Il brutto sogno

Sono appena rientrato da un brutto sogno: la conferenza in cui Walter Veltroni ha spiegato le sue dimissioni.  Ero lì, in piazza di Pietra, nella stessa sala della Borsa in cui il 4 novembre conducevo la notte di Obama, e sembrano passati dieci anni. Tre mesi fa, Uolter era sorridente e confidava in un vento nuovo. Oggi ho visto un uomo triste, ma allo stesso tempo sollevato, che ha pronunciato quasi un discorso di addio alla politica, chiedendo scusa per non avercela fatta ma spiegando chiaramente che il gruppo dirigente non lo ha aiutato. “Non farò a loro quello che hanno fatto a me”, ha detto, ed i giornalisti – spiazzati dal taglio così personale della conferenza – hanno ricominciato a prendere appunti, sperando che uscisse fuori qualcosa contro D’Alema o Fioroni, Letta o Bersani, Parisi o la Bindi. Niente. Walter, al contrario, ha chiesto al gruppo dirigente di lasciare tempi lunghi a chi verrà dopo di lui, citando l’esempio dei laburisti inglesi (che io stesso facevo ieri) ma pure quello del greco George Papandreou, capo dell’opposizione, che senza drammi si prepara alle prossime elezioni dopo aver perso le ultime. Ecco, i tempi lunghi. Mi viene in mente – e mi scuso se, ancora una volta, il calcio mi obnubila il cervello – il dramma sportivo della retrocessione della Juve in B, che ho vissuto da bianconero. Ricordo come se fosse ora il giorno in cui i tifosi, durante il ritiro, dicevano a Ibrahimovic di restare, ma quello neppure si allenava con la squadra perché voleva andare all’Inter. La sua fuga, insieme a quella di Cannavaro, Thuram, Emerson, Zambrotta e naturalmente Capello. Il pareggio con il Rimini alla prima giornata. Poi la risalita in A, con un nuovo allenatore, qualche acquisto sbagliato e tanti giovani azzeccati, che insieme alla vecchia guardia ci hanno portato in Champions. Ecco il paradosso: già alla seconda giornata, quella Juve – che stava facendo il massimo, anzi, di più – nella mente dei tifosi doveva vincere lo scudetto. Quest’anno, poi, non ne parliamo: ogni sconfitta è un dramma, nessuno ricorda più dove eravamo due anni fa. Nessuno guarda la rosa dell’Inter, o quella del Milan, e ragiona in termini obiettivi, perché d’altronde una squadra come la Juve non può accontentarsi di partecipare, ma deve giocare per vincere. Come il Pd, del resto: non possiamo accontentarci di un Centrosinistra che faccia da comparsa per i prossimi 10 anni, abbiamo il dovere di provare a battere Berlusconi e la Lega. Ma è impossibile che ce la facciamo, se ogni tre sconfitte l’allenatore viene sfiduciato dallo spogliatoio. In tanti, tantissimi, mi scrivono per chiedermi che cosa accadrà ora. Non lo so. So soltanto che sabato ci sarà l’assemblea nazionale e che da questa assemblea nazionale dovrà uscire una decisione importante: o si va subito alle primarie (sarebbe un bellissimo segnale, forse l’unico in grado di riaccendere gli entusiasmi, ma c’è il problema tecnico del tesseramento non ancora concluso) oppure si accetta una fase di transizione, in vista del congresso di ottobre. Se non ci fossero in mezzo le Europee e le amministrative, sarebbe la soluzione più logica. Ma ci sono, e non avendo sottomano una terza via da proporre spero soltanto che questo brutto sogno finisca presto.

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14 risposte a “Il brutto sogno

  1. Provo ad immaginare cosa succederà… sabato verrà nominato Franceschini come segretario reggente… che porterà quel che resta del partito alle elezioni … alle elzioni sarà un disastro perchè molti elettori moderati voteranno altro… e dopo le elezioni… beh… questo è un mistero: avranno il coraggio gli ex-margheritini di tornare sui loro passi?

  2. Il paragone calcistico reggerebbe se ci fosse soltanto un allenatore e 11 giocatori.
    Il problema del PD è che oltre all’allenatore, ci sono un certo numero di dirigenti tecnici che si credono allenatori e danno indicazioni contraddittorie ai giocatori (cioè alla base).

