Obiezione cosciente

Chi mi segue da un po’, o magari chi ha dato un’occhiata al mio curriculum, sa che sono obiettore di coscienza. Ma è una scelta personale, che deve fare i conti con il mio ruolo pubblico di legislatore: non mi sarei mai arruolato nell’esercito, né prenderò mai il porto d’armi, ma ciò non significa che guardi con i paraocchi all’impiego delle nostre Forze armate. I soldati italiani in Afghanistan, per esempio, svolgono un ruolo importantissimo di protezione dei civili e – nonostante la missione sia partita su iniziativa della Nato e non dell’Onu, che si è aggiunta dopo – direi che l’Italia fa bene a tenerli lì. Lo stesso vale per il Libano, naturalmente. Eppure, mercoledì non ho votato a favore del rifinanziamento, né lo farò la prossima volta, perché – come vi dicevo anche ieri – c’è un problema di risorse sottratte alla cooperazione , un problema di impegni  presi in sede internazionale (e non rispettati) dal Paese che quest’anno presiede il G8. Un problema etico ed insieme politico-economico che, per la mia coscienza, viene prima di tutto. Per questo motivo, oggi ho preso un impegno con le Ong italiane: finché questo governo non porterà l’Italia nei parametri fissati dagli Obiettivi del millennio (0,51 per cento del Pil destinato alla cooperazione entro il 2010, 0,7 per cento entro il 2015) non voterò a favore del finanziamento delle missioni militari. A meno che non siano le stesse Organizzazioni non governative a chiedermelo. Se avete pazienza di leggere la lettera, eccola qui.

Carissimi,
lo scorso mercoledì alla Camera dei Deputati è stata votata la conversione del decreto-legge 30 dicembre 2008 n. 209 riguardante la proroga della partecipazione italiana a missioni internazionali. Il provvedimento è passato con 485 voti a favore, 2 contrari e 4 astenuti, fra cui il sottoscritto. Nonostante infatti io creda nell’impegno della comunità internazionale per contribuire a risolvere alcune delicate situazioni di crisi, quello che mi ha spinto ad agire in questo modo è l’atteggiamento del Governo – dal suo insediamento fino ad oggi – nei confronti della cooperazione internazionale. La retromarcia dell’esecutivo che, a seguito delle Vostre pressioni e di quelle di molti di noi parlamentari, ha deciso di rifinanziare in parte i 110 milioni di euro tolti inizialmente ai progetti di cooperazione (45 milioni di euro stanziati per i primi 6 mesi dell’anno con l’impegno di fare altrettanto nel secondo semestre) mi sembra opportuna ma non sufficiente; nasconde una miopia di fondo sul modo di concepire e di investire sulla cooperazione internazionale come strumento elettivo di politica estera. Per questa ragione ho deciso di astenermi sul provvedimento in questione ma, più in generale, la mia intenzione è di non votare a favore di nessuna missione internazionale finché questo Governo non porterà l’Italia nei parametri stabiliti dai Millennium Goals o, quanto meno, fino al momento in cui le Ong non si dichiareranno soddisfatte delle risorse stanziate per la cooperazione.

Ribadendovi la mia amicizia e la mia stima, resto a disposizione per qualsiasi iniziativa riterrete utile per raggiungere un obiettivo difficile ma che non per questo mi rassegno a ritenere impossibile.

Un caro saluto.
Andrea Sarubbi

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2 risposte a “Obiezione cosciente

  1. Rosario Amico Roxas

    L’obiezione di coscienza pone un ben preciso paletto perchè possa essere tale; un paletto non trattabile, non vendibile perchè non ha prezzo rappresentando un valore (ma questo non lo dite al cavaliere perchè non capirebbe !!!); l’obiezione di coscienza prevede ineludibilmente l’esistenza di una coscienza, marchingegno ormai superato, svilito, limitativo. La coscienza in genere è stata relegata negli anfratti delle cantine, dove si mettono via le cose vecchie non ancora diventate antiche, per questo meraviglia che, proprio nella sede prioritaria dove l’esistenza della coscienza è stata bandita, esista qualcuno che ne vanta l’esistenza e, addirittura, condiziona ad essa il proprio comportamento.
    I più spiritosi narrano la favola bella delle “cosce di Enza”, molto più appetibili, di facile consumo, a basso prezzo stante la vasta disponibilità che creano una feroce concorrenza, ma permettono di arrivare anche ad incarichi istituzionali prestigiosi e danarosi.
    Sarebbe anche molto interessante se avvenisse una ripresa di taluni dimenticati valori; ci contenteremmo anche di una “ripresina” come la chiama affettuosamente il cavaliere.
    Una obiezione di coscienza nei confronti dei furti, delle malvessazioni, dei falsi in bilancio, delle truffe, degli interessi privati, della presidenza di un importante ente al figlio bocciatissimo di un ministro che dispone dei voti indispensabili per approvare il silenzio telefonico (leggi intercettazioni !)
    Se la sentirebbe l’on. Sarubbi di farsi promotore di una simile obiezione di coscienza ????

    Perchè questo quesito proprio all’on. Sarubbi ??

    Forse perchè è rimasto uno dei pochi (pochissimi) dotato della credibilità per farlo !!!

  2. Pingback: A proposito di Africa « Coffee Please! / runaway version /

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