L’opposizione possibile

La teoria. In una Repubblica parlamentare – quale è e resterà l’Italia, almeno fino a quando Berlusconi non cambierà la Costituzione da solo e gli italiani gli daranno ragione con un referendum – il compito di fare le leggi spetta al Parlamento. A meno che non esistano i requisiti di necessità e di urgenza: nel qual caso, il governo vara un decreto che poi va convertito in legge dal Parlamento stesso, entro 60 giorni, pena la sua decadenza. Convertire in legge, nell’intenzione dei padri costituenti, non significa ratificare e basta: significa, al contrario, esaminare il testo e cercare di migliorarlo, apportando delle modifiche (emendamenti). Lo può fare la Camera, lo può fare il Senato: il testo continua a fare la navetta tra Montecitorio e Palazzo Madama fino a quando le due Camere non ne approvano un’identica versione, che a quel punto diventa una legge della Repubblica.
La pratica. Dall’inizio della legislatura, il governo si è di fatto sostituito al Parlamento. Ha varato decreti su decreti ed ha ridotto l’attività delle Camere ad un lavoro di conversione: gli emendamenti sono una merce rara, perché la maggioranza – in ossequio alla ragion di Stato – evita di presentarne, anche quando non è d’accordo su un provvedimento; se proprio non riesce a resistere, perché il decreto è una schifezza, il governo risponde mettendoci sopra la fiducia e tanti saluti a tutti. Per quanto riguarda l’opposizione, che chiaramente non ha i numeri per cambiare i decreti da sola, noi continuiamo a presentare emendamenti che regolarmente vengono bocciati. Tra l’altro, anche con un certo fastidio da parte della maggioranza, che ci accusa di rallentare i lavori e far perdere tempo a tutti.
L‘opposizione in Parlamento. In questa situazione, cosa può fare l’opposizione, visto che non ha i numeri? Sostanzialmente, due cose. La prima è mettere paura alla maggioranza con la minaccia di ostruzionismo: in sostanza, come ha detto ieri in Aula Antonello Soro, se non ci date retta su nulla e se non approvate nessuna delle nostre richieste migliorative dei decreti, sappiate che possiamo tirarla per le lunghe. Non abbiamo fretta di andare a casa, abbiamo tante cose da dirvi e ve le diremo tutte, con calma, anche durante la notte di Natale e il cenone di Capodanno, e magari riusciremo pure a far decadere i provvedimenti, anche se ci rendiamo conto che per alcune categorie interessate sarebbe un problema non da poco. Se la minaccia di far decadere i decreti non li spaventa troppo, perché ci sarebbe sempre l’extrema ratio del voto di fiducia, l’idea di lavorare a Capodanno li terrorizza molto di più, e per questo dalla giornata di ieri abbiamo cominciato a spaventarli un po’.
L’opposizione fuori dal Parlamento. L’altra arma che abbiamo – e che ha dato i suoi frutti proprio in queste ore, con la retromarcia del governo sul maestro unico e sul tempo pieno – è quella di sensibilizzare l’opinione pubblica, di mobilitare la società civile e di minare le basi del consenso a Berlusconi: non è un caso che il presidente del Consiglio, dopo aver sbeffeggiato per mesi le nostre richieste sulla scuola, abbia deciso di tornare indietro perché i sondaggi lo vedevano in crollo. Anche se in via indiretta, dunque, questo dietrofront è una nostra vittoria.
La domanda. Perché allora, considerate tutte queste cose, si continua ad accusare il Pd di fare un’opposizione troppo morbida?

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7 risposte a “L’opposizione possibile

  1. “La domanda. Perché allora, considerate tutte queste cose, si continua ad accusare il Pd di fare un’opposizione troppo morbida?”

    1) Perchè, da parte dei media, fa comodo (a Berlusconi) privilegiare Di Pietro ai danni del PD che è il partito più pericoloso per il centrodestra;

    2) Perchè per certi intellettuali di sinistra e certo elettorato di sinistra, martellarci sulle palle ed essere perennemente scontenti è una vecchia abitudine.

