L’occasione persa

Giocavano in casa, o almeno così ci avevano fatto credere, vista la loro insistenza sulla sicurezza in tutta la campagna elettorale. E noi, che sul tema siamo sempre stati timidi, ce li aspettavamo padroni del gioco. Macché: il pacchetto sicurezza che abbiamo votato oggi – e che la maggioranza ha naturalmente approvato – è davvero un’occasione persa. Si potevano affrontare seriamente i temi della criminalità organizzata e dell’immigrazione, che sono contenuti nel titolo del decreto, ma come al solito si è scelta la via breve e ci si è ben guardati dallo scavare a fondo nei problemi. Sulla lotta alla criminalità organizzata, per esempio, avevamo proposto di istituire una centrale unica degli appalti: sappiamo bene quanto mafia, camorra e ‘ndrangheta traggano forza dall’intreccio perverso con alcuni buchi neri della pubblica amministrazione. Figuriamoci. Sull’immigrazione, poi, avevamo chiesto di smetterla con le generalizzazioni e di affrontare la questione in tutte le sue sfumature, perché una cosa sono i criminali d’importazione ed un’altra i lavoratori onesti; per non parlare dei richiedenti asilo, per i quali avevamo chiesto un trattamento diverso. Io stesso ero intervenuto in Aula, nel dibattito: tra il chiacchiericcio generale, avevo citato l’episodio di Castel Volturno, denunciando la deportazione forzata dei richiedenti asilo nei Centri di identificazione e di espulsione. Tra l’altro – ha sottolineato nel suo intervento Sesa Amici, nostra capogruppo in Commissione Affari Costituzionali – erano stati proprio gli immigrati, dopo la strage di camorra, a chiedere una maggiore presenza dello Stato. Per riassumere, il decreto (che da oggi è legge) prevede altri 500 militari nelle strade, ma solo fino al 31 dicembre, e stanzia più di 100 milioni di euro nei prossimi 4 anni per fronteggiare l’immigrazione clandestina: verranno spesi quasi tutti per costruire nuovi Centri di identificazione e di espulsione, gli ex CPT. È come mettere i divisori sulle panchine (Treviso) o farle più corte (Lecco) per risolvere il problema dei senza fissa dimora. È come alzare un muro di lamiera per combattere lo spaccio di droga (Padova). E non è un caso che, tra gli obiettivi dichiarati di questo governo, ci sia la costruzione di nuove carceri: quale arma migliore per risolvere, una volta per tutte, il problema della delinquenza in Italia?

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3 risposte a “L’occasione persa

  1. Ciao Andrea, la proposta di istituire una centrale unica degli appalti per risolvere infiltrazioni di mafia, camorra e ‘ndrangheta è davvero un’idea geniale!!! Come è possibile che non si prenda in considerazione?
    E poi, il fatto di creare barriere e barricate con gli immigrati (vedi Treviso Lecco e Padova) secondo me genera solo odio e razzismo…non si può fare di tutta l’erba un fascio!!! Punire chi sbaglia (droga spaccio prostituzione e altro) vuol dire rispettare la legge e applicare le norme della costituzione…a volte forse, invece del carcere potrebbero essere utili i lavori sociali per ‘aiutare’ queste persone (che spesso non sono immigrati o stranieri) a capire dove hanno sbagliato!!!
    Gli immigrati sono una forza per il nostro paese non un problema…queste sono le parole del nostro Presidente Napolitano!!!
    Qualcuno potrebbe dire che “ha fatt’ a scopert e l’acqua cald!!!” come si dice in napoletano!!! ma è giusto che Napolitano lo ricordi a qualcuno che spesso (e volentieri) lo dimentica!!!

