Il cattolico stupido

Un anno dopo, ho rimesso piede in tv. Lo avevo già fatto sulle emittenti locali napoletane in campagna elettorale e su T9 per parlare della Juve, ma quello di stamattina ad Omnibus è stato un battesimo vero e proprio. Per la prima volta da quando sono in Parlamento, sono stato invitato in un dibattito politico: si discuteva del testamento biologico ed ho cercato di farlo con equilibrio, senza rinunciare per questo ad esporre la mia posizione. Lo schema degli ospiti era evidente: cattolico del Pdl (Melania Rizzoli), laico del Pdl (Benedetto Della Vedova), cattolico del Pd (io), laico del Pd (Maria Antonietta Coscioni), giornalista cattolico (Luigi Amicone, direttore di Tempi) e giornalista laico (Antonio Polito, direttore del Riformista). I due con la posizione più scomoda eravamo, naturalmente, Benedetto Della Vedova ed io, guarda caso accomunati dalla stessa idea sulla libertà di coscienza: l’unica critica che ho mosso al Pd, in tutto il dibattito, è stata proprio nel metodo adottato. Come ho già detto altre volte, infatti, non penso che una forza politica a vocazione maggioritaria (che voglia, cioè, prendere 15 milioni di voti) possa pretendere che, sui temi etici, i suoi 15 milioni di elettori la pensino allo stesso modo: deve rappresentarli tutti, e per questo non ha altra strada che quella di un partito plurale, in cui non ci sono una posizione prevalente/adottata ed un’altra dissidente/tollerata, ma due posizioni diverse con pari dignità. Non lo dico solo per il Pd, dove è chiara la mia convenienza, ma anche per il Pdl: le scelte sui temi etici, a mio parere, non vanno delegate ai partiti, ma al Parlamento, composto da parlamentari eletti dal popolo senza vincolo di mandato. A parte questo dissenso (più sul metodo, ripeto, che non nel merito), stamattina ho riscoperto la mia scelta di un anno fa, per più di un motivo: innanzitutto, perché il Pd è stato l’unico partito ad avviare un confronto interno sul testamento biologico, mentre altrove si decide all’unanimità senza essere unanimi; inoltre, perché dai cattolici di centrodestra noto una violenza inaudita contro chi la pensa diversamente, e non è proprio questa la mia concezione di cristianesimo. Ad un certo punto, mi sono trovato addirittura a dover difendere i radicali da Luigi Amicone, ottenendone in cambio la definizione di “cattolico senza quoziente di intelligenza”. Sarò stupido, allora, ma me ne vanto. Mi vanto di non ridurre tutto ad una guerra di religione, ad una strategia di colpi bassi che umilia il signor Englaro (“Ha scritto un libro sul dramma della figlia Eluana, ha strumentalizzato il suo dolore privato per commuovere l’Italia!”) e chi si schiera per la libertà di scelta, riconducendo il tutto all’azione di non meglio identificati “poteri forti” e di una lobby economica che vorrebbe fare i soldi con le cliniche della morte. Trovo che questo atteggiamento – oltre a far perdere credibilità alla stessa posizione dei cattolici – sia profondamente scorretto: è come dire che la Chiesa annuncia il Vangelo perché ci sono da riscuotere i fondi dell’otto per mille.  Ho cercato di essere equilibrato, insomma, ed ho rivendicato pubblicamente la mia laicità: per dirla con una battuta, sono contento se il Papa è d’accordo con me sul testamento biologico, così come non mi farò problemi a scendere domattina in piazza con le associazioni cattoliche contro il vergognoso decreto sicurezza. Stamattina in Transatlantico mi hanno fatto i complimenti diversi deputati (laici e cattolici, di destra e di sinistra), segno che quando si ragiona con la testa (e non con la pancia) c’è sempre spazio per un dialogo. Anche per questo, a fine trasmissione ho invitato tutti i miei colleghi a studiare a fondo, per arrivare ad una soluzione che – sono pronto a sottoscriverlo in anticipo – non sarà il testo originale del ddl Calabrò, ma una sua versione emendata e dunque più sfumata, più grigia che non bianca o nera. La proposta di Francesco Rutelli mi sembra un tentativo interessante di mediazione, ma i nostri giornali hanno il potere di ridurre tutto ad un gioco di potere e dunque sono più interessati a sapere se qualcuno dei nostri andrà nell’Udc. Altre proposte intermedie, come quella di Rocco Buttiglione, verranno probabilmente incardinate nella discussione alla Camera. Alcuni degli emendamenti di Ignazio Marino (meno burocratizzazione del testamento biologico, nomina obbligatoria del fiduciario, rete di cure palliative) mi auguro vengano approvati già ora, al Senato. Insomma, si può discutere, come credo di aver fatto capire stamattina in tv. Ma urlare è sempre più facile, su questo non ci piove.

