Scontro di civiltà

Riassunto delle puntate precedenti. Dopo aver inventato il permesso di soggiorno a punti e la denuncia sanitaria, la Lega deposita il brevetto della tassa sul permesso di soggiorno: lo fa in Commissione al Senato, nel ddl 733 sulla sicurezza, e la maggioranza accoglie la proposta nel testo da portare in Aula. Noi protestiamo, insieme a diverse associazioni di volontariato, ma il Centrodestra fa finta di niente e le vacanze di Natale insabbiano il tutto. Poi, tornata dalle ferie, la Lega decide di strafare: per “anticipare i tempi”, parole del capogruppo Cota, si preferisce non aspettare la discussione del disegno di legge e si decide di inserire la tassa di soggiorno nel decreto anticrisi, inventandosi anche un’altra misura anti-immigrati: la fideiussione di 10 mila euro per chi vuole aprire una partita Iva. Noi alziamo il tono della protesta, fino a quando non interviene lo stesso Fini, che boccia le proposte e le definisce “misure oggettivamente discriminatorie”. A quel punto si sveglia anche Berlusconi, il quale tratta il partito di Bossi con la solita aria di sufficienza e manifesta la contrarietà del governo, pensando che tutto finisca lì. Tanto più che, con la fiducia chiesta alla Camera e votata poco fa, il testo non è più emendabile e quindi le proposte leghiste vengono arginate. Ma la Lega non si rassegna e continua a dare battaglia anche sul fronte originario, il ddl sicurezza all’esame del Senato: la tassa di soggiorno viene stralciata, rimandando il tutto alla fine delle votazioni e ad un prossimo provvedimento, ma ne viene comunque introdotta una sulla cittadinanza, che ai nuovi italiani costerà 200 euro. E siamo già alla cronaca di oggi, con la condanna della Conferenza episcopale italiana e le reazioni politiche che, immagino, starete leggendo in queste ore. Ho preferito non mandare alle agenzie nessun comunicato, perché tutto quello che volevo dire lo ha scritto Famiglia cristiana, nel prossimo numero:

Apc-*Immigrati/ F.Cristiana: Vero scontro di civiltà è in Parlamento
Con tassa su permessi soggiorno governo sconfessa se stesso
Roma, 14 gen. (Apcom) – “È vero, oggi è in atto uno scontro di civiltà. Ma non tra Occidente e Oriente, tra cristianesimo e Islam. No, oggi il vero scontro di civiltà si gioca in Parlamento e nelle piazze, sull’accoglienza nei confronti di chi è nel bisogno, sul rispetto della dignità di ogni persona, straniera, malata, non ancora nata”. Lo scrive Famiglia Cristiana, in un editoriale dedicato al tema dell’immigrazione, e intitolato “Il vero scontro di civiltà è in Parlamento e nelle piazze”. “Eccolo, il vero scontro di civiltà – scrive il settimanale cattolico – tra accoglienza e rifiuto, tra dialogo e negazione dei diritti. Civili, umani e religiosi dei popoli e delle nazioni”.”La Lega – sottolinea il settimanale dei Paolini – ha tentato l’ultimo colpo di mano con il permesso di soggiorno a pagamento e con la garanzia di 10 mila euro per gli stranieri che vogliono aprire una partita Iva. Fini si è opposto e Berlusconi ha fatto sparire l’emendamento. Il Governo, però, aveva sostenuto il provvedimento al Senato. Ora sconfessa se stesso. Su tutto il resto, prevale il principio dell’indesiderabilità”. Si domanda il settimanale diretto da don Antonio Sciortino: “È degno di persone ‘civili’ negare le cure mediche agli immigrati clandestini, come è avvenuto in Friuli?”. Gli immigrati? “Che fuggano dalla guerra o dalla miseria, non importa. Se vogliono un’altra possibilità, la cerchino altrove. Chissà cosa ci riserverà in futuro la fantasia padana?”.
Ssa

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15 risposte a “Scontro di civiltà

  1. Rosario Amico Roxas

    Non c’è scontro di civiltà, perchè non c’è più civiltà.

