Milletreni

In politica servono le idee, e questa mi pare buona. Sono un po’ di parte, perché è un’idea che abbiamo appena presentato noi, ma spero che trovi una sponda anche nella maggioranza. Il piano – ideato dal nostro capogruppo in Commissione Trasporti, Michele Meta, e sottoscritto da diversi parlamentari del Pd, fra i quali io – prevede di costruire mille nuovi treni e di rinnovare le vie del ferro, finanziando l’operazione con l’aumento di un centesimo (uno!) delle accise su ogni litro di benzina o gasolio. Ma facciamo un passo indietro. Gli italiani non sono masochisti (o almeno, non lo sono sempre… ma questa è una battuta che gli amici di Centrodestra non capiranno) e, se devono spostarsi, scelgono in genere la soluzione più conveniente. Non conosco nessuno, ad esempio, che prenda la macchina per andare dal centro di Roma al centro di Firenze: ci vorrebbero 3 ore, contro l’ora e 35 in treno; bisognerebbe affrontare il traffico e la ricerca di parcheggio; non si potrebbe viaggiare leggendo o lavorando; si spenderebbe di più, tra benzina ed autostrada. Lo stesso vale per la tratta Roma-Napoli: ormai sono un cliente fisso dell’Alta velocità (un’ora e 20), e le poche volte che mi hanno dato un passaggio in macchina ho rimpianto regolarmente di non aver preso il treno. Il problema, invece, si pone se da Roma devi andare non a Firenze, ma a Lucca; non a Napoli, ma ad Avellino. Per non parlare di una traversata Lucca-Avellino, che (controllo or ora sul sito delle Ferrovie) richiede fra i 3 ed i 5 cambi, per un viaggio che nel migliore dei casi è di 7 ore e 22 e nel peggiore di 12 ore e 07, contro le 5 ore e 11 minuti in macchina (fonte: viamichelin). Il decreto che abolì l’Ici, ricorderete, ha tagliato parecchi fondi al trasporto pubblico locale (la protesta dei pendolari, che questa settimana hanno manifestato in piazza Montecitorio, non è casuale); l’avvio dell’Alta velocità anche da Firenze in su non solo non ha risolto i problemi di chi si sposta in treno per lavorare, ma li ha addirittura aggravati. Ecco perché ci vuole una rivoluzione del ferro, in un momento in cui la benzina sarà pure calata di prezzo ma in pochi hanno i soldi per comprarsi la macchina. Per non parlare dell’impatto ambientale e di quello – non trascurabile – che la nostra proposta di legge potrebbe avere sull’occupazione: alcune nostre imprese, tra le migliori in Europa nella costruzione di componentistica ferroviaria, sono oggi ad un passo dal fallimento. Diceva Keynes che, per rilanciare l’economia, basterebbe assumere i disoccupati per scavare buche e poi riempirle; figuriamoci se, invece che a scavare buche, li mettiamo a costruire mille treni nuovi.

Annunci

9 risposte a “Milletreni

  1. da buona ex pendolare sono d’accordo con l’iniziativa. Che i treni siano nuovi però deve essere vero anche per le tratte brevi, affollate da lavoratori e studenti…A volte ci si sente in carri bestiame. Buon lavoro!

  2. un’idea da realizzare SUBITO:ripartire dalla cumana e dalle varie metropolitane…..poi dalle tratte più “interne”.realizzare concretamente quella rivoluzione verde nei fatti e non a parole!!!buon lavoro caro andrea

  3. Putroppo credo che loro siano interessati solo ai grandi interessi economici (leggasi Alta Velocità) e non anche agli interessi dei pendolari … Spero mi smentiscano approvando sto progetto.

    Però al posto del centesimo di euro sulle accise (per carità, sarei ben lieto di pagarlo, ma altri potrebbero non capire) avrei preferito qualche taglio ai costi della politica: magari, restando in tema di mobilità, tagliando le numerosissime auto-blu che sono in circolazione (che costano 18 miliardi, lessi da qualche parte) …

    Ciao

  4. Ottima iniziativa, approvo. :-D.

    Domanda x Andrea: il progetto “mille treni” è riferito all’acquisto di nuovi rotabili per il servizio pendolare di Trenitalia?

    x diegonapoli: i nuovi treni della Cumana sono in produzione presso gli stabilimenti Firema di Caserta, insieme a quelli di MetroCampania Nord Est. Si sta completando inoltre la fornitura di nuovi treni della Circumvsuviana.

  5. Approvo l’iniziativa. Spero che riesca a passare. Ho qualche timore che una fetta grande del Parlamento (di destra e sinistra) possa convergere sui mille treni, perchè ancora conta (e molto) la lobbi del pneumatico.
    Ma val la pena di andare avanti.
    Soprattutto per realtà come la nostra, Andrea, che tu conosci. treni vecchi, poca manutenzione e linee incomplete: io insisto molto perchè si riesca a collegare Sansepolcro con Arezzo. La linea c’era prima della II Guerra Mondiale, poi è stata distrutta…

    E forse qualche auto blu si potrebbe pure togliere. Non solo a Roma…

  6. Ennesima dimostrazione che il provvedimento sull’abolizione dell’ici era sbagliato… Il governo per coprire la spesa ha dovuto tagliare dappertutto!!! In ogni caso, condivido l’iniziativa. Sicuramente il sistema ferroviario è da potenziare, anche se in questi ultimi mesi (io abito in emilia-romagna) abbiamo subito la soppressione di alcune tratte e l’aumento del prezzo dei biglietti… Hai notato Andrea…da 45 a 5 commenti? C’hai proprio azzeccato

  7. Caro Andrea,
    è un pò che ti leggo e da buon cattolico impegnato in politica condivido quasi sempre le tue affermazioni. Stavolta però, contrariamente ai più, mi lascia un pò perplesso la tua proposta “Mille Treni”. Ebbene sì, credo che l’iniziativa possa essere buona ma non vedo perchè a fronte di un miglioramento della qualità di un servizio offerto debba pagare le conseguenze chi di questo servizio non ne usufruisce.
    Per finanziare questo progetto si potrebbe, ad esempio, aumentare di 1 centesimo il costo del biglietto per ogni Km percorso (ma in treno non in auto). Napoli-Roma incremento pari ad euro 2 per tratta. Credo che chiunque sia disposto a pagare qualcosina in più pur di avere una qualità di servizio migliore. Mi dirai che la tua iniziativa serve anche a “scoraggiare” l’uso del Treno. Giustissimo ma non sempre è possibile e non sempre è fattibile. Ti faccio un esempio. Io vivo a Napoli e spesso per lavoro mi reco a Roma. In auto impiego 2 ore (Nola-Roma Tiburtina) mentre in treno (tra attese e cambi) ci impiegherei circa 3 (e ci sono collegamenti!!!). Il mio ufficio è situato a Bacoli (tre cambi tra Circumvesuviana, Metropolitana e Cumana) ed impiegherei con i mezzi su rotaia oltre 2 ore contro i 45 minuti in auto. Come vedi in alcuni casi si più ma non è la migliore tra le ipotesi possibili. Cmq andate avanti con idee e proposte perchè l’importante è avercene!!!
    Con affetto e stima
    Luigi

  8. Più treni e più rotte! Qualche anno fà c’erano due treni ES (A/R) che muovevano tra Nocera Inferiore (città in cui sono nato e vio) e Roma (città in cui lavoro) oggi invece nonostante la distanza temporale tra Napoli e Roma si sia ridotta grazie all’AV (anch’io ormai sono un cliente affezionato) il tempo che impiego per muovermi da Nocera è aumentato significativamente (prima 2h23′; adesso difficile da stabilire).
    L’AV è un’ottima soluzione per modernizzare il paese, ridurre i consumi energetici e l’intasamente delle arterie stradali, pur tuttavia non è la risposta ai milioni di pendolari che, invece, si muovono dai piccoli centri verso le grandi città

  9. Preso particolarmente dal problema trasporto non ho fatto alcun cenno al la questione presentata nel blog.
    L’accisa è sicuramente più interessante dell’aumento del costo del biglietto (già particolarmente rilevante; ad esempio Roma-Napoli AV 2a classe costa 36€) pur tuttavia bisognerebbe fare un pò di chiarezza sulle accise già presenti nel costo della benzina.
    Il problema è che nonostante molte delle accise furono introdotte come temporanee per far fronte a vari eventi straordinari, nonostante il venir meno della causa a tutt’oggi non risultano ancora state tolte: In particolare paghiamo:
    • 1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935 (0,001 euro);
    • 14 lire per la crisi di Suez del 1956 (0,007 euro);
    • 10 lire per il disastro del Vajont del 1963 (0,005 euro);
    • 10 lire per l’alluvione di Firenze del 1966 (0,005 euro);
    • 10 lire per il terremoto del Belice del 1968 (0,005 euro);
    • 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976 (0,051 euro);
    • 75 lire per il terremoto dell’Irpinia del 1980 (0,039 euro);
    • 205 lire per la missione in Libano del 1983 (0,106 euro);
    • 22 lire per la missione in Bosnia del 1996 (0,011 euro);
    • 0,020 euro (39 lire) per rinnovo contratto autoferrotranvieri 2004.
    Il tutto per un totale di 486 lire ovvero 0,25 euro. (Anche) Su questi 0,25€ di extra-costo (oltre a quello proprio della benzina) noi cittadini paghiamo le tasse. Quindi va benissimo pagare 1 centesimo per 1000treni&rotte, ma cerchiamo di eliminare quelle accise che non hanno più motivo di esiste e che nel tempo hanno ampiamente ripagato la causa della loro introduzione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...