Rigore

“Oggi l’Italia dei Valori è stata l’unica forza politica a votare sì alla richiesta di arresto per il deputato Margiotta”: era un calcio di rigore a porta vuota e Di Pietro non l’ha sbagliato. Sostiene Di Pietro che “quanto è accaduto oggi è gravissimo”, perché la giunta delle elezioni – dicendo di no, Lega compresa, agli arresti domiciliari per un uomo accusato di corruzione senza aver preso un centesimo – è la prova di come in Parlamento siamo “tutti compatti a difendere gli interessi di pochi eletti”. Nel faldone inviato da Woodcock non c’è nulla, nulla. E mi dispiace che molti di voi siano così forcaioli, davvero. Ieri, nei commenti, si citava come prova (!) l’intercettazione in cui la moglie di Salvatore chiede ad un amico di comprare una rivista per vedere se ci sono le foto di Woodcock con la sua nuova fiamma: se di prova si trattasse, al limite sarebbe la prova che tra il pm e la signora Margiotta non correva buon sangue, per cui si potrebbe pensare ad un fumus persecutionis (che in effetti è l’ipotesi più probabile, visto che Woodcock ci aveva già provato con Margiotta per la storia della multa tolta all’autista, dovendosi poi rimangiare l’accusa di falso ideologico). Un’altra prova clamorosa sarebbe la telefonata in cui l’imprenditore parlava di un Salvatore a cui avrebbe promesso soldi. Mettiamola così: uno di voi mi contatta per una raccomandazione in tv, poi chiama una sua amica e gli dice che ha sentito Andrea e gli ha promesso soldi. Il giudice ha tutto il diritto di aprire un’indagine per accertare i fatti: per capire, cioè, se quell’Andrea sono davvero io, se avevo effettivamente la possibilità di inserire qualcuno in tv e, soprattutto, se ho incassato quei soldi. Ma restiamo nell’ambito delle indagini, dunque dell’avviso di garanzia: gli arresti domiciliari sono un’altra cosa. Quanti di voi sanno che Woodcock ci aveva già provato nel 2002, con un altro deputato del Centrosinistra? Si chiamava Antonio Luongo ed alla fine venne assolto “perché il fatto non sussiste”: anche allora, la Camera negò l’autorizzazione agli arresti domiciliari, dopo un serio esame degli atti da parte della Giunta per le autorizzazioni. Lo stesso pm ci riprovò nel 2003, con un’altra accusa, ed il procedimento venne archiviato. Non so se Luongo sarebbe mai diventato ministro, senza quelle inchieste a suo carico: so di certo, però, che per un paio d’anni ne pagò il prezzo politico, non partecipando alla vita del partito e tenendo un profilo molto basso per non mettere in imbarazzo la sua parte politica. Mi aspetto già la vostra obiezione: “E l’articolo 3 costituzionale? E l’uguaglianza di fronte alla legge?”. La Costituzione – che viene sempre sbandierata nelle parti che convengono, mentre è un sistema finissimo di pesi e contrappesi che va considerato nel suo insieme – contiene anche il 68, se Di Pietro non l’ha abolito stanotte. E non mi sento un membro della casta se, usando le garanzie che la Costituzione consente, impedisco che un mio collega passi il Natale agli arresti domiciliari (ripeto: non è un’avviso di garanzia, è una richiesta di arresto!) senza una minima prova di aver compiuto illeciti. Poi, se volete, apriamo una bella discussione sull’articolo 68, come ha fatto il mio collega Roberto Giachetti su Facebook:

“Ho presentato una proposta di legge per l’abrogazione dei due commi dell’articolo 68 della Costituzione, che impediscono alla magistratura di procedere a perquisizioni, intercettazioni ed arresto dei parlamentari, a prescindere dal reato commesso, senza la preventiva autorizzazione da parte del Parlamento. Nella sostanza, lascio come unica protezione per i parlamentari la protezione della espressione del pensiero e delle idee. Motivazione che era alla base delle ragioni per cui nella Costituente si pensò a tale istituto. Io sono profondamente convinto che sia necessario garantire al parlamentare tutta la protezione possibile nella libera espressione del suo pensiero (per altro nei limiti previsti dalla legge, cioè se io nell’esprimere il mio pensiero o giudizio politico oltraggio o diffamo qualcuno non vedo perché non debba rispondere secondo il codice penale), cioè va garantito che ciascuno di noi non subisca condizionamenti nel suo fare politica perché – come noto – non dobbiamo avere vincoli di mandato. Ma ci si deve fermare lì. Per qualunque altro reato e per qualunque altra procedura, io penso che vada esaltato il concetto che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge”.

