Guelfi e ghibellini

Avevo promesso a me stesso di non parlare più di Eluana, perché di fronte al roveto ardente Mosè si leva i sandali e non chiacchiera, ma ascolta. Chi mi legge da tempo sa bene come la penso; chi arriva su questo blog per la prima volta avrà la pazienza di digitare “Eluana” nella stringa di ricerca (qui nella colonna di destra), oppure selezionare la categoria “vita”, e leggerà tutte le mie riflessioni su testamento biologico, idratazione, alimentazione, certezza della volontà e compagnia bella. Chi è solo curioso di sapere se Andrea Sarubbi voterà o meno il ddl salva-Eluana, infine, sappia che per coscienza non potrei votare contro: rimangono le altre tre possibilità (votare a favore, astenermi o non partecipare al voto), che politicamente non si equivalgono e dunque richiedono un po’ di tempo per pensarci su. Sento oggi molti cattolici gridare alla vittoria. “Lunga vita a Berlusconi”, mi hanno scritto ieri degli amici in un sms: “L’importante è che Eluana sia salva”. Altri, su Facebook, sostenevano che di fronte ad una vita da salvare non c’è nessun formalismo che tenga. Altri ancora mi accusavano di essere “troppo lontano dai cattolici”, perché – nella dichiarazione alle agenzie di stampa, in cui ribadivo il mio approccio pro-life – osavo mettere in guardia dalla “trappola di Berlusconi”. Nelle parrocchie e nei bar – perché, purtroppo, una vicenda così drammatica è diventata una chiacchiera da bar, un festival dello slogan: ecco perché preferisco non parlarne – sembra prevalere l’approccio machiavellico del fine che giustifica i mezzi. Eppure, a catechismo mi insegnarono che un mezzo illecito non giustifica un fine lecito, e sul fatto che Berlusconi abbia adottato mezzi illeciti (il decreto era un calcio alla Costituzione, il ddl l’ennesimo schiaffo al Parlamento che stava già scrivendo una legge sul testamento biologico) non ho molti dubbi: d’altra parte, glielo hanno ribadito sia il presidente della Repubblica che quello della Camera. La guerra di religione, però, ormai è così accesa che neppure a loro si riconosce l’autorità istituzionale: per i guelfi, sia Napolitano che Fini parlano non da alte cariche dello Stato, ma da ghibellini. A chi convenga questa spaccatura dell’Italia in guelfi e ghibellini, in papisti e garibaldini, onestamente non capisco, né lo capiscono molti miei amici sacerdoti… ma qui si aprirebbe un discorso lungo sul ruolo dei cristiani nella società che mi pare fuori luogo affrontare ora. Torniamo dunque al presidente del Consiglio, che fino a ieri su Eluana aveva mantenuto il silenzio e che – nel giro di una notte – è diventato un paladino della vita: lui che, partito con il consenso moderato della Chiesa, lo aveva via via perso per strada in seguito a promesse non mantenute (gli aiuti alle famiglie) ed a vari incidenti di percorso (il taglio dei fondi alle scuole materne non statali). Mai, però, era arrivato così vicino alla rottura: le bestialità contenute nel decreto sicurezza (dall’obbligo di denuncia sanitaria alla stretta sui ricongiungimenti familiari per gli immigrati) stanno provocando la mobilitazione di tutto il mondo cattolico: prima Famiglia cristiana, poi Sant’Egidio e le Acli, poi il Centro Astalli e la Comunità Papa Giovanni XXIII, quindi la stessa Caritas (che dipende dalla Cei) e infine vescovi e cardinali. Mai come in questa settimana – ed è qui la preoccupazione vera del premier: altro che difesa della vita sofferente! – il governo di Centrodestra era stato lontano dalla sensibilità della Chiesa, e le tensioni sarebbero aumentate nei giorni a venire, nell’intervallo fra l’approvazione al Senato ed il passaggio alla Camera. Un allenatore di basket, in questi casi, chiede il time out per cambiare gli schemi. A Berlusconi, invece, basta cambiare canale: di fronte al reality di Eluana, salvata in punto di morte, non c’è povero immigrato che tenga. Anche se la Lega decidesse di torturarli, a questo punto, non se ne accorgerebbe più nessuno.

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53 risposte a “Guelfi e ghibellini

  1. Andrea Pietrini

    Premesso che cerco di parlare da “persona” e non da “disabile” quale sono (o almeno definito tale dalla legislazione italiana) la cosa più avvilente di tutta questa faccenda non è “Eluana sì, Eluana no”, bensì il fatto che questa vicenda -tristissima- è diventata uno strumento formidabile per distrarre, almeno temporaneamente, il Paese da tanti altri problemi che lo affliggono. Una maniera per distrarre l’attenzione, per far “pensare ad altro”, mentre tutto intorno a noi va lentamente a fondo.
    A questo punto, tacciatemi pure di becero qualunquismo, ma, se la storia di Eluana è penosissima, ancor più penoso è il teatrino che ne è stato costruito intorno, voluto ed edificato ad arte.

  2. Caro Andrea, hai fatto un ragionamento serio che condivido. E’ davvero una fase difficile e il rischio di schizofrenia incombe….

  3. Non ho votato Berlusconi e in tutte le storie che tiri in ballo tu non mi rispecchio. I nostri rappresentanti dovrebbero agire in nome del popolo italiano che non vuole tortura e condanna a morte di nessun criminale…figuriamoci dei malati e poi anche la magistratura che fa passare l’eutanasia a cui siamo contrari…
    Inoltre se è giusto che i medici non facciamo le spie, ed è GIUSTO, perché diventano boia?

  4. Caro Andrea, spero di essere smentito, ma ho la triste sensazione che alcune gerarchie ecclesiastiche apprezzeranno la linea di condotta di Berlusconi (gia’ ora Fisichella esprime il suo plauso).
    Questo, da cattolico, mi rattrista, perche’ vuol dire che il gioco di Guelfi e Ghibellini non e’ limitato solo alle parti politiche ma anche a una gerarchia ecclesiastica che dovrebbe, in teoria, parlare anche a mio nome.
    Non entro nel merito della questione, ma siamo tutti daccordo che il dibattito dovrebbe essere semmai su cosa e’ vita e su cosa e’ terapia. Un dibattito intellettuale al limite del tecnico, certamente non politico.
    E invece ci troviamo davanti a un capolavoro di ipocrisia, in cui si piegano leggi e si vilipendono le istituzioni “per salvare una vita”, quando tante altre vite vengono perse a secchiate perche’ leggi e istituzioni hanno purtroppo i loro iter e i loro limiti (penso ai migranti, penso a vittime di guerre civili dimenticate, penso a tanti altri casi simili). Penso a un’affermazione triste come quella del cardinal Martino che dice di essere “deluso” dalla condotta di Napolitano (QUESTA e’ ingerenza).
    Sono cose che, in quanto cattolico, fanno male.

    Pero’ ci si puo’ consolare con l’ennesimo “capolavoro politico” di Berlusconi, capace in una sola mossa di blandire una parte del mondo cattolico e di nascondere quello che di grave sta facendo.

  5. Consiglio la lettura dell’Antigone.

  6. @Giovanna Maria. Il problema che Andrea giustamente pone è di metodo, di regole prima che di merito. La democrazia è il luogo della libera espressione del pensiero, prima che della volontà della maggioranza. La Storia è stata testimone di troppe teste rotolate, di troppe stragi fatte ‘in nome della volontà del popolo’ per non fare attenzione a questo aspetto.
    Il rispetto delle regole, anche quando non siamo d’accordo, è l’unica garanzia che il tuo disaccordo possa essere sempre espresso.

    @Andrea. Grazie per il tuo coraggio che temo pagherai ma dal quale mi sento pienamente rappresentato come italiano e come cristiano

  7. la cosa piu’ triste e’ che in Italia anche la vita,e dico vita, di una donna diventa occasione di propaganda elettorale.

