Tirchia lex, sed lex

Due sentimenti contrastanti mi guidano, nel parlarvi della legge sullo stalking che abbiamo approvato questa settimana alla Camera e che io stesso ho votato. Se volessi essere politically correct, direi – come hanno fatto molti miei colleghi, e soprattutto colleghe – che si tratta di un provvedimento storico; ma qualcosa non mi torna, dopo aver partecipato (in silenzio) alla discussione in Aula. Ribadisco che l’ho votata, dunque la legge in linea di massima mi convince: per la prima volta, infatti, lo Stato si occupa delle vittime di molestie e prevede pene certe (da 6 mesi a 4 anni) per i molestatori. Trattandosi di una norma condivisa da maggioranza ed opposizione, poi, abbiamo dato vita ad un dibattito sinceramente costruttivo: anche nei momenti di dissenso – e ce ne sono stati, perché elevato era il numero degli emendamenti presentati – si discuteva senza pregiudizi e con l’obiettivo comune di migliorare il testo. Cos’è, allora, che non mi convince? Quelli di voi che hanno letto il post di mercoledì sulla mozione per i disabili mi capiranno bene: ancora una volta, infatti, l’approccio del governo è light, a costo zero. Dico volutamente “del governo” anziché “della maggioranza” perché, durante l’esame del provvedimento, abbiamo assistito ad uno scontro che i giornali non hanno raccontato. Si parlava del gratuito patrocinio alle vittime dello stalking (della possibilità, cioè, che lo Stato si faccia carico delle spese legali per le persone molestate), contenuto in un emendamento a firma Alessandra Mussolini: noi eravamo d’accordo, ma il governo e la relatrice (Giulia Bongiorno) no, per cui la proposta è stata messa ai voti. Mentre si votava, ha chiesto la parola Di Pietro, ma il presidente di turno (Maurizio Lupi, Pdl) non gliel’ha data, dichiarando chiusa la votazione: 228 no contro 226 sì. Alcuni parlamentari (fra cui lo stesso Di Pietro) non avevano ancora schiacciato il pulsante, ed avrebbero votato a favore: in 4 sono andati dai resocontisti a comunicarlo, ma per il regolamento della Camera solo il voto elettronico è determinante ai fini dell’esito. Nel resoconto ufficiale, però, rimane traccia:

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione. Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge.
(Presenti 459
Votanti 454
Astenuti 5
Maggioranza 228
Hanno votato
226
Hanno votato
no 228).
Prendo atto che i deputati Braga, Favia, Di Pietro e Messina hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto favorevole.

226 più 4 fa 230, il che significa che – da un punto di vista politico – la proposta del gratuito patrocinio sarebbe passata. La Mussolini ha chiesto la ripetizione del voto, e con lei anche Di Pietro ed il nostro Roberto Giachetti, ma si sapeva bene che, se si fosse rivotato, il governo sarebbe andato sotto: sarebbe passato il gratuito patrocinio e, quindi, il ministro dell’Economia avrebbe dovuto mettere mano al portafoglio. Ora, voi ce la vedete Mara Carfagna andare da Giulio Tremonti e dirgli che quel breve tratto fra Palazzo Chigi e Montecitorio era costato al governo qualche decina di milioni di euro?

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Una risposta a “Tirchia lex, sed lex

  1. Caro Andrea, con questo tuo intervento mi convinco ancora di più del fatto che, se davvero analizzassimo o, perlomeno, fossimo informati più dettagliatamente dello svolgimento ordinario dei lavori di Camera e Senato, capiremmo davvero molte più cose della politica.

    Molto probabilmente i giornali non daranno questa notizia… E così la Carfagna verrà esaltata come la nuova “paladina” dei diritti delle donne, e gran parte dell’opinione pubblica considererà come certo il conferimento del gratuito patrocinio alle vittime delle molestie sessuali.

    A parte ciò, volevo aprire una piccola parentesi: quello che non mi convince è l’approccio che tutti i governi (di tutti i colori) hanno nel momento in cui legiferano in materia penale. In effetti, anche la stessa previsione del reato di “stolking” rischia di essere a costo zero. Volendo tirare le orecchie a questo governo, mentre fino a poco più di un anno fa scendeva in piazza contro le finanziarie di Prodi, ora da un lato, ha ridotto i fondi alle forze dell’ordine; dall’altro, taglierà del 30% i fondi a favore dell’amministrazione della giustizia, con tutte le conseguenze nefaste che ne deriveranno; infine, dulcus in fundo, il nuoro reato “carfagnesco” non potrà nemmeno essere perseguito, stante al nuovo ddl presentato dal governo, con le intercettazioni…

    Insomma: ho imparato che ci si deve informare di più, perché il tutto possa essere mglio compreso. Per esempio Andrea, ti ringrazio per averci avvisato circa un mese fa che Pd e addirittura l’Idv votarono contro ad alcune autorizzazioni a procedere (mentre il Pdl, partito filoimpunatario, non rinuncia ad una serena disamina di ciascun singolo caso). Non ringrazio invece l’on. Quagliariello, al quale anzi “tiro le orecchie”, in quanto ieri nel sito http://www.forzaitalia.it ha dichiarato quanto segue: “Le parole del presidente Flick sui rischi rappresentati dalla supplenza giudiziaria ripagano abbondantemente chi ha creduto nelle ragioni del conflitto di attribuzioni sul caso di Eluana Englaro rispetto ad una decisione della Corte Costituzionale che nelle sue motivazioni continua a non essere convincente, come lo stesso presidente Flick probabilmente sa”. Peccato che chi si è informato sa benissimo che il Parlamento ha chiesto alla Corte costituzionale un potere che la legge non le conferisce: ovverosia quello di annullare delle sentenze giudiziarie!

    E infine, a proposito di informazione…un appello ad Andrea: perché nessuno protesta per il nuovo programma di Paragone, “Malpensa, Italia”? Una trasmissione che esalta il nord leghista, umiliando persino il pdl e il resto dell’Italia; ieri mi sarei aspettato che il ministro Maroni fosse cosparso di oro e incenso, nell’ambito di una celebrazione liturgica neopagana, magari in salsa celtica. Ripeto: mi raccomando, informatevi anzitempo, e non scordatevi questo intervento di Andrea. Così, se percaso, la prossima settimana, Paragone elogerà il Governo per aver conferito il gratuito patrocinio alle vittime di molestie sessuali, saprete benissimo che conclusioni trarre.

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