Auguri scomodi

Ci ho pensato un po’, poi ho deciso di sì: dopo le ferie di agosto, mi prendo pure queste due settimane. Il blog va in letargo fino al 7 gennaio, quando l’attività parlamentare riprenderà con l’ennesimo voto di fiducia, e nel frattempo mi riposo un po’… bimbi permettendo. In questi giorni ho scritto gli auguri di Natale: ogni parlamentare ha a disposizione 100 cartoncini, abbastanza anonimi, ed io ho riempito i miei con un brano a me molto caro: un passaggio degli auguri scomodi (politically uncorrect, diremmo oggi) di don Tonino Bello. A voi li rigiro per intero, sperando che resistiate alla tentazione di leggerli “in difesa” e ne facciate invece tesoro.

Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario. Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati. Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!
Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali, e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita; il sorpasso, il progetto dei vostri giorni; la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.
I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili. Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano. Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.
I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge “, e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio. E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri, che è poi l’unico modo per morire ricchi.
Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.

Auguri a tutti. Al governo, perché sappia mettere l’interesse del Paese davanti al proprio. Alla maggioranza, perché riesca a trovare il coraggio della critica. All’opposizione, perché lavori per costruire un’alternativa migliore. Ai miei colleghi politici, perché ricordino il senso del loro servizio. Ai cittadini, perché riscoprano l’amore per la politica. Ma tanti auguri soprattutto a voi, che mi accompagnate ogni giorno in questo compito difficile, e grazie per l’affetto che continuate a mostrarmi. Buon Natale e felice 2009.

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13 risposte a “Auguri scomodi

  1. Auguri Andrea! Che siano giorni di riposo per ripartire più carico di prima. Senza perdere mai la fiducia!

  2. Grazie. Sono gli auguri più “veri” che abbia mai letto. Buon Natale e te e a tutta la tua famiglia.

  3. Tanti auguri di un sereno Natale e di un meraviglioso 2009 a te, alla tua famiglia e a tutti i tuoi cari.

  4. Enrico Di Roberti

    Un augurio di cuore per uno splendido Natale …
    Con la speranza di vederci quanto prima a Napoli!!!

  5. Pubblicare quasi contestualmente gli auguri scomodi di don Tonino Bello è stata una coincidenza. Quando si hanno le stesse radici…
    Auguri e a presto
    Innocenzo Datri

  6. Che sorpresa, caro Andrea!!! Un testo che già conoscevo e che già ho avuto occasione di pregustare. Buon natale a te, alla tua famiglia, ai tuoi figli e a tutti gli amici del blog.

  7. augurissimi di cuore!!!

  8. Belllissimi auguri che anche io sfrutto ogni anno… W Don Tonino bello

  9. Qui c’era un commento di Sirio, che è stato cancellato per due motivi. Non era attinente al tema di questo post ed era analogo ad un altro commento, pubblicato in calce al post “Gerontopoli”. Gli interessati a quella discussione potranno proseguirla lì.

  10. Ho stampato su carta colorata gli auguri scomodi di don Tonino.
    Ho così regalato una “scossa”.
    Felice 2009

  11. Fabrizio Truini

    Grazie, per gli auguri ‘scomodi’, ma quanto veri, quanto cristiani di don Tonino, a me carissimo, anche perchè -come forse avrai già saputo da me- una volta tornando insieme da un convegno fiorentino sulla pace, mi iscrisse d’autorità a Pax Christi. Spero che tu abbia tracorso un periodo natalizio sereno con la tua bella famiglia…che cresce, almeno d’età se non di numero…moglie permettendo. Ti spedisco a parte l’invito per la presentazione del mio libro: non puoi mancare, anche perchè se Zavoli all’ultimo momento dovesse mancare, chiederei a te di sostitiuirlo… quindi preparati. Ciao e a presto Fabrizio

  12. Ringrazio e ricambio gli Auguri per un anno sereno. Ti seguo da molto tempo, apprezzo e condivido le tue idee. Sono felice di avere uno come te in Parlamento, ma…,se mi consenti, A sua immagine senza di te…non è più la stessa e me ne dispiaccio. Ah, mi chiamo Teresa e insegno nella scuola Primaria. Un caro saluto. Ciao!

  13. Ciao Andrea e grazie per la tua presenza alla riunione del circolo di Lama. Contiamo su di te!
    Ma aproposito di auguri… Facciamo auguri sinceri al nostro PD. Mi sembra che fra Abruzzo e Napoli (da una parte) e Sardegna (dall’altra) ne abbiamo bisogno… A presto

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