Ritorno a Napoli

Se la presenza di pubblico ad una conferenza politica fosse indice di salute elettorale,  a Napoli potremmo stare tranquilli: così come ad aprile in piazza del Plebiscito, anche ieri alla Mostra d’Oltremare non si sapeva più dove mettere la gente. Tutti a vedere Veltroni, a sentirlo parlare dei problemi del Pd, ad attendersi che dicesse qualcosa di forte sugli ultimi eventi. Chi si aspettava una cacciata pubblica di Bassolino o una presa di posizione netta nella querelle Iervolino-Nicolais è rimasto deluso; chi invece sperava in un appello all’unità è andato via contento: “Non è possibile che chiunque metta piede in un circolo del Pd si senta fare, come prima domanda: ma tu da che parte stai?”, ha detto Walter, ed è stato uno dei passaggi più applauditi del suo discorso. Un altro è stato l’impegno a battersi per dimezzare il numero dei parlamentari, che – unito alle accuse pesanti di un coordinatore di circolo contro i parlamentari piovuti da fuori – mi ha fatto sentire un po’ accerchiato. Battute a parte, a Napoli sanno bene che c’è bisogno di rinnovamento; ma sanno anche che, se non si valorizzano le forze fresche e capaci già esistenti nel territorio, si fa crescere una sindrome da colonia che – prima con le liste elettorali, ora con il commissariamento – rischia di portare, scusate il francesismo, allo svacco totale. Ma non ci si è ancora arrivati, e questa mi sembra la nota più positiva di ieri: tanto i discorsi dei tre coordinatori di circolo (persone della società civile, che non campano di politica ma la vivono come passione e servizio), come pure la stessa contestazione di un militante che chiedeva al segretario di essere meno vago e di dare al Pd napoletano una linea politica, infatti, hanno dimostrato che la passione non si è ancora spenta. Quanto a Walter, ha lasciato aperte diverse porte, dalle candidature per le Provinciali al cambio di giunta in Regione, ribadendo comunque che la parola d’ordine deve essere quella del rinnovamento. Uscendo, ho visto diverse persone soddisfatte ed altre che, invece, avrebbero voluto sentire parole più forti. Io sono preoccupato solo di due cose: la prima è che il Pd, per mantenere gli equilibri interni a Napoli e dunque conservare alcuni voti, ne perda molti di più in altre parti del Paese; la seconda è che, per difendere (legittimamente) le cose buone che abbiamo fatto, finiamo a tarallucci e vino. E sarebbe un errore clamoroso, perché – come dice l’economista americano Paul Romer – “quando c’è una crisi, è terribile sprecarla”.

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4 risposte a “Ritorno a Napoli

  1. Concordo con te, Andrea.
    Forse un pizzico di coraggio nelle posizioni di W aiuterebbero molti a restare nel PD. Il rischio che stiamo correndo – qui nelle regioni rosse – è disperdere il voto libero -liberal -forse moderato, fuori dagli schemi storici di potere…
    E mi sembra che Napoli da questo punto di vista possa avere qualcosa in comune…

  2. Premesso che non ho sentito il discorso di W. (avendo preferito la visione di “W.” il film) e che quindi posso basarmi solo sul tuo resoconto, non mi stupisce che Veltroni abbia tenuto una linea intermedia. Non avrebbe politicamente molto senso “premere sull’acceleratore” ora che la situazione napoletana sembra normalizzarsi un po’.
    Quello che forse andrebbe riconsiderato è che – almeno dall’esterno – si ha l’impressione che si continui a dichiarare che il rinnovamento è la parola d’ordine, ma che questo auspicato rinnovamento non lo si stia pianificando, che non ci si stia lavorando come atteso. Insomma, se chiedere la testa di Bassolino è chiaramente controproducente, magari iniziare a delineare un dopo-Bassolino (con buona pace del governatore) darebbe un’idea di maggiore coerenza. In fin dei conti, se la passione non si è spenta e, anzi, in un momento difficile, il desiderio di partecipazione politica è alto, il materiale umano su cui puntare non dovrebbe mancare.
    Perché, e in questo hai perfettamente ragione, se si perde questa occasione, il PD rischia di pagare (pesantemente) sulle altre piazze i problemi che ha a Napoli.

  3. Ma che cosa deve succedere affinchè i governatori e gli amministratori locali si dimettano ?
    Mi sembra che dal global service, alla spazzatura, alla sconfitta elettorale ce ne sia abbastanza…

  4. Il problema sta nel fatto che il PD è nato vecchio…tutta l’innovazione di un Segretario come Veltroni si è vanificata grazie al sistema delle correenti a cui non si riesce a dare un freno…Vedasi Napoli…Bassoliniani, Iervoliniani…insomma a noi popolo elettore…personalmente non so per quanto ancora, da una impressione da farci esprimere:<> prendendo in prestito la battuta di un comico!Personalmente ascolto ed osservo come se osservassi Zelig…seppure in questo caso trattasi di tragicommedia…le esternazioni dei vari PDVoice – dall’altra parte “PDL” sono alla tragedia ma parlo di quella che pensavo casa mia – insomma parlare di Sacconi come di esponente di un partito vendicativo…..No non ci posso credere ed i PD no??Posso affermare senza timre di smentita che anche nel PD auterovolissimi esponenti forse fanno peggio…Chiedete e saprete…..!Ed è per questo che nonostante tutto ho votato sino a ieri ma domani…sinceramente non lo so…Perchè darmi da fare per un Partito che resta eguale a se stesso e che cambiando l’ordine dei fattori il risultato resta lo stesso…..!Che mi dite?

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