Monsignor Calderoli

Definire il cardinale Tettamanzi “l’ultimo baluardo del cattocomunismo” – ammesso che l’epiteto in sé abbia ancora senso – è davvero un paradosso: soprattutto se l’arcivescovo di Milano si è meritato l’accusa per aver difeso la possibilità dei musulmani italiani di pregare in moschee degne di questo nome anziché negli scantinati dei condomini di periferia. Al professor Calderoli, eminente studioso di dottrine politiche, avrei una serie di quesiti da porre:
1 (il primo è facile, per aiutarlo a prendere confidenza con l’intervista) – Spiegare come l’identità cristiana dell’Europa, che il suo partito difende convintamente, possa coniugarsi con la proposta leghista di non curare al pronto soccorso gli immigrati irregolari, apparentemente antitetica ad un centinaio di citazioni evangeliche, tra cui la parabola del buon samaritano;
2 (restiamo ancora nel facile) – Chiarire la possibile coesistenza fra la battaglia per il crocifisso nelle aule scolastiche, che il suo partito è disposto a portare avanti in Parlamento, e il culto dell’ampolla del dio Po, che si celebra ogni anno a Pontida;
3 – Illustrare l’evoluzione del rapporto tra comunismo e libertà di culto, partendo dalle trasmissioni clandestine della Radio Vaticana nell’est Europa durante gli anni del blocco sovietico ed arrivando alle dichiarazioni di Tettamanzi, senza trascurare i rapimenti dei vescovi in Cina;
4 – Avendo già riservato l’ambita definizione di “ultimo baluardo del cattocomunismo” al cardinale Dionigi Tettamanzi, trovarne di alternative per padre Alex Zanotelli, don Luigi Ciotti, don Andrea Gallo, padre Bartolomeo Sorge e per il rivoluzionario padre Giulio Albanese, che ha intitolato un suo recente libro “Il mondo capovolto” (al ministro risparmio il cardinale Carlo Maria Martini, per evitargli il fastidio di doversi sciacquare la bocca prima di nominarlo);
5 – Spiegare se il concetto di reciprocità, che spesso viene invocato dalla Lega per giustificare lo stop alla costruzione di nuove moschee, possa e debba valere per la categoria dei diritti umani, dei quali la libertà religiosa fa parte, ed in particolare se debba essere applicato anche verso i cittadini statunitensi in materia di esecuzioni capitali;
6 (per chiudere, la più difficile) – Una citazione del Vangelo, a piacere.

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10 risposte a “Monsignor Calderoli

  1. Ilaria Beneduce

    Dialogo tra persone di culture diverse: una questione incomprensibile per il nostro “Profeta del Porcellum”…

  2. La mia riflessione è più pragmatica: se Calderoli (per ricordare di chi parliamo: Calderoli è colui che nel febbraio del 2006, ministro della Repubblica, durante una rubrica di approfondimento del TG1, si aprì la camicia e mostrò di indossare una maglietta con sopra vignette satiriche su Maometto. Il suo gesto provocò reazioni indignate dal mondo islamico, in Libia durante i tafferugli morirono 10 persone e Calderoli fu costretto a rassegnare le dimissioni. Lo stesso Calderoli propose nel 2007 di promuovere il “maiale-day” per profanare i terreni dove gli islamici avrebbero voluto costruire moschee.), dicevo, se Calderoli parla male del card. Tettamanzi, i cattolici non si stupiscono. Potete infatti immaginare qualcuno più distante dal Vangelo di Calderoli e della Lega? Magari potrebbero stupirsi, e sviluppare un ragionamento conseguente, i sostenitori del pdl, che con la Lega di Calderoli (ministro anche nell’attuale governo Berlusconi), vanno a braccetto.

  3. Onorevole Sarulli (come direbbe Buttiglione) non sia cattivo. Passi per la domanda sul valore del concetto di reciprocità nell’ambito dei diritti umani, ma la citazione evangelica è davvero troppo difficile!
    Per altro, religione è materia facoltativa a scuola… Il problema – come nel caso di Calderoli – è quando anche la logica diventa facoltativa.

