Gerontopoli

gerontocrazia-foro-753

L’ultimo posto in cui pensavo di capitare nella vita era il Foro 753: una specie di centro sociale al contrario, dove non trovi gli anarchici ma i nostalgici del duce. Dove lo slogan è “La tua vita sarà milizia”, dove il più sinistrorso ha votato per Storace turandosi il naso, dove darsi del fascista è un complimento, dove non risulta agli atti la visita di nessun esponente del Pd: tanto è vero che, prima di cominciare l’incontro, mi hanno chiesto il permesso di inserire il mio nome nel comunicato stampa, per non mettermi in imbarazzo con i vertici del partito. Ci sono andato su invito di Beatrice Lorenzin, mia ex compagna di scuola ed ora deputato del Pdl: una ragazza (ma sì, continuiamo a chiamarci così, nonostante i 37 anni suonati!) che stimo per l’impegno e la passione e che, nonostante le idee diverse, sono contento di avere con me in Parlamento. Si discuteva di gerontocrazia (in politica, nelle università, in generale nella società di oggi), un tema che i ragazzi del Foro avevano affrontato in un documento che vi consiglio di leggere. Sul palco, c’erano due giornalisti di destra (Luciano Lanna, direttore del Secolo d’Italia, ed Angelo Mellone, commentatore politico del Messaggero), due politici del Pdl (Bea, appunto, e Marco Veloccia, consigliere municipale a Roma) ed uno del Pd: pur partendo da posizioni diverse, siamo arrivati a conclusioni molto simili. Intanto, abbiamo ribadito ai ragazzi del Foro – che vorrebbero un limite di età a 65 anni per le cariche pubbliche – che il problema non sono tanto gli anziani, ossia coloro che aiutano la società con la loro esperienza, ma i vecchi, che talvolta si annidano anche fra i quarantenni. Per dire: Giovanni XXIII, il Papa del Concilio, nel 1962 era un ragazzino di 81 anni; Italo Bocchino, tra i protagonisti della soap “Vigilanza Rai“, è un vecchietto di 41. Vero è – proseguivo – che Gesù e gli apostoli erano un gruppo di trentenni capaci di cambiare il mondo, e che oggi avrebbero qualche difficoltà in più a farsi sentire anche all’interno della Chiesa, che non ha vescovi under 40 e che considera giovane un Papa di 70. Non è un problema solo della politica, insomma, anche se noi politici gggiovani lo sentiamo parecchio: con una legge elettorale del genere, ho detto, come fai a farti mettere in lista se non sei legato ad un leader? E se la tua sorte dipende da quella dei leader, come fai a fare una rivoluzione? E qui mi sono beccato un applauso, evento davvero imprevisto, come del resto la grande simpatia con cui sono stato accolto (“Merito di Veltroni – ho pensato – che al Foro 753 ha dato questo locale quando era sindaco di Roma”) e l’aria direi casalinga che ho respirato per tutta la sera, come se fossi al convegno del Movimento eucaristico giovanile. Mi porto dietro una battuta della Lorenzin (“Dio ci conservi Berlusconi, perché il nostro problema non sono i settantenni, ma tutta la generazione di cinquantenni che sta aspettando di prendere il suo posto e che vede noi trentenni come il fumo negli occhi”) ed un’osservazione condivisa da Angelo Mellone e Luciano Lanna, quando notavano che non serve a nulla mettere in Parlamento giovani che hanno come unico merito l’anagrafe: l’importante è creare le condizioni perché, nella società di oggi, l’ascensore sociale si realizzi davvero. Solo in un momento mi sono sentito in imbarazzo: quando hanno inneggiato alla giovinezza-primavera-di-bellezza di Mussolini, contrapponendola alla vecchiaia di Stalin. Ma ho pensato che facesse parte della liturgia del luogo e non li ho presi troppo sul serio: se no avrei dovuto tirare fuori la storia del mio bisnonno, un vecchio socialista che forse durante il Ventennio prendeva l’olio di ricino come tonificante e dormiva sulle tavole di legno del carcere per non farsi venire la scoliosi.