  8. Andrea, avete fatto una pessima figuraccia. Io cattolico di sinistra mi schiero con Berlusconi perchè su queste tematiche non scendo a compromessi, neppure al silenzio!

  9. Andrea,
    che vuol dire essere “pro-life”? È come essere a favore dell’aria pulita, del cibo genuino. È una tautologia. A meno di non essere psichicamente disturbati, tutti siamo a favore della vita.
    Nel caso di Eluana, non è la vita il nocciolo della questione, ma la libertà di autodeterminazione dell’individuo.
    Nell’ordinamento giuridico italiano non esiste alcun divieto di suicidarsi. Non c’è, semplicemente. Il suicidio può essere rilevante per certi atti giuridici (ad esempio, in un contratto di assicurazione sulla vita), ma non è proibito per legge.
    E qualcosa che non è proibito dalla legge è consentito.
    Con il DL, questo governo sta togliendo a Eluana Englaro — ma lo sta togliendo a noi tutti — il sacrosanto diritto di decidere cosa fare della propria vita quando questa ci diventa insopportabile. Si sta introducendo per legge il divieto di suicidarsi.
    D’accordo, è il primo caso e farà giurisprudenza. La volontà di Eluana non è stata scritta, lo sappiamo tutti. Ma al di là delle conseguenze che la pronuncia della Cassazione (o l’isterica iniziativa del governo) avrà sul caso in esame, quel che va riaffermata qui è la libertà di ogni individuo di autodeterminarsi.
    Che questa libertà, senza ledere diritti altrui, porti alla morte è del tutto irrilevante, a mio avviso.
    Rifiutare le cure o chiedere per sé una morte dolce quando non si hanno speranze di vita, o di una vita decente, sono diritti inalienabili dell’individuo.
    E non si ricominci con la storia della fame e della sete, per favore. Eluana Englaro, isolata su un lettino con flebo di acqua e nutrimento, sarebbe morta da un pezzo per setticemia provocata dalle piaghe da decubito. Ha bisogno di cure continue per sopravvivere — anzi, per vegetare.

    Ma un laico, a chi santo deve votarsi per avere propri rappresentanti in Parlamento che riescano a guardare alla realtà delle cose senza ipocrisia?

  10. I vegetali tossiscono?

  11. Mah, se io fossi nei panni di Eluana Englaro preferirei morire… tanto per essere sicuri l’ho detto anche alla mia famiglia.

    Non voglio che nessun prete, rabbino, imam o stregone possa decidere della mia vita.

  12. Francesca.Erry

    Caro Andrea,
    visto che siamo in vena di citazioni bibliche, te ne faccio una evangelica. Ricordi quando i discepoli indignati si rivolsero a Gesù lamentando che altri, spacciandosi per sui predicavano la parola del maestro? Be Gesù disse,: “Non glielo proibite…, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me.” Mi spiego meglio, chiunque, anche il tanto detestato da te Berlusconi, facendo un atto giusto e correto, come quello di impedire la morte per fame e per sete di Eluana, compie un gesto buono. E qui, non si tratta di mezzo scorretto per raggiungere un fine giusto. Qui c’è da salvare una vita… e le discussioni ed elucubrazioni filosofiche non trovano posto in questo momento storico. Poi, successivamente si potra magari discorrere sul metodo. Ma Se c’è da salvare una vita urge l’intervento. Spiace notare come certi cattolici abbiano sempre sulle labbra Gesù ed il Vangelo, ma nei fatti…??? Certo, Andrea, non puoi cambiare il corso delle cose da solo… è ovvio, ma quel Gesù che tanto amiamo chiederà conto a ciascuno dell’operato. Il tuo silenzio non mi è piaciuto, mi spiace… Ricordi Giovanni Paolo II? NON ABBIATE PAURA… Ecco smettiamo di avere paura…Parliamo e gridiamo la verità dai tetti. Perchè è l’unica cosa che conta…O no? Con simpatia e senza acredine… credimi… Francesca…

  13. Una domanda ai cattolici “delusi” e a questo Governo osceno…. Ma dove siete, dove gridate, dove avete il coraggio quando altre vite sono in pericolo? Vite di gente “sana”, che prova emozioni e sensazioni, più di un embrione o di una persona in stato vegetativo permanente. Perché tutta questa incoerenza? Perché assistiamo a questa vergognosa scissione dell’etica?

    E soprattutto, perché non indignarci dinanzi a tutta questa ipocrisia? Perché in tutti questi anni non si è legiferato sul testamento biologico? La sentenza della Cassazione è dell’ottobre 2007; il decreto del Tribunale di Milano è del luglio 2008. Perché non si è approvata una legge nel giro di qualche giorno?

    E allora rispondetemi: perché il Parlamento ci impegna pochissimo giorni per approvare il Lodo Alfano o la nuova legge elettorale per le europee, sbattendosene completamente del testamento biologico? E pensare che tutto questo CASINO poteva essere evitato, inserendo nella legge questo comma: “qualunque consenso in ordine all’interruzione del trattamento sanitario, manifestato in qualsiasi forma, PRIMA dell’entrata in vigore della presente legge (sul testamento biologico, ndr), non ha alcuna rilevanza giuridica”.

    E invece niente. Questa classe politica, ipocrita e bigotta, timorosa, piegata alle gerarchie ecclesiastiche, priva di un minimo di laicità che avrebbe consentito preventivamente di evitare questo casino, la considero MORALMENTE E MATERIALMENTE CORRESPONSABILE DELLA MORTE DI ELUANA ENGLARO (qualora ciò accada).

    Il tempo per legiferare c’è stato. Ed è inutile minacciare sanzioni disciplinari o fare assurdi decreti legge che, come ho scritto in commenti precedenti, rischiano di complicare ancor di più la situazione. Ribadisco: e se Beppino Englaro farà ricorso alla Corte Costituzionale? Magari la Consulta lo accoglie, formula per la prima volta il principio costituzionale della libertà di autodeterminazione, aprendo di fatto la strada all’eutanasia. Ottimo non trovate?

    La vita va difesa, ma davvero è ammissibile procedere in questo modo? I politici stanno abusando dei loro poteri, nel tentativo disperato di riparare un danno che loro stessi hanno contribuito a cagionare. E mi domando: e se il decreto non fosse ancora stato eseguito? E se Eluana si trovasse ancora a Lecco? Se tutto ciò fosse accaduto fra 2, 3, 4 mesi? Il Parlamento come sempreavrebbe sonnecchiato, o meglio: avrebbe fatto finta di niente, perché così funziona… Il problema è come se non esistesse, per non creare tensioni politiche con la Chiesa o con certo conservatorismo laico catto-berlusconiano…

    Allora, per favore. Parlo a chi si è dichiarato deluso da Andrea. Se volete, condividete pure il decreto del Governo. Ma per favore, credo sia doveroso anche criticare in modo nettissimo questa classe politica Con l’augurio che da questa tragica esperienza tutti quanti noi possiamo trarre una autentica lezione di laicità.

  14. @ manuel:
    ricordi il Family Day?
    Io c’ero e sono testimone del mare di bella gente che c’era, con bambini e contro nessuno, solo per farci vedere…eppure so bene come hanno trattato questo evento i media e cosa hanno voluto vedere…
    @ Francesca. Erry:
    concordo 😉

  15. Non capisco cosa c’entri il famili day. va beh…

  16. Hai chiesto dove siamo…

  17. se volete, criticate il merito del mio intervento, che immagino non condividete… sappiate che vi rispetto al 10000000%

  18. Luana De Vita

    Mi permetta di sottolineare dei dettagli che potrebbero aiutarla nel suo mestiere di rappresentante dei cittadini (come me) che – turandosi il naso- hanno ancora una volta votato per il suo partito.
    Per ragioni di natura professionale ho avuto modo di occuparmi della storia di Eluana, vorrei riassumere il quadro.
    Eluana è in stato vegetativo permanente, una condizione che non appartiene alla “natura” ma è possibile quando il tentativo di rianimare una persona in un contesto medico si spinge tanto oltre da arrivare all’ignoto: lo stato vegetativo permanente, appunto.
    Nessun Dio e neanche la natura aveva previsto che degli esseri viventi fossero costretti a nutrirsi, urinare, defecare solo attraverso attrezzi vari e manipolazioni diverse e soprattutto senza avere alcuna consapevolezza e senza poter “godere” di tale trattamento o poter “protestare”.
    Gli uomini sono responsabili di queste aberrazioni psicofisiche e cliniche.

