The day after


Il giorno dopo la morte di Eluana è un giorno strano. Siamo lontani anni luce dalle urla di ieri sera al Senato, dalle accuse vergognose di chi non aspettava altro (Berlusconi, Quagliarello, lo stesso Gasparri azzittito da Fini) per passare alla cassa. Qui c’è silenzio, per fortuna, e non perché non si sappia cosa dire. Tra noi deputati ci incontriamo e ne parliamo, si capisce, ma finalmente con toni diversi da quelli che ho sentito fino a ieri. Ieri mattina, per esempio, una mia collega mi ha detto che non mi avrebbe più salutato se avessi votato sì al ddl; le ho risposto che il rischio era molto concreto, per cui dovevamo almeno abbracciarci per l’ultima volta, e pensavo finisse lì. Invece, ha dato in escandescenze e mi ha invitato a riconsegnare il passaporto italiano, perché la mia vera cittadinanza sarebbe quella vaticana. Come scrivevo poco fa in un commento al post dell’altro giorno su guelfi e ghibellini, sento forte l’urgenza di una legittimazione reciproca. Invece, in questa ultima settimana ho ascoltato di tutto – dalle accuse di omicidio alle controaccuse di integralismo, solo per restare all’interno del mio partito – e per questo mi sarebbe piaciuto, stamattina, un momento di confronto più sereno. Nel tardo pomeriggio di ieri, un sms mi informava dell’assemblea di gruppo che avremmo tenuto stamattina alle 10, per discutere del ddl; poi è andata come sapete (dopo la morte di Eluana, il ddl è tornato nei giusti binari di una discussione più approfondita, per cui resterà in Senato un paio di settimane e poi arriverà qui) e stamattina un altro sms mi avvisava che la riunione era stata annullata. Peccato, ho pensato, e sono andato a dirlo al nostro capogruppo, Antonello Soro: mi ha risposto che un nuovo confronto si farà, ma ora è troppo presto per una riflessione pacata, visto che l’emozione è ancora viva e che probabilmente non ci saremmo aiutati a vicenda. Deve essere difficile tenere insieme un partito plurale, e certamente non invidio i nostri dirigenti: da libero pensatore qual sono (in questo senso mi fa scudo la mia provenienza dalla società civile, la mia totale estraneità alla vita partitica prima di un anno fa), corro solo il rischio personale di giocarmi la faccia; se avessi responsabilità di gruppo, però, sarebbe tutto più complicato. Eppure, credo che non abbiamo scampo, a meno che non vogliamo lasciare definitivamente il voto cattolico (senza il quale, lo ricordo, nessuno ha mai vinto le elezioni in Italia) nelle mani del Centrodestra: è una scelta legittima, per carità, e girando su internet mi sto rendendo conto quanto una parte del nostro elettorato sia tentata da questa scelta di campo. Ma chiaramente non può essere la scelta mia, né quella di tanti elettori del Pd che – pur sapendo di appartenere ad una specie in via di estinzione, quella dei cristiani di Centrosinistra – non si riconoscerebbero in un partito di quel genere. Stesso discorso, a parti invertite, vale per il Pdl: proprio stamattina parlavo in Transatlantico con un deputato di quel partito, e mi diceva come anche in mezzo a loro esista una forte delegittimazione di chi la pensa diversamente. Rispetto a noi, però, le differenze sono due: la prima è che lì vengono messi all’angolo i “laici” (espressione che non mi piace, perché mi ritengo laico anch’io, ma che utilizzo per semplificare); la seconda è che, mentre da noi un dibattito interno esiste (e spesso sbaglia i toni), dall’altra parte su questi temi decide Gianni Letta e poi lascia a Silvio Berlusconi il compito di esternarli pubblicamente, mentre il dissidio interno viene messo a tacere. Se ragionassi in termini di mera convenienza cattolica, dovrei anche essere contento: con i loro voti (per amore o per calcolo, ma comunque compatti) più una parte dei nostri, ogni provvedimento sui cosiddetti “valori non negoziabili” sarebbe blindato fino alla fine dei tempi. Invece, e vorrei che fosse chiaro, cerco di essere terzo rispetto al motivo del contendere: fino a quando non ci saranno due grandi partiti plurali, capaci di ragionare al loro interno in termini di parità fra le varie posizioni, la questione della laicità dello Stato resterà irrisolta e si ridurrà ad una violenta battaglia ideologica, senza esclusione di colpi, come è stato per il caso Englaro. Povero Vangelo, usato come una pietra da chi non l’ha mai letto.