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14 risposte a “Il cattolico stupido

  1. Ti ho appena visto in Tv (su La7), non ti conoscevo e ho subito avvertito qualcosa di nuovo.
    In una delle tante trasmissioni “pluraliste” nelle quali le voci sono indistintamente omologate, dischi rotti, parole al vento banali o qualunquiste, generiche e mai “vere”, hai portato una luce diversa: ho finalmente visto una persona ragionevole, intelligente, sensibile e attenta, con profonde convinzioni presentate con equilibrio, capace di ragionare anche sulle altrui posizioni senza preconcetti e con una sorprendente capacità di dialogo (sei riuscito con la tua presenza a stemperare un confronto che, grazie a qualche ospite, sarebbe finito nel solito vomito di urla e di accuse delle trasmissioni televisive).
    Ecco, è di una persona così che c’è bisogno per rilanciare ,non dico il Pd, ma la politica in genere; c’è bisogno di persone vere che, guidate dalla consapevolezza di che cosa dovrebbe significare impegnarsi in politica, sappiano “semplicemente” mettersi in gioco con umiltà e onestà intellettuale, portando ovviamente se stessi e i propri valori come modello.
    Pensa che cosa succederebbe se di colpo si affacciasse alla ribalta un personaggio come il tuo alla guida del Pd; la gente capirebbe subito dove sta il nuovo e dove sta il vecchio, dove ci sono idee e dove ci sono solo slogan, dove ci sono valori vissuti e valori di facciata, doce c’è leggerezza e libertà e dove ci sono pesanti intrecci di interessi e servilismo.
    Mi fermo qui e sono andato fuori tema, ma da qualche parte volevo scriverlo: Andrea Sarubbi nuovo leader del Pd.

  2. direi che il tuo ragionamento non fa una grinza !!

  3. Una settimana fa, Veltroni, nel corso della conferenza stampa in cui ha annuciato (o meglio: confermato) le sue dimissioni, ha criticato la sinistra “salottiera e giustizialista”. Subito i giornali di centro-destra, “Tempi” compreso, hanno applaudito a questa definizione che, secondo loro, qualificherebbe il centro-sinistra dal punto di vista politico, ideologico e culturale.

    Tuttavia, i teo-con o i cattolici di centro-destra mi sembrano paradossalmente molto più salottieri! Si prenda Amicone, ma anche Ferrara o Marcello Pera… Li definirei volentieri i “cattolici con la puzza sotto il naso”, avvolti dalla superbia di credersi i veri custodi della fede, ritenendo di potere giudicare chi non è cattolico ma laicista o chi è cattolico solo a parole…

    Sono contento che Andrea abbia compreso come certi atteggiamenti, che trovano ahimé in Amicone una palese espressione, siano in realtà molto controproducenti per la Chiesa stessa. Come ho già avuto modo di dire, sembra che alcuni cattolici siano diventati nevrotici, avversari del mondo, rinchiudendosi in un fortino dogmatico e scagliando contro il circostante dosi masssicce di anatemi. Non è così che si realizzano i presupposti per quella “rivoluzione dei cuori e delle coscienze” che necessariamente deve partire dal basso, per far sì che la cultura ed i valori cristiani possano ritrovare piena cittadinanza nel mondo contemporaneo.