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13 risposte a “Gerontopoli

  1. Caro Andrea, questo post mi ha colpito molto. Da una parte ammiro il tuo coraggio di “entrare” in una vera e propria fossa dei leoni. Inoltre la convergenza sulla questione della gerontocrazia che è assolutamente da risolvere, se si vuole che l’Italia resti al passo con il resto del mondo. E, ovviamente non solo in politica. Purtroppo il PD mi sembra che sulla questione abbia sbagliato tutte le mosse possibili: ha mandato in Parlamaneto giovani che poi sono pressoché scomparsi (e forse è meglio così): Colaninno Jr o la Madia. Pina Picierno invece ogni tanto si vede o si legge, ma onestamente non lascia segno… evidentemente deve crescere. D’altra il PD torna a puntare su Draghi a Milano, su Stramaccioni a Perugia (che vecchio anagraficamnete non è, ma è stato segretario di PDS – DS per una decina d’anni…) o sul grande Zavoli alla Vigilanza (e qui gli anni sono 85…). Insomma quando cominciamo a “razzolare” come stiamo predicando?
    Un’ultima cosa che mi colpisce dal tuo post: ma l’apologia del Fascismo è consentita in Italia? E due parlamentari della Repubblica Italiana possono partecipare a manifestazioni di stampo fascista? Così per sapere…

  2. @ Giuseppe: la manifestazione, come hai visto dai contenuti, non era di stampo fascista. Né ho assistito ad esaltazioni del duce, prima o dopo. La battuta su Mussolini e Lenin non mi sembra, onestamente, che possa rientrare nel reato di apologia del fascismo… Due parlamentari della Repubblica avrebbero il dovere di intervenire se sentissero minacciata la forma repubblicana dello Stato, o magari la Costituzione… io, invece, non ho percepito nessuna di queste minacce né mi sono sentito, neanche per un istante, in mezzo a persone antidemocratiche.

  3. @ Andrea: avevo frainteso la parola “inneggiato”, pensando che fosse ripetuto più volte, e non un singolo episodio… E certamente una battuta non è apologia, anche mio zio (socialista) ogni tanto dice: “ci vorrebbe Mussolini!” 🙂

  4. Gianmaria Roberti

    Caro Andrea, lasciami subito dire che questi ragazzi del centro sociale “nostalgico” fanno tenerezza: sembrano quel giapponese ignaro della fine del II conflitto mondiale, che continuava imperterrito a stare sulle barricate, 40 anni dopo il cessate il fuoco. Loro, invece, perpetuano il mito del “ghetto” missino, un topos romantico, come solo le storie di sconfitta sanno essere. E neppure mi stupisce il tuo deja vù: nei giovani neofascisti rivedi lo zelo ideale dei “cobas” cristiani, paesaggio umano baciato dal dono della purezza (che in tanti – per altri versi – scambiano per beata ingenuità). Ma la polpa del tuo discorso è ben altra: timidamente, con pudore, fai balenare l’esistenza embrionale di una jacquerie giovanilista, un rigurgito di quell’umanità ingenerosamente bollata come “casta dei bamboccioni”( i 30-40enni di oggi), in realtà ostaggio dell’orco gerontocratico. E mi piace anche immaginare l’eziologia di questa rivolta dei “giovani col futuro alle spalle”: trasverale, postideologica, auspicabilmente postpartitica. E perciò non mi dilungo oltre: che ne pensi di costituire un coordinamento di parlamentari under40, una “lobby” anti-lobbistica, se mi passi il cinismo kissingeriano, slegata dal determinismo della nostra società corporativa, che ponga al centro del dibattito temi come l’egoismo delle vecchie generazioni, l’essenza antimeritocratica di un Paese che lega ogni miglioramento agli scatti di anzianità, la “conventio ad excludendum” dalla classe dirigente di chiunque sia fuori dagli “anta”?

