Leggende metropolitane

catapulta

Chi fa un lavoro pubblico – valeva per me da conduttore televisivo, vale ancora di più da parlamentare – deve irrobustirsi un po’ le spalle, se no non campa più; io, invece, continuo a prendermela per ogni cosa che viene detta sul mio conto e ci sto pure male. Avevo avuto un primo sentore giovedì, con la pubblicazione di una mia intervista sull’Unità: so come funziona il giornalismo, ma mi sono arrabbiato parecchio quando ho visto diverse risposte mozzate. Alcune, ristrette in due righe, perdevano senso; altre, tagliate a metà, affermavano l’opposto di quello che avevo detto io. Sul rapporto con il territorio, ad esempio, avevo rimarcato il mio impegno per Napoli, nonostante la legge elettorale non sia di stimolo: come tutti sapete, stanti le liste bloccate, per una mia ricandidatura sarebbe molto più utile che io dedicassi tempo al mio leader di riferimento (comprandogli il giornale, stirandogli i calzini, accompagnandogli i figli al cinema) anziché a Napoli. Ma non sono fatto così e quindi amen. Eppure, L’Unità pubblicava solo la prima parte della risposta, quella in cui dico che la legge elettorale non aiuta a mantenere i rapporti con il territorio. Il giorno dopo, sul blog del Corriere del Mezzogiorno, Nino Femiani scriveva un post dal titolo “Il catapultato Sarubbi e la legge elettorale”:

L’onorevole Andrea Sarubbi è una persona simpatica. E’ di bell’aspetto, politicamente corretto e credente (dicono sia capace di solleticare gli interessi femminili almeno quanto padre Georg, l’avvenente segretario di papa Ratzinger), telegiornalista della Rai e di Sat 2000, la tv satellitare della Cei. Il bell’Andrea interviene sull’Unità di giovedì 29 gennaio a proposito della legge elettorale europea. E cosa dice? “Purtroppo questa legge elettorale non aiuta: se prima un parlamentare doveva curare il rapporto con gli elettori, oggi gli conviene stringere i rapporti con un leader che lo metta in lista”. Parole sante. Da sottoscrivere. Salvo che raccontano proprio la sua storia. Sarubbi, infatti, è stato catapultato (con Santagata, Pedoto, D’Antona, Sircana e Follini) in lista in Campania dal Pd, grazie proprio al rapporto con un capobastone politico. Elezione sicura, ovviamente, senza farsi mai vedere da queste parti. Perciò, prima di dire quelle cose, da buon credente dovrebbe recitare un atto di dolore. O starsene zitto.

Nei commenti al post ho trovato anche insulti. Di gente che, fidandosi di quanto scritto dal giornalista, pontifica sul mio rigore morale e mi dà amabilmente della faccia-da-culo. Parentesi: vedete che avevo ragione ieri, quando dicevo che un articolo di giornale non è assimilabile ad una prova giudiziaria? Chiusa parentesi. Invece di soprassedere, decido di rispondere:

