Da che pulpito

Chi di voi ha letto i giornali di oggi sa già tutto. Della mozione anti-Iervolino, intendo, e del mio scontro con l’Italia dei valori, che su Napoli e sulla Campania sta tentando un’operazione di basso livello. Riassunto delle puntate precedenti: ieri in Aula si votano due mozioni per sfiduciare il sindaco di Napoli e chiedere lo scioglimento del Consiglio comunale, o almeno mandare a Palazzo San Giacomo “una commissione ministeriale con ampi poteri di accertamento e indagine”. Il governo stesso, per bocca del sottosegretario leghista Michelino Davico, esprime parere contrario: le mozioni infatti si appigliano a presunti “gravi motivi di ordine pubblico” (uno dei pochi casi in cui può essere limitata l’autonomia degli enti locali) che non ci sono. Eppure, la maggioranza insiste ed approva la sua mozione, per dare un segnale politico ai napoletani. Operazione analoga compie l’Italia dei valori, che – nonostante molti suoi amministratori locali non siano d’accordo – ha deciso ormai di sfruttare elettoralmente l’onda antibassoliniana ed antiiervoliniana: tutti fuori dalle giunte, noi con questo malaffare non c’entriamo, noi siamo puliti e tutti gli altri no. In realtà, le cose non stanno proprio così: per rendersene conto, basta leggere le ultime interviste di Franco Barbato, deputato campano dell’Idv, al Corriere della sera. Oppure andare su google e digitare il nome di Nello Formisano, per leggere il testo delle imbarazzanti intercettazioni che documentano i suoi rapporti con l’ex provveditore Mautone, emerse nelle indagini sul caso Romeo: non è una spiacevole coincidenza che sia proprio Formisano, nella discussione di ieri in Aula, il relatore della mozione anti-Rosetta? Due mozioni, due relatori accomunati dallo stesso destino: sarò pure perfido, ma non posso fare a meno di notarlo. E così scrivo una nota che mando alle agenzie (la trovate nella sezione Sala stampa), nella quale – pur ribadendo il mio approccio garantista nei confronti dei due colleghi – denuncio la stranezza. Le agenzie di stampa la rilanciano, l’Italia dei valori si arrabbia e mi risponde, accusandomi di “becere strumentalizzazioni”. Poi, nel tentativo di difendersi, i dipietristi si lasciano scappare due righe che copio qui sotto dall’Ansa, a futura memoria:

Ci risulta, e vogliamo ricordarlo – si sottolinea ancora nella nota del partito di Antonio Di Pietro – che in Italia si possa essere indagati solo dalla magistratura e non dai giornali.

Adesso, se avete tempo da perdere, andate sui resoconti parlamentari della seduta di mercoledì 28 gennaio e leggetevi l’intervento dell’Italia dei valori sulla mozione per le dimissioni di Cosentino. “Qui non c’entra la legge, qui c’entra l’etica, l’impulso morale”, diceva l’ottimo Fabio Evangelisti, chiedendo al sottosegretario di andarsene in seguito alle accuse dei pentiti riportate dall’Espresso. Ora, visto che è coinvolto Nello Formisano, leader dell’Idv in Campania, sono diventati garantisti pure loro: mi fa piacere e ne prendo atto.

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4 risposte a “Da che pulpito

  1. Caro Andrea, mi fa piacere che tu abbia evidenziato questa contraddizione. Eppure sono leggermente irritato…Non dal tuo intervento, ma dal “contesto generale” circa i rapporti tra politica e giustizia.

    Per risolvere questo ultradecennale conflitto tra poteri dello Stato, occorrerebbe che la magistratura esercitasse correttamente i suoi poteri, evitando abusi; occorrerebbe che la politica riacquistasse la sua credibilità, evitando di candidare persone impresentabili e garantendo meccanismi di “pulizia interna”; occorerebbe infine, che i giormali riacquistassero maggiore autorevolezza, incentrandosi su quello che dovrebbe essere il loro ruolo sociale: informare i lettori sui fatti realmente accaduti.