    Doverosa premessa questa perché la battaglia del padre di Eluana non è per la vita o per la morte ma l’autodeterminazione, la libertà di scegliere di non diventare un orrendo prodotto di laboratorio clinico da “manipolare”, ovvero quello che da 17 anni è diventata Eluana.
    Considerazioni cliniche: Eluana ha un’attività parziale cerebrale tronco-encefalica, relativa cioè alle funzioni respiratorie e cardiache ma non ha alcuna attività corticale (il danno del trauma riguarda la corteccia cerebrale nel caso Englaro): non ha alcuna possibilità di elaborare una qualche forma di coscienza di sé. Tutte le funzioni relative all’elaborazione di stimoli esterni e interni è corticale, restano solo attività di “automatismo” ma non c’è alcun processo percettivo consapevole: non c’è sofferenza, fame, sete e/o gioia, dolore, tristezza…semplicemente non c’è una persona pensante in quel corpo residuo vivente.

    Ma su quel corpo la medicina si ostina a intervenire, preparando poltiglie chimiche da introdurre con un sondino che dal naso scende giù nello stomaco, occupandosi di svuotare l’intestino giornalmente con clisteri e di svuotarle la vescica con un catetere. Devono girarlo quel corpo di qua e di là ogni due ore e devono, lavarlo e asciugarlo e, ogni tanto, metterlo seduto badando a non farlo rotolare in avanti.

    No, non è una questione di vita o di morte ma di accanimento terapeutico privo di senso perché dopo 17 anni la reversibilità della situazione è esclusa. Pensando ai figli che ho messo al mondo e di cui mi sono occupata e mi occupo da una vita, dico:NO! Non nel mio nome uno scempio del genere su un essere umano.

    Nessuno può definirsi “vivo” nelle condizioni di Eluana e un genitore deve proteggere i suoi figli anche dal delirio medico. Eluana è ridotta a topo di laboratorio, un esperimento vivente di quanto la medicina sia capace di fare pur di far respirare qualcuno, non vivere perché la vita è amore, risate, lacrime, la vita è movimento ed Eluana non si muove da 17 anni.

    Lei deve assumersi la responsabilità di difendere il diritto di chi non vuole sottoporsi a terapie invasive e manipolative, non vuole essere oltraggiato nella sua dignità di persona, lei deve opporsi a qualsiasi tentativo di legiferare contro la dignità della persona e per la libertà di decidere per sé stessi e per i propri cari di sottoporsi o non sottoporsi a trattamenti terapeutici di questo tipo nel caso in cui le condizioni psicofisiche non consentissero di esprimersi.

    Beppino Englaro è un uomo di grandissima dignità e di spessore umano indicibile, nel dolore ha portato avanti una battaglia di civiltà e di amore: un incidente le ha portato via la figlia, la scienza l’ha trasformata in un grottesco pupazzo di carne e sangue violentato, manipolato dai medici.
    Lui ha sempre detto che sua figlia era libera e vitale come un purosangue, restituite a Eluana la dignità di una persona, liberatela dalla condizione di inerme e passivo tubo digerente in balia di manipolazioni cliniche.

  19. E’ quest’ultimo trattamento medico meno naturale di tutti gli altri!

  20. Ma che marea di assurdità sono scritte qui. Eluana ha tossito a tal punto da sputare il sondino, prima volta nella vita. Sta soffrendo, sta cercando di comunicarci!!!!!!!!!!!

  21. Ma la Vita ad Eluana gliela volete salvare o imporre, contro la sua volontà, perchè lei di un vita di questo genere (il gioco delle ‘V’ nella parola vita non è casuale) non ne voleva sapere?
    Volete salvare la SUA Vita, o le VOSTRE coscienze e le vostre paure?

  22. Antosaski, immagino tu fossi a stretto contatto con Eluana e avessi ricevuto da lei personali confidenze in merito alle direttive anticipate. Io invece da semplice scout mi limito a ciò che ho letto su vari quotidiani in merito alla sentenza della Cassazione, dove tra le tante testimonianze riportate non c’è guarda caso la suora direttrice dell?istituto superiore che Eluana aveva frequentato in adolescenza. Ora, che Beppino Englaro abbia maturato una ossessiva patologia mentalew per la quale preferisce piangere la figlia morta, piuttosto che in coma, questo è chiaro a tutti. Mio padre vorrebbe ognigiorno farmi sentire la sua carezza anche dopo 20 anni… altro che eliminarmi. Tutti i discorsi sull’autodeterminazione perdono così di valore e lasciano la strada a tanti dubbi che gridano di fermare questo omicidio.

  23. Francesca.Erry

    Caro Antosaski, nessuno ha bisogno di salvarsi coscienza e paura… E ‘ semplicemente questione di logica. Esiste il dubbio, laicamente parlando e questo te lo puo confermare qualsiasi medico , che la giovane Eluana possa sentire tutto. Il cervello, è ancora misteriosamente ignoto alla scienza. Dunque, laicamente parlando,nel dubbio una vita non si puo eliminare. Non si deve eliminare. C’è poi francamente la questione della sospensione dell’idratazione e dell’alimentazione. Ti rammento, e ricordo a tutti che nemmeno agli animali si riservano sevizie e torture di questo genere. Non vedo perchè dovremmo riservarle ad un essere umano, per giunta indifeso e senza possibilità di esternare la sua volontà. Eluana potrebbe anche aver dichiarato che non voleva vivere come un vegetale, ( io francamente trovo molto improbabile credere a ciò senza un documento scritto, senza una precisa volonta indicata appunto per iscritto) certamente non avrebbe mai chiesto di morire in un agonia di 12-15 giorni senza bere ne mangiare. Ma vi siete domandati anche solo per un istante cosa voglia dire morire per fame e sete? E terribile… Ecco io non lo trovo accettabile. Da italiana mi vergogno del mio paese. Da cattolica sono indignata soprattutto dal comportamento di certi cattolici che dovrebbero rappresentarmi…E non smetterò di dirlo.
    Luca hai proprio ragione… Eluana tossendo ha voluto comunicare a chi le sta intorno che è viva, che c’è. Hai ragione pure quando dici che sta soffrendo e l’unico modo che ha di comunicare probabilmente è questa tosse che la tormenta proprio da quando è arrivata alla clinica di Udine. Grazie per avercelo ricordato.

  24. “..che Beppino Englaro abbia maturato una ossessiva patologia mentale…questo è chiaro a tutti”.
    Questo mi basta, davvero.
    Invidio le vostre certezze, che vi portano ad ergervi a giudici della vita (e delle morte) di una persona da un pulpito più alto di quello di un padre.
    E capisco ora bene anche perchè Andrea abbia scelto il silenzio nell’affrontare la vicenda umana (e non giuridica, attenzione) di Eluana.
    E io che pensavo che il rispetto delle idee altrui fosse uno dei regali migliori del cristianesimo al pensiero occidentale. Mi sbagliavo, purtroppo.
    Ciao Eluana

  25. Luana De Vita

    Tosse? Certo! Ma anche starnuti, respiro, battito cardiaco…è possibile attività tronco encefalica.