    Così come condivido ancora quando Andrea hai rimarcato che mentre i cattolici del Pd sono “dipendenti dai principi ma autonomi nelle decisioni”, i cattolici del Pdl sono “autonomi nei principi ma dipendenti nelle decisioni”. Mi sembra un’ottima osservazione. E ricordo ancora un tuo post che mi molto colpito, quello intitolato “I Teofurb”. Consiglio a tutti di rileggere la lezione dell’on. Bachelet, che ha evidenziato come il Pdl molto spesso, più che un partito “laico” o “di cattolici”, sembri persino talvolta “clericale”.

    Unica nota stonata del dibattito ritengo sia stato il non aver affrontato una questione cruciale. Ho già avuto modo di dire che, da credente, c’è un margine cospicuo di dubbio che mi pervade… Il problema non è, come afferma Amicone, quello della culturale della morte, della volontà di sopprimere una persona, di eludere il dolore e la sofferenza o di favorire presunte lobby di potere (a proposito, ma la Compagnia delle Opere cos’è allora…?). Il testamento biologico, a mio modestissimo avviso, ripropone ancora una volta il complesso rapporto tra fede/etica e scienza/tecnica… E ancora oggi mi domando, che senso abbia prolungare una vita per 17 anni in stato vegetativo, tenuto conto che – come ha sottolineato l’on. Rizzoli stamattina – il paziente viene immesso in questo stato grazie alle recenti conquiste della scienza della rianimazione…

    Insomma…il quesito cruciale per me è capire se percaso l’uomo, nel protarre con insistenza una vita grazie a strumenti artificiali, e comunque non naturali, non si sostituisca a Dio e alla natura. I cattolici intransigenti che difendono a tutti i costi la vita mi sembra si contraddicano, pare persino a volte che scivolino in un materialismo sterile, dimosrandosi eccessivamente attaccati alla vita, ignorando l’ambito spirituale dell’esistenza…

    So che su questo punto Andrea non è d’accordo, ma consentitemi in una questione così delicata il beneficio del dubbio… E lasciatemi credere che, forse, una legge del genere, anche se umana e perfettibilissima, possa creare i presupposti per riaffermare quel sano principio per il quale è Dio e la natura a prevalere sull’uomo, che deve beneficiare degli sviluppi della tecnica. Ma sino ad un certo punto.

    Infine Andrea… scusa se scivolo così in basso… ma hai fatto bene a dire ad un certo punto ad Amicone: “sentendoti, ho avuto un’altra conferma della bontà della mia scelta di candidarmi col PD”. E infine, una domanda: come mai sorridevi quando Della Vedova ha citato Casale, Martini, Marino, ecc.??

    Con stima, Manuel

  4. Carissimo Andrea,
    non ho avuto la possibilità di seguire il programma e se lo sapevo l’avrei sicuramente registrato. Innanzittutto per la delicatezza del tema e poi perchè ti ho sempre molto stimato come conduttore di A sua immagine dove hai sempre saputo dosare gli ingredienti giusti.
    Sinceramente mi piaci tu come politico e persona impegnata in politica ma nel progetto Pd ad essere sincera non mi ci credo affatto anche perchè ciò che non condivido è il bipartitismo in Italia.
    Strano il destino dei cattolici di questi tempi se usi ragione e umanità ti senti dare dello stupido, se cerchi di discorrere sul piano della ragione e della natura ti senti dare comunque del cretino, sembra opinione comune proprio perchè certi personaggi se ne escono ragionando solo di pancia e non di testa che il cattolico, sia ignorante, lontano dalla realtà, ingenuo, e chi più ne ha più ne metta, la mia non è polemica è un dato di fatto dovuto all’uscita di certe ignoranze.
    Credo ci siano dei valori che chiedono di essere difesi ma nel dialogo franco e sereno e soprattutto sono convinto che i cattolici come me dovrebbero dire non solo a parole ma con i fatti che la vita va difesa dal suo concepimento al suo naturale declino. Questo però mi fa pensare molto perchè non si esaurisce nei temi sensibilmente etici ma si espande a tutta l’esistenza della persona e quindi a tutti i suoi ambiti di socialità dove bisogna rimettere al centro il valore della persona.
    Nessuno ha la soluzione in mano non illudiamoci nè il pd nè il pdl la politica dev’essere a servizio del cittadino invece sempre più c’è l’istituzione che in tutte le sue forme si è politicizzata ma in senso negativo.
    Ritorniamo alla politica a servizio dell’uomo e non l’uomo a servizio dei politici e poi non abbiamo paura di testimoniare un po’ di umiltà e meno arroganza che il mondo ne ha veramente bisogno.
    Grazie Andrea per tenerci sempre aggiornati e farci riflettere senza riposare troppo per non dormire sonni troppi tranquilli.