  3. Caro Andrea… dopo Nicolais, anche Walter…
    Sono sempre i migliori quelli che ci lasciano…
    Ora è compito dei giovani come te dare segni di speranza per il futuro…
    Io e tanti altri confidiamo in te… so che non ci deluderai!!!

  4. Davvero, è una buona idea, Andrea for President!

  5. Ciao Andrea, sicuramente la perdita della Sardegna rappresenta la classica goccia che fa traboccare il vaso, per cui sarebbe bastato anche la perdita in un piccolo paese di provincia.
    Condivido l’idea che per costruire un partito con tutte queste anime che lo agitano, occorre del tempo nell’ordine di qualche anno, e fino a che non sarà digerita da tutte le teste che lo rappresentano, e lasciare la leadership ad uno solo e dargli tutto il tempo che occorre, non sarà facile arrivare ad una conclusione.
    Credo che il miglior esempio di tutto questo lo rappresenti proprio il leader dell’opposizione. Basti pensare al percorso che è nato con l’acuisto delle frequenze tv, avere trasmesso per anni un concetto di vita con cui è cresciuta più di una generazione, essere sceso in politica nel momento dello sfascio totale. il tutto in quanti anni ? E il PD vorrebbe, in un anno più o meno, avere la pretesa di raccogliere quel largo consenso per andare a governare ? Meditate perchè credo sia il caso, altrimenti chi ci salverà da questa condizione ? Per tornare alla Sardegna, pensandoci bene da semplice cittadino elettore, era impensabile, con i cambiamenti che questo nostro mondo richiede, vincere con una persona che, pur rappresentando degnamente la sua regione , e lo dico con il pensiero che a me Soru va benissimo, voleva essere il paladino di una conservazione di quella Sardegna che non c’è più. La politica deve stare davanti ai cittadini, deve guardare lontano……..

  6. io purtroppo ieri ho smesso di sognare, Andrea.

    Ridateci il nostro sogno!

  7. temo, andrea, che tu e molti altri siate chiamati a svegliarvi velocemente dal sogno. urge una via d’uscita forte, nobile, significativa. come ha detto veltroni, questo paese ha bisogno del Pd. altrimenti rimane Di Pietro.

  8. Transizione? Spero proprio di no. Se Franceschini ricevesse il mandato dall’assemblea, con le elezioni imminenti, sarebbe un disastro totale….
    Bisogna avere il coraggio di cambiare TOTALMENTE.
    Fuori Rutelli, la Binetti (che si faccia suora), Franceschini, D’Alema, ecc. ecc.
    Primarie subito
    Ciao