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17 risposte a “The day after

  1. Faccio mie le parole dell’Arcivescovo di Udine, mons. Pietro Brollo: ”Carissima Eluana, ieri in molti abbiamo pregato per te nella basilica della Beata Vergine delle Grazie, chiedendo al Signore che ti prendesse per mano, come Gesu’ fece con la suocera di Pietro ”era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei, Egli si avvicino’ e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lascio”’ (Mt 1,29). Ora la tua mano e’ diventata fredda ma il Signore della vita la sta stringendo ancora con amore di Padre per condurti nella sua casa, perche’ tu possa godere la pienezza della vita. Vita che e’ suo dono di pace, di serenita’, di felicita’ eterna. Lo stesso Signore conceda a noi un cuore capace di amare sempre la vita, di perdonare e di ritrovare la forza di vivere da fratelli”.

  2. Andrea, vorrei farti una domanda precisa personale e politica.
    Tu affermi di essere un cristiano di centrosinistra, io non so più cosa e chi sono dal punto di vista di politico, ma non posso dirmi cristiana. Di questo sono sicura, come sono sicura di essere una cittadina italiana. Tu come cristiano ritieni legittimo che io nel mio paese, democratico e laico, possa avere leggi che nel rispetto della tutela delle persone rispettino la mia libertà individuale? Ovvero, posso io pensare che nel mio paese un cittadino sia libero di esprimere la sua morale, la sua etica personale nella propria vita (ovviamente senza danneggiare l’altro da sé) ?
    Perché a me fa davvero paura pensare che oggi come ieri e probabilmente domani qualcuno voterà per impedirmi di oppormi a pratiche mediche finalizzate al mantinimento di stati di malattia permanente e irreversibile.

    E questo solo perché la morale religiosa di qualcuno sia soddisfatta di avermi privato della libertà di scegliere della mia vita e della mia malattia, terapia ed eventuale, peraltro inevitabile fine, secondo la mia morale ed etica personale? Non ti sembra estremamente violento, prevaricatore come atteggiamento “cristiano” prima ancora che politico?

  3. La vicenda di Eluana Englaro la considero da un lato, una pugnalata alla laicità dello Stato; e in secondo luogo, una sconfitta per i cattolici italiani.

    Attenzione: per laicità non intendo di certo “laicismo”. Per laicità intendo una politica che non sia ipocrita, sia coraggiosa nel legiferare su materie così delicate, senza piegarsi totalmente al volere della gerarchia ecclesiastica.

    Personalmente non ce l’ho con la Chiesa, cui deve essere riconosciuto il diritto (che per Lei è anche un dovere) di esercitare la propria attività di Magistero. Ma ce l’ho a morte con i politici: in questa vicenda, ho già avuto modo di dire che li considero corresponsabili morali e materiali della morte di Eluana.

    Ed escono sconfitti, in realtà, proprio i conservatori che fino all’altro ieri escludevano di principio la possibilità di approvare una legge sul testamento biologico. Sono convinto personalmente che sia stata questa “volontà” a predominare in Parlamento.

    La Prima Repubblica era caratterizzata dal dominio parlamentare dei partiti “laici”: eppure la 194 è stata un’ottima legge di compromesso (anche se perfettibile – in quanto legge umana – e protagonista di oscene “derive” applicative). Ora, nella Seconda Repubblica, dominano i cattolici: un laicato debole, colpevole di dimenticare di rappresentare una società plurare, che si rivolge al legislatore affinché eserciti i suoi poteri in modo equo per tutti. Allora mi domando: è giusta la legge 40, quando le coppie sono costrette a viaggiare all’estero per accedere alle tecniche di fecondazione assistita? E come non indignarsi quando il Governo abolisce l’ICI sugli immobili destinati ad uso commerciale della Chiesa?