  5. Maria Boschetti

    Complimenti On. Andrea Sarubbi per questa mattina. Le volevo chiedere, cosa sta succedendo?! Lo sapete che la Chiesa, da subito dopo la morte di E.Englaro, a chi dichiara di vergognarsi con dolore della propria chiesa attuale e quindi di sentirsi schierati dalla parte del padre, lo buttano fuori dal confessionale, senza assoluzione, e quindi dalla chiesa?! A quanti dicono che la Chiesa deve intervenire con diritto, chiedo – pensate che buttati fuori in questo modo, si possa “ritornare” a “battaglia finita”? – No, no, non è così, perchè il cristiano verace sta fuori dalle brutture e vive con Gesù nel cuore dov’è la vera chiesa, che non muore mai; per questo sa discernere, esprimere, aspettare e sente d’istinto dov’è l’amore per tutti, cioè giustizia e libertà, anche per questi temi di frontiera, credo sempre più presenti. Quante cose vi racconterei, quale testimonianza di vita. Coraggio a quanti è toccata questa terribile esperienza di vedersi chiudere le porte della chiesa, non è colpa vostra e il dispiacere che provate per le Eucarestie domenicali che perdete è problema di Dio: sempre nella storia ha dimostrato di saper prendere la lepre senza correre. Me lo diceva spesso mia mamma, grande Cristiana. Grazie a Lei e a tutti. Cordialmente Maria.

  6. potevi avvisare che andavi a la7:ti avrei seguito con piacere

  7. Vedo che i pochi interventi fin qui scritti ti osannano sopra ogni cosa. Io scrivo perchè intanto esprimo il mio stupore nel vederti parlamentare e soprtutto nel PD ovvero nello stesso partito che, a tuo dire, siccome ha ambizioni maggioritarie deve contenere una pluralità di posizioni. Affermazione tanto scontata che ovviamente i comodo per uno che ha fatto una scelta di comodo! Ma davvero vorresti far creere che la tua scelta è davvero ragionata e pura rispetto ad andare col Demonio Berlusconi. Non è forse più comodo entrare in un contenitore come il PD piuttosto che rischiare la pelle o la poltrona entrando nell’UDC? O forse anche Casini egemonizza i cervelli dei suoi come Berlusconi? Sbaglio o quando ero giovane all’oratorio ci insegnavano ad essere coerenti, allora mi domando come si può stare con chi coerente con il pensiero cattolico non lo è mai stato, non lo è ora e non lo sarà mai!!! Che delusione! Che delusione pensare che il Pd ha cercato di coinvolgere a dosi controllate esponenti del mondo cattolico per definirsi contenitore pluralista. Sbaglio o il Pd è un partito controllato dagli ex? O forse sono solo un povero ragazzo di oratorio che vede erroneamente il Pd controllato dai Moderati D’Alema, Bersani, Finocchiaro, Chiamparino, La Torre ecc. Certo presto non ci sarà più neanche il problema del PSE perchè voi per salvare faccia e poltrone riuscirete nella grande ipresa di truccare le anche in Europa. Grazie per l’attenzione e cordiali saluti.
    Sergio Franza

  8. Caro Sergio,

    perché tutte queste critiche? Tu pensi davvero che il PD seduca i cattolici per rendersi pluralista solo in apparenza? O percaso il sig. Sarubbi ha scelto di sua spontanea volontà di candidarsi col PD? Poi parli di coerenza… Fidati, caro Sergio, difficile essere coerenti al 100% in politica! E questo vale anche per i cattolici del centro-destra.

    E poi scusami… preferisci l’ipocrisia dell’attuale maggioranza? Che per risolvere un pasticcio, fa un decreto per salvare Eluana, quando ormai era troppo tardi? Il PDL, fidati, su tante altre questioni non è coerente con i valori cristiani. Solo che i cattolici del PD non è fanno una bandiera per sbandierare una presunta “superiorità morale” come fanno loro…

    E l’Udc? Certo, è un partito cattolico. Ma ormai, un partito anacronistico. Come mai non prende il 20, 30% dei voti? Prova a ragionare, e comprenderai che la grande sfida per i cattolici impegnati in politica è la battaglia all’interno di contenitori più ampi. Qui sta la vera sfida, nel redimere le realtà temporali, come il Vaticano II aveva a suo tempo auspicato. A meno che tu non disconosca la sua autorità…

  9. Stimo l’impegno di Sarubbi pur non condividendo tutte le sue posizioni, come nel caso del fine-vita. Mi chiedo infatti come Sergio Franza possa parlare di ‘scelta di comodo’ quella del Pd rispetto ad una candidatura con l’UDC. Chi frequenta questo blog conosce – evidentemente Franza non è fra questi – la fatica quotidiana che Andrea compie nel cercare di spiegare laicamente (leggi: a tutti e con tutti) le sue posizioni, spesso non in linea con il pensiero dominante del Pd. Con una scelta identitaria come quella dell’Udc questo sforzo sarebbe venuto meno ‘per definizione’, grazie alla sola etichetta. E consentitemi: io, credente, mi ritrovo molto più nel pensiero sociale di una livia Turco, per fare un esempio, che nella devozione ostentata di un Totò Cuffaro – esponente di spicco dell’Udc – che richiama da vicino, e in maniera ovviamente casuale, quella di Totò Riina.
    La fede si dimostri sul campo, non solo nelle interviste televisive.

  10. Non ho purtroppo visto il programma…
    esiste una registrazione su YouTube?
    Ciao
    Agostino

  11. Ho ascoltato Sarubbi ad Omnibus argomentare circa l’impossibilità che un’aggregazione ampia come il PD (12 mln di voti) possa avere una visione unitaria se non monolitica sul disegno di legge Calabrò e quindi sull’alimentazione e idratazione, che, a suo modo di vedere, non sono terapie e quindi non rientrano nell’art. 32 della Costituzione.
    Stante l’impossibilità di ridurre ad una le molte sensibilità Sarubbi esaltava la pluralità nel PD così come le posizioni di Della Vedova e di Pisanu nel Pdl.
    La questione è quindi di un voto di coscienza non riconducibile alla linea e tantomeno alla disciplina di partito.
    Fin quì tutto condivisibile e legittimo. Ma a mio parere occorre salire ad un grado più alto di astrazione per vedere se si può convenire su un comportamento condivisibile non solo da tutto il PD ma dalla democrazia come tale.
    Poniamo di avere due posizioni (diritti, interessi) non collimanti: la posizione A e la posizione B. Entrambe le posizioni sono legittime e degne di tutela legislativa con una differenza: la posizione A difendendo i propri diritti/interessi va in qualche modo a limitare i diritti/interessi della posizione B; la posizione B pur tutelando i propri diritti/interessi non lede quelli della posizione A.
    Nel caso specifico, la posizione A ritenendo idratazione e alimentazione diritti fondamentali della vita li esclude dalle terapie rifiutabili; la posizione B riconosce a chi la pensa come la posizione A di considerare idratazione e alimentazione diritti fondamentali della vita, ma riconosce a chi la pensa come la posizione B di riconoscer idratazione e alimentazione come terapie (concetto anche scientificamente non peregrino) e quindi di poterle rifiutare.
    Se la libertà propria finisce là ove comincia quella altrui mi pare che il punto della discussione non sia la natura di terapia di alimentazione ed idratazione, ma quanto una posizione A possa interferire nei diritti/interessi della posizione B.
    Se si trova consenso su questo punto si può anche parlare di voto di coscienza.

