Il principio di precauzione


Per i fedelissimi del blog, questa è la terza puntata: ho già parlato di Eluana a luglio in occasione della sentenza d’appello e, venti giorni dopo, quando si votò in Aula. Credo di aver detto tutto, ma ho bisogno di ripetermelo, e mi perdonerete. Mi perdonerà chi mi giudica un mollaccione e chi mi giudica un talebano, ma tutti – spero – mi riconosceranno un percorso, anche se non coincide con il loro. Comincio col dire che – ancora una volta – una parte del mondo cattolico sta sbagliando i toni: parlare di condanna a morte, onestamente, mi sembra una forzatura. Perché questo presupporrebbe una volontà di vivere da parte di Eluana. Così come non si può parlare di suicidio assistito, perché vorrebbe dire che diamo per certa la sua volontà di morire. Il problema serio – che è anche il vulnus della sentenza, secondo me – è che, a differenza di Piergiorgio Welby (e so per certo che una parte della Chiesa si sta rendendo conto di avere esagerato con lui), qui manca una manifestazione chiara di volontà. I giudici affermano che questo stato vegetativo è inconciliabile con “la concezione (di Eluana) sulla dignità della vita”; di Eluana Englaro a 21 anni, aggiungerei io, che ho la sua stessa età e che nel 1992 mi sarei quasi suicidato per la fine di una storia d’amore. Primo punto debole, repetita iuvant: in questo caso specifico la volontà del paziente non è certa, ma è stata ricostruita dai giudici attraverso indizi di una vita fa. C’è poi il solito problema, quello cruciale, della definizione di accanimento terapeutico, che dipende dal concetto di terapia: su questo punto io sto con la Chiesa, nel dire che acqua e cibo non sono medicine e dunque finché do da bere a qualcuno non mi sto accanendo contro di lui. Anche qui ci sono posizioni diverse, nessuna con la verità in tasca: pure su questo punto, dunque, manca una certezza assoluta, e non mi sembra un dettaglio trascurabile. Due dubbi (o “non certezze”, fate voi) del genere, secondo me, obbligherebbero al principio di precauzione: meglio un passo indietro che un passo in avanti. Che poi è lo stesso principio applicato dalla giustizia quando stabilisce che “è meglio un colpevole fuori piuttosto che un innocente in galera”. Ecco perché, pur non gridando alla condanna a morte, non mi sento di parlare di vittoria della libertà: vedo invece – e concordo con parte del mondo cattolico – il rischio serio di introdurre in Italia l’eutanasia, perché a questo punto se mio nonno, ridotto in stato vegetativo persistente, diventerà un peso insopportabile per tutta la famiglia, saremo noi a poter decidere quando toglierlo di mezzo. Ma per fortuna una sentenza non è una legge: sulla legge dovremo confrontarci in Parlamento ed avremo sorprese, ne sono certo. Sorprese forse amare per la Chiesa, perché – al di là della compattezza di facciata mostrata dall’attuale maggioranza – le sensibilità sull’argomento sono diverse all’interno di ogni schieramento.

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27 risposte a “Il principio di precauzione

  1. I vulnus credo siano tanti… ma c’è di fatto una situazione che nessuno può definire con esattezza. Eluana vuole morire? O no? E se vuole morire, allora è considerata una persona viva… e allora perché lasciarla morire di fame e sete se poi soffrirà? Ma… soffrirà? In realtà non siamo in grado di raccontare un nostro mal di denti, figuriamoci capire cosa sta provando Eluana in questo momento. Che poi è il nodo cruciale della vicenda. I toni sono sempre esagerati, perché a volte mi sembra di stare assistendo dall’esterno a una sorta di guerra, nella quale la religione è uno strumento di questa guerra… ma è anche vero allo stesso tempo che il diritto alla vita, che la vita è un bene inalienabile. Una legge ci serve, ma non riuscirà fino in fondo a definire i paletti. Ci saranno sorprese, ma la Chiesa non deve aversene a male. In fondo, se la Chiesa forma alla perfezione, non ha bisogno di preoccuparsi: i fedeli sanno come comportarsi, e chi non lo sa sarà illuminato dall’esempio. Se lo vorrà.

  2. A proposito di mal di denti: quali toni si devono usare quando si soffre tremendamente? Seguo il Papa e il Magistero della Chiesa perché ci trovo un Amore ed una ragionevolezza che hanno DAVVERO a cuore le sorti dell’umanità…altro che chiacchiere!

  3. Enrico Di Roberti

    Un giorno triste…

  4. Scusate l’apparente crudeltà, non sarebbe meglio, nel dubbio, spararle? Se non si hanno certezze sulle sensazioni di questa ragazza non si potrebbe ricorrere a qualcosa di più rapido per finirla? Spero che la pistola non sembri un mezzo brutale! Penso sia, invece, compassionevole.

  5. Ilaria Beneduce

    La cosa davvero grave, e che mi lascia del tutto perplessa, è che questa delicata materia sia oggi affidata ai giudici e alle loro sentenze. Possono i giudici diventare i padroni della vita e della morte di una persona?

  6. @Ilaria “Possono i giudici diventare i padroni della vita e della morte di una persona?”

    Non parlando ASSOLUTAMENTE di questo la sentenza, non vedo dove si pone il problema.

    Questa questione è già stata sollevata dal conflitto di attribuzione sollevato da Schifani, ed è già stata risolta e dichiarata infondata.

  7. umberto ingrosso

    Per una volta,concordo quasi su tutto con Andrea.Che Eluana abbia espresso alcune valutazioni 16 anni fa non significa nulla,nè si puo’ affermare che cibo ed acqua siano terapia.Eluana verra’ fatta morire,questa è la verita’.A quale limite tende la sentenza della Cassazione? Il limite si chiama Terry Schiavio,fatta morire contro la volonta’ dei suoi genitori, su richiesta dell’ex marito il quale,peraltro,convive con un’altra.Oh,la sentenza è motivata da fior di giudici,compresi i membri della Corte Suprema,ma la verita’ è semplice:al marito interessava l’eredita’.Quando si passa un certo confine,dettato da antiche leggi morali delle quali la Chiesa è depositaria,ci si incammina su di una strada che porta lontano,quasi certamente nella direzione sbagliata.D’altronde la sentenza viene da una Corte che notoriamente pende a Sinistra,e personlmente non ne sono affatto meravigliato.Sono gli effetti della penetrazione della parte ideologizzata del Paese nelle Istituzioni.Torna il vecchio discorso:puo’ un Cattolico votare per la Sinistra? Solo se viene a patti (molto dolorosi) con la propria coscienza.

  8. Ah ma parlavamo di Terry Schiavo? Scusate, io ho commentato pensando si parlasse di Eluana Englaro…

  9. Apprezzo molto l’approccio di Andrea in questo post; su queste basi si potrebbe arrivare ad una soluzione (non definitiva ma possibile) della questione.
    Un solo dubbio (magari!): credo che quando si parla di alimentazione la si ‘somatizzi’ eccessivamente; si pensi inconsciamente al panino. Io credo che in alcuni casi l’alimentazione sia un trattamento terapeutico e altri no. Su questo si potrebbe lavorare per trovare un accordo.

    ps. “Il problema (…) sono i clandestini che vengono in Italia senza esserci invitati (…). Devono andarsene”.
    Torna un vecchio discorso (per il quale peraltro ho portato a sinistra la maggior parte dei segni sulla scheda elettorale): può un Cattolico parlare in questo modo? Solo se viene a patti (molto dolorosi) con la propria coscienza.

  10. Penso che alla povera Eluana (bloccata in un letto da 16 anni in coma irreversibile) la “morte” sia già passata da tempo a prendersela.
    Noi semplicemente non ce ne siamo accorti.

  11. Confesso che appena saputa la notizia su Eluana sono subito andata a leggere il tuo blog per leggere il commento.Stasera tornando a casa lo trovo e concordo pienamente con te.Questa storia mi mette una tristezza incredibile…Come e’ possibile basare tutto su pensieri espressi in condizioni di totale salute e giovinezza?Cosa bisogna pensare in un futuro ,ho paura,ormai prossimo?Se ci dovesse mai scappare,scherzando, una frase del tipo:”se un giorno vi accorgerete che mi sto rimbambendo sparatemi!!”qualcuno lo potra’ fare davvero?Si puo’ essere padroni di un’altra vita?Tutta questa storia e’ profondamente triste .Eluana pregheremo per te con tutto il cuore.

  12. mi rendo conto che per la foga ho scritto due volte la parola leggere ….vedere il tuo blog per leggere il commento….ma sono fatta cosi’ impulsiva e un tantino emotiva…

  13. Condivido le ottime argomentazioni di gaia e quelle ascoltate qui http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,News-Tg1%5E17%5E104471,00.html#

  14. Condivido ogni singola parola. E’ bello avere un deputato che consenta di sentirsi realmente rappresentati sulle questioni fondamentali del vivere civile. Grazie Andrea!

  15. Mi sembra che le tue osservazioni siano molto equilibrate e costituiscano un buon punto di partenza per affrontare seriamente storie così difficili. Quello che auspico è prestare attenzione alle famiglie di malati ospedalizzati o meno, che richiedono tante attenzioni dolorissime: e non penso soltanto a chi sit rova in stato dio coma vegetativo, ma anche ai malati di Alzheimer, Parkinson, demenze di vario genere, disturbi comportamentali, psicosi, SLA… Per molti di costoro la vita continua (e talvolta anche in modo dignitoso) solo grazie agli sforzi di tante mogli, madri, figli che garantiscono assitenza, cure farmaceutiche, alimentazione anche forzata. Su tutto questo non può inserirsi certo un giudice che interpreta (ahimé) anche a modo suo… Dico questo in quanto sono (parzialmente) coinvolto: mio padre ha una forma di demenza alquanto grave e attarversa dei periodi di rifiuto del cibo e/o dell’acqua: penso di fare il mio dovere ciò che egli vuole nel forzare la sua alimentazione e procurgli liquidi attraverso delle flebo, anche se spesso questo costa molto in termini di energie psicologiche, tempo, vita privata.
    Il tuo post mi piace così tanto che lo pubblico su http://www.lamademocratica.org!

  16. Condivido i contenuti dell’intervento di Andrea. Tuttavia quest’oggi devo tirare le orecchie ad “Avvenire”, che ha disinformato i suoi lettori, criminalizzando la Cassazione: in realtà, la Suprema Corte ha rigettato il ricordo del pg per inammissibilità, ossia per un vizio di legittimità (tenuto conto che la Cassazione non può sindacare sul merito).

    Ora Andrea: forse mi sgriderai, ma non posso non tirare le orecchie pure ad Umberto: non si può continuare ad avere un’autentica ossessione morbosa nei confronti dei giudici della Cassazione, che non pende di certo a sinistra. I giudici infatti hanno formulato un principio di diritto, vincolante per il giudice di appello. Poi si può criticare la sentenza della Corte di Milano: sicuramente, è assai discutibile che la volontà di Eluana sia stata dimostrata “al di là di ogni ragionevole dubbio” sulla base di semplici testimonianze! Si è davvero creato un precedente pericoloso che altri giudici potranno imitare.

    Tuttavia (e qui sta la mia critica a chi attacca continuamente i giudici) la causa di tutti i mali è ancora una volta la politica! Per l’ennesima volta, la magistratura ha dovuto svolgere un ruolo di supplenza, colmando in via interpretativa un vuoto legislativo che il Parlamento non ha mai voluto affrontare seriamente!

    Mi stupiscono, ad esempio, le dichiarazioni dell’on. Maurizio Lupi, che tempo fa in un’intervista al Corriere della Sera ha affermato questo principio: “io mi sono sempre opposto ad una legge sul testamento biologico; ma ora, siccome c’è questo precedente giurisprudenziale, è necessario legiferare sulla materia”.

    A mio modesto avviso, un cattolico può votare indifferentemente a sinistra o a destra: ho già avuto modo di dire, nel commento al discorso di insediamento di mons. Betori presso la diocesi di Firenze, che purtroppo molti elettori del centro-destra scagliano continui anatemi contro i cattolici vicini al centro-sinistra, immediatamente bollati come cattocomunisti, con giudizi superficiali e superbi, in quanto consci (secondo loro) di essere assolutamente fedeli al magistero della Chiesa. Ed esorto tutti ad imparare un nuovo termine, che designa una “deriva” del cattolicesimo italiano impegnato in politica: il “cattoberlusconismo”.

    Ma perché, di preciso, un cattolico può votare centro-sinistra? Ad esempio, perché il comportamento della maggioranza sulla vicenda di Eluana è stato patetico ed ipocrita: dopo la sentenza della Corte di Appello, ci si è scagliati sulla Cassazione, “rea” di avere espropriato le funzioni del Parlamento. Premesso che il Parlamento, è vero, sta subendo un esproprio a causa del reiterato ricorso, da parte del Governo, della decretazione d’urgenza, in palese violazione delle disposizioni costituzionale, occorre evidenziare che la Cassazione, in moltissime occasioni, per le più svariate materie, è chiamata a colmare dei “vuoti” normativi in via interpretativa!

    E il centro-destra come ha reagito? Sollevando un conflitto di attribuzione alla Corte Costituzionale, consapevole dell’esito nefasto che avrebbe avuto: infatti si è chiesto alla Consulta di eserciare delle funzioni che la legge non le attribuisce, ossia di sospendere o annullare una sentenza!

    (almeno) stavolta, il PD ha dimostrato maggior buon senso, ottenendo l’approvazione di una mozione in Senato che sollecita il Parlamento ad approvare una legge sul testamento biologico.

    Infine, un’osservazione riguardo al “merito”: perché non ispirarsi alle soluzioni adottate negli altri paesi europei! Infatti, molti Stati hanno mantenuto i reati di aiuto al suicidio e di omicidio del conseziente, aggiungendo nei due articoli una “clausola di non punibilità” per il medico che osserva le procedure previste dalla legge. Tuttavia, occorre non essere ipocriti: una legge sul testamento biologico – che si preoccupi ossessivamente di tutelare la manifestazione libera e consapevole della volontà del paziente, prevedendo ad es. che la sua “dichiarazione anticipata” sia di durata temporanea, con obbligo di reiterazione – che consenta l’interruzione di un trattamento sanitario si chiamata eutanasia! E, in specifico, “eutanasia passiva indiretta”, consistente proprio nell’interruzione delle cure indispensabili per il malato.

    In ogni caso, è inevitabile che su tali tematiche scaturisca in noi una sorta di conflitto interiore. Personalmente ritengo che l’accanimento terapeutico, ossia la somministrazione di cure sproporzionate, sia lesivo della dignità del paziente. Occore tenere presente che siamo di fronte a fenomeni quali la “medicalizzazione” della vita e la “ospedalizzazione” della morte, che possono condurre una parte del mondo cattolico più intransigente a cadare in una contraddizione evidente: se si denuncia che la scienza contemporanea prescinde totalmente dall’etica, facendo sì che l’uomo sia oramai in grado di disporre del suo corpo, della sua vita e della natura intera, il prolungamento artificiale della vita non conduce allo stesso, paradossale, identico risultato?

  17. umberto ingrosso

    Come sappiamo,un ROM ha investito 13 persone ad Acilia:ho scritto alla Comunita’ di S.Egidio pregandoli cortesemente di comunicarmi luogo e data della Messa che certamente la Comunita’celebrera’ per implorare la guarigione dei 13.Non ho ricevuto risposta.Puo’un Cattolico fregarsene altamente delle vittime del crimine,e proteggere i carnefici? Solo se la coscienza non l’ha affatto.Quanto ad Ivana,se non si capisce quel che hanno in comune Terry Schiavio ed Eluana Englaro si puo’ benissimo votare a Sinistra senza problemi di coscienza.