  2. Questa è l’ennesima dimostrazione , che chi ci governa è solo CHIACCHIERE E POLTRONE ,
    parodiando una celebre frase del film ,, Gli INTOCCABILI .. ( mi sembra).
    Hanno fatto solo propaganda x illudere
    gli italiani, purtoppo parecchi gli hanno creduto e li hanno votati … SPERO CHE CON QUESTA E ALTRE MANIFESTAZIONI SIMILARI I LORO VOTANTI SI SVEGLINO::::::

  3. Ebbene sì, la c.d. “emergenza sicurezza”, tanto sbandierata da questo governo al punto tale da conquistare la “pancia” dell’elettorato più che la sua “testa” è stata apparentemente risolta all’insegna dei soliti provvedimenti-spot.

    Sussiste un’impressionante analogia tra il 2001 ed il 2008. Infatti nel 2001 il Governo Berlusconi (II) inziò da subito con l’abolizione dell’imposta di successione (pure quella una mezza legge ad personam) e l’introduzione del famigerato poliziotto di quartiere. Ora, nel 2008, non è cambiato nulla: si è iniziati con l’abolizione dell’ICI (tra i tantissimi malumori degli amministratori locali) e la lotta a questa emergenza.

    Ma anche stavolta, nulla cambierà nella sostanza. Come ha detto lo stesso Luca Ricolfi, tanto sbandierato dalla maggioranza quando disse che il governo Berlusconi nel 2001-2006 aveva realizzato il 60% del programma (dimenticando tuttavia che Ricolfi precisò ulteriormente come Berlusconi avesse adempiuto solo ad 1 dei 5 punti del contratto con gli italiani: di conseguenza, avrebbe dovuto rispettare la clausola in esso contenuto, non candidandosi: andrebbe citato per inadempimento contrattuale!!!) o quando, più di recente, ha denunciato le ipocrisie del PD sul decreto Gelmini (e, in effetti, l’attuale esecutivo sta procedendo in continuità con quanto fatto da Fioroni e indicato nel c.d. “libro bianco” di Prodi-Padoa Schioppa: ma nessuno ricorda quando Forza Italia denunciava gli eccessivi tagli alla scuola pubblica?), ci sono stati consistenti tagli alle forze dell’ordine, come in effetti hanno osservato anche quotidiani non certo “bolscevichi” come “Libero” o “Italia Oggi” (quotidiano che non comperò mai visto la manipolazione maliziosa del voto di astensione dell’on. Sarubbi).

    Il principio è elementare: meno fondi per la sicurezza = meno strumenti per garantire sicurezza.

    Un’altra bufala si è rivelato il famigerato “reato di clandestinità”. Il Governo alla fine ha dovuto prendere atto dell’impossibilità di introdurre nel nostro ordinamento una simile fattispecie, che avrebbe creato di colpo 200.000 e più nuovi latitanti: non a caso la clandestinità è stata ridotta ad aggravante comune (e chissà, magari sarà pure incostituzionale). Si pensi anche al ddl Carfagna, che prevede l’introduzione del reato di “prostituzione in strada”: si potrebbe mettere in discussione l’efficacia deterrente di tale fattispecie, punita con l’arresto fino a 15 giorni e la multa fino a 250 euro…

    Ma a questo esecutivo un merito va riconosciuto: quello di riuscire a catturare la fiducia e l’ingenuità dell’opinione pubblica. Infatti, per mascherare una situazione che non è stata affatto risolta, ecco che si sono inventati i “militari nelle città”. Peccato si tratti di un provvedimento temporaneo che impiega dei militari in punti specifici delle città: un intervento superfluo, che non risolve nulla e che per l’ennesima volta spreca risorse pubbliche. Quanti miliarti di euro si avrebbero potuto utilizzare senza i pasticci dell’ICI, di Alitalia o dei militari? E come giustamente sottolinea Andrea, si risolve il problema della delinquenza in questo nostro paese con la costruzione di nuove carceri o muri “protettivi”?

    Il PD pertanto, sul terreno di sicurezza deve impegnarsi per costruire un’alternativa credibile ad un governo che risolve tutto all’apparenza. Senza tuttavia paralisi nel momento in cui si giunge alla decisione finale. Cosa che (ahinoi) è accaduta con il governo Prodi.

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