Roberto Giachetti fa parte della Giunta per le autorizzazioni. E stamattina ha votato contro gli arresti domiciliari di Salvatore Margiotta, perché Di Pietro avrà pure segnato il rigore ma sa benissimo che stavolta il fallo non c’era.

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14 risposte a “Rigore

  1. al di là del merito non vi rendete conto che la gente non ce la fa ad assistere questo bordello !!
    State attenti perchè le forche arrivano all’imporvviso…l’informazione pilotata non è altro che una valvola non funzionante di una pentola a pressione

  2. bella la foto di Di Pietro…quando si dice faziosità…

  3. Buonasera mi scusi ma qualcosa non torna:

    o il magistrati che richiede gli arresti di un parlamentare sulla base di quanto da lei riferito è in mala fede o incapace e allora il problema è il magistrato( o la magistratura in generale..)

    oppure il magistrato dispone di elementi validi che la commissione non ha appreso o valutato fino in fondo o correttamente

    Dal punto di vista politico mi spiace ma in Italia la politica non esiste piu da molto tempo..in compenso torniamo alla barbarie ad una velocità impressionante e nella barbarie i capopolo rigoristi hanno vita facile..
    Cordiali saluti,

    MP

  4. Io vivo in quella povera regione che e’ la Lucania, e so’ perfettamente il malaffare che esiste.
    La regione piu’ ricca di acqua e di petrolio d’Europa, e’ anche la regione piu’ povera d’Italia, c’e’ qualcosa che non quadra o sbaglio??
    Abito a pochi passi da woodcook ed a pochi passi dall’abitazione della coppia Margiotta.
    Leggere che la coppia del politico e della poliziotta che dovrebbe indagare sul marito, sarebbe perseguitata dal magistrato….mi fa’ venire in mente una frase di Toto’ “MA MI FACCIA IL PIACERE”.
    Siete ridicoli, patetici, ma almeno non andate a fare la morale a chi conosce bene questi personaggi.
    La verita’ e’ la solita….la casta che si aiuta.
    Spero solo che esista un Dio che vi punisca severamente quando salirete lassu’.

  5. Andrea,

    ha fatto bene Di Pietro e avete sbagliato voi; a voi compete solo il potere legislativo ed esecutivo, non potete e non dovete intrommetervi nelle indagini. Quel ruolo spetta alla magistratura ! Esiste solo da noi una commissione del genere ! Ormai io a voi non credo più da un pezzo e non vi voterò mai più e vedo con disgusto che perseverate nei vostri errori.

  6. Ciao Andrea, ho scritto già un commento sotto il tuo post di ieri, ed oggi, vedendo campeggiare la boccaccia di Di Pietro qua sul tuo blog, ti riscrivo giusto per farti notare una cosa. Anch’io come te sono d’accordo affinché l’articolo 68 sia rispettato in caso di dubbio sull’attività inquirente e giudicante. Stavolta il dubbio sussiste, te ne do atto. Quante altre volte però il Parlamento ha abusato di quell’articolo, e in circostanze molto più chiare di reati commessi da parlamentari?
    Mi viene in mente il caso della tangente data a Fitto, ora promosso a ministro, ad esempio.
    L’articolo 68 è una garanzia per evitare che la magistratura approfitti del suo potere per prevalicare quello politico centrale che risiede nel Parlamento. Però non dev’essere soltanto un metodo di difesa a priori, cioè non bisogna utilizzarlo per solidarizzare con un collega (qui si dimostrerebbe l’esistenza della casta politica).
    Io non sono un forcaiolo, ma non sopporto essere preso per i fondelli. Tu che sei laureato in Scienze Politiche saprai quanto è importante tenere fede alla divisione dei tre poteri dell Stato. L’italia è una repubblica parlamentare, ma di fatto non lo è più da anni: il compito del parlamento molte volte è votare ciò che è stato deciso dal governo, al massimo presentare qualche emendamento; così come è cresciuto in maniera esponenziale il voto di fiducia legato ad una legge (un controsenso per una repubblica parlamentare). L’ambiguità più grossa è che si può fare il ministro pur essendo già parlamentare, godendo così di un’immunità non prevista dalla Costituzione per chi dovrebbe solo governare: un’espediente tutto italiano. Ultima, ma non ultima per importanza, è questa coesione sempre più crescente fra l’esecutivo e il parlamento – quasi tutto – per il controllo del Csm e dei giudici che toccano interessi sensibili, e per il rifacimento della giustizia (Mancino e Violante docet). Visto tutto il resto, mi pare quindi che l’ultimo problema di cui parlare oggi sia proprio l’errore eventuale di Di Pietro su un caso specifico. Sarebbe come voler curare l’herpes trascurando una polmonite acuta. In Germania all’inizio di ogni legislatura il parlamento vota una mozione che autorizza tutti i provvedimenti futuri della magistratura su di un singolo deputato. Si dà carta bianca ai giudici, non si ha nulla da nascondere. Per lo meno il messaggio che il popolo riceve è questo.
    Riguardiamoci.
    Un saluto!

    Michele

  7. Pardon, “un espediente”… ci tengo alla forma.

  8. Ma io mi domando se margiotta è realmente innoncente perchè non lasciar procedere la magistratura??se nnocente è, innocente rimane. Non spetta al parlamento giudicare tale eventualità, inoltre dal momento che si è così convinti nell’inocenza di margiotta sarebbe stato meglio mostrare trasparenza verso coloro che NON vi hanno votato (ma che hanno solo potuto scegliere tra carne pasta pizza pesce e dolce, senza poter esprimere che specialità mangiare)e dimostrare così fiducia nella magistratura, organo che ha il compito anche di controllare voi

    Arrivederla
    Buone votazioni future

  9. @ Lorenzo: probabilmente c’è un equivoco di fondo. Negare l’autorizzazione per gli arresti domiciliari non significa fermare le indagini, che proseguiranno e che siamo certi faranno luce sulla vicenda. La Giunta per le autorizzazioni ha studiato i documenti inviati dal pm ed ha visto che non c’erano assolutamente gli estremi per gli arresti domiciliari (possibile reiterazione del reato o inquinamento delle prove): per questo la Camera li ha bloccati, ai sensi dell’art. 68 costituzionale. Detta volgarmente, è legittima difesa. Ma so che l’espressione non vi piacerà. In ogni caso, domani vi racconterò nel modo più equilibrato possibile tutti i vari interventi delle forze politiche durante il dibattito sulla questione Margiotta. Un parlamentare indagato, repetita iuvant, e non condannato. Dunque, fino a prova contraria, innocente.

  10. umberto ingrosso

    Dove c’è il fumo c’è l’arrosto,dicono in USA. Ma non è questo il punto.Il punto è un altro,e non mi stanco di ripeterlo.Che i politici rubino è universalmente ammesso e tollerato dalla gente :da sempre,e non solo in Italia.Quel che risulta intollerabile è1)L’arroganza con la quale avete sempre preteso di costituire il Partito della Giustizia,della Verita’ e della Cultura,senza averne alcun titolo2)L’irresponsabilita’,incomprensibile in chi,come voi,afferma che “tutto è politica”,ha commesso errori strategici che fa di voi e del vostro Partito un pericolo per la Democrazia.Da 15 anni flirtate con l’Estrema Sinistra fondando quest’ alleanza,che ha castrato nel vostro partito le spinte autenticamente riformiste,sull’odio per Berlusconi.Per 2 anni il disgraziato Governo di Prodi è stato tenuto insieme da questo collante.Perse le elezioni,i vostri guru pseudoculturali hanno stabilito che quel voto non era legittimo,perchè “qualunquista”.Dopo di che avete fatto ricorso all piazza ,svegliando la fronda estremista che si nasconde nella Sinistra,e che per prosperare ha bisogno del disordine e della divisione nella societa’ .E’ questo il terreno di coltura in cui cresce la malapianta giustizialista.Ora,inoltre,la Jervolino dimentica cos’è la RESPONSABILITA’ OGGETTIVA ,e non si dimette.Lo dimentica Veltroni,e non si dimette.Se il popolo vi boccia,pare il vostro messaggio,peggio per lui che ha commesso questo sacrilegio.La verita’ è che il vostro partito va rivoltato come un calzino.Eleggete Segretario Alba Parietti:a parte il magnifico paio di tette e di gambe che possiede(l’occhio vuole la sua parte)non è oberata da un eccesso di intelligenza,la malattia che affligge Veltroni e D’Alema.E non avrebbe la capacita’ di inventare geniali strategie politiche che conducano voi e l’Italia al disastro.Perchè se l’opposizione è indispensabile in una Democrazia,un’opposizione come la vostra è indispensabile ai Di Pietro.

  11. michele francia

    È una legittima difesa del Parlamento, ed è stabilita per legge. Si è trattato in questo caso di negare una custodia cautelare. Si tratta però di conoscere a fondo la consuetudine della sua applicazione fino a un mese fa: nel nostro Paese, quando è stata interpellata, la giunta per le autorizzazioni di solito ha votato quasi sempre “No”, a prescindere (come avrebbe detto Totò).
    Molti altri cittadini scontano restrizioni di libertà parimenti ingiuste senza aver potuto usufruire di questo privilegio. Servirebbe un passo indietro della politica a mio avviso, anche se sembrerò demagogico.
    Mi chiedo anch’io quindi, come Lorenzo ha già fatto, se questa legittima difesa sia ad appannaggio di pochi, anche se utilizzata nel modo giusto come in questo caso. Specie perché nella quasi totalità degli altri casi – spero me ne darai atto – è stata abusata dai parlamentari per evitare custodie cautelari a colleghi palesemente colpevoli, anche in presenza di accuse solide. O negando prove ai magistrati per delle inchieste. La discrezionalità sulla possibile reiterazione del reato e sull’occultamento delle prove la decidono i giudici. Per cui se le prove del reato ci sono (parlo in termini generali), la giunta non può prendere atto di queste e discutere delle decisioni conseguenti di un magistrato. Se si ritengono fondate le prime non si capisce la negazione delle misure cautelari che da esse dipendono. Per me si dovrebbe negare una custodia solo in caso di prove non schiaccianti, come nel caso Margiotta. Ma prendere questo caso ad esempio dell’attività della giunta fino ad ora mi pare eccessivo. Vedi come esempi il caso Fassino-D’Alema, e la richiesta negata alla Forleo (in seguito trasferita) di utilizzare delle loro intercettazioni, o il caso Fitto, ancora parlamentare nonostante la prova accertata di una tangente da 500000 euro di due anni fa. Stavolta è anche ministro: alla faccia della prosecuzione delle indagini. Un ministro con l’immunità parlamentare, un privilegio ministeriale esclusivamente italiano (repetita iuvant).

    Fassino-D’Alema

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/09/12/irricevibile-la-richiesta-del-gip-ds-preparano.html

    Fitto:

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/07/14/no-all-arresto-di-fitto-ma-le.html

    Il discorso odierno di Veltroni l’ho apprezzato molto. Non possiamo permetterci che ci siano ancora dubbi sui politici del Pd. Margiotta é il caso più discutibile tra tutti, ripeto, ma non dimentichiamoci di Del Turco, degli assessori napoletani, dei politici calabresi dell’indagine di Salerno, dei sindaci di Pescara, di Firenze, di Foggia, ecc.ecc.

  12. michele francia

    @ Umberto Ingrosso

    È ridicolo accusare il Pd in quei termini. E non è da prendere come buono l’assunto per cui tutti i politici rubano e si sa. Ed anche se si sa non fa niente. Sarà un assunto ovvio per molti elettori del Centro-destra, come te, ma sperare nelle disgrazie altrui per legalizzare le proprie non è affatto un metodo costruttivo di discutere. Col senno di poi il malaffare emergente nel Pd si legherà a quello da sempre esistente nel Pdl, cosa che in minima parte è già avvenuta, specie in molte istituzioni locali. La Jervolino avrà dimenticato la propria responsabilità oggettiva, ma mi pare che il Pdl in quanto a dimissioni per responsabilità oggettive non sia mai stato un bell’esempio.

  13. I politici rubano: certo, ma non sempre. Questo è “ammesso e tollerato dalla gente”: può darsi. Ma se la classe politica è corrotta, ne va del destino di un intero Paese, che lucra nel giro delle mazzette 50 miliardi di euro l’anno, schiacciando l’Italia sotto il peso di un debito pubblico ineludibile.