    Ahimé, nel mio “congenito” pessimismo, non cambierà nulla. Nessuno trarrà una sana lezione di laicità da questa vicenda. E la legge sul testamento biologico sarà di fatto inapplicabile e piena di divieti, ne sono convinto.

    E i teo-con di centro-destra si culleranno nel loro compiacimento, consci – secondo loro – di aver scelto la parte giusta, di avere un loro rappresentante (Berlusconi) che si è dimostrato un cattolico “vero” e non solo “a parole”. Consapevoli che i cattolici del PD sono in realtà dei “cattodisidratatori” (come li ha definiti Ferrara) che tradiscono la fede. Insomma, un po’ come Caifa… Anche se in realtà, in tutta questa vicenda, un Pilato che si è lavato più volte le mani della questione c’è stato…

    Il ministro Sacconi ha dichiarato di essersi convertito, per contrastare una deriva sessantottina che mette in discussione i valori della vita. Mi spiace, caro ministro: la vostra parte politica accusa il centro-sinistra di superiorità morale. Ma una conversione ideologica, o una fede “inquinata” dalla politica, funzionale ad un disegno anti-comunista o anti-sessantottino o alla difesa di una “comune identità nazionale o europea”, magari in chiave anti-islamica in nome di un ipotetico “scontro di civiltà”, all’insegna della denigrazione di quella parte del mondo cattolico che non la pensa come voi, non è percaso superiorità morale?

    Non credo che, dopo questa vicenda, il PD abbia perso del tutto il voto cattolico. I malumori esistono: ma che una parte del laicato (così come persino della gerarchia ecclesiastica) abbia forti “mal di pancia” su come la politica ha gestito questa vicenda, credo siano noti.

    Non il partito della vita, ma il partito dell’ipocrisia è stato sconfitto. Un partito che non è più “di cattolici”, ma è divenuto “cattolico”, anzi, persino clericale.

    E allora la “laicità” dello Stato rimane un principio solo sulla carta! Pertanto non posso che condividere il pensiero di Andrea…la nascita di due grandi partiti plurali è condizione indispensabile per una maggiore qualità della politica. Forse non condividerai i miei toni Andrea, ma mi fa piacere che la pensiamo allo stesso modo…più o meno…

    In presenza di un partito veramente “plurale”, aperto al dialogo ed alla composizione di interessi contrapposti, questa vicenda avrebbe potuto concludersi in modo diverso.

    E se per alcuni questa posizione appare ambigua, inquinata dal relativismo, dal nichilismo, dalla cultura sessantottina, o persino comunista…Beh, lasciamoli pure blaterare. E, mi dispiace, ma per me questa è “superiorità morale”. Lezioni che non accetto, né ora, né mai.

  4. Di questo passo arriveranno a dire che dobbiamo fare lo stesso con i malati di alzhaimer, con tutti i tetraplegici, con chiunque non sia in grado di vivere la vita che comunemente è considerata normale. Eluana apriva gli occhi ogni giorno e li chiudeva la sera, respirava da sola, non ha visto un antibiotico in 17 anni e non abbiamo nemmeno alcuna prova che stesse soffrendo, magari stava meglio di tanti altri, magari noi invece l’abbiamo fatta morire di una morte atroce (proviamo a non bere anche solo per due giorni).
    Resta quindi un omicidio di stato, anche fossero dimostrate le volontà di Eluana manifestate molti, troppi anni fa, non credo comunque nel diritto al suicidio, figuriamoci se valgono frasi ipoteticamente dette quando si è stati in piena salute, “buttate lì”, e questo è solo un altro segnale di una società sempre più malata, senza Fede e valori. E’ la concezione stessa della vita che è oggi messa in discussione, si rifiuta persino l’idea di un’esistenza che non possa scongiurare la sofferenza, si cercano i figli del colore di capelli preferito, si abortisce quando gli esami genetici non sono perfetti (e si rischia la vita del feto con test inutili e dannosi), si manda in ospizio il nonno dicendo che tanto non ha più nulla da dare, vogliamo decidere noi quando la vita sia degna di essere vissuta e quando invece il corpo diventa la scomoda prigione di un anima che noi dobbiamo liberare. C’era un articolo sul Corriere alcuni giorni fa che descriveva il sit-in di alcune famiglie davanti alla clinica di Eluana, tutte con figli con gravi patologie e deformità, loro sì che vivono il dolore e con chè dignità e amore si stringono alla vita dei figli, e loro si dichiaravano amareggiati per la scelta del padre di Eluana perchè in un certo senso sviliva i 1000 sacrifici che invece loro fanno ogni giorno, semplicemente per…amore.