  9. Io faccio il cooperante e ho oramai cinquant’anni. Sono trent’anni che aspetto un cambiamento e non avviene mai. Negli anni di Craxi non me la prendevo tanto contro il PSI ma contro coloro che propugnavano un mondo nuovo in cui i disvalori superavano di gran lunga i valori. Nella mia famiglia, povera in canna, mi hanno insegnato che la vita di una persona si basa su tre cose: il lavoro; l’onestà; il rispetto. Tre cose che non ti faranno mai diventare ricco. Se lavori sodo, onestamente rispettando il prossimo al massimo vivi dignitosamente ma non avrai un posto in questa società italiana che si fonda sui valori contrari: poco lavoro, molta disonestà e poco rispetto. Io faccio il cooperante anche perché non potrei sopravvivere fuori dalla riserva indiana in cui mi hanno confinato prima i Craxi e poi i Berlusconi e in un certo qual modo, il centrosinistra. Morirei subito. Ho sperato che l’Ulivo e poi il PD potessero tagliare i reticolati della mia riserva ma non lo hanno fatto. Hanno governato questo Paese per 7 anni e non sono riusciti a fare una Little Bighorn della legalità e del ripristino dello stato di diritto nella quale si segnasse una linea netta tra chi non è onesto, non lavora e non rispetta le regole e chi invece crede che lavoro, onestà e rispetto abbiano ancora un senso.
    Io non credo che il compito del PD sia quello di fare la guerra a Berlusconi ma di combattere le 10, 100, 1000 gomorra che si annidano nella società italiana che oramai è percorsa da un male che penso sia incurabile, esattamente come quello che affligge certe cleptocrazie africane, in cui intere generazioni sono assimilate alla corruzione come i pesci all’acqua. Ci vorranno generazioni perché l’attenzione si sposti dal GF e da Sanremo verso il dramma di Eluana; ci vorranno decenni perché si metta la stessa passione per il bene del Paese come quella che riversiamo per discutere di fuori gioco o di Inter-Milan. Ci vorranno anni e anni perché Roberto Saviano sia considerato un Cittadino coraggioso e esemplare e non uno stronzo che si è fatto i soldi scrivendo dei cazzi degli altri. Combattendo Gomorra dobbiamo combattere anche Berlusconi perché lui appartiene a quel mondo che non è il mio.
    Io sono nella mia riserva e osservo mio figlio che diventa grande. Cosa posso dargli? I tre pilastri che mi ha consegnato mio padre condannandolo così a restare nella sua riserva indiana che è sempre più piccola? O digli che il GF è almeno divertente, che Bruno Vespa è un ottimo giornalista e che in fondo Berlusconi è un uomo cordiale che ha semplificato la vita degli italiani rendendogliela più felice?
    I giovani di oggi sono spogli da ogni riferimento ideologico e purtroppo i tre pilastri di mio padre sono considerati per la maggioranza degli italiani una sorta di summa ideologica che va combattuta con furore. Ideologia è il comunismo, ideologia è il fascismo e ideologia e pure la dottrina ecclesiastica dei papi e cardinali che cercano di imporci per DDL delegato. Lavoro, onestà e rispetto non sono ideologia ma valori sui quali basare la propria esistenza. Ma ho il sospetto che il PD sia stato per molto tempo, troppo, l’agente governativo che veniva nella mia riserva indiana a darmi una pacca sulla spalla e ha dirmi che tutto andava bene.

  10. Forse le primarie riaccenderebbero la fiammella in molti elettori del PD. Perché non pensare di completare il tesseramento proprio in occasione delle primarie? Si va al seggio, ci si iscrive, o si rinnova la tessera, e poi si vota per il nuovo segretario.
    Tu che fai, ti candidi?

  11. Da quello che so si potrebbe scegliere un segretario anche senza primarie. E se si trattasse di un segretario forte non sarebbe male.
    Certo le primarie sarebbero una bella scossa. Però primarie vere con 4-5 candidati seri e in contrapposizione, e chi vince stabilisce la linea politica giusta…
    Ma fammi sapere se ti candidi!

  12. Condivido in pieno l’intervento di Sergio. Il PD sembra proprio “l’agente governativo che veniva nella mia riserva indiana a darmi una pacca sulla spalla e ha dirmi che tutto andava bene.”
    Ma questo partito è sempre “fuori” dalla gente che deve quotidianamente pagare pizzi e tangenti nel paese dei troppi furbi, forse perché tanti, anche dentro, hanno lo stesso scopo.
    Qualcuno mi sa spiegare come mai per fare un tesseramento non sono bastati 14 mesi, forse perché nessuno si fida più di nessuno?, e questo può essere considerato un bel segnale, un buon esempio?
    Se si vuole sperare tutti dovrebbero imparare ad ascoltare la gente, la gente onesta che lavora e ha rispetto.

  13. Condivido in pieno i concetti espressi da Sergio

  14. i giovani validi e seri ci sono:occorrerebbe SEMPLICEMENTE credere in loro,dare loro una concreta possibilità e non perdere tempo con la buffonata delle primarie e delle acclamazioni presunte più che reali.è tempo di rinnovare il partito:dopo due mandati via,a casa,turn over,dare spazi ad altri,a nuovi,silurando i DINOSAURI della politica…..ovviamente questo non avverrà mai,perchè non si persegue l’interesse generale,la pubblica felicità,ma solo l’interesse di pochi.Parlare al paese,risolvere i suoi problemi REALMENTE e non far trasparire beghe,litigi,strappi,cuciture…..poi ci si meraviglia se l’unto di Arcore stravince le elezioni!!! previsioni per il PD???meglio non farne…..almeno per ora

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