    Scendo alla prossima. di Rosario Amico Roxas

    La situazione globale del pianeta Occidente viene nascosta da nubi che si addensano sulle vere metastasi che affliggono una realtà alla deriva, gettata allo sbaraglio dall’incapacità di guardare dentro i fatti, dentro gli uomini, dentro le problematiche che si sviluppano in una spirale involutiva.

    Non si guarda più con interesse alla politica, alle sorti del paese, perché è stata trasformata in un fatto personale di uno, circondato da pochi, ma selezionati secondo la loro capacità di ubbidire al padrone del vapore.
    Così si guarda alla cronaca, ma senza interesse, più con cupidigia, con morbosità, per scovare nelle pieghe del quotidiano i fatti e i misfatti che emergono senza neanche il pudore di nascondersi.
    • Vediamo un padre che spiaccica la testa alla figlioletta sui marmi del Milite Ignoto a Roma, riducendola in fin di vita, magari di dirà che era depresso;
    • una ragazzina dodicenne in vena di sballo da spiaggia accetta la pillola che avrebbe dovuto condurla in un paradiso artificiale, invece muore tra atroci dolori;
    • un’altra coetanea della prima, in quell’età che dovrebbe appartenere ai giochi infantili, preferisce, invece spogliarsi, fotografarsi nuda, inviare le foto a conoscenti che ne hanno fatto richiesta, per avere un compenso necessario all’acquisto di abiti griffati;
    • il solito branco (ma ormai non fa più notizia) trascina un’altra dodicenne in sede appartata per violentarla e fotografarla per potersi vantare dell’impresa.
    • Non aggiungo nulla della classe politica perché dovrei dilungarmi oltre i limiti dell’altrui pazienza.

    Non sono che gli ultimissimi eventi, che si ripetono ormai con tragica monotonia.
    Non riconosco più questo mondo, così come non mi riconosco come partecipe; se il mondo fosse un tram chiederei di scendere alla prossima; ma questo tram si ferma solo al capolinea !!!

    La mia età mi consente di ricordare bene la veemenza con la quale Pasolini si scagliava contro il “Palazzo”; oggi non c’è più un Palazzo contro cui scagliarsi, il mondo-Occidente intero è diventato un unico Palazzo dentro il quale siamo tutti teleguidati come automi indifferenti.
    Nell’Occidente Italia accusiamo il neo-liberismo del vuoto ideologico che sta attanagliando la cultura, la politica, la programmazione, la speranza, mentre in realtà tale neo-liberismo non è altro che l’emblema di una cultura, di una politica, di una programmazione, di una speranza, diventati la nuova ideologia della reality: la decadenza che si è elevata a sistema.
    La banalità della cultura, della politica, della programmazione, della speranza si rivede nella banalizzazione dell’agire, del pensare, del credere, come se una nuova censura avesse eliminato le domande inerenti le questioni fondamentali dell’esistenza e della convivenza civile.
    Le questioni che coinvolgono l’azione e la vita stessa sono state relegate nel Limbo dell’inutile, mentre faziosi “opinions leaders” si accalcano sulla scena per discutere di regolamenti, di metodi, di trucchi, di miraggi lontanissimi e dell’esigenza di “insegnare e imporre la democrazia” agli altri.
    L’abitudine a non pensare, a non riflettere, a non credere, a non sperare, viene presentata come il culmine del nuovo progresso che riduce l’uomo alla stessa stregua delle formiche o delle termiti, impostando l’intera vita senza un perché, sostenuta solo dall’istinto di sopravvivenza.
    Il Potere si eleva su tutto e su tutti, indica, di volta in volta, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, ciò che è vero e ciò che è falso.
    Così un’attricetta con abitudini e professione da porno viene riproposta come la reincarnazione di Santa Maria Goretti, la dodicenne martire che preferì la morte alla violazione del corpo e dell’anima; non ci risulta che la giovanissima Santa (Santa per caso e forse suo malgrado, ma certamente consapevole dei suoi valori) abbia ricevuto in dono brillanti da 50 carati oppure un attico a Montecarlo, o una poltrona ministeriale come logica appendice ad un seggio alla camera dei deputati, con spese a carico di un popolo che annuisce, borbotta, ma tace.
    Il Potere, quindi, genera chi lo esercita che finisce con il credersi il solo in grado di guidare il gregge; ritorna il mito di Zaratustra che si cala nella realtà dell’Occidente come una magia mediatica.
    Anche la scienza non lascia spazio al voler pensare, al voler riflettere, al voler credere, al volere sperare, e ci indica, impietosamente quali molecole stimolino il pensiero, la ragione, la riflessione, la fede, la speranza e l’amore, ma non ci dice “perché” abbiamo pensato, creduto, sperato, amato.
    La scienza che indica chi è vivo e chi non lo è, anche se non lo dichiara morto, ma meritevole di morire di fame e di sete, in nome e per conto di una malintesa libertà individuale.
    L’aiuto per tornare a credere, a pensare…ad amare non può darcelo nessuno, violentati come siamo dalla pretesa onnipotenza del nuovo pragmatismo, che svuota l’uomo, ma riempie le cantine della Coscienza con gli ultimi ritrovati dell’inutile progresso.
    Le parole non esprimono più sentimenti profondi in grado di commuovere, esaltare, illudere (forse), ma in ogni caso vivere.
    Non possiamo cercare aiuto nei nuovi mentori del vero, in quegli opinionisti tuttologi condizionati dal conformismo e dal servilismo verso il potere.
    Soltanto il ritorno al mondo dei “diritti” e dei “doveri” può scaldare gli animi di autentica passione per la vita in grado di alternarsi alla passione per l’apparenza di ciò che non siamo.