  5. L’omaggio migliore che possiamo fare al ricordo di Eluana è quello di capire, nel rispetto delle posizioni reciproche, quale sia il tema vero che si dibatte.
    La domanda che ci dobbiamo porre riguarda il fine-vita e i limiti della libertà personale, non se sia stato omicidio di Stato o del ‘boia peppino’ o del presidente della Repubblica.
    Il tema vero è se la volontà di Eluana fosse stata espressa chiaramente. E, qualora lo fosse stata, se sia giusto ‘concederle’ (a lei come a chi lo richiedesse in maniera esplicita e documentata) la morte o – a seconda dei punti di vista – l’interruzione di uno stato vitale che lei rifutava.
    Se vogliamo far procedere il discorso rispondiamo a questo che è IL problema.

  6. Il commento di Stefano mi ha scosso interiormente. E’ condivisibilissimo nel merito, ma conferma come il confine labilissimo tra la vita e la morte sia di non facile individuazione…

    Stefano afferma che “è la concezione stessa della vita che è oggi messa in discussione, si rifiuta persino l’idea di un’esistenza che non possa scongiurare la sofferenza”. Eppure, nell’età della tecnica, non potrebbe essere nemmeno escluso che una difesa aprioristica della vita comporti, paradossalmente, un attaccamento così eccesivo ad una vita che, per poter perdurare, dipende conmpletamente dalla scienza, consetendo talvolta pure di evitare ogni forma di sofferenza!

    Voglio dire, in altre parole, che il dibattito sull’eutanasia, alla fine si inquadra più in generale nei delicatissimi equilibri tra la vita e la scienza. L’intransigenza spesso non consente di coltivare in noi un dubbio, che il progresso abbia consentito all’uomo di sostituirsi a Dio e alla natura anche con riferimento alla predisposizione di strumenti destinati ad affrontare la malattia. E allora, non dovrebbe percaso emergere l’esigenza di ripristinare il dominio di Dio sulla vita dell’uomo?

    Un simile discorso tuttavia dovrebbe valere soltanto per casi estremi e marginali. Il rischio, come denuncia Stefano, che “di questo passo arriveranno a dire che dobbiamo fare lo stesso con i malati di alzhaimer, con tutti i tetraplegici, con chiunque non sia in grado di vivere la vita che comunemente è considerata normale” apre scenari davvero inquietanti per il futuro dell’uomo.

  7. Caro Stefano,
    vorrei portarti senza polemiche ad un punto che mi preme dalle viscere della mia coscienza di persona che pensa e ripensa su quello che è accaduto negli ultimi giorni. Il punto è questo come considerare l’alimentazione artificiale? è una terapia oppure no? Non sopporterei che chiunque possa dirmi come considerarla, sta solo a me decidere in che modo pensarla. Rispetto però le decisioni altrui quindi penso in tutta coscienza che ogni uomo debba avere il diritto di considerarla come meglio crede senza giudicare le scelte degli altri; perché chi impone la propria morale e l’etica agli non è migliore di chi fa una scelta contraria alla sua! Per questo spero che il parlamento decida per una legge giusta in cui ognuno possa decidere per se stesso come meglio crede!!
    Luca

    PS ripeto senza nessuna vena di polemica ma di una sola discussione pacata ed equilibrata

  8. Mario di Garda

    Caro Andrea, ancora una volta voglio inviarti il mio grazie per questo servizio del 10 febbraio. Si sente il dolore e la commozione per questi avvenimenti che stiamo vivendo anche all’interno del partito democratico con varie ripercussioni e notevole è lo sforzo di comprendere i responsabili di partito anche nella divergenza con loro. È vero, fra i cristiani di centrosinistra anch’io mi sento quasi una specie in via di estinzione, ma mi ricordo che se il seme non muore non porta frutto.