    Brevemente per dovere di alfabetizzazione, così se qualcuno avesse ancora voglia di esprimere volgari considerazioni può avere dati organici cui riferirsi e farlo con un minimo di competenza.

    Encefalo: anatomicamente costituito da Cervello , Tronco encefalico, Cervelletto.

    Il Tronco encefalico di Eluana ha una qualche attività residua (il mesencefalo è danneggiato), ma è l’unica parte dell’encefalo di Eluana a funzionare. In pratica i collegamenti fra la corteccia cerebrale e i centri nervosi sottostanti sono interrotti.

    Il tronco encefalico è costituito da mesencefalo e romboencefalo nelle sue due parti ponte e midollo allungato.
    Il meccanismo della tosse è regolato da un centro nervoso apposito del midollo allungato: si tratta di un riflesso importante e primitivo dell’essere umano, come lo è anche lo starnuto, a protezione della corretta respirazione.

    Sicché Eluana, non ha attività corticale ma avendo residuale attività tronco encefalica può non solo respirare e avere battito cardiaco, ma anche tossire e starnutire.

    Il significato che qualcuno ha tentato di attribuire alla tosse o potrebbe attribuire ad uno starnuto è clinicamente insignificante e liberamente interpretativo, anche se non mi è per niente chiaro cosa dovrebbe significare visto che è del tutto normale che Eluana tossisca nelle condizioni in cui si trova. Il problema è che non può alzarsi dal letto, non può masticare, non può vedere, parlare, cantare, riconoscere e riconoscersi. Il problema è che non sente fame, sete, gioia, tristezza…il problema è che Eluana non c’è più da 17 anni.
    C’è solo un corpo su cui ogni trattamento medico (nutrizione e idratazione artificiale lo sono) è accanimento, perché il quadro clinico è irreversibile, quindi nessun intervento clinico è orientato alla cura, alla riabilitazione, alla guarigione. Pertanto deve essere facoltà della persona, della famiglia o del tutore stabilire se si accetta o meno un trattamento di mantenimento o se si rifiuta e si accetta la naturale conseguenza di una fine dignitosa e di una dignitosa sepoltura.
    Se la volontà del Signore fosse stata rispettata, Eluana era morta poche ore dopo l’incidente di auto, ma nelle sale di rianimazione si tenta di prendere il posto del Signore, alle volte si restituisce la vita, altre si creano mostri, né vivi e né morti.

  26. Luana cara,
    risparmiaci le tue lezioni. Magari organizzati per andare ad alfabetizzare i tuoi compagni in Cina…

    Noi ci accontentiamo di quello che sono i pareri medici autorevoli, che non comprendono il tuo.
    Magari approfittane per abituarti a scrivere di meno e con maggiore intelligenza, perchè uno, dopo aver letto solo tre righe del tuo profluvio di parole, si è già stufato di leggere sto polpettone e si convince ancora di più che dietro all’autodeterminazione c’è un diabolico piano per uccidere una ragazza in coma.

    Controlla poi il ph dello spirito, l’acidità ad una certa età è pericolosa

  27. Ma Luca…pensi che la tua intransigenza serva a qualcosa? Critica per costruire, non per demolire e insultare

  28. Francesca.Erry

    ah Luca.. grazie anche per aver risposto a Luana che sicuramente vaneggia! Adesso aboliamo pure le sale di rianimazione… e già che ci siamo al diavolo gli antibiotici, perche in fondo non sono naturali…e perchè poi curarsi le malattie..?
    Ma siamo fuori? Ma sai quanta gente viene salvata grazie alla rianimazione? Ma che dici? Ma informati bene se proprio devi parlare… oppure taci. Il silenzio in questo caso ( e solo in questo ) sarebbe doveroso! ciao

  29. Luana De Vita

    Luca, lei hai già mancato di rispetto al Sig. Beppino Englaro, ora fa il cafone con me.
    Impari la buona eduazione prima di portarsi in giro per il mondo e per il web.

    Le posso assicurare che le condizioni psicopatologiche del Sig.Englaro sono nella norma e le suggerirei di “sparare” diagnosi psicopatologiche a caso, la sua ignoranza in materia clinica è evidente.

    L’ignoranza è una brutta faccenda sempre, ma condita con il fanatismo religioso è diabolica.
    Che pena.

    La religione non c’entra è scienza medica, prima di parlare di tosse miracolosa si documenti, eviterà figure patetiche.

  30. cara Luana,
    mi sembra che la figura patetica la stia facendo lei, e sappia che se lei è un medico, le assicuro non le porterei neppure il mio cane da visitare.

    Quanto ai toni, si contenga. Alle volte la vena della zitellaggine esce fuori incapace di guardare con serenità le cose dette e scritte.

    Lei ha parlato di “dovere di alfabetizzazione” nella sua vocazione sanitaria. Ecco io mi inchino a tanta spregiudicata follia, ma mi limito a considerare fonti di elevata alfabetizzazione le dichiarazioni di persone molto più autorevoli.

    Le suggerisco, senza alcuna presunzione, di ridurre l’autostima della sua preparazione medica. Ho letto il suo intervento al Direttore della Cattedra di neurologia dell’Università di Tor Vergata che mi ha detto di riferirle più prudenza in certe dichiarazioni.

    Coraggio, non si strappi le unghie. Semmai preghi per l’omicidio di Eluana Englaro

  31. Lascia perdere, Luana.
    Certa gente si commenta da sola.
    Sono quelli che invocano la scomunica per monsignor Casale, l’unico che nella chiesa ha osato parlare di carità cristiana nella vicenda Englaro.
    Sarebbero capaci di smentire Cristo in persona, se si schiodasse dalla croce per difendere il signor Beppino da questa morale bigotta e retriva che impera in Italia.
    Negano l’evidenza scientifica, ma sono tutti lì pronti a credere alle stimmate di padre Pio e alle apparizioni della vergine.
    Ogni dialogo è chiuso con gentaglia che approfitta del progresso, ma è pronta a rinnegarlo alla prima occasione utile, solo per difendere un dio indifendibile.
    Buona serata.

  32. Si scelga le fonti ce vuole, legga ciò che vuole a chi vuole, io non ho bisogno di portare i compitini alla maestra. Fa bene a farsi aiutare da qualcuno più preparato di lei. Ne ha bisogno.

    E per la mia autostima, ho riferimenti di livelli diversi dal suo, sinceramente la vedo bene ad occuparsi dei bisognini fisologici del suo cane.

    E’ un’occupazione, come dire, idonea, magari si rilassa un po’ e controlla i deliri mistici, la rabbia e l’aggressivtà.
    Buon proseguimento di serata.

    X ANDREA SARUBBI – mi spiace di trovare tanta volgarità, aggressività e maleducazione in uno spazio di comunicazione di un deputato, del P D per giunta. Non credo che sia corretto non moderare gli interventi, questo sito porta il suo nome e la sua persona pubblica a comunicare on gli elettori. Non mi pare che situazioni come questa qualifichino in modo adeguato né lei né il partito che rappresenta.

