referendum! Tanti cittadini non ne sanno nulla e fra l’altro tanti non capiscono neanche l’importanza del quesito: il Porcellum alla fine ce l’ha dato un governo stabile, no? Quindi informare informare informare…
    Sulla data del referendum, hai detto già tutto. Ma penso che il nostro governo andrà fino in fondo per la sua strada e nessun organo di informazione di massa ci darà le notizie che ci fornisce il tuo blog…

  9. Continuando la discussione di fb in merito ai 200 milioni, Miriam mi diceva giustamente che vanno aiutate le giovani famiglie.
    Io però sostenevo che la scuola, specie nella fascia dell’obbligo, spesso è l’unico tramite tra le istituzioni, le agenzie territoriali e chi vive al margine.
    Esperienze come la scuola di Barbiana o tutta la bibliografia di Mario Lodi, segnalano che la scuola può e deve essere il luogo non solo dell’alfabetizzazione culturale, ma anche l’alfabetizzazione alla cittadinanza. Questo è evidenziato soprattutto quando si osserva che i grandi temi sociali dovrebbero essere affrontati in ambito educativo, in un momento in cui i genitori nn sempre hanno gli strumenti o la necessaria presa di coscienza per farlo.
    Se la scuola deve essere accogliente deve avere i mezzi per farlo e non affidarsi alla buona volontà del singolo, salvo poi essere additata al pubblico ludibrio per inefficenza, spesso presunta.
    Per questo la scuola, specie nell’obbligo, dovrebbero avere più fondi e non più tagli giustificati con frasi ad effetto…Leggendo il paese sbagliato si potrebbe fare una riflessione su quali scelte, che si stanno intraprendendo , non tengano per niente in considerazione anni di studi e di lavoro di eccellenza.
    Le sacche di privilegio, nepotismo e spreco sono altrove ed è noto a tutti o quasi.

  10. Caro Andrea, perché non fate una battaglia più incisiva su questo tema? 200 milioni non sono bruscolini ma è solo uno spreco assurdo. Fatelo presente sui media a gran voce.

  11. Dovremmo mobilitarci tutti e tappezzare l’Italia di volantini(su carta riciclata e negli appositi spazi) per informare tutti gli italiani sullo spreco che si sta per generare.
    In tempo di crisi va bene spendere per sostenere l’economia ma almeno lo si faccia per cose utili(magari ripristinare i fondi per la cooperazione internazionale, dato che sono stati azzerati) o sbaglio?
    NOTA: io sto lavorando contro il mio interesse (anzi contro quello di mio papà) in quanto presidente di seggio(che prenderebbe non pochi soldi per una tornata referendaria in data diversa da quella elettorale). Però non penso sia giusto sottrarre questi fondi per altre attività più utili ed urgenti.

  12. thefirstcrusade

    Caro Andrea,

    i referendum sono sempre stato oggetto di discussione, soprattutto in merito alle date di organizzazione che, nei referendum abrogativi, sono forse il punto principale della questione. dato che ne determinano la validità.

    Ci si è sempre divisi sull’opportunità di votare o di non votare, di prendere o di rifiutare la scheda. Mi ricordo anche che, in occasione del referendum per l’abrogazione della legge 40/2004 ci furono moltissimi esponenti, da ambo le parti, che invitavano a disertare la consultazione proprio per fare fallire il referendum.

    La maggior parte dei costituzionalisti (almeno quelli seri, non certo quelli prezzolati) cercavano invece di spiegare che “votare non è solo un diritto, ma anche un dovere”, in onore all’articolo 48 della nostra amata Costituzione e che la norma che impone il raggiungimento del quorum è, in realtà, una sorta di paracadute per evitare colpi bassi da parte di qualche minoranza che voglia sovvertire gli equilibri democratici. Mi ricordo anche che l’On. Bindi, persona che stimo profondamente, a Ballarò spiegò che “il disertare le urne è sicuramente il modo più efficace per fare fallire il referendum, ma è bene andare a votare in quanto è nostro dovere e, se non siamo convinti, votare no”.
    Mi ricordo che, pur personalmente convinto, da cattolico, della bontà del no, mandavo decine di sms per invitare i miei amici a rispettare il loro diritto e dovere democratico andando alle urne; tuttavia, forse complice una poca informazione, forse la data avanzata, esso, ancora una volta, non ha raggiunto il quorum.

    La situazione ideale vorrebbe, infatti, che a una consultazione referendaria partecipassero il 100% degli aventi diritto e che la totalità degli elettori si pronunciassero in merito al quesito.

    Spesso, altra questione che azzoppa il referendum, avviene che, volontariamente o meno, non si faccia conoscere ai cittadini i termini della consultazione, svuotando così, di fatto, il valore di essa.

    Di volta in volta, dunque, l’arma a doppio taglio del quorum colpisce una e l’altra parte, oppure trasversalmente. Di sicuro danneggia sempre i cittadini che si fanno carico delle spese di istituzione dei seggi per vedere, spesso, non raggiunto il quorum.

  13. Ciao
    Altri promotori stimano risparmi fino a 400milioni se si abbinassero il referendum e le europee. Mi chiedo se è possibile considerare quelle forze politiche gente degna di sedersi in Parlamento e decidere delle sorti del Popolo italiano, quando per i loro personali interessi scaricano il conto da pagare sui cittadini.
    Anche per questo andrebbe continuamente ricordato il conflitto di interessi che spopola nella nostra dirigenza politica.

  14. Visto che l’impegno più grande di questa maggioranza è di come non far votare il popolo invitandolo ad andare a mare, sottolineando la bassa considerazione che questo stato ha del POPOLO italiano, io credo che la sinistra quella buona e quella poca rimasta dovrebbe iniziare a pensare anche lei ad un modo per cacciare queste persone dal governo.
    Basta con gli sprechi,paghiamo abbastanza per i vizi dei politici, è una vergogna.
    Ritorniamo a lottare e a denunciare queste assurdità,
    solo l’umiltà e l’amore per la patria può salvare la sinistra.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...