  9. io mi sento schifato da certa politica, quella che ha il coraggio di invocare il silenzio su un omicidio così lampante, accellerato dalle logiche radicali e massoniche che fanno paura

  10. Caro Andrea, conosco anch’io , per averla in numerosi altri casi sperimentata, la situazione che descrivi (con tutto il copione di accuse da entrambe le parti) e mi sento d’accordo su quanto dici che per definire la questione della laicità dello Stato occorrerebbero due grandi partiti plurali, capaci di ragionare in termini di parità fra le varie posizioni…purtroppo non è così.
    Tuttavia il PD-e tantomeno al suo interno i cattolici democratici, perchè come dice Enzo Bianchi «Noi cristiani non possiamo non ascoltare il mondo, non ascoltare l´umanità e non rispondere loro»- non puo’ dar spazio a questa divisione, e alla trappola tesa da chi l’ha creata.. cito un discorso di Veltroni ieri

    “Se lo tolga dalla testa Berlusconi: al Quirinale non ci andrà mai. In quella carica si sono succedute personalità che hanno garantito l’unità della nazione e il rispetto della Costituzione. Lui non è in grado di garantire unità, ma solo divisione.

    Un Paese spaccato a metà, da una parte i cattolici e dall’altra i laici…È questo il disegno. In tutti gli altri paesi, con una crisi paragonabile a quella del ‘29, si punta a unire la società. Da noi, invece, si punta a dividerla. A dividere i sindacati, o a frapporre barricate tra maggioranza e opposizione, o a separare il Nord dal Sud. Adesso si cerca anche di dividere laici e cattolici.”

    Io credo che l’aver creato questo clima di divisione –spostando il problema da quello etico della vita a quello istituzionale della messa in discussione della democrazia e della costituzione repubblicana-abbia come scopo soprattutto l’eliminazione di ogni opposizione (del tipo: divide et impera), e che sia questa soprattutto la trappola in cui non si dovrebbe cadere…facendo leva strumentalmente sulla questione etica la destra non tenta solo di riprendersi in extremis l’appoggio della Chiesa (di cui come dicevi non si è certo preoccupata in varie occasioni), ma anche soprattutto di attaccare e distruggere l’ipotesi su cui è nato il PD, ossia l’unità delle grandi forze popolari di questo paese, dello spirito comunitario che è nella loro natura e che è il vero ostacolo che ha di fronte.
    Non a caso la Costituzione è nata, come dice Veltroni proprio da questa unità delle componenti migliori della nostra società

    “Da padre costituente, Scalfaro rappresentò la cultura cattolica democratica. E sedette accanto a chi aveva fatto la Resistenza nel Partito d’Azione, nel Pci, nel Psi o tra i monarchici. La nostra Costituzione è una delle più rispettate al mondo, anche perché è stata fatta proprio sotto l’influsso della fine della dittatura fascista e nasce dalla coscienza che quei tempi bui non si sarebbero dovuti ripetere “

    e quindi se si persegue un disegno eversivo e totalitario proprio questa unità si deve scardinare…e se si vuole difendere la democrazia quella unità va difesa e rinnovata…

  11. Ho trovato questo indirizzo leggendo i commenti su Corriere.it e ne approfitto per far arrivare la mia voce ad un esponente del PD.