  12. @ Renato Gatti: premesso che l’argomento meriterebbe una discussione lunga, cerco di seguire il tuo ragionamento. Se sono contrario all’adozione di figli per le coppie omosessuali, ad esempio, con la mia posizione A da eterosessuale padre di famiglia interferisco nei diritti della posizione B. Se da monogamo sono contro la poligamia, anche qui con la mia posizione A interferisco nei diritti della posizione B. Anche se come medico rianimo una persona che si vuole suicidare ma non c’è riuscita, alla fine, interferisco nei suoi diritti. Mi sembra più seria l’obiezione su alimentazione ed idratazione, che potrebbero anche essere assimilate a terapie, ed è per questo che l’accordo in Parlamento (e nella società italiana) non è facile. Ma non dispero.

  13. Carissimo Andrea

    Ho assistito alla trasmissione su La7 relativa alla vicenda Englaro.
    Sono d’accordo con te che è merito e coraggio del PD avere avviato una vivace discussione in terna di problemi etici
    che, impensabile fino a pochi anni fa, oggi grazie alle nuove tecnologie si propone attuale, come attuali se ne riproporranno altre domani.
    E’ evidente che le due componenti cattoliche e laiche del partito dovranno ricercare una sintesi convergente senza rischiare alcuna seria rottura. Ritengo questo l’aspetto più delicato del problema poiché vedo atteggiamenti e prese di posizione preconcette difficilmente superabili in quanto originate da una diversa cultura di fondo che mette a confronto la capacità del riformismo laico con le certezze indiscutibili delle posizioni cattoliche.
    Questo ultimo è l’aspetto che più mi preoccupa. Il recente attivismo della chiesa che spesso sconfina in ingerenza io lo colgo come incapacità della stessa di rendere coerenti gli atteggiamenti dei cattolici con i “credo”spesso eccessivamente sbandierati: si richiede pertanto l’aiuto di Cesare su faccende che riguardano Dio.
    Cioè la chiesa stessa ritiene insufficienti i valori religiosi da lei proposti (carenza di capacità comunicativa, esempi non travolgenti …) per il loro coerente rispetto da parte dei fedeli tanto da richiedere l’aiuto dello stato a promulgare leggi e far tintinnare catene per i trasgressori. Cioè il messaggio divino pare alla stessa chiesa potenzialmente poco convincente e bisognoso di aiuto.
    In proposito ricordo le battaglie politiche sul divorzio e sull’aborto fatte dalla chiesa consapevole che chi divorziava e chi ricorreva all’aborto clandestino non erano solo gli atei e i laici ma in gran parte cattolici, credenti e praticanti per i quali i precetti, i comandamenti ed i vincoli sacramentali non avevano fatto sufficiente argine alle difficoltà che la vita aveva loro proposto. Veniva perciò richiesto l’aiuto di stato con i suoi divieti e le sue terrene punizioni.
    In sintesi, io leggo il tentativo di rimuovere “ il libero arbitrio” già concesso agli uomini da chi poteva eliminarne a monte il bisogno creando quegli stessi uomini a sua “perfetta” immagine e somiglianza.
    Qui il discorso porterebbe in altre direzioni …, anche sul perché sia così difficile la coerenza di vita e quali siano le conseguenze qualora si violano principi etici e morali condivisi. Posso solo dire come per un laico sia estremamente difficile rispondere alla propria coscienza in genere poco benevola e restia ad offrire facili assoluzioni.

    Ho assistito con orrore e vergogna a quanti, spero in buona fede, portavano pane ed acqua ad Eluana nelle sue ultime ore di vita artificiale; spero inconsapevoli che ne acqua ne pane, così come offerti, potevano essere assimilati dalla ragazza, che non era così bella e sorridente, come veniva fatta vedere con ostentata continuità dai media, ma solo un’ombra, un lontano ricordo di lei mantenuto artificialmente ancora con il cuore pulsante grazie alle recenti tecnologie della medicina. Solo venti, trenta anni fa ciò non sarebbe stato possibile.
    I cartelli esibiti dagli stessi dimostranti così violenti nel condannare un povero, grande uomo e padre – al quale va tutta la mia comprensione e solidarietà di padre per il gesto d’amore rivolto alla figlia; solo lui con la sua tenacia nel conseguire le volontà della figlia l’ha tenuta dignitosamente e quindi veramente in vita – poco avevano a che spartire con l’umana (religiosa ?) pietà, per me doverosa in questo frangente.

