Diritto di asilo

Se i bambini dell’asilo sapessero leggere, scenderebbero in piazza anche loro. Ieri sera, infatti, i tagli del governo li hanno colpiti, più a meno all’ora del bagnetto pre-pigiama. Si votava il bilancio di previsione e ci siamo trovati di fronte ad un provvedimento che non ci aspettavamo più: i 134 milioni di euro tolti alle scuole materne non statali (ossia quelle comunali e quelle paritarie) erano già stati definiti “una svista” da Berlusconi, che aveva dato pubbliche rassicurazioni in merito. Ma poi deve essersene dimenticato, perché nel disegno di legge il taglio c’era: per questo motivo abbiamo presentato un emendamento, che – ça va sans dire – è stato bocciato dalla maggioranza. Un po’ di cifre, per capirci: un terzo dei bambini italiani iscritti alle scuole d‘infanzia (531.258 su 1.652.689) frequenta asili non statali, ossia – come dicevo prima – gestiti dal Comune o da privati; in alcune regioni, tipo il Veneto, la percentuale raggiunge il 70 per cento. Qui – cito la collega Simonetta Rubinato, prima firmataria dell’emendamento – “è in discussione il principio della parità di trattamento delle famiglie italiane, dei bambini dai tre ai sei anni, perché in molte zone del Paese non vi è un’alternativa alla scuola d’infanzia paritaria non statale, alla scuola comunale, alla scuola tenuta dalla parrocchia, dal comitato dei genitori o da una Ipab (Istituzione di pubblica assistenza e beneficenza). Si tratta di scuole che sono nate in applicazione di un sano principio di sussidiarietà, tutelato dalla Costituzione“. In altre parole, quando lo Stato non riesce a garantire l’apertura di tante scuole materne quante sarebbero necessarie per coprire tutta la richiesta delle famiglie, il servizio viene garantito dalle comunali o dalle paritarie, che rientrano entrambe – a norma della legge 62/2000 – nella categoria di “scuola pubblica”. E proprio a questo mi sono appellato, in Aula, apponendo la mia firma all’emendamento:

ANDREA SARUBBI. Signor Presidente, anche io vorrei apporre la firma all’emendamento in oggetto e rivolgere un appello ai colleghi della maggioranza che hanno dei bambini piccoli che vanno negli asili, e che sanno che in quelli statali semplicemente non vi è posto per tutti. Qui non si tratta di stabilire se una scuola è privata o pubblica, ma si tratta di dire se essa svolge un servizio pubblico oppure no. Chi è genitore di bambini piccoli sa bene di cosa sto parlando.

In tanti abbiamo preso la parola: del Pd, dell’Udc, dell’Italia dei valori. Abbiamo anche tentato la carta della convenienza economica: un bambino in una scuola materna comunale o paritaria costa allo Stato 550 euro l‘anno, contro i 6 mila l’anno di un asilo statale. Niente da fare, la maggioranza era di gomma. E così, con il 25 per cento di risorse in meno, le scuole per l’infanzia non statali hanno ora due sole possibilità: aumentare le rette oppure chiudere. A meno che i bambini non scendano in piazza, per far tornare la memoria a Berlusconi.

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9 risposte a “Diritto di asilo

  1. Nn ho parole…. hanno blindato la finanziaria x nn far fare ,(parole di esponenti governativi ) l’assalto alla diligenza, però loro stanno facendo l’assalto allo Stato , tagliando indiscriminatamente a destra e a manca.

  2. umberto ingrosso

    I bambini SONO GIA’scesi in piazza,similmente ai loro coetanei Nordcoreani,per “manifestare”a favore della Sinistra.A Roma il recupero(ovviamente fallito nel 99% e rotti dei casi) di un bambino ROM costa in media 9000 euro all’anno,il doppio della retta di un asilo.In altri comuni costa circa altrettanto.Il recupero dei bambini ROM ,sempre a Roma,è(era) affidato ad organizzazioni di Sinistra che Veltroni pagava a piè di lista.Con Alemanno cambia l’aria,visto che c’è in corso un’inchiesta.Ecco una cosetta sulla quale lo Sbirro Giustizialista ha mancato di informarci.Se facciamo due conticini,vediamo che con quei soldi si potrebbero gestire un numero di asili tale da far incazzare quei bambini,all’ora del bagnetto,al punto che molti di loro la darebbero a Uòlter,quella lavata di capo.Ma non è detto che non gliela dia qualche papa’Magistrato,quando si concludera’ l’inchiesta.

  3. Quindi Umberto?
    é giusto o no secondo te il taglio previsto, rimangiato e poi adottato in Finanziaria?
    Il tuo brillante eloquio temo sorvoli su questo dettaglio presente nel post…

  4. marco brigliadori

    Semplicemente mi associo a Super Mario, con una piccola aggiunta: i comunisti i bambini se li mangiavano. Ora, è giusto o no il taglio?
    Marco

  5. A me viene il dubbio che Andrea finanzi occultamente chi si firma “Umberto” su questo blog per accendere il dibattito!
    A parte le battute, è difficilissimo accettare il confronto con chi mescola confusamente tutti gli argomenti della propaganda per sostenere una tesi pregiudiziale: le sinistre sono il male, la destra porterà il bene. E senza peraltro mai riuscire a portare una solida argomentazione a sostegno di questa tesi, che pertanto ribadisco essere pregiudiziale.
    Gli spazi sul web sono entusiasmanti per la loro capacità di essere accessibili a tutti (tranne da chi ne è escluso per il digital divide, vero A?) in tempo reale. Ma a volte questa libertà dà un senso di ