Il peso dei numeri


È la mia prima Finanziaria, quindi sono un po’ confuso. Mai come in queste ore, sentiamo il peso dei numeri: proponiamo emendamenti, li difendiamo con passione, li votiamo, poi si accende una marea di puntini rossi dall’altra parte dell’Aula e tanti saluti. È difficile far capire, in questi casi, l’utilità dell’opposizione: il nostro è un lavoro di pungolo, d’accordo, ma se dovessi citare un risultato concreto ottenuto fra ieri ed oggi non me lo ricordo. Per capirci, è come se la maggioranza avesse i tappi alle orecchie: di qualsiasi cosa si parli, votano contro. Anche quando il confronto in Commissione è stato positivo, poi si arriva in Aula e l’emendamento viene bocciato: segno che dall’alto c’è un ordine preciso a votare compatti su qualsiasi cosa, perché altrimenti – se qualcuno cominciasse a smarcarsi – il rischio di sgretolamento sarebbe altissimo. Su alcune cose, la sordità del Centrodestra è davvero incomprensibile: molti degli emendamenti bocciati ricalcano, infatti, le promesse elettorali dello stesso Berlusconi. Per darvi un’idea di ciò che è stato bocciato finora, ecco qui una parzialissima lista, frutto dei miei appunti: detrazioni per gli under 30 che vanno a vivere da soli, imposta fissa del 20% sugli affitti per incentivare le locazioni regolari, detrazioni fiscali per le famiglie numerose, detassazione delle borse di studio, detrazione delle erogazioni liberali a favore di programmi di assistenza dei disabili gravi, innalzamento a 1000 euro della detrazione per spese mediche di chi ha almeno un figlio a carico, detrazione del 23% degli interessi sul mutuo per la prima casa, riduzione dell’imposta di registro per il social housing, deduzioni di 2.500 euro per il coniuge a carico e per ogni figlio a carico (4.000 euro se disabile), stanziamento triennale per la cooperazione internazionale, maggiori fondi per i Comuni in materia di servizi (asili nido, case per anziani, trasporto pubblico locale e così via). Bocciati anche due emendamenti dell’Italia dei valori, che – sollevando nella sede sbagliata un problema serio – prevedevano l’impossibilità di cumulare lo stipendio di ministro o sottosegretario a quello di parlamentare, nonché l’interruzione del finanziamento ai partiti in caso di scioglimento anticipato delle Camere. E siamo solo a metà pomeriggio.

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2 risposte a “Il peso dei numeri

  1. Andrea, prova a proporre un emendamento che abolisca la magistratura, che detassi i proventi pubblicitari delle emittenti televisive, purché le stesse abbiano sede a Segrate o a Cologno, che vieti la possibilità di manifestare in piazza contro il governo, e vedrai che d’incanto i parlamentari di maggioranza ritroveranno l’udito e i pallini verdi supereranno quelli rossi.

  2. umberto ingrosso

    Tutto cio’ che proponevate,e che è stato cancellato dalla Finanziaria,sarebbe piaciuto a qualsiasi governo che confondesse la politica con la demagogia.Noi abbiamo il dovere di rispettare i parametri del Patto di Stabilita’:naturalmente cio’ non vale per la Regina delle Nazioni,creatrice insieme alla Germania degli accordi di Maastricht con lo scopo,tra gli altri,di ricattare l’Italia:la Francia,che è gia’ al 3,1 e che sfondera’ col 3,5 nel 2009 e col 3,8 nel 201o(SOLE 24 ORE).I francesi spendono come marinai ubriachi per finanziare ,tra l’altro,i loro amici all’Estero:e questa è la ragione per la quale lo Sbirro vuole la sospensione del finanziamento ai partiti in caso di scioglimento delle Camere.Lui sa dove reperirli,i 30 denari.

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