    Voglio ricordarle che non ho votato questo partito perché al momento di tutelare i miei diritti di cittadina e la mia libertà di scelta, che sono i diritti e la libertà di tutti, i parlamentari votino secondo la “loro” coscienza: mi aspetto che votino secondo dei principi validi per “tutti” gli elettori di cui sono rappresentanti.
    Leggere il riferimento all’elettorato cattolico determinante per governare, sinceramente mi dà il vomito: è vero che la politica vive di calcoli elettorali, che la politica è mediazione ecc…, ma ci sono dei punti fermi che sono la laicità dello stato, l’uguaglianza tra tutti i cittadini di qualunque orientamento, e cose così, che non si possono barattare con un piatto di lenticchie (tra l’altro di lenticchie nel piatto dei piddì ne arrivano sempre meno).
    Inoltre continuate a dimenticare che i cattolici “non” sono le gerarchie ecclesiastiche o i gruppi di fanatici che hanno dato indegno spettacolo di sé in svariate occasioni, per quanto appariscenti e rumorosi essi siano.
    Nell’indegna gazzarra che hanno scatenato sulla pelle di una disgraziata famiglia, hanno inondato forum e blog di post fotocopia (Stefano qui tracimato è uno di questi) dove non si argomenta ne’ si risponde alle domande o considerazioni altrui, dove si ripetono falsità, o stupidaggini senza fondamento, o, quello che più trovo vergognoso, addirittura insulti. Se sono cattolici… sono molto poco cristiani!
    Il PD farebbe meglio a vigilare con più fermezza sugli scempi che si stanno facendo delle leggi democratiche (penso alla riforma della giustizia, per es.) o a contrapporre a questo governo ignobile proposte serie per far fronte alla crisi economica. Di queste cose siamo tutti profondamente preoccupati, tanto più che non ci sentiamo tutelati da coloro che abbiamo eletto.
    Non so quanti seguono il suo blog (che oggi le ha fatto forse guadagnare notorietà), io non la conosco affatto e non so quanto possa servire aver detto qui queste cose, ma una cosa ho scoperto insieme a tante altre persone in questa tristissima vicenda: che siamo stanchi della politica che non ci rappresenta e pensa solo a tutelare sè stessa, e cominciamo a dircelo e a dirlo, per non ritrovarci un’altra volta con l’amara alternativa della scheda bianca.

    P.S. Con l’occasione le chiedo, perché mai un partito che si dice di sinistra non fa neanche il gesto di provare a far ridurre le vergognose retribuzioni dei politici?
    Non sarebbe, oltre che doveroso e decente, anche opportuno dal punto di vista del semplice calcolo politico, nei frangenti che stiamo vivendo?

  12. Con il massimo rispetto per i valori morali, etici e religiosi di ciascuno, ci sarebbero invero alcuni aspetti specifici da evidenziare da un punto di vista clinico (sperando di non tirarmi dietro la “badilata” di insulti dell’altro articolo di Andrea).
    Se parliamo di organismi viventi alcune semplici proprietà li distinguono da ciò che vivente non è: interazione e adattabilità con l’ambiente, capacità di ingerire materie e trasformarle in energia assimilabile e di “scartare” il superfluo, movimento e relazione. Eluana non era in grado di svolgere neanche una di queste attività: era totalmente paralizzata, assolutamente inerte a fronte di qualsiasi stimolazione fisica esterna e priva di qualsivoglia tipo di relazione con l’ambiente e con le persone, non era in grado di mangiare, non venivano introdotti “alimenti” ma un mix di elementi energetici e l’idratazione era garantita per via parenterale. Eluana non era in grado di “scartare” doveva essere sottoposta giornalmente a clisteri ed era permanentemente cateterizzata , non aveva alcuna funzione autonoma. Eluana non poteva muoversi, veniva infatti “mossa” ogni 2 ore, ma anche così le piaghe da decubito erano presenti. Infine Eluana a seguito del danno cerebrale aveva solo una parte dell’encefalo funzionante che le garantiva la respirazione autonoma ed una serie di automatismi (respirazione, battito cardiaco, ciclo sonno-veglia, occhi aperti/occhi chiusi, tosse, etc.etc.)
    Non ultimo, Eluana non era malata di Alzeheimer, non era disabile, Eluana era mantenuta in vita grazie a interventi di trattamento medico-terapeutico senza i quali sarebbe morta spontaneamente.
    Come poi è accaduto in meno di 4 giorni.
    Non è corretto generalizzare, le malattie per le quali una parte degli italiani chiede la libertà di non sottoporsi a terapia invasiva, violenta, accanita e inutile sono le malattie irreversibili e terminali per le quali qualsiasi trattamento o intervento non sia finalizzato alla cura o al miglioramento delle condizioni di vita.
    Si tratta di non prolungare il “morire” di una persona, Eluana ci ha messo 17 anni a morire, non vi sembra un orrore?
    Bene, voi – i guelfi intendo – sarete liberi di rimanere in vita – o quasi vita – per l’eternità, noi chiediamo solo di poter dire “NO” prima che ci accada. No per noi, per i nostri figli, per tutti i nostri cari.
    Ma nessuno vuole impedire che altri – se tale è la loro volontà – possano restare attaccati a tubi, macchine e volontari per 10, 20, ma anche 40 anni.
    Non sono i ghibellini a voler imporre qualcosa agli uomini, sono i guelfi a pretendere di imporre le cure ad ogni costo, senza neanche la possibilità di dire “no” con un testamento biologico.
    La violenza è tragicamente e cinicamente espressa da chi vuole imporre a me o a quelli come me di doverlo fare per forza, di doverlo far fare ai miei figli, a mio marito o a mia madre.
    Ecco, in questo non trovo quel valore supremo della “pietas” cristiana. Voi volete decidere per me, imporre un vostro senso della vita e della morte che non mi appartiene, mentre io accetto e rispetto il vostro e non farei niente per non garantirvi il diritto alla massima assistenza, al maggior numero di tubicini pur di farvi rimanere in vita per 200 anni se è questo che volete.