  33. X Andrea

    sono d’accordo Andrea con Luana per la sua aggressività e maleducazione. Censurala e di conseguenza elimina anche i miei interventi. Quando la verità fa male e certe verità non si vogliono leggere, è bene nasconderLe

  34. @ Jesse:
    evidenza scientifica?
    siete tu e Luana che ci credete ciecamente..gli scienziati sono divisi…voglio proporvi il parere di un ateo con una sensibilità che mi auguro di trovare in un medico:
    http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_06/jannacci_eluana_fabio_cutri_1fd6ba3e-f41a-11dd-952a-00144f02aabc.shtml

  35. Prendo un attimo la parola per dire tre o quattro cose.
    La prima è che, purtroppo, avevo ragione: i commenti a questo post dimostrano che ci siamo ridotti alla guerra tra guelfi e ghibellini. I guelfi dimenticano pure perché sono guelfi: sanno solo che il ghibellino è un loro nemico, dunque va combattuto. E viceversa. Siamo scesi al livello più basso, quello delle accuse personali: proprio stamattina, su Facebook mi è arrivato un video che metteva in dubbio l’amore del signor Englaro per sua figlia, visto che non era con lei nell’ambulanza verso Udine! Possibile che ci siamo ridotti così?
    Poi devo chiarire, ancora una volta, la questione dei miei presunti silenzi. Presunti, visto che basterebbe fare la fatica di andarsi a cercare i miei interventi (su questo blog) nelle discussioni sul testamento biologico del nostro gruppo parlamentare (non mi risulta che altre forze politiche ne abbiano avviate). Sono mesi, insomma, che dico chiaramente come la penso. Se non l’ho fatto negli ultimi giorni non è stato perché non sapevo cosa dire, né perché mi mancava il coraggio di dirlo, ma proprio per evitare di scendere a questi livelli. A che serve tentare una riflessione, quando il dibattito si è spostato su un piano ideologico?
    La terza considerazione riguarda un disagio personale. Mentre Luana De Vita, e con lei altre persone che la vedono diversamente da me, tentano comunque di argomentare laicamente le proprie posizioni (si può condividere o meno l’opinione finale di Luana, sul confine tra vita e non vita, ma è doveroso ringraziarla per le cose che ci ha scritto sul funzionamento del nostro cervello), da parte cattolica vedo un approccio con il manganello che non rende ragione, per dirla con San Pietro, “della speranza che è in noi”. Non lamentiamoci, poi, se ci accusano di non essere laici: la laicità è offrire argomentazioni razionali alle proprie posizioni, non rispondere ad una critica scientifica dicendo che chi l’ha scritta è una zitella. Più laico, invece, è riferire l’opinione diversa del medico di Tor Vergata, tanto per capirci.
    Infine, due parole su questo blog. Non è moderato, cara Luana, perché secondo me un parlamentare ha il dovere di ascoltare i suoi datori di lavoro, che siete voi. Però, in alcuni casi, ho dovuto utilizzare la moderazione (Manuel ne sa qualcosa) perché la situazione stava degenerando. In altri ho dovuto fare appello alla netiquette, prendendomi anche degli insulti. Capisco che l’antipolitica è di moda, ma scaricare le colpe di questa discussione su di me, cara Luana, mi sembra onestamente fuori luogo.
    Avrei un milione di cose da dire ancora. Permettetemi solo di rivolgere un appello a chi è arrivato da poco su questo blog, che è aperto dall’inizio della scorsa campagna elettorale: mi costa molta fatica aggiornarlo quotidianamente (con oggi siamo a 298 post, scritti tutti di mio pugno) e talvolta (vedendo che molti colleghi si limitano a pubblicare i comunicati stampa) mi chiedo se la spesa valga l’impresa. Ma vado avanti, perché l’obiettivo è proprio quello di suscitare un dibattito su ciò che avviene in Parlamento, anche perché l’informazione ufficiale è spesso filtrata. Sarei felice, dunque, se continuaste a frequentare queste pagine. Vi chiedo solo il rispetto delle idee diverse dalle vostre, che è la base della democrazia.

  36. Luana De Vita

    Rispetto chiunque e le idee di chiunque (no, non è vero. Sono antifascista, il fascismo non lo rispetto e neanche i fascisti ) e posso rispondere alle volgarità e agli insulti. Meno facile è sopportare che in uno spazio democratico un nome qualunque ( luca, sandro, giovanni, senza neanche un cognome!) scriva che il Sig. Beppino Englaro è un ossessivo patologico.

    Il sig. Englaro è un uomo provato da un’esperienza dilaniante, è un uomo che ha fatto delle sue scelte personali atto pubblico, mettendoci nome e cognome e permettimi, sangue del suo sangue: sua figlia o quel che ne resta.
    Possiamo non condivederlo, possiamo esprimere dissenso ma non insultarlo, non sbeffeggiarlo. E soprattutto non etichettarlo come un malato di mente, non se lo merita lui e non se lo merita neanche chi soffre di disagio psichico. Non merita nessuno di essere utilizzato con tanta superficiale e violenta banalità.
    Non credo sia civile, non credo sia umano, non credo sia politicamente e culturalmente corretto.
    Almeno un “generico” avvertimento a non spostare le discussioni su un piano personale, ancor meno di insulti personali?
    Sinceramente, non mi aspettavo questo livello bassissimo, non te ne attribuisco la paternità ma la responsabilità, accidenti! Ce l’hai. Non è una colpa, considera però che il rischio di aprire uno spazio del genere senza registrazione, senza identificazione, senza che le persone che scrivono certi insulti possano assumersene le proprie responsabilità pubblicamente sposta inevitabilmente sul tuo nome e sul nome del partito che rappresenti queste responsabilità. Io il mio nom e cognome ce l’ho messo, tu ci metti il tuo e quello del PD perché Giovanni, Maria, Francesca, Antonella possono invece insultare, ruttare, vomitare senza metterci la loro identità?

    p.s non ultimo mi piacerebbe avere l’onore e il piacere di conoscere il nome e il cognome del presunto “direttore” di cattedra di Neurologia di Tor Vergata (no dico, “direttore di cattedra”?!). Mi piacerebbe conoscere il nome del direttore di Dipartimento, del titolare di cattedra insomma già sola la definizione data è poco credibile, ma sarei davvero “stupefatta” e “sorpresa”di incontrare un neurologo che contesti l’evidenza neuroanatomica e funzionale della tosse 🙂 o del tronco enfalico. Dico di più sarebbe “esilarante”.
    Certo che sì sono laica, e certo capisco anche l’imbarazzo dei cattolici davanti a certe espressioni di fondamentalismo violento, brutale, incivile in nome del Dio dei Cattolici.

  37. pietro casaluci

    Gentile Andrea Sarubbi, questa lettera aperta di un padre che ha vissuto un’esperienza simile a quella del signor Englaro, può aiutarla a comprendere la posizione ragionevole e non ideologica di chi, da cattolico, implora la difesa della vita di Eluana:

    http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=12065

  38. Avrei voluto scrivere un articolo come il tuo Andrea, se avessi avuto almeno quattro o cinque lettori. E, non essendo nè giornalista nè deputato, avrei usato ben altri toni.
    Stasera abbiamo appresso una cosa in più: il dolore di Eluana e di Beppino c’entra col fatto che la nostra Costituzione è filosovietica (!).
    Non amo chi si arroga il monopolio del cuore.
    Ma non amo nemmeno giudicare i sentimenti altrui.
    Posso anche credere che Berlusconi provi davvero pietà per Eluana.
    Ma dovrebbe. allora, avere il buon gusto di non usarla, questa pietà, per altro.
    Che cosa succederà alla fine di questa vicenda?
    1) Il PdL verrà considerato il partito del bene. Il partito della vita. E l’unico partito con cui potrà allearsi la Chiesa.
    2) Proprio per questo, potrà contare su nuovi prestigiosi sponsor, alleati, elettori (non dimentichiamoci che siamo in campagna elettorale permanente).
    3) Berlusconi ha trovato l’appiglio per dare la spallata alla Costituzione, con cui ce l’ha sempre avuta a morte… chissà perchè?
    4) Oltre che alla modifica costituzionale, già che c’è, può dare anche una rapida riscrittura della nostra storia.
    5) Il mio prossimo governatore sarà Guido Crosetto. Se Mercedes Bresso avesse avuto la furbizia di non usare la sua onestà intellettuale, avrebbe avuto qualche chance di vittoria. Ora, Eluana non è in Piemonte e presto non ci sarà più nemmeno Mercedes.

    Come cattolico, infine, non posso non pensare che la Chiesa sia molto, molto in affanno. Non riuscendo a fare presa nella società, deve agire direttamente su chi governa.