Caro Nino, mi meraviglio molto di te. Del fatto che, prima di scrivere qualcosa, non ne verifichi la fondatezza. Non ti obbligo a guardare il mio blog (www.andreasarubbi.it), anche se sono uno dei pochi deputati ad aggiornarlo quotidianamente: troveresti spesso riferimenti a fatti napoletani che solo un deputato presente sul territorio può conoscere. Potevi però chiedere notizie ad uno solo dei miei colleghi parlamentari del Pd: bastava chiamarne uno, uno qualunque, e chiedere se Andrea Sarubbi si è mai fatto vivo a Napoli. O magari bastava chiederlo a Rosetta Iervolino.
Tutti ti avrebbero risposto che, dal giorno della mia candidatura, non ho MAI lasciato il collegio: in campagna elettorale mi sono trasferito a Napoli dal primo all’ultimo giorno; dall’inizio della legislatura in poi, vengo TUTTE le settimane. Generalmente vengo il venerdì, visto che l’Aula riposa; questa settimana sono venuto sabato, perché avrei dovuto partecipare all’elezione del segretario dei Giovani democratici, che poi è saltata per i motivi che conosciamo. La prossima il lunedì, visto che venerdì mi hanno invitato a Modena per un convegno. Qualsiasi cosa accada, insomma, mi organizzo per non perdere l’appuntamento settimanale con il collegio.
In questi mesi sto incontrando circoli, associazioni di volontariato, amministratori locali, semplici cittadini desiderosi di una politica diversa. Sto girando Napoli quartiere per quartiere. Ho un collaboratore fisso, Oreste Di Maio, che mi aiuta nel lavoro. Deposito interrogazioni parlamentari su problemi che riguardano la provincia di Napoli. Scrivo una newsletter che centinaia di persone (per lo più napoletane) ricevono regolarmente, con una parte dedicata al territorio.
La mia intervista all’Unità – che tu citavi – è stata tagliata barbaramente. In realtà, dicevo l’opposto: premettevo che, purtroppo (come te lo spieghi se no il purtroppo?), questa legge elettorale non ti incoraggia ad avere un rapporto fisso con il collegio, perché se vuoi essere ricandidato basta farti amico un leader. Ma ribadivo, comunque, che a me non importa nulla, perché io – pur essendo stato eletto in un collegio che non sarebbe il mio, visto che sono romano – sento forte il dovere di rappresentare quei cittadini che hanno votato il Pd, e quindi vado a Napoli ogni settimana. Ecco cosa dicevo.
Caro Nino, lascio perdere l’ironia poco simpatica sul mio essere credente. La cosa che mi dispiace di più è che, dopo aver letto la tua riflessione sul blog, chi non mi conosce avrà un’opinione di me assolutamente diversa dal reale: mi stupirei davvero se qualcuno, dopo aver letto la mia risposta, mi chiedesse scusa, perché in Italia non è costume.
Sono molto amareggiato, te lo dico con tutto il cuore. Ma questo spiacevole equivoco, se vorrai, potrà essere un’occasione buona per incontrarci la settimana prossima. A Napoli, naturalmente.
Andrea Sarubbi
P.S. Non credo, purtroppo, che mi chiederai scusa pubblicamente. Ma spero almeno che pubblicherai per intero questa risposta, con il giusto risalto.
 

Alle 11.50 di oggi, la risposta è stata pubblicata. Nei commenti del post.

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12 risposte a “Leggende metropolitane

  1. Ma magari tutti i parlamentari “napoletani” fossero tutti come te!

    Ciao

  2. italiana media

    Ritengo che sulla serietà in cui affronti il tuo impegno politico attuale non si possa dire nulla …magari forse paghi il pegno dell’inesperienza e di credere che fare i fatti e prendersi delle responsabilita’ seguendo i propri valori possano cambiare qualcosa nel nostro paese?!beh allora siamo in 2.. perche io ci credo!! L’unica cosa che non credo sia giusto è che ti facciano pagare lo scotto del tuo passato da giornalista e non da politico consumato come se fosse un demerito…..

  3. penso anch’io che qualcuno ha paura di te o di cio’ che fai. Di solito quando si fa bene, arriva subito un attacco ingiusto, una calunnia, un giudizio negativo, qualcosa che mira preciso a farti star male…mica gli vorrai dare molto spazio

  4. Un consiglio: accetta di farti intervistare solo da chi accetta di farti visionare l’articolo PRIMA della pubblicazione. Così magari rischi di venir intervistato di meno, ma almeno avrai la possibilità di non farti mettere in bocca cose che non hai detto.

  5. Carissimo Andrea,
    ti conosco poco e sono lontano (Mugello), ma da quello che scrivi e come lo scrivi, ti riconosco una notevole serietà.
    Non fare caso ai giudizi troppo frettolosi…da me ne hai avuto una piccola esperienza…gasp!!
    In gamba e dacci dentro
    un auguriuo di pace e ogni bene

  6. Caro Andrea il problema è che la gente ha oramai fatto il callo ad una politica fatta di scambi di favori e di “clientelismo” per cui sono sempre sospettosi.
    Purtoppo questa è a la realtà in cui viviamo e le mosche bianche non vengono apprezzate anzi si cerca di schiacciarle per evitare che si deturpi l’attuale scenario politico.
    Vai avanti così…sperando che spuntino tanti Andrea Sarubbi nella politica.
    Buon lavoro

  7. Ti faccio tanti complimenti per l’attenzione, la serietà e la passione che contraddistingue il tuo impegno politico.
    Un in bocca al lupo per il tuo futuro (che un pò è anche quello nostro) e quello del PD, alle prese con troppe difficoltà sui temi etici e politici.