  2. civis romanus

    la lega è composta da gente sempre più preparata che sa dove colpire in una opinione pubblica piena di spaventi.
    se gli uomini della naufragata sinistra imparassero!
    ma io, in merito a questa tassa da 50 euro, suggerirei di ribaltare la questione.
    va benissimo chiedere i 50 euro, anzi, chiedetene pure 200. ma che il permesso di soggiorno venga rilasciato entro sette giorni, altrimenti si deve presumere il silenzio assenso al rilascio.
    sul serio credete che gli immigrati non preferirebbero pagare 200 euro pur di avere una situazione legale chiara, senza la continua umiliazione di dover attendere bontà loro?

  3. Mi fa piacere che qualcuno si renda conto di quello che stiamo vivendo. Caro Rosario, quando provo a comunicare al piccolo mondo intorno a me concetti e “amore” per l’essere umano non tele-automizzato vengo preso per un esagerato anche dai miei amici. la speranza è l’ultima a morire, ma se trovi quel tram fammi un fischio

  4. Signor Andrea Sarubbi , è inutile che tenti di fare squallida propaganda contro la lega….. Ha detto un sacco di falsità nel post, ma tante ….! E non voglio manco scomodarmi a controbattere , non ne vale la pena e non ho tempo da perdere con banalità del genere! Io voglio darle un consiglio: prima di tentare di fare opposizione al Governo (è un tentativo quello che stà facendo, perchè il PD oltre a non saper governare , ha dimostrato di non saper fare manco opposizione), vorrei consigliarle di sistemare i problemi interni che stanno distruggendo il PD , tutto ciò và a favore di Di Pietro se Veltroni non riesce a sistemare nulla. Prima di venir a fare la morale in casa del PDL e della Lega, pensate ai troppi problemi che stanno distruggendo il PD non solo a livello nazionale , ma anche a livello locale: gli scandali delle giunte di Napoli, Genova, Pescara e Firenze sono ancora sul tavolo e nulla avete fatto per risolverli: FALSI MORALISTI! NON SIETE CAMBIATI: PCI-PDS-DS-PD