  5. buongiorno a tutti, in particolar modo ad Andrea per il coraggio avuto ad andare oltre alcuni pregiudizi che, noto anche qui, son duri a morire.
    Come avrete capito, faccio parte dell’ass. cult. FORO753 che ha ospitato il convegno di sabato scorso. Mi chiamo Giacomo, ho 32 anni e tutto mi ritengo tranne che nostalgico. Non fosse altro che non era nata nemmeno mia madre durante il Fascismo. Tant’è che vorrei chiedere ad Andrea quante fotografie di Mussolini ha trovato da noi? Non che non le meriti, ma un conto è vivere con la testa rivolta all’indietro un altro è volgere lo sguardo al futuro. Cosa che il convegno di sabato ha voluto ribadire. Debbo dire che l’intervento di Andrea m’è sembrato molto concreto, ed arrivava a posizioni molto vicine alle nostre. C’è un tappo che non consente una crescita armonica di tutta una generazione, in quanto occupata da persone che dovrebbero andare in pensione a 65 anni come chiedono a tutti i lavoratori. Disparità questa che non abbiamo ancora compreso. Resta il fatto , è la butto lì, se continuiamo a parlare ancora di alcune dicotomie (vedi fascismo e antifascismo) è forse perché chi tira le leve politiche e della comunicazione c’è nato per davvero in quel periodo ed ha vissuto la storia repubblicana successiva ancorata a quelle divisioni. Quelo che dico a tutti i visitatori del blog è di andare a vedere il nostro sito, e magari discutere delle analisi politiche e non solamente perlare per slogan.
    Un grazie ancora ad Andrea.

  6. eccomi Andrea….
    Innanzitutto ti faccio i complimenti , per essere andato a questo convegno, ritengo giusto dialogare con tutti ,,su argomenti seri ….
    e senza pregudizi …
    Si giusto ,, che a 60/65 anni vada in pensione , sia il lavoratore metalmeccanico,che il POLITICO… Non è possibile che abbiamo un presidente del consiglio di 72 anni mezzo arteriosclerotico ( vedere quello che combina)e tutta una serie di politici nei posti chiave ,, con idee antiquate…
    Credo che bisogna cambiare la POLITICA e i POLITICI
    Ma è un processo lungo …..come dici tu il giovane che si affaccia nella politica si deve appoggiare ad un vecchio ….. che poi nn gli lascia spazio…… per nn parlare poi dei vari veti interni ai partiti ,,, …
    Speriaa che se ne esca da questa ……..gerontologia .politica

  7. Fabio Boccuni

    Ho avuto diversi studenti che frequentavano il foro o casa Pound. Sarà folklore ma il problema più serio è che sotto il folklore nazional-identitario si nasconde un razzismo viscerale, di pancia, un’ottusità infinita. Meno male che questi giovani non possano fare la loro rivoluzione! Il fatto è che gli anziani politici oggi sono in salute, vispi, hanno relazioni di potere e contatti, perchè mai dovrebbero lasciare? Il problema è che poi ci troviamo una società troppo prudente, sclerotizzata, quella società “mucillagine” che impedisce lo sviluppo economico e la crescita…

  8. Ciao Andrea.
    Ho letto il tuo interessantissimo post, ed anche i commenti sottostanti… permettimi (giusto per togliermi il pensiero, anche se sarei tanto tentato di sorvolare) qualche piccola considerazione sulla immancabile “questione antifascista” ed il Foro, qui letta da qualcuna come folklore, da qualcuno come pericolo vero e proprio:
    il miglior tonico per una certa forma di neo-fascismo (che oggi si limita a simbologie e liturgie, come giustamente le chiami tu) è l’antifascismo e la discrimante che si porta dietro. Non c’è niente di meglio per tenere vivo il folklore delle braccia tese e delle croci celtiche dei richiami alle barbarie di un secolo che a stento i nonni di quei ragazzi hanno vissuto. Ascoltateli, vi accorgerete che sotto c’è altro. C’è molto di più.
    Ascoltateli come ha fatto Andrea.

    La questione gerontocratica:
    è un problema di tappi certo, ma anche di luoghi, e forse di spina dorsale.

    Luoghi perchè le nuove classi dirigenti sembrano clonarsi in laboratorio, ad immagine e somiglianza degli ottuagenari che le benedicono, e non formarsi in luoghi liberi, dissacranti, aperti al confronto, pronti alla critica. IGgggiovani vengono su già con la cravatta e la tensione al 730, e prematuramente sono disillusi.

