Il decreto propaganda

Non c’è tortura peggiore, per questa maggioranza, che venire in Aula quando non c’è bisogno di votare. Ma è proprio per questo – per protestare contro l’uso spropositato di decreti legge, che fra l’altro avviene cestinando tutti i nostri emendamenti – che oggi abbiamo deciso di intervenire in molti, sul nuovo decreto rifiuti per la Campania: i parlamentari del Centrodestra erano ormai a Roma, pensando che si votasse, e li abbiamo costretti ad ascoltarci. Sono intervenuto anche io, mettendo l’accento sulla propaganda berlusconiana. Buona lettura.

ANDREA SARUBBI. Da questi banchi dell’opposizione abbiamo avvisato il governo tante volte, dall’inizio della legislatura, che non è con gli spot che si risolvono i problemi. Lo abbiamo fatto, ad esempio, sul decreto Carfagna, che ha confuso la lotta alla prostituzione con un’operazione di decoro urbano, limitandosi a togliere dalle strade le donne costrette dai trafficanti a vendere il proprio corpo; lo abbiamo ripetuto, ultimamente, sugli aiuti ai cittadini bisognosi, spiegando al ministro Tremonti che la crisi non si supera offrendo alle famiglie una pizza al mese, ma che occorre un piano organico di lotta alla povertà, come avviene nella stragrande maggioranza degli altri Paesi europei. Torniamo a dirvelo anche oggi: non si tolgono i rifiuti dalle strade minacciando il carcere per i cittadini campani che buttano per strada un frigorifero. È uno spot che magari funziona sull’opinione pubblica, ma dietro lo slogan c’è il vuoto, anche da un punto di vista giuridico.
Ci guardiamo bene, signor presidente, dall’incentivare la pratica di lasciare per strada gli elettrodomestici vecchi, per carità, ma nessun costituzionalista è riuscito finora a spiegare come mai – secondo quanto questo decreto stabilisce – se lascio una lavatrice in strada a Bolzano me la cavo con una multa, mentre se lo faccio a Napoli finisco in carcere. Vari colleghi sottolineavano, prima di me, come questo provvedimento sia in palese violazione dell’articolo 3 della Costituzione, quello sull’uguaglianza, ma ci rendiamo conto che – dopo l’approvazione del lodo Alfano – anche l’uguaglianza di fronte alla legge, per questo governo, è diventata un concetto flessibile, direi pure
demodé.
Capiamo bene che, da un punto di vista mediatico, la maggioranza non abbia nessun interesse a coinvolgerci in questo decreto. “Napoli pulita” (lo dico volutamente tra virgolette) è una vittoria di Berlusconi, e tale deve restare. Anche se poi proprio pulita non è: da parlamentare eletto in Campania, e fedele al suo collegio, posso testimoniare di persona che la
monnezza c’è ancora, nelle periferie della città ed in molte zone della provincia, anche se ora è vietato parlarne. E quella che non c’è più – ma nemmeno questo si dice, per non fare ombra al governo – è stata tolta anche grazie alla collaborazione dei sindaci del Pd e delle amministrazioni locali. Ho sentito con le mie orecchie il sottosegretario Michela Vittoria Brambilla affermare a Napoli, durante un congresso della Confesercenti, che non ci sono fondi per il turismo perché bisogna spenderli tutti per riparare al danno d’immagine causato dalla monnezza. E dov’erano queste preoccupazioni per l’immagine di Napoli, durante la campagna elettorale? Dov’erano, quando i telegiornali vicini a Berlusconi riproponevano per settimane le stesse immagini d’archivio? Dov’erano, quando l’attuale presidente del Consiglio scriveva una lettera ai nostri connazionali all’estero, in cui definiva compromesso il prestigio dell’Italia intera? Non prendiamoci in giro, signor presidente: la faccenda dei rifiuti – colpevolmente servita dal vecchio Centrosinistra a Berlusconi su un vassoio d’argento – è stata, ed è ancora, il capitolo più polposo della propaganda dell’attuale governo. Che però, più di una volta, ha avuto bisogno dei nostri suggerimenti per evitare errori clamorosi.
Faccio un esempio su tutti, per chiarire il problema: il numero dei termovalorizzatori, che ai tempi del governo di Centrosinistra si chiamavano inceneritori ma che ora – avendo cambiato nome – non spaventano più nessuno. Cito una battuta del nostro ministro ombra per l’Ambiente, Ermete Realacci: “Fino ad aprile, se avevi un termovalorizzatore eri un criminale. Ora, se non ne hai almeno due, sei un demente!”. Certo, l’allarmismo non faceva bene a nessuno… e noi stessi, intesi come coalizione del precedente governo, ne abbiamo fatto le spese. Ma che bisogno c’è di costruire cinque termovalorizzatori quando tutte le stime finora effettuate dal commissario Bertolaso – e sono stime piuttosto larghe, cautelative, che si prendono anche un buon margine di errore – fanno ritenere che ne bastino quattro, i quattro indicati nel precedente decreto (ossia Napoli, Acerra – che sarà il più grande termovalorizzatore d’Europa, per capacità – Santa Maria La Fossa e Salerno)? Ebbene, nonostante ciò, due mesi fa Berlusconi ne annuncia un quinto, nell’area nord occidentale della Regione, senza sapere ancora con certezza se ce ne sarà bisogno oppure no: vi sembra uno scrupolo troppo grande chiedervi prima se è proprio indispensabile? Quando il decreto arriva in Commissione ambiente, cerchiamo di affrontare il problema in maniera ragionevole e riusciamo a far passare un emendamento che obbligherebbe il governo “alla verifica effettiva e motivata delle esigenze reali del ciclo dei rifiuti”. Non è, questo, un contributo costruttivo, per evitare che prima di Natale Berlusconi annunci un sesto termovalorizzatore a Capri? E allora, perché la maggioranza non ci ascolta anche quando chiediamo di estendere il meccanismo delle sanzioni – di cui parlavo poco fa – a tutto il territorio nazionale? Perché non ci ascolta quando chiediamo che le amministrazioni locali vengano sciolte solo in caso di gravi e reiterate inadempienze in materia di rifiuti, perché una singola inadempienza amministrativa non può subire lo stesso trattamento di un’associazione di stampo mafioso?
Infine, da parlamentare eletto in Campania, chiederei chiarimenti su un altro aspetto, che mi risulta un po’ nebuloso. La Campania, che ha dichiarato lo stato di emergenza, ha ricevuto attraverso questo decreto – e soprattutto attraverso quello precedente – l’autorizzazione ad utilizzare gli incentivi CIP6 per gli inceneritori già avviati: in sostanza, le imprese che decideranno di completare gli impianti avranno un notevole aiuto di natura economica. “È perché siamo in stato di emergenza“, ci è stato detto, ma ora ci accorgiamo che non è sempre così. Penso alla Sicilia del Centrodestra, ad esempio, che versa in una situazione altrettanto grave, di cui i media misteriosamente non parlano: eppure, a Messina e Catania qualche immagine da girare per i telegiornali ci sarebbe… Bene, la Campania ha avuto il coraggio di dichiarare lo stato di emergenza, pagando anche un prezzo d’immagine nei confronti dell’opinione pubblica, mentre l’analoga emergenza in Sicilia sta passando sotto silenzio: non ci è giunta notizia di lettere del presidente del Consiglio ai nostri connazionali all’estero, per denunciare che “i rifiuti di Catania compromettono il prestigio dell’Italia“, eppure abbiamo visto in questo decreto che anche alle amministrazioni siciliane si applica la norma sui CIP6. Come se fossero in stato d’emergenza, o meglio, come se lo avessero ammesso. Ma se così fosse – se cioè anche la Regione governata da questa maggioranza ammettesse il proprio fallimento nella gestione dei rifiuti – il presidente Berlusconi non potrebbe più dire in giro che il Centrosinistra ha rovinato l’Italia con la monnezza, mentre il Centrodestra l’ha ripulita. Non potrebbe più presentarsi per strada con una scopa in mano, come ha fatto recentemente a Napoli, senza che qualcuno lo costringa stavolta a spazzare davvero.