  39. Caro Andrea,
    sono stata molto incerta sull’opportunità di lasciare un commento a questo post dopo quanto letto qui ed in altre sedi. Ma ho sempre pensato che la vera forza dell’uomo non sia tanto nella sua capacità di amare gli altri (traguardo assai difficile) quanto in quella di comprenderli, e se la discussione può farci fare anche un minimo passo in questa direzione non sarà mai uno sforzo vano.

    Non so sinceramente come raccogliere le idee intorno a questo argomento; anch’io, nel mio piccolo, avevo auspicato il silenzio sul caso Englaro. Un desiderio motivato in parte dal rifiuto di quel voyeurismo mediatico che induce a proporre ogni sera collegamenti in diretta dall’area antistante la clinica La Quiete, ma un desiderio legato soprattutto alla convinzione che la commistione di questa vicenda con il dibattito sulla tutela della vita non avrebbe giovato a nessuno. Non ad Eluana, trasformata da persona in simbolo e come tale “spesa” sulla piazza della politica e delle ideologie. E non alla discussione su un tema così complesso come la vita e la sua fine, che richiede necessariamente toni pacati, menti lucide ed animi sereni (quanto di più lontano dall’emotività in cui ci troviamo ora).

    E’ per questa ragione che la scelta compiuta ieri dal Governo di alzare il livello dello scontro mi ha profondamente demoralizzato e deluso. Che sia una scelta strumentale dettata da cinico calcolo politico o che sia frutto di una conversione sulla via di Damasco del premier, non posso saperlo e, a questo punto, non mi interessa nemmeno. Ma se nemmeno di fronte al tema più difficile e delicato che si possa discutere c’è la volontà o la capacità di comprendere quanto sia sbagliato procedere attraverso lo scontro frontale e con certe modalità legislative, allora cos’altro possiamo aspettarci?
    Da più parti si dice – forse in qualche modo anche giustamente – che non si può andare troppo per il sottile su questi aspetti formali perché c’è in ballo una vita e siamo in lotta contro il tempo. Ma come possiamo dire che il metodo non conta? E se la salvezza di una vita richiedesse di metterne a rischio un’altra, potremmo ancora dire che il metodo non conta? Se questo caso, con tutte le perplessità che porta con sé (e sono molte), suscita tante attenzioni, è per il timore che possa fare giurisprudenza, che possa diventare un precedente. E questo pericolo, implicito nelle decisioni adottate dalla magistratura, è purtroppo presente anche rispetto al modo di operare del governo. Se accettiamo che ci si opponga per decreto a quanto stabilito da una sentenza, cosa impedirà che si agisca con queste modalità anche su altre decisioni? Io non sottostimo l’importanza di proteggere di una vita, ma non posso nemmeno accettare che per la tutela di una persona, si metta a rischio il sistema che protegge tutti.
    Nel post tu hai dato una spiegazione possibile dell’aspetto politico della vicenda. Ce ne sono altre ugualmente valide, e forse le dichiarazioni di questa sera del premier sulla necessità di riscrivere la Costituzione aprono nuovi orizzonti interpretativi. I prossimi giorni chiariranno, probabilmente, tanto le motivazioni quanto gli sbocchi della crisi istituzionale che si è creata.

    Ma non era dell’aspetto politico che volevo parlare (non solo almeno).
    Negli ultimi anni il dibattito sui temi eticamente sensibili si è riacceso periodicamente. E sempre, nelle varie discussioni, si è contrapposto il principio della difesa della vita, specialmente se più inerme (quella nascente e quella morente) ed il tema della libertà dell’individuo di autodeterminarsi. In tutte queste occasioni, mentre gli italiani mostravano di essere divisi in modo pressoché identico fra le due posizioni e di distinguere in base al proprio sentito e vissuto personale piuttosto che in base all’orientamento politico o religioso dichiarato, la scienza dichiarava – ovviamente – la propria incompetenza a decidere dove fosse il confine fra la vita e la non vita.
    Io ammetto subito di avere su tutti questi temi più dubbi che certezze e che provo (talvolta, non sempre…) un pizzico di invidia per chi non ha tentennamenti su cosa sia la vita e su cosa, di conseguenza, la legislazione dovrebbe indicare a riguardo. Credo tuttavia che, laddove una “scelta eticamente sensibile” riguardi solo l’individuo (senza cioè possibilità di comportare danno ad una persona terza) ed in assenza di certezze tanto nelle discussioni tecniche quanto nella volontà popolare, la politica non dovrebbe decidere “cosa” consentire, ma solo regolamentare le forme e le modalità attraverso cui permettere al singolo individuo la facoltà di decidere per se stesso. So che è una posizione che non piace (specialmente a chi ha forti convinzioni personali) e so anche che può sembrare pilatesca e – per chi crede – priva del coraggio del “testimone”. Forse è così; o forse è, a suo modo, la testimonianza del rispetto del libero arbitrio concessoci. E’ questo infatti uno dei molti dubbi non risolti per me: legiferando sulle scelte etiche che l’uomo deve prendere nella propria vita non lo impegniamo a scegliere forzatamente, anziché liberamente il bene?
    Spero che qualcuno di voi, Guelfi o Ghibellini non importa, mi aiuti con questo quesito. E’ un’occasione per mettere a buon frutto lo spazio che Andrea ci concede per confrontarci.

    @ Andrea: l’attestato di solidarietà, i ringraziamenti per il lavoro che metti nel blog e per la pazienza che hai, te li mando via fax su carta intestata, insieme con le solite scuse per aver occupato la spazio di almeno cinque commenti.
    Per quanto riguarda l’impegno che ti attende alla Camera nei prossimi giorni: possiamo anche non essere d’accordo su alcune (o su molte) cose, ma so che la tua scelta sarà meditata e questo fa di te un buon rappresentante.

  40. Enrico Di Roberti

    “L’uomo occidentale non accetta il dolore come parte di questa vita –afferma – per questo non riesce mai a cavarne delle forze positive”.
    (Etty Hillesum – vittima di Auschwitz)

    Credo non servano altri commenti…

  41. Enrico Di Roberti

    (c’è un afferma di troppo!!)

  42. “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”
    Questo recita la nostra Costituzione.
    Non è chiaro abbastanza? Perché la si vuole riscrivere? Per ricomprendervi forse il concetto di “indisponibilità della vita” per cui i guelfi si stanno battendo con un’enfasi degna di miglior causa?
    In Italia già vigono leggi che regolano il divorzio e l’aborto: sono POSSIBILITÀ concesse all’individuo, non obblighi. Approvare una legge sul testamento biologico o, sperabilmente, sull’eutanasia significherebbe solo concedere, a chi lo desideri, la possibilità di morire con dignità. Perché — checché se ne dica — è il lavoro che nobilità l’uomo, non la sofferenza.
    Vivo in Svizzera.
    Una mia amica, infermiera specializzata, presta servizio come volontaria presso una delle associazioni che accompagnano i pazienti senza speranza verso una morte nobile. Dov’è il male? Culture millenarie prevedevano il suicidio nei loro codici d’onore, ne facevano la più alta via di uscita quando la vita diveniva, per un motivo o per l’altro, insostenibile.
    La mia amica mi dice che solo 11 pazienti ogni 100 che si rivolgono all’associazione accettano poi di usufruire dei suoi servizi. Questo vuol dire che, in definitiva, 9 malati su 10 preferiscono terminare la loro esistenza terrena senza interventi esterni (ma magari con l’aiuto di terapie del dolore, quelle stesse terapie che l’Italia — vittima del principio secondo cui la sofferenza avvicina a Dio — stenta ad adottare su vasta scala).
    Qui in Svizzera le divinità non vengono nemmeno prese in considerazione: quasi tutte le persone che vogliono uscire dolcemente dalla vita richiedono la presenza di un religioso per gli ultimi conforti.
    L’essere umano è fatto così: vuole disporre almeno dell’opportunità. Sarà poi tutto un concorso di fattori che lo farà propendere o meno per una soluzione di questo tipo.
    Ma chi approfitta della battaglia di Beppino Englaro per imporre per legge principi che dovrebbero rimanere circoscritti al solo ambito spirituale, di siffatte opportunità — manco a dirlo — non vuol sentirne nemmeno parlare. Tanto la scappatoia c’è.
    Non a caso, qualche anno fa un alto prelato vaticano venne qui in Svizzera, a due passi da casa mia, a finire i suoi giorni imbottito di morfina. Il tumore alle ossa, si sa, è uno dei più dolorosi.
    Cordialmente.