  5. Carissima Destra Sociale, giudico il tuo commento piuttosto fuori luogo.
    Innanzitutto i fatti indicati da Andrea nel suo post sono fatti: documenti e provvedimenti del governo attuale. Le opinioni sono state riportate in modo corretto. E penso che chiunque legga possa convenire o meno con quello che viene scritto, ma sicuramente non si può dire “Ha detto un sacco di falsità nel post, ma tante” senza neanche sforzarsi di indicarne almeno UNA.
    Per quanto rigurda il PD, ecco, su questo posso essere d’accordo con te sul fatto che non riesca a fare la giusta opposizione al mediocre governo che sta conducendo il nostro paese nel bel mezzo di una crisi difficile, invitando la gente semplicemente a consumare. Il PD è debole perchè purtroppo molti dentro il PD fanno politica in modo vecchio e superato. Su questo la tua considerazione è valida. E lo dice uno che tenta di fare politica nel PD a livello locale. Anzi localissimo: in un paese di 3.000 anime.
    Ma in questo quadro, di nuovo, è stolto e grossolano attaccare Andrea di continuità con il PCI-PDS-DS-PD.
    Andrea (come me) è entrato in politica nel PD. Lui lavora in modo innovativo rispetto al passato e anche rispetto a molti colleghi di Partito. Questo blog, le “battaglie” che porta avanti, l’impegno che mette nel costruire una “nuova stagione” della poltica sono esempi di un modo nuovo autentico, vero di fare politica.
    Al contrario di te….

  6. Andrea, teniamo vivo lo spirito di Vercelli!
    Nel pacchetto sicurezza sarà inserito il reato di immigrazione clandestina.
    Cerchiamo di trasmettere ai tuoi colleghi e all’opinione pubblica quello che è emerso nel corso del convegno: la condizione di clandestinità diventa
    1) inevitabile
    2) conveniente
    Ci sono troppo lungaggini burocratiche, adesso si aggiungono i balzelli, e leggi fumose che invece che guidare si prestano alla famigerata *interpretazione* (=rischio di arbitrio, rischio di corruzione).
    Facciamo sapere che anche gli immigrati che si sono integrati, che lavorano, che pagano le tasse, che svolgono professioni “liberali”… hanno dovuto passare attraverso le forche caudine della clandestinità, per periodi più o meno lunghi.
    Facciamo sapere che se vogliamo punire il clandestino, dobbiamo dare tutti i mezzi per impedire che un immigrato lo diventi. Solo così si potranno separare le pecore dai capri.
    Il guaio è che non tutti, vivendo in una condizione di illegalità imposta, hanno voluto poi uscirne, sperimentandone la convenienza.
    Facciamo in modo che nessuno possa fare questo esperimento.
    Ma non bastano le battaglie ideologiche, bisogna informare. Convegni come quello di Vercelli si devono moltiplicare. Ma non bisogna più invitare solo Sarubbi o Touadi. Bisogna invitare Maroni e Borghezio, e la loro *base*, per fare capire in che misura anche loro – anche noi siamo responsabili di queste situazioni.

  7. umberto ingrosso

    Avrei un parere per Rosario Roxas:no,non il Prozac.La Corea del Nord.Quello è un paese dove la decadenza dell’Occidente è una realta’ del tutto assente.Ci sarebbe anche il Vietnam,in verita’,sul quale lessi tanti anni fa(perchè non l’ho piu’ comprata)un articolo entusiastico di FAMIGLIA CRISTIANA.Ecco la strada della Redenzione,indicataci dal “settimanale dei Paolini”:un bel bagno di Comunismo,alla faccia del “…Potere di uno,gestito da pochi selezionati per la loro capacita’ di obbedire…”:ecco “..il mondo dei diritti e dei doveri…”,al quale bisogna ritornare dopo la malaugurata caduta del Muro di Berlino.Se è vero che quello della foresta che cresce senza far rumore,mentre fanno chiasso gli alberi che cadono,è un luogo comune,l’amico Rosario ha bisogno di una bella cura di iniezioni di Luoghi Comuni,da praticarsi in una clinica di un ameno paese di campagna dove non arrivi la TV:ma sopratutto non ci arrivi REPUBBLICA.

  8. Il bello è che le persone immigrate, dicono tutte (ieri sera a Caterpillar Radio 2) e senza eccezione : “fatemi pure pagare ma non aspettate che il permesso sia scaduto per riconsegnarmelo”. Detto alla padana : pago pretendo.

  9. Non ci sarebbe nulla di scandaloso nel far pagare l’erogazione del permesso di soggiorno ed il suo rinnovo: lo si fa già. Costa 70 euro circa per un servizio pessimo: sai quando paghi ma non quando riceverai il documento. E allora si: mettiamolo anche nero su bianco in una legge, se questo serve a migliorare il servizio. Nessuno scandalo, ripeto.
    Ma quali sono le motivazioni del provvedimento? Il punto (e l’idiozia) sta tutta qui.
    Cito il ministro Maroni: “ … Ipotizzando un milione di permessi di soggiorno all’anno tra nuovi e rinnovi e ipotizzando cento euro per ogni permesso sono cento milioni di euro che confluiranno in un fondo presso il ministero dell’Interno che servirà a finanziarie il rimpatrio dei clandestini” (Adnkronos del 14 gennaio).
    Credo non ci sia molto da aggiungere. Sono le motivazioni che svelano l’intento discriminatorio e vessatorio del provvedimento. Ho trovato di una chiarezza disarmante in proposito le parole che, in un editoriale, ha scritto un intellettuale progressista:
    “Non comprendiamo la ratio di un simile balzello, e neppure ci convince la destinazione prevista del cespite (…). Come dire che gli stranieri corretti sono obbligati a finanziare, con una tassa speciale a loro riservata, i guai provocati da quelli scorretti. Anche uno stupido comprende che tutto ciò non solo è ingiusto, ma anche discriminatorio e quindi incostituzionale”.

    Vittorio Feltri (Libero, 10 gennaio 2009)

  10. Rosario Amico Roxas

    Puntuale come una cambiale arriva la messa all’indice: comunista…! Perchè la critica al comando di uno solo circondato da una pleiade di yesmann è “comunismo”, roba da Viet-nam o di Corea; dimentica, Umberto Ingrosso, Cuba e la Cina. Criticare l’avanzata autoritaria diventa elemento identificatorio di “comunismo “. Niente argomenti, niente logiche contestazioni, ma semplicemente “dagli… al comunista”.
    Rientra nella dimensione contemporanea: chi difende la propria terra dalle occupazioni neo-colonialiste, diventa “terrorista”, così in questa italietta delle banane, dissentire dalla controfigura dell’aspirante dittatorello, diventa comunista”.
    Slogan, aggettivi, frasi fatte, luoghi comuni, facili da memorizzare senza impegnare troppo il residuo del cervello da dedicare al “Grande fratello”.
    E’ così che ci si avvia al decadentismo etico, morale, sociale, umano, riservando il futuro alla promessa eternità o, in mancanza, resurrezione, del nuovo vate.
    E chi non ci crede ??? Ma è chiaro è un comunista, boscevico, marxista, trokzista, filo-cubano, massimalista, giustizialista.

  11. umberto ingrosso

    Premesso il fatto,caro Rosario,che il sottoscritto non ha la piu’ lontana idea di quale sia il canale sul quale va in onda il “Grande Fratello”,mentre ne ha una precisissima di quello sul quale vanno in onda calunnie e mistificazioni come quelle che si odono su RAI3,avrei qualcosa da dirti sul “ritorno ai diritti ed ai doveri”.Vedi,mio padre è tra quelli che costruirono quell’Italia del Dopoguerra che il Presidente della Repubblica evoca spesso,e molto opportunamente.Lo ricordo come se fosse ieri:si alzava al mattino cantando,cantando inforcava la Vespa,ed andava a quel lavoro al Ministero della Difesa che gli garanti’ la carriera di Funzionario.Al pomeriggio ne svolgeva altri due.Mio padre,insieme ad altri milioni di Italiani,credeva in Dio,nella sua Patria,nel suo lavoro: è uno di coloro che l’hanno costruita,questa Nazione.Ma quelli erano tempi in cui chi doveva comandare comandava,e chi NON doveva comandare stava all’opposizione,a sognare l’URSS.Il Partito che per sopravvivere ha bisogno del disagio,della sfiducia,del malcontento,che quando non ci sono li crea e quando ci sono ne approfitta,era tenuto in un angolo,ben legato.Tento’ l’ultima carta,sul piano dello scontro sociale,cercando di impedire quella riforma della Scala Mobile che ci stava rovinando.Senza quella riforma saremmo diventati l’Argentina:che è quello che volevano,ilPCI,Bertinotti ed i giornali loro fiancheggiatori.Persa questa battaglia cambiarono strategia,impadronendosi con successo dei media,ed utilizzandoli,come continuano a fare,come strumento per diffondere la menzogna ed il disfattismo.Allora non mi parlare di ritorno ai diritti ed ai doveri:so benone cos’erano,l’uno e l’altro.La Sinistra segua piuttosto i consigli che Giorgio Napolitano,(che pure è stato membro del PCI,ma che è uno specchiato galantuomo),ci ha impartito durante il bellissimo suo discorso di Capodanno.C’è dell altro.Nel tuo lungo,lamentoso elenco di disgrazie sociali hai dimenticato(ma non è un caso,è il frutto della tua cultura) la piu’ orrenda,inqualificabile,intollerabile:la sistematica aggressione da parte di quelli che chiamate “Migrantes”ai piu’ deboli:bambini ed anziani.Mentre fuori dalle scuole si continua a spacciare,non passa giorno senza che un anziano venga aggredito ed ucciso per derubarlo:oggi sappiamo chi ha massacrato il tabaccaio di Lodi:tre Tunisini ed un Egiziano,guarda caso.Se fossero stati tre Rumeni ed un Albanese cosa sarebbe cambiato? In effetti è gia’ successo:a Treviso.Sarebbe bene se il Governo,oltre ad occuparsi (giustamente)delle procure Bolsceviche denunciandole al CSM e dei mafiosi (giustamente)accusati di 40 omicidi e liberati dal 41 bis, grazie a qualche “magistrato tollerante”si occupasse dei giudici che si comportano come complici oggettivi del Crimine,e varasse con la prosssima Riforma leggi intimidatorie nei loro confronti.Tutto questo a te non piace,vero?Non piace nemmeno al resto della Sinistra,guarda caso.Che sia composta da boscevici o Trotzkisti o Cattocomunisti dalla coda di Paglia,in fondo non conta:conta che siate messi in condizioni di non nuocere: speriamo che il Governo ci riesca,da qui al 2013.Mio padre intanto non esce piu’ di casa cantando:ha l’Alzheimer,ed a volte temo che non sia soltanto una malattia.Temo che sia ,per lui che l’Italia ha contribuito a crearla e dunque ne è un icona,anche un’oscena metafora del presente del nostro Paese.

  12. Rosario Amico Roxas

    Con questo esordio, ogni possibile dialogo, sia pure come espressione delle proprie idee, cade e si vanifica. Liquidando il discorso con un presunto marxismo, leninismo, trokzismo, senza minimamente conoscere l’interlocutore, basta solamente il fatto che dissente, con chiare motivazioni, all’attuale gestione del governo, che sta mortificando l’intera nazione.
    Su questo medesimo livello potrei darti del “fascista” e chiudere il discorso; ma non è il mio livello, non utilizzo tali mezzucci, disponendo di argomenti che ci stanno di fronte e solo in mala fede si possono ignorare.
    Che possa essere questo governo, con questo presidente del consiglio, a modificare l’intera nazione e trasformarla a propri uso consumo, ne dubito fortemente, anche perchè ho figli che, fortuna loro, non dovranno subire un simile personaggio…è solo questione di tempo…
    Dovrei occupare parecchie colonne per elencare le ragioni, che sono scritte nella non brillante vita del cavaliere, per cui non ne discuto nemmeno, convinto come sono che solo in malafede si possono ignorare i 50 anni di malefatte che la identificano, culminati nell’esigenza di una autoassoluzione per i reati passati, presenti e futuri sia prossimi che remoti.
    Rispetto la storia di tuo padre, ma non ti appartiene, non ci sono, in merito, diritti ereditari; dicendoti questo rinuncio a otto secoli di storia che mi appartiene ma della quale non mi arrogo il diritto di servirmi.

  13. umberto ingrosso

    Mi ero ripromesso di non tirare troppo a lungo queste querelles:ma come si fa a non rispondere a chi mi informa che la storia di mio padre non mi appartiene? E lo scrive chi sogna per i suoi figli che questo Governo finira’,prima o poi.Non finira’,non è mai finito,il Centrodestra:che è l’espressione della piccola borghesia liberldemocratica e cattolica che ha retto,regge e reggera’ sempre questo Paese.In questo,la storia di mio padre mi appartiene e la mia appartiene alla sua,senza soluzione di continuita’.Chi certamente non appartiene a questa parte del Paese è un cripto comunista,oppure è qualcuno che ha tradito la propria identita’.Da qui non si esce:non è questione di etichette,come tu affermi,ma è questione di identita’ e di scelte.Tu stai all’opposto della tradizione della nostra Patria:che poi sia Comunista,Trozkista o Cattocomunista conta poco.Di costoro sei alleato e complice oggettivo:è questo,quello che conta.

  14. Rosario Amico Roxas

    Centrodestra:che è l’espressione della piccola borghesia liberldemocratica e cattolica che ha retto,regge e reggera’ sempre questo Paese.
    ****************
    Certo, chiarissimo; è la medesima borghesia liberaldemocratica che dopo la crisi del 1929 si rivolse a Roosevelt per realizzare quella politica sociale che rimise in piedi l’America, mentre la borghesia italiana si rivolgeva a Mussolini per affossarsi.
    Oggi, in piena crisi l’America si rivolge a Obama, mentre ancora l’Italia, suicida, continua a rivolgersi al cavaliere , il cui progetto è quello della P2: accumulare grandissimi patrimoni in pochissime mani, sostenute da uno Stato autoritario; l’itinerario che vendiamo tutti i giorni ce lo conferma e conduce direttamente all’imitazione dell’Argentina.
    Per questo dall’attuale crisi la borghesia non ne uscirà se non con le ossa rotte.
    Avevo premesso che rispetto la storia personale di tuo padre; la non appartenenza riguarda solamente un diritto di eredità che non si giustifica se non vengono assimilati i principi, le idee, gli sforzi. Certo che se si segue il medesimo itinerario, oltre ad onorarne la memoria se ne proseguono gli ideali.

    Reazioni di principio coniarono per Paolo VI l’epiteto “papa comunista”, perchè nella sua “Populorum progressio” trasferì le concessioni occasionali nell’alveo dei diritti delle fasce più deboli (quelle tacitate con la patente di povertà o social card); fu proprio la Confindustria a coniare quell’epiteto, come segno di un iguaribile egoismo; quell’egoismo occidentale, unito all’avidità, che è la causa delle miserie di gran parte della popolazione mondiale, e, conseguentemente delle guerre, dei massacri e dell’indifferenza che avvolge queste tragedie; basta vedere le reazioni alla trasmissione di Santoro, colpevole di avere mostrato al distratto popolo italiano le brutture perpetrate dai sionisti (ripeto sionisti, non ebrei), sulle quali deve regnare il più omertoso silenzio.

  15. umberto ingrosso

    Io affermo che siete sostanzialmente dei comunisti,tu lo neghi e poi citi Santoro a tuo testimone.Io parlo di piccola borghesia liberaldemocratica,tu parli di complicita’col fascismo in un periodo in cui il Partito Socialista di Turati e quello comunista di Bordiga proclamavano esplicitamente di volere la distruzione di quella borghesia e la Rivoluzione:guidati,tra l’altro,da quella Anna Kuliseva in qualita’ di ideologa,che non a caso era Russa.Roosevelt non ebbe a che fare con nulla del genere.Quanto ad Obama,vi dara’ alcune brutte sorprese:il suo principale consigliere economico è quel Paul Volcker che dirigeva la FED ai tempi di Reagan:e questo prova che tra il Partito Democratico degli USA ed il vostro c’è un abisso:le vostre radici comuniste.E qui ritorniamo alla tua apologia di Santoro.

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