  13. Sono d’accordo con Andrea Sarubbi in tutto e mi dispiace molto che il caso della povera Eluana sia stato strumentalizzato dalla politica e abbia portato a scontri violenti in Parlamento e nella piazza. La scelta migliore, sia per un cattolico come per un laico, è il rispetto della vita dal concepimento fino alla morte naturale; rispetto a cui devono essere educati tutti, sapendo che sia l’inizio che il “fine vita” racchiudono un mistero insondabile. La morte di Eluana è una sconfitta per tutti e genera dolore: facciamo silenzio!

  14. No, Cristiana mi scusi, ma proprio no.
    La morte di Eluana è una vittoria, la vittoria del diritto, prima di tutto.
    La vittoria della libertà individuale.
    La vittoria del rispetto di chi ha l’obbligo, il dovere di prendersi cura dei propri figli nel modo più corretto secondo i propri principi personali per consentirgli serenità e dignità fino alla fine dell’esistenza.
    Il rispetto della vita cui “devono essere educati tutti” mi ricorda ideologie totalitarie agghiaccianti, dai nazisti che dovevano educare tutti al culto della razza ariana alla Cina di Mao.
    Non vedo democrazia in certe aspirazioni, non vedo rispetto dell’altro né in vita né in malattia e men che meno in punto di morte.
    Io comunque non vorrei proprio “essere educata” da nessuno su questioni che attengono alla mia vita personale, ai miei valori personali. Sono abbastanza adulta per scegliere le mie fonti e i miei riferimenti e costruire le mie convinzioni.
    Però io rispetto lei e quanti come lei, e sarei pronta a dare la vita per difendere il suo diritto ad agire secondo i suoi valori cristiani.
    Lei invece “vuole educare tutti” e sottomettere tutti a questi valori, anche me che della vita e della morte, del rispetto e della dignità ho convinzioni molto diverse dalle sue.
    Non crede che sia una terribilmente violenta urgenza di prevaricazione, di sottomossione dell’altro diverso da sé?

  15. @Stefano. Gianfranco Fini ha detto al suo collega di partito Gasparri: “che impari a tacere”. Lo stesso dovresti fare tu quando ti ergi a giudice della scelta di Beppino Englaro, sottintendendo (come ha detto apertamente il nostro Presidente del Consiglio) che ha fatto quel che ha fatto per liberarsi di uno scomodo peso.

  16. Gli inviti a tacere non mi piacciono, da qualunque parte arrivino. Parliamo, invece, e continuiamo a rispettarci. Stamattina, su Repubblica, c’è un’intervista a Francesco Rutelli che vi suggerisco di leggere: che siate o meno d’accordo con la sua scelta di votare il ddl della maggioranza, affronta comunque il tema del partito plurale, che poi era il tema principale di questo post. Ecco qui il link:

    http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/politica/testamento-bio/rutelli-intervista/rutelli-intervista.html

    Buona lettura. E se volete ne riparliamo ancora.

  17. Gentile Sarubbi, la discussione ha un limite ben preciso, e quel giudizio espresso nei confronti di Beppino Englaro suonava come un insulto, non come un contributo alla discussione. Il non rispetto sta in quel giudizio, non nell’invito a tacere.

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