  43. Luana De Vita

    Politicamente sul caso Englaro mi pare che l’articolo di Scalfari ci toccherà rileggerlo nel futuro prossimo sapendo che in una democrazia già privata pesantemente della libertà di stampa, non ci sarà più dato di leggere altro che le veline del nuovo Imperatore.
    E no, non ci sarà più neanche una democrazia.

    NON POTEVA ESSERCI SCEMPIO PIU’ ATROCE
    di EUGENIO SCALFARI

    IL CASO ENGLARO appassiona molto la gente poiché pone a ciascuno di noi i problemi della vita e della morte in un modo nuovo, connesso all’evolversi delle tecnologie. Interpella la libertà di scelta di ogni persona e i modi di renderla esplicita ed esecutiva. Coinvolge i comportamenti privati e le strutture pubbliche in una società sempre più multiculturale. Quindi impone una normativa per quanto riguarda il futuro che garantisca la certezza di quella scelta e ne rispetti l’attuazione.

    Ma il caso Englaro è stato derubricato l’altro ieri da simbolo di umana sofferenza e affettuosa pietà ad occasione politica utilizzabile e utilizzata da Silvio Berlusconi e dal governo da lui presieduto per raggiungere altri obiettivi che nulla hanno a che vedere con la pietà e con la sofferenza. Non ci poteva essere operazione più spregiudicata e più lucidamente perseguita.

    Condotta in pubblico davanti alle televisioni in una conferenza stampa del premier circondato dai suoi ministri sotto gli occhi di milioni di spettatori.
    Non stiamo ricostruendo una verità nascosta, un retroscena nebuloso, una opinabile interpretazione. Il capo del governo è stato chiarissimo e le sue parole non lasciano adito a dubbi. Ha detto che “al di là dell’obbligo morale di salvare una vita” egli sente “il dovere di governare con la stessa incisività e rapidità che è assicurata ai governanti degli altri paesi”.

    Gli strumenti necessari per realizzare quest’obiettivo indispensabile sono “la decretazione d’urgenza e il voto di fiducia”; ma poiché l’attuale Costituzione semina di ostacoli l’uso sistematico di tali strumenti, lui “chiederà al popolo di cambiare la Costituzione”.

    La crisi economica rende ancor più indispensabile questo cambiamento che dovrà avvenire quanto prima.
    Non ci poteva essere una spiegazione più chiara di questa. Del resto non è la prima volta che Berlusconi manifesta la sua concezione della politica e indica le prossime tappe del suo personale percorso; finora si trattava però di ipotesi vagheggiate ma consegnate ad un futuro senza precise scadenze. Il caso Englaro gli ha offerto l’occasione che cercava.

    Un’occasione perfetta per una politica che poggia sul populismo, sul carisma, sull’appello alle pulsioni elementari e all’emotività plebiscitaria.

    Qui c’è la difesa di una vita, la commozione, il pianto delle suore, l’anatema dei vescovi e dei cardinali, i disabili portati in processione, le grida delle madri. Da una parte. E dall’altra i “volontari della morte”, i medici disumani che staccano il sondino, gli atei che applaudono, i giudici che si trincerano dietro gli articoli del codice e il presidente della Repubblica che rifiuta la propria firma per difendere quel pezzo di carta che si chiama Costituzione.

    Quale migliore occasione di questa per dare la spallata all’odiato Stato di diritto e alla divisione dei poteri così inutilmente ingombrante? Non ha esitato davanti a nulla e non ha lesinato le parole il primo attore di questa messa in scena. Ha detto che Eluana era ancora talmente vitale che avrebbe potuto financo partorire se fosse stata inseminata. Ha detto che la famiglia potrebbe restituirla alle suore di Lecco se non vuole sottoporsi alle spese necessarie per tenerla in vita.

    Ha detto che i suoi sentimenti di padre venivano prima degli articoli della Costituzione. E infine la frase più oscena: se Napolitano avesse rifiutato la firma al decreto Eluana sarebbe morta.

    Eluana scelta dunque come grimaldello per scardinare le garanzie democratiche e radunare in una sola mano il potere esecutivo e quello legislativo mentre con l’altra si mette la museruola alla magistratura inquirente e a quella giudicante.

    Questo è lo spettacolo andato in scena venerdì. Uno spettacolo che è soltanto il principio e che ci riporta ad antichi fantasmi che speravamo di non incontrare mai più sulla nostra strada.

    Ci sono altri due obiettivi che l’uso spregiudicato del caso Englaro ha consentito a Berlusconi di realizzare.
    Il primo consiste nella saldatura politica con la gerarchia vaticana; il secondo è d’aver relegato in secondo piano, almeno per qualche giorno, la crisi economica che si aggrava ogni giorno di più e alla quale il governo non è in grado di opporre alcuna valida strategia di contrasto.

    Dopo tanto parlare di provvedimenti efficaci, il governo ha mobilitato 2 miliardi da aggiungere ai 5 di qualche settimana fa. In tutto mezzo punto di Pil, una cifra ridicola di fronte ad una recessione che sta falciando le imprese, l’occupazione, il reddito, mentre aumentano la pressione fiscale, il deficit e il debito pubblico. Di fronte ad un’economia sempre più ansimante, oscurare mediaticamente per qualche giorno l’attenzione del pubblico depistandola verso quanto accade dietro il portone della clinica “La Quiete” dà un po’ di respiro ad un governo che naviga a vista.

    Quando crisi ingovernabili si verificano, i governi cercano di scaricare le tensioni sociali su nemici immaginari. In questo caso ce ne sono due: la Costituzione da abbattere, gli immigrati da colpire “con cattiveria”.

    Il Vaticano si oppone a quella “cattiveria” ma ciò che realmente gli sta a cuore è mantenere ed estendere il suo controllo sui temi della vita e della morte riaffermando la superiorità della legge naturale e divina sulle leggi dello Stato con tutto ciò che ne consegue. Le parole della gerarchia, che non ha lesinato i complimenti al governo ed ha platealmente manifestato delusione e disapprovazione nei confronti del capo dello Stato ricordano più i rapporti di protettorato che quelli tra due entità sovrane e indipendenti nelle proprie sfere di competenza. Anche su questo terreno è in atto una controriforma che ci porterà lontani dall’Occidente multiculturale e democratico.

    Nel suo articolo di ieri, che condivido fin nelle virgole, Ezio Mauro ravvisa tonalità bonapartiste nella visione politica del berlusconismo. Ha ragione, quelle somiglianze ci sono per quanto riguarda la pulsione dittatoriale, con le debite differenze tra i personaggi e il loro spessore storico.

    Ci sono altre somiglianze più nostrane che saltano agli occhi. Mi viene in mente il discorso alla Camera di Benito Mussolini del 3 gennaio 1925, cui seguirono a breve distanza lo scioglimento dei partiti, l’instaurazione del partito unico, la sua identificazione con il governo e con lo Stato, il controllo diretto sulla stampa. Quel discorso segnò la fine della democrazia parlamentare, già molto deperita, la fine del liberalismo, la fine dello Stato di diritto e della separazione dei poteri costituzionali.