Annunci

6 risposte a “Il decreto propaganda

  1. Bene! Ma queste cose, caro Andrea, andrebbero dette in TV (se mai vi dessero la possibilità di farlo…) in modo che la gente apra veramente gli occhi.

  2. 1. Bell’intervento. Hai messo il punto sulla gestione “mediatica” che il governo ha dei problemi: proclami ad effetto, azioni “istantanee” per dare l’impressione di efficienza e decisionismo (poco importa se facciano bene, male o se – come per il termovalorizzatore – facciano cose inutili), problemi che esistono solo in quanto e fino a quando i media ne parlano, minima trasparenza nella gestione dei fondi (sotto il “cappello” delle emergenze ormai passa di tutto e di più; possiamo solo pregare che non ci tocchi in sorte davvero una catastrofe naturale perchè quella non sapremmo proprio come coprirla…).
    2. Una domanda: fammi capire, i parlamentari del centrodestra erano lì convinti di dover solo schiacciare un pulsante e poi andarsene e voi (crudelmente) li avete costretti ad ascoltare una serie di interventi? In Parlamento?? Davvero inaudito che li si sottoponga ad una simile tortura. Spero che non vi sentiate nemmeno un pò colpevoli….

  3. Dopo tanta vergogna termovalizzatore più termovalizzatore meno non fa differenza e poi bisogna prevedere sempre l’imprevedibile quando si parla di Napoli e dintorni.
    Lasciamoglielo fare, lasciatelo fare, dare dei consigli al Cavaliere dopo che ha risolto il problema vi porterà ulteriormente alla perdita di voti e non solo per questo .

    Saluti

    Paolo

    Ps – putroppo per voi un frigo buttato a Bolzano è diverso dallo stesso frigo buttato a Napoli …… a Bolzano emergenze non ce ne sono state contrariamente alla sua Regione, emergenza continua dal 1861 per tutto.

  4. Si bene , bell’intervento …… come dice dice Massimiliano ..quelle cose andrebbero dette in TV … però .. lo permetterebbero???

  5. Una semplice domanda: qualcuno dei parlamentari del centro destra ha avvertito il bisogno morale (scusa l’implicito ossimoro: bisogno morale/cav B) di rispondere ai tuoi quesiti o di replicare alle tue osservazioni dandoti del fazioso o del bugiardo? Perché se nessuno ha obiettato a ciò che hai detto gli italiani potrebbero pensare che hai detto la verità.

  6. gran bell’intervento però tra i commenti leggo che queste cose vanno dette alla TV, secondo me no, queste cose vanno dette alle persone direttamente, nei mercati, nei centri commerciali, immezzo alle piazze, sui mezzi pubblici in modo da sensibilizzare veramente le persone e far vedere che i politci sono veramente immezzo alla gente.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...