  8. Francesco Antonio Grana

    Affermare che Andrea Sarubbi non è mai presente a Napoli è un insulto alla nostra intelligenza. Da napoletano, prima che da giornalista, posso confermare, e con me tantissima gente, di averlo visto (nonostante la miopia) spesso a Napoli molto attivo nel portare all’attenzione degli amministratori i problemi dei cittadini.

  9. Sono napoletano e penso che l’mpegno che stai mattendo per aiutarci a far sentire le ns ragioni non deve essere messo in discussione. Forza, alla fine i risultati si vedranno.

  10. La tua semplicità e coerenza è disarmante… per questo qualche giornalista non riesce ad incasellarti… Come credenti non possiamo che dire: “Padre perdonali perchè non sanno quello che fanno”.

  11. Intervengo in questa interessante discussione perché quello dei “parlamentari calati dall’alto” è un tema davvero interessante. Sono stata sindaco di Ercolano per dieci anni. Sono stata eletta direttamente, due volte consecutive, dai miei concittadini. Poi mi sono candidata al Consiglio regionale della Campania (preferenza unica) e ho raccolto 16mila voti. Sono stata eletta. Poi, qualche mese fa, sono stata inserita nella lista per la Camera dei deputati. Eletta “a tavolino”, come tutti. Sono una parlamentare “calata dall’alto”? Non credo. Vivo in provincia di Napoli, ho esperienze da amministratore locale, ho fatto le mie campagne elettorali in prima persona e oggi siedo in Parlamento. Mi sentirei di dire – senza falsa umiltà – che sono, insieme a tanti altri parlamentari, la dimostrazione che il Pd, alle ultime elezioni politiche, ha avuto il coraggio di attingere dai territori e dalle esperienze.
    Quando si solleva la polemica su “quelli venuti da fuori” si citano sempre gli stessi nomi. Ma non si fa mai menzione del fatto che ci sono parlamentari che si sono costruiti sui territori e che sui territori coltivano e rendono viva la loro battaglia politica. Ci siamo anche noi, sapete? Ogni tanto sarebbe il caso di ricordarlo. In tempi di antipolitica militante, si fa presto ad accreditare l’intera classe dei parlamentari non solo come una “casta” ma anche come una truppa al servizio del padrone.
    Il mio padrone sono i cittadini di Napoli e provincia. Penso di averlo dimostrato spesso.
    Non faccio difese d’ufficio di nessuno ma sento di dover dire qualcosa sulla polemica che sta colpendo Andrea Sarubbi. Intanto bisognerebbe apprezzarne l’onestà intellettuale: è stato lui stesso, per primo, a dire che il suo destino da parlamentare non si è formato sul territorio napoletano e lui stesso ha riconosciuto che questo meccanismo di cooptazione dal “centro” rischia di avere effetti perversi nel rapporto tra rappresentanti e cittadini. Tuttavia, dato il “peccato originale”, si può ad un certo punto anche guardare al merito del lavoro che si svolge? Sono stata con Sarubbi, sabato scorso, al carcere di Poggioreale, a visitare i detenuti e a cercare di capire come agisce la detenzione in un penitenziario così grande e complesso, sulla personalità di tanti individui. Incontro Sarubbi, nei fine settimana, spesso, nelle iniziative nel napoletano. Lui stesso, con il suo blog e la sua attività informativa, tiene un filo diretto con la gente di Napoli, che se lo è ritrovato in lista senza conoscerlo personalmente ma che, oggi, se lo ritrova sul territorio spesso e con attenzione.
    Certo, l’impegno del singolo potrebbe anche non essere sufficiente a “riscattare” un meccanismo elettorale sentito come ingiusto e sbagliato da molti elettori, ma si può dare merito a chi cerca comunque di interpretare il suo ruolo in maniera diffusa e partecipata?

  12. Antonio Coppola

    “…non ti curar di loro ma guarda e passa…”

    fammi passare la citazione sbagliata, cos’ì com’è e lasciamela rafforzare dicendoti che la cosa più importante è quella di potersi guardare allo specchio.

    Continua così Andrea, sono i fatti a parlare!!!

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