  18. Replico con un’ultima provocazione, senza litigare per l’ennesima volta con alcuni commentatori del blog: e se fosse stato un italiano ad investire 13 persone? Credo sinceramente che certi italiani a certe celebrazioni non ci sarebbero andati. In un paese dilaniato dall’ideologia, capita purtroppo di distinguere tra vittime di serie A e vittime di serie B. Cosa che è già capitata su un altro versante: si pensi agli ostaggi italiani rapiti in Iraq, alcuni osannati nelle piazze, altri vittime della più incedente dimenticanza. O, ancora, a coloro che difendono con così tanto zelo la vit a umana “dal concepimento fino alla morte naturale”: l’embrione e il feto vanno difesi. Il povero civile iraqeno vittima dell’ennesimo kamikaze fondamentalsita, no. Ma in fondo aveva ragione Mussolini: la storia necessita sempre di qualche migliaio di morti al tavolo della pace. Viva il cattolicesimo liberale e democratico, immune da conservatorismi di stampo controriformistici.

  19. Scusami Andrea, so che non ami i copia-incolla, ma essendo una banale moglie/mamma/casalinga preferisco cedere la parola a qualcuno più rappresentativo di me per esprimere – meglio di quanto riesca a fare io – la mia libera, felice e motivata appartenenza alla Chiesa:
    Albert Einstein e la Chiesa
    «Essendo un amante della libertà, quando avvenne la rivoluzione in
    Germania, guardai con fiducia alle università sapendo che queste si
    erano sempre vantate della loro devozione alla causa della verità. Ma
    le università vennero zittite. Allora guardai ai grandi editori dei
    quotidiani che in ardenti editoriali proclamavano il loro amore per la
    libertà. Ma anche loro, come le università vennero ridotti al
    silenzio, soffocati nell’arco di poche settimane. Solo la Chiesa
    rimase ferma in piedi a sbarrare la strada alle campagne di Hitler per
    sopprimere la verità. Io non ho mai provato nessun interesse
    particolare per la Chiesa prima, ma ora provo nei suoi confronti
    grande affetto e ammirazione, perché la Chiesa da sola ha avuto il
    coraggio e l’ostinazione per sostenere la verità intellettuale e la
    libertà morale. Devo confessare che ciò che io una volta disprezzavo,
    ora lodo incondizionatamente».
    Dichiarazione di Albert Einstein pubblicata da Time magazine, 23
    Dicembre 1940, pag. 40.

  20. Io credo che il caso di Eluana Englaro sia un caso di indicibile sofferenza umana, che riguardano la sua famiglia e nessun altro. Chiunque voglia esprimere un giudizio giudica, appunto, e giudica attraverso una propria ideologia. La Chiesa in primis. Ma se un padre è arrivato a chiedere la morte per la propria figlia bisogna quantomeno interrogarci su ciò che lo ha portato a fare tale richiesta.

  21. umberto ingrosso

    E allora rispondo ad Emanuele,il quale parla di “ossessione morbosa “a proposito del sottoscritto,che la Corte di Cassazione non l’ha mai nominata prima di questo forum. Veniamo poi al problema di Eluana:credo che occorra SUBITO una legge sul Testamneto Biologico:se uno vuole morire è libero di farlo.In Svizzera,se vuoi morire ti costa 50 Euro:entri in una stanza di un Centro apposito,e ci trovi:un tavolo,una sedia,un letto.Sul tavolo c’è una sostanza contenuta in una boccetta,ed un bicchiere:riempi il bicchiere (TE LO RIEMPI TU,PERCHE’ NELLA STANZA SEI ASSOLUTAMNTE SOLO),e ti stendi sul letto.In Italia chi vuole morire lo si arresta?E cosi’ arrivera’finalmente una legge su casi come quello di Welby.Il caso della Englaro NON HA NULLA A CHE FARE CON WELBY.La Englaro non sta suicidandosi:la stanno suicidando,e NESSUNO PER NESSUNA RAGIONE deve decidere la morte di un’altra persona,qualsiasi sia il suo legame con essa.E non capisco come si possa ritenere il contrario,che si sia cattocomunisti,cattoberlusconiani o catto dipietristi come la sempre piu bella ed impossibile Rosy Bindi.

  22. Mi allaccio al discorso di Olivia.
    Non è aiutato. Chi ha familiari con seri problemi di salute sa quanto è difficile andare avanti praticamente da soli. Il sostegno dello “Stato” è limitato, molto limitato. Grazie a Dio esistono tante associazioni che forniscono aiuti di varia natura, ma secondo me se non hai il Signore nella tua vita queste situazioni ti fanno impazzire.