    Spina dorsale perchè quei pochi che questi meccanismi rifuggono, non riescono a cambiarli.
    Ottime le tu argomentazioni Andrea… come candidarsi senza un grande vecchio che ti protegge? Non conosco la risposta, ma vedo quello che succede: tanti giovani che potevano dare molto, che decidono di tenerlo per loro.

    Ultima annotazione. Pensate che sia un problema della politica e basta? Sbagliato. Con una informazione libera la politica non potrebbe fare certe cose impunemente, e in economia è anche peggio…

  9. Avrei voluto commentare (positivamente) il post, ma dopo aver letto alcuni commenti un nodo in gola va sciolto.
    Quando voi radical chic della sinistra italiana (con la s minuscola, purtroppo) affermate… “che bvavo vagazzo, Andvea, che sei stato pev andave in quel postaccio di evgumeni, quella fossa dei leoni” oppure “è giusto dialogare con tutti (manco li cani – direbbero a Roma”, palesate il vostro razzismo culturale e sociale. Io personalmente non frequento il Foro o nessun altro centro sociale di sopra o di sotto, non mi vergogno (ma neanche me ne vanto) di affermare di frequentare amici di estrema sinistra, di destra, le feste dell’Unità o i gay pride.
    Quando il nemico diventerà la disoccupazione, la criminalità, l’inquinamento, l’avarizia e non sarà più Berlusconi e i ragazzi nati dopo Salò, allora questo sarà un Paese migliore.
    Tornando al post: più potere alla gioventù? Sì, sono d’accordo. E’ ora di sperimentare il modello Obama anche in Italia. Giovani, preparati, senza questi pregiudizi e perché no, anche “abbronzati”. 🙂

  10. E’ vero condivido l’ultimo commento. Che differenza c’è tra chi dice “cacciamo gli zingari” e chi dice “cacciamo i fascisti”? Pari sono.

  11. Non ho capito
    gli zingari sono pari ai fascisti, o chi dice cacciamo gli zingari è uguale a chi dice cacciamo i fascisti?
    se è la prima, cara Angela, ti consiglio un esame di coscienza ben approfondito
    se è la seconda, di studiare la storia, nonchè quella attuale, fatta di aggressioni quotidiane, accoltellamenti, minacce, omicidi, ad opera dei neofascisti vari (casapound/blocco studentesco, forza nuova, area identitaria, foro 753), tra l’altro tutte organizzazione dichiaratamente nostalgiche
    ma solo io mi ricordo che la nostra costituzione, nonchè la Repubblica stessa, è antifascista?
    questa fa il paio con la bella idea di sinistra democratica di appoggiare mutuo sociale
    occhio, ci state fregando a tutti con questa attitudine caratterizzata dalla memoria corta
    occhio

  12. dante di nanni

    sono letteralmente basito…ma d’altra parte è da Violante presidente della camera che vengono sempre più trascolorate le memorie su fascismo, nazismo e resistenza…ma come fate a farvi ancora abbindolare dal solito doppiopetto e manganello dopo decenni di stragi al servizio dello stato e della cia? questa gente fa parte dell’area da cui sono partite centinaia di aggressioni contro “diversi” solo nell’ultimo anno…nel 2003 venne ucciso un ragazzo di sinistra di 26 anni, Dax, a coltellate da padre e figli fascisti a Milano, zona navigli.
    Nel 2006 a Focene, Roma 2 pischelli con celtica tatuata hanno ammazzato a coltellate Renato Biagetti 26 anni aggredito solo perchè di aspetto “alternativo” e visto uscire da una festa reggae! E Nicola, 29 anni, a Verona ammazzato a calci e pugni da un gruppetto di ultras gialloblu, uno dei quali era stato candidato alle ultime elezioni con ForzaNuova
    http://www.libera-unidea.org/Archivioaggressionifasciste_gennaio2005_aprile2008.pdf

  13. complimento l’operazione di sdoganamento dei fascisti continua…. almeno al prossimo accoltellamento che farano i tuoi nuovi amici evita di fare qualsiasi dichiarazione alla stampa…
    e si’ menomale che ci siete voi gggivani del pd

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