    Quali sono le vere cose intollerabili? Forse che qualcuno scriva liberamente su questo blog che il PD è un “pericolo per la democrazia”. Sinceramente ritengo più pericolosi certi partiti che vorrebbero l’elezione diretta dei giudici o la subordinazione dei pubblici ministeri al potere esecutivo; nonché quei partiti che non si pongono mai un minimo di questione morale, pronti sempre a difendere i loro compari di presunte “persecuzioni giudiziarie ad orologeria”, delegittimando continuamente le istituzioni, ritenendo politicizzata la Corte Costituzionale, dando dei disturbati mentali all’intera magistratura o dei “coglioni” all’interno elettorato avverso. Il collante dell’attuale maggioranza, mi spiace dirlo, è il berlusconismo: un’ideologia fatta ad immagine e somiglianza del suo leader. Egli è un antigiustizialista filoimpunitario: allora, di conseguenza automatica, lo è anche la sua classe dirigente, senza che vi sia alcun “cane sciolto” che osi affermare il contrario. Le divisioni della società le ha create solo la sinistra radicale? A me non sembra proprio. Il centro-destra era davvero così “costruttivo” quando era all’opposizione? Oppure scendeva nelle piazze inneggiando slogan tipo “contro il regime, per la libertà” e flirtando con le forze dell’ordine per poi fotterle tagliando indiscriminatamente i loro fondi?

    Stamattina ad Omnibus si è detto una cosa davvero saggia: la responsabilità penale segue le sue regole (e si tratta di una responsabilità colpevole, di tipo soggettiva). La politica invece, segue le sue regole, e può affermare una responsabilità politica puramente oggettiva: bene fanno alcuni esponenti del PD a chiedere le dimissioni di Bassolino e della Iervolino. Ma quanto abbiamo dovuto attendere per le dimissioni di Cuffaro? E Scapagnini, se fosse ancora sindaco di Catania, si sarebbe dimesso dopo quello che ha combinato? A proposito di responsabilità oggettiva…perché Berlusconi non si è dimesso una volta che Previti venne condannato per aver corrotto un giudice nella vicenda del Lodo Mondatori? Impossibile che non sapesse nulla, e doveva trarne le conseguenze. Ebbene sì, il nostro presidente del consiglio ha corrotto un giudice, signori. E’ responsabilità politica, negata tuttavia da una parte politica che non osa mai porsi una questione morale al suo interno. E anzi, si prodigano a premiare loro le belle donne, quelle magari un po’ incompetenti, magari facendole ministre o vallette o partecipi di un qualche reality show. Certi commenti che appaiono su questo blog sono intrisi di un’ideologia pazzesca, e molto spesso, sembrano molto più giustizialisti di Di Pietro. Occorrerebbe a volte tacere e riflettere. Non solo sugli altri, ma anche su se stessi.

  14. umberto ingrosso

    Evidentemente non mi spiego.Che i politici rubino è un fatto oggettivo,ed è convinzione di tutti i popoli.Dovunque,nel mondo,vale un detto secondo il quale la politica è sporca.Sta ad una Magistratura che faccia il suo dovere senza compromessi ed opportunismi spegnere il malcostume,che sia di Destra o Sinistra.Una Magistratura che partorisce i Di Pietro e le Forleo,le Gandus ed i De Magistris è affidabile?Lo è come è vero che sono Elvis Presley.Questo è un Potere che sta corrompendo la Societa’ e che va bonificato.Lo si faccia insieme, Maggioranza ed Opposizione :ho sentito Violante,a PORTA A PORTA, dire cose piu’ che condivisibili. Ma la si faccia finita con i Giudici Politicizzati,togliendo loro gli strumenti che gli permettono di inventarsi indagini in modo arbitrario. Li si costringa a procedere solo su iniziativa delle Forze di Polizia. E li si selezioni dall’inizio della loro carriera con strumenti opportuni.Quanto alle accuse al Presidente del Consiglio,ed in particolare sulla questione del Lodo Mondadori,oserei ricordare a Manuel che fu mandata in Cavalleria grazie ad un accordo bipartizan, assieme alla faccenda Telecom Serbia. La mano destra lavo’ la sinistra,per cosi’ dire,senza alcuna meraviglia della “ggente”,ed a conferma della vostra altissima,incontestabile dirittura morale. Non è,in conclusione,il PD ad essere un pericolo per la Democrazia,ma QUESTO PD che cavalca tigri pericolose per sè e per il “Paese”,come voi chiamate questa sfortunata Nazione.Fate una gita a Bad Godesberg,una volta per tutte,e decidetevi a diventare un partito autenticamente riformista.Al momento non siete nè pesce nè carne. O forse siete solo pesce. Di quello che “scpuzza in da capa”.

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