  23. Confesso che leggendo questi commenti mi sono un po’ innervosito. La questione è solo una: i cattolici pensano che la vita non ci appartenga e quindi che nessuno su questa terra abbia il diritto di staccare una spina, anche ad una persona neanche in coma ma in “stato vegetativo permanente”, dal quale è impossibile risvegliarsi. Liberissimi di crederlo. Ma quand’è che la Chiesa smetterà di pensare che il suo magistero debba essere considerato vincolante per tutti e non solo per i cattolici?? Possibile che non si riesca ad uscire dalle facili equazioni Chiesa=valori, laicità=relativismo selvaggio? Le questioni etiche sono sempre complesse, molto complesse, ma non è con l’imposizione di uno solo tra i possibili punti di vista che si può uscire dall’impasse. La Chiesa vuole mantenere la sua egemonia sulla malattia e sulla morte (come su molti altri aspetti della nostra vita).
    I laici hanno il diritto di opporsi a tale egemonia, e questo un partito come il PD dovrebbe tenerlo sempre presente.

  24. Guardate il video delDr. Melazzini da anni malato di SLA e poi ditemi se vi vien voglia di staccare la spina ad un malato: sono contro l’accanimento terapeutico ma la facilità con cui parte della nostra società vorrebbe staccare la spina mi atterrisce…

    http://go-willywonka.blogspot.com/2008/10/un-inno-alla-vita.html

  25. La Chiesa aiuta anche a riflettere: a qualcuno sfugge che per Eluana non c’è nessuna spina da staccare…

  26. Fabrizio Truini

    Due giudizi non mi persuadono. Il primo: io sto con la Chiesa, non è pertinente perchè un fedele obbedisce alla Chiesa in questioni di fede o di morale fondamentale. In questo caso stabilire se un atto sia o meno trattamento medico va giudicato secondo i parametri razionali se non propriamente scientifici.
    Il secondo giudizio, che costituisce appunto il nodo del problema, è quello sulla definizione della modalità dell’idratazione e/o dell’alimentazione. Siamo tutti d’accordo che vi sia obbligo di legge, umana prima che evangelica, di dar mangiare da mangiare all’affamato e dar da bere all’assetato. E’ il principio etico che ci ricorda la Chiesa, e perciò è inderogabile per un credente. Ma la Chiesa è stata sempre attenta al diritto naturale e proprio in base ad esso e alle sue implicanze etiche è giunta a condannare l’accanimento terapeutico. Premesso tutto ciò, come si fa a giudicare gesto naturale alla portata di tutti e non una terapia medica, invasiva, mettere un sondino all’interno del corpo, dosare i farmaci, e monitorare constantemente la situazione del paziente? Se tale trattamento è permesso per un intervento o per un periodo più o meno breve, ma sempre finalizzato a far recuperare una minima funzionalità dell’organismo, come si fa a non giudicarlo accanimento terapeutico quando lo stato di coma si protrae per anni e viene definito permanente e irreversibile?
    Inoltre vorrei aggiungere un altro parametro orientativo, che viene sovente obliterato: quello del bene comune, che implica anche la dimensione economica. La domanda ulteriore che dobbiamo porci è: quanto costa tutto ciò? Il nostro ricco mondo occidentale può certo permetterselo, ma allora è ancora valido il principio cristiano e umano di dar da mangiare e da bere a tutti, anche ai milioni di bambini nel mondo sottosviluppato, che hanno scarsissime aspettative di vita? Alla luce della ragione, anche illuminata dalla fede informata dalla speranza e dall’amore, i dubbi per me non sussistono più. Se ancora persistono, è utile ricordare l’altro principio, tramandato anch’esso dalla Chiesa: In dubio, libertas.

  27. @ Fabrizio Truini: grazie per la profondità del tuo commento, che sono sicuro verrà apprezzato da molti. Su una sola cosa mi sento di rispondere: la mia espressione “io sto con la Chiesa” era la crasi di “la mia opinione coincide con quella della Chiesa in materia, ma è frutto di un mio laicissimo ragionamento e non mi è stata dettata dal catechismo”.

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