  4. Per postare un commento dovrei fare copia/incolla del tuo articolo, perchè alle tue parole non c’è altro da aggiungere. Grande!

  5. Che atei devoti di varia estrazione o catto-pagani, come il ministro Calderoli, brandiscano il segno della Croce come un bollino di una mal intesa identità svuotandolo da tutto ciò che davvero rappresenta (cito ‘il comandamento più grande’ per ragioni di spazio: “che vi amiate gli un gli altri come io vi ho amato”) è qualcosa che mi infastidisce ma che comprendo vista l’impossibilità di scindere davvero l’insegnamento evangelico dalla sua profonda comprensione; il fatto però che larghi ambienti del mondo cattolico siano accondiscendenti o peggio fieri di questo ‘abuso sacrilego’ del segno di Cristo sinceramente mi indigna.
    Non dico sia facile provare ad incarnare il messaggio cristiano nella società. Ma di questo credo che il suo Autore ci abbia debitamente avvertiti…

  6. Su, ammettiamolo, tutti i leader di destra, da Bossi a Casini, da Fini a Berlusconi, sono dei veri difensori della Patria Cristiana e della Famiglia: ne hanno persino due ciascuno!

    Ciao =)

  7. Caro Andrea, suvvia è Calderoli, non pretendiamo troppo: addirittura una citazione del Vangelo! Chissà se Calderoli ne ha mai letto almeno un passo…
    Quando un politico attacca un religioso, io mi preoccupo sempre. A maggior ragione se il politico è un Ministro…

  8. Conosco diverse persone che si definiscono cristiane (e non sono qui a voler dimostrarne il contrario) che propongono soluzioni “sommarie” per risolvere il problema del dialogo interreligioso o interculturale, senza poi voler ascoltare òe esortazioni degli uomini di Chiesa (che sono preposti ad esortare le nostre coscienze; sarebbe gravissimo per loro se dovessero smettere di farlo, ma sarebbe gravissimo anhce per noi). Il dialogo con i giovani su queste cose è impegnativo, ma sono sicuro che si arriverà a mediazioni degne di essere chiamate ILLUMINANTI.
    Certo le persone che occupano un certo posto dovrebbero aver conseguito un certo livello di compostezza, perchè certi commenti da stadio stonano pure del terzo anello

  9. Ed ecco che il ministro Calderoli, ancora una volta, ci dimostra come il teoconservatorismo di destra non sia adatto alle sfide della globalizzazione. Ma ahimé, inutile rifletterci più di tanto: la Lega parla alla pancia dell’elettorato – mica alla testa – ed asseconda i suoi bisogni più immediati, fra i quali la preservazione di un’identità e di un popolo che non possono (anzi: non debbono) essere intaccati dalle diversità. Spiace quando illustri filosofi come Marcello Pera o Magdi Allam parlano di “meticciato” o di “multuculturalismo” come una parolaccia. Ma questi signori che modello di società alternativo propongono?

    Ma la questione davvero cruciale è un’altra: la Lega Nord ed il Pdl che rapporto hanno con il cattolicesimo? A mio modesto avviso, amano la Chiesa-istituzione, impongono “dall’alto” i valori cattolici senza che invece scaturiscano “dal basso” dei nostri cuori, e, soprattutto, commettono il grave errore di sovrapporre all’esasperazione la nazionalità con la cattolicità. Ecco il motivo per cui il cattolicesimo democratico viene visto come “distorto”, persino “eretico”, “fuori dottrina”. Ma consoliamoci tra quattro gatti…e continuiamo a sperare in un cristianesimo che si pieghi più alla sua logica universale che alla somma di singole individualità.

  10. la proposta leghista e è demgogica e controproducente.
    vietare la costruzione di nuove moschee significa costringere i musulmani alla clandestinità religiosa e in questa condizione possono sorgere e diffondersi le vere idee estremistiche.
    Lo Stato ha il dovere e l’interesse a instaurare una collaborazione proficua con i musulmani rispettosi delle leggi italiane per isolare chi usa le religione come strumento dello scontro di civiltà e reprimerne i comportamenti volti a istigare la violenza.

    http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/12/10/famiglia-cristiana-contro-la-moratoria-leghista-di-nuove-moschee/

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