    Che dire poi della seriosa battuta di “ berlusconi” quando sostiene, intervistato, che il padre si è voluto liberare di un fardello, di una Eluana ancora viva ed in grado addirittura di generare un figlio.
    Probabilmente il PREMIER (non un uomo qualunque, un uomo eletto a risollevare le sorti non solo economiche del nostro paese), ma l’ha taciuto per modestia , pensava alle sue straordinarie ed ancora inesplorate capacità virili grazie alle quali era riuscito anche a comporre un governo dalla invidiabile “bellezza”.
    Qui siamo in presenza di un orrido senza fondo.
    Non riesco ad immaginare come un personaggio che ha rifiutato e combattuto a colpi di bisturi gli inevitabili inestetismi, quali rughe e perdita dei capelli, normali per qualunque uomo di una certa età (la mia), che non accetta l’avanzare della vita, quindi il suo naturale evolversi e che si affretta e affanna grazie alle sue possibilità economiche a modificare un evento del tutto naturale, possa ora dare lezioni di resistenza morale ad un padre come Englaro.
    Un uomo che non accetta l’evolversi della propria natura, che non sopporta un viso non più giovane, un viso che mostra i segni del trascorrere del tempo normalmente compensato dall’intensità dello sguardo, che rivela acquisite conoscenza ed esperienza, sedimentate in saggezza, quest’uomo non può intervenire su tali argomenti. Un uomo che non ha colto nel proprio sguardo ne conoscenza ne sapienza acquisita, tanto da vedersi costretto a rincorrere la sola bellezza dei propri caratteri fisionomici, deve solo tacere.

    A proposito di valori, bell’esempio per i nostri figli, bell’incoraggiamento e bel messaggio ai tanti portatori
    di handicap per i quali ha già scritto la sentenza.

    Ritornando al pane e all’acqua offerti, sono con quanti ho prima ricordato; ma facciamo sul serio. Non è con il mantenere attivo il cuore di Eluana che si salva la vita.
    E’ questa una macabra contabilità, ma quanti bambini e quante vite, queste si vere e desiderose di affacciarsi al mondo, avremmo potuto salvare solo con i costi della inutile persecuzione terapeutica di Eluana.
    Quanti sperperi, quanti inutili sfacciate ricchezze si vedono ostentate intorno a noi, accumulate, questo sì, sottraendo ricchezze ad una loro equa distribuzione ingenerando così miseria e degrado. Quante occasioni vogliamo ancora perdere prima che s’interrompa questo attuale sterminio per fame e malattie di gran parte dell’umanità.
    Non si danno lezioni da pulpiti dorati, non si fanno cenni di pace credibili con mani inanellate e abiti sontuosi, non si fanno battaglie ideali nel caldo della casa, ne da posizioni di comodo acquisite spesso senza merito.
    Se vogliamo difendere la vita, e in questo mi trovo al loro fianco, dobbiamo saperla guardare prima di tutto dall’alto, poi nel particolare, rimuovendo le vere cause ostative ad un suo affermarsi sia etico che materiale. Facciamo le vere utili battaglie. Troppo facile scendere in strada contro Englaro, per poi risalire in casa al calduccio.

    Orano

  14. Renato Gatti

    Rispondo ai commenti direi di sì, nel caso dell’adozione da parte di omosessuali si limita la libertà degli omosessuali;
    per la poligamia quello del poligamo può essere un interesse ma non è un diritto (anzi è un reato)
    per il medico che cura un suicida bisogna sapere se il suicida ha rifiutato il ricorso a terapie.
    Penso che siano posizioni abbastanza serie,

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