    Sarò pessimista, ma nulla cambierà… 1) I giornali, un po’ per ideologia, un po’ per opportunismi e convenienze degli editori, continueranno a fare ciò che hanno fatto sinora; 2) La magistratura non riacquisterà credibilità, dando vita ad iniziative giudiziarie a dir poco discutibili; 3) La politica, perlomeno sino alla fine di questa fase, non riacquisterà un minimo di credibilità: candiderà persone incandidabili (di fatto e di diritto), procederà all’ennesima riforma dei giudici (e non della giustizia, cioè delle norme di procedura) nel tentativo di ridurne l’indipendenza e l’autonomia, si appellerà alle presunte “persecuzioni giudiziarie”. Insooma: un maxi-calderone di fatti, mistificazioni, emotività, illusioni, contraddizioni, ove qualsiasi spirale di verità è destinato a soccombere.

    Perchè qualcosa cambi, ciascuno faccia il suo ruolo. Ma ciascuno con spirito di servizio autentico.

  2. Gentile On. Sarubbi, sono un concittadino temporaneamente residente negli USA e molto preoccupato per la crisi sociale e politica che si e’ determinata nel nostro Paese (e non solo). La seguo solo da qualche settimana e mi scuso se il mio commento e’ alquanto generale e non si attiene specificamente al tema del blog di oggi. Volevo semplicemente ringraziarla e farle i miei complimenti per la lucidita’ e chiarezza con cui espone le sue idee ed i temi del confronto parlamentare. Credo che il tempo che sicuramente dedica alla cura di questo blog sia ben speso e, come contribuente, ne sono lieto. Keep on with the good job. I piu’ cordiali saluti.

  3. help me spread the news, Marco! 😉

  4. Mi permetto di dissentire completamente da quello che scrive. Mi fa ridere. Fai ridere. Dovete essere proprio disperati. Perchè cerchi di prenderci in giro? Chi ha governato Napoli e la Campania negli ultimi anni? Di Pietro? Tosi? Tex Willer? Donald Duck? No. Iervolino e Bassolino. Punto. Le intercettazioni o quello che Barbato ha scritto sul Corriere sono affari di quelli dell’IdV che non possono giustificare nè oscurare il fatto che Napoli e Campania sono governate da Iervolino e Bassolino. Questi qua se avessero avuto un pò più di DIGNITA’ e un pò meno ATTACCAMENTO ALLE POLTRONE si sarebbero dovuti dimettere dopo il disastro campano. Le responsabilità non saranno tutte loro, ma di certo non sono solo degli altri. Le persone normali quando sbagliano pagano. Pagano con il licenziamento, pagano con il denaro, talvolta anche con la vita. Non vedo proprio perchè ciò non accade mai ai politici, che più sporcheggiano e più si deve difenderli. Ripeto: se avessero avuto dignità si sarebbero dimessi. Perchè sono loro il sindaco di Napoli e il governatore della Campania, e in quanto tali hanno maggiori responsabilità. Anche solo per loro ruolo istituzionale. Ministri e presidenti di altri Paesi, più civili del Nostro, lo hanno fatto per molto meno. Quello che fanno gli altri (IDV,PDL eccetera) non deve interessare ad un partito che dice di avere a cuore la questione morale. Altro che rimpasti di giunte o quant’altro. Dimissioni. E dato che queste non sono arrivate il Partito doveva, se voleva salvare la faccia e mostrare tutte le belle intenzioni di cui parla, cacciare i due a poderosi calci nel didietro. Mi fa male sentire Berlusconi dire che la presunta superiorità morale della sinistra non esiste. Ma è vero. E’ VERO! E poi arriva la gente come Sarubbi che ci intorta con tutti questi discorsi e cerca di distoglierci dal fatto che Bassolino e Iervolino hanno GOVERNATO, hanno FATTO IL DISASTRO e ora SONO ANCORA LA’. Complimenti.. Anzi VERGOGNA! VERGOGNA!

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