  2. Fate tutte e due le cose …..cominciate a fare come faceva il Sor pannella .. che faceva ostruzionismo a tutto spiano … , segnatevi a parlare in 100 x volta a turno ….. certo è faticoso e viste le vicinanze di
    Natale rischiate veramente di passarlo alla Camera….. pero costringete a starci anche a loro…….. e poi mobilitare come fai tu con il tuo blog … l’opinione pubblica…..
    per quanto riguarda il discorso dell’opposizione morbida … è come dice francesco….. nella sinistra c’è a chi piace darsi le martellate sulle palle……

  3. L’accusa nasce da una distanza dal territorio.

    Qui in Campania sentiamo veramente il distacco da una capitale che è molto lontana. Tu, Andrea, sei tra i pochi che si danna affinché le cose cambino, ma lo spettacolo non è dei migliori.

    Buona parte dei 4 milioni di persone che hanno partecipato alle primarie, credo si senta delusa da un corpo dirigente che è incapace di “sentire”, di ascoltare e soprattutto di condividere. Qui di lato c’è la bellissima progettualità di don Primo Mazzolari,
    e ti chiedo qual è l’idea (se c’è) per il PD verso il ns. paese ?
    Io ho sempre votato PD ma ora sono veramente confuso. Sul territorio, qui in Campania, sembra sia stato sepolto dalla monnezza.

    Abbiamo lasciato la rappresentanza delle (giuste) istanze a Grillo che a queste propone la sua risposta sbagliata (secondo me) ma chiara.
    E quindi:
    Perchè Colanninno è invitato al tavolo degli amici ?
    Perchè Bassolino e Iervolino non vanno a casa ?
    Perchè il PD non lascia il campo ai “giovani” (perdonami le virgolette) come te affinché esprimano il potenziale che hanno, nei tempi migliori dell’esistenza di un’individuo ?
    Perché non si ammette che un certo gruppo dirigente ha fallito e con buona pace di tutti si lascia spazio ad una stagione che sì, sarà di opposizione, ma soprattutto di ricostruzione?

    E se vogliamo essere ancora più realisti, di fronte allo sfascio del sistema capitalistico, successivo a quello marxista, perché non si iniziano a percorrere strade che portano al centro l’individuo ?

    Le risposte sono semplici e le conosciamo tutti.
    Allora, caro Andrea, tutto sarà sempre ‘morbido’ fino a quando un certo processo non verrà avviato.

    Chiedo scusa per la lungaggine.

  4. SAVINO MARSEGLIA

    Il Pd è un a creatura nata male, perchè rappresenta una fusione anomala, direi, una forzatura di una vecchia forza di sinistra in crisi d’ identità (ancora non depurata da un certo ideologismo di maniera ) con un piccolo lembo del grande lenzuolo democristiano, in cerca di una nuovo letto dove sbarcare il lunario. Speriamo che tra questa accoppiata possa nascere davvero un partito laico di progressista e di sinistra, come le grandi tradizioni della socialdemocrazia europea. Cosa molto difficile per il PD che purtroppo perde consensi proprio dalla sua base che non si riconosce del tutto.

  5. Caro Andrea,
    quello che mi piacerebbe vedere da parte dell’opposizone, sui vari temi, nero su bianco, è l’esposizione delle proposte in termini chiari, a mo’ di resoconti periodici delle riunioni del Governo Ombra.
    Priorità, proposte concrete, numeri verificati. E dritti per la propria strada, senza cadere nel tranello di polemiche che fanno solo il gioco di chi non vuole cambiare nulla, e “ciurlano nel manico”.
    Non credo sia un mero esercizio estetico; credo che la gente apprezzerebbe la chiarezza, ed il governo in carica, di fronte alla “rivoluzionaria” semplicità avrebbe, credo, più difficoltà ad ignorarla.
    Grazie e buon lavoro. Filippo

  6. SAVINO MARSEGLIA

    I politici del pd, una volta eletti, si dimenticano velocemente, delle aspettative degli elettori. Appaiono ai cittadini, come coloro che stanno a difendere il proprio orticello, mentre i cittadini attendono soluzioni concrete ai loro problemi. A questo pigro disinteresse verso le classi sociali va aggiunto la scarsa preparazione culturale e l’incapacità di risolvere le complessità della vita dei cittadini all’interno della società globalizzata.

  7. SAVINO MARSEGLIA

    la cosiddetta “sinistra” italiana vive in un “limbo”, non si è accorta di vivere in un mondo completamente modificato nei rapporti tra capitale e lavoro. E’ vetusta, piena di incrostazione ideologica. Scimmiotta la destra borghese. La sua classe dirigente è burocratizzata e vive gran parte di statalismo. Tutto il contrario dei grandi statisti del socialismo democratico europeo. Meno stato più democrazia, più partecipazione dei cittadini.

    Savino Marseglia

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