    Nei primi due anni dopo la marcia su Roma, Mussolini aveva conservato una democrazia allo stato larvale. Nel novembre del ’22, nel suo primo discorso da presidente del Consiglio, aveva esordito con la frase entrata poi nella storia parlamentare: “Avrei potuto fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco di manipoli”.

    Passarono due anni e non ci fu neppure bisogno del bivacco di manipoli: la Camera fu abolita e ritornò vent’anni dopo sulle rovine del fascismo e della guerra.
    In quel passaggio del 3 gennaio ’25 dalla democrazia agonizzante alla dittatura mussoliniana, gli intellettuali ebbero una funzione importante.
    Alcuni (pochi) resistettero con intransigenza; altri (molti) si misero a disposizione.

    Dapprima si attestarono su un attendismo apparentemente neutrale, ma nel breve volgere di qualche mese si intrupparono senza riserve.
    Vedo preoccupanti analogie. E vedo titubanze e cautele a riconoscere le cose per quello che sono nella realtà. A me pare che sperare nel “rinsavimento” sia ormai un vano esercizio ed una svanita illusione. Sui problemi della sicurezza e della giustizia la divaricazione tra la maggioranza e le opposizioni è ormai incolmabile. Sulla riforma della Costituzione il territorio è stato bruciato l’altro ieri.

    E tutto è sciaguratamente avvenuto sul “corpo ideologico” di Eluana Englaro. Non ci poteva essere uno scempio più atroce.

    (8 febbraio 2009)

  44. Non mi piace questa guerra alle intenzioni…nè l’averci diviso in guelfi e ghibellini…lo trovo offensivo perché non era questo il mio scopo e, se qualcuno si è offeso, chiedo perdono per essermi espressa male.
    Di Jannacci nessuno fa parola…dove lo mettete?

  45. Intendevo che non parlo per fare guerra!
    Inoltre sulla capacità di accettare il dolore, vorrei mettervi a conoscenza che chi scrive ha curato due volte il cancro subendo operazioni e indagini che fanno inorridire al solo racconto sommario e senza entare in troppi particolari…
    Mi sembra troppo facile dar lezioni a tutti…spesso la sofferenza è un’ottima scuola di sensibilità.
    Vorrei che attorno ad Eluana ci fossero medici come Enzo Jannacci.

  46. Caro Andrea, grazie per la capacità di coniugare tra loro passione per le tue idee ed equilibrio nel confronto con gli altri che dimostri anche in questa circostanza.

    Personalmente sono totalmente dell’idea che interrompere cibo e acqua a Eluana sia un gesto grave. Mi piacerebbe, però, che la stessa attenzione fosse riservata anche ai milioni di persone a cui cibo e acqua quotidianamente è negato dall’egoismo di una parte del mondo. Qualcuno ha più sentito parlare della «crisi alimentare»? E quando la smetteremo di ragionare sui «valori» per compartimenti stagni?

  47. Saverio Cascione

    Mi perdoni. Lei dice: “Chi è solo curioso di sapere se Andrea Sarubbi voterà o meno il ddl salva-Eluana, infine, sappia che per coscienza non potrei votare contro…”
    Veltroni 10 minuti fa ha detto (testuali parole):”Io voterò no con assoluta convinzione e dopo una lunga meditazione perchè su una materia del genere nè lo Stato nè la politica possono intervenire. E’ un disegno di legge su un caso e non su una legge che è in discussione alle camere, un caso in cui lo Stato interferisce senza riconoscere che i genitori sanno veramente cosa è giusto fare”. Aggiunge però: “nei gruppi del Pd si discuterà e individuerà l’orientamento prevalente fermo restando naturalmente la libertà di coscienza”.
    Verrà garantita anche la sua, credo a questo punto… Ma è l’orientamento prevalente che sarà molto probabilmente a Lei indigesto. Per cui Le rivolgo una semplice domanda: come ci si sente ad essere guelfo in un partito in cui il capo si comporta come un ghibellino? O peggio ancora come un radicale?

    Saverio Cascione

    Radicale convinto

  48. Caro Giorgio Bernardelli: le tue sono parole sacrosante, ma ahimé troppo scomode. Purtroppo, coi tempi che corrono, verrai accusato di moralismo fine a se stesso… Ma io sono con te

  49. Luana De Vita…Eugenio Scalfari…due polpettazzi unici….

  50. Luana De Vita

    Quale onore, io e Eugenio Scalfari sullo stesso livello! Non credo di poterlo meritare, ma grazie.
    Grazie Fabiana, grazie di cuore 🙂
    Un gran complimento, di cui la ringrazio.

  51. perfettamente d’accordo con Luana. Io credo che con l’evolversi della scienza siamo arrivati al paradosso di tenere in vita un corpo contro tutte le regole di natura. detto questo noi laici non pretendiamo che si obblighi tutti all’eutanasia ma quanto meno che ognuno possa decidere per se ! Se gli Englaro hanno deciso così lasciateli in santa pace ! Io non posso e non voglio giudicare una cosa così grande . Sabato ero con tanti amici e compagni a manifestare a Milano in difesa della costituzione che deve tutelare tutti e non può essere modificata in cinque minuti dall’ultimo arrivato.

  52. @ Saverio Coscione: forse mi sono spiegato male. Ma è proprio la divisione tra “Centrosinistra-ghibellino” e “Centrodestra-guelfo” che mi fa schifo. Il mio sogno di Partito democratico (ma anche di Pdl, seppur non siano affari miei) è quello di un partito veramente plurale, in cui non si dica che sulle questioni etiche “noi la pensiamo così, ma poi qualche singolo deputato la pensa cosà e noi gli permettiamo di esistere”. Vorrei che da noi i cattolici (e nel Centrodestra i laici) fossero trattati con pari dignità di pensiero, tutto qui.

  53. Saverio Cascione

    Nonostante la sua risposta sono ancora convinto che tra le due posizioni presentatesi in campo in questi due giorni, quella cosiddetta ghibellina (da destra, ma anche no… per cui quasi tutti da sinistra) debba avere l’onore al merito. Per una ragione di Stato: lì dove c’è un vuoto normativo (o grosse lacune, come in questo caso), la magistratura doveva dare prova di sè per quel caso singolo, ricostruendo la volontà presunta della ragazza. Le sentenze sono tutte uguali, hanno forza di legge (su quel caso giudicato) e andrebbero rispettate. Non era il caso di fare circhi, come il Pdl, che voleva ostacolare con una legge l’attuazione di una sentenza passata in giudicato, e solo per ingraziarsi le gerarchie vaticane. Parlando a sproposito sulle capacità naturali della ragazza in stato semi-vegetativo, ad esempio sulla riproduzione: come se affrontare un concepimento e una gravidanza non fossero scelte legate alla capacità e alla volontà di poterle attuare. E non era certo il caso di Eluana.
    Tra le due reazioni, quella della sinistra è stata molto più contenuta, anche se al suo interno divisa, mentre Fini e Napolitano hanno agito con grande buon senso, rispettando la sentenza e il padre di Eluana.
    I veri ghibellini non riesco proprio ad immaginarli a destra, nel Pdl, in cui i loro principi vengono puntualmente subordinati al passeggero volere del capo (veda se Capezzone, Cicchitto o Della Vedova hanno fiatato in questi giorni per i loro ideali: nulla). A sinistra invece c’è più dialogo, e questa differenziazione non solo è più marcata, ma viene anche rispettata nelle discussioni.
    Lo scontro guelfi e ghibellini in fondo non avrebbe avuto motivo se si fosse usato un minimo di buon senso, specie “dall’altra parte” (Berlusconi in primis).
    Non ho visto del buon senso nel comportamento di Quagliariello e Gasparri, gente che quotidianamente tira la pietra e il giorno dopo nasconde la mano.
    Grazie per la risposta.

    Saverio Cascione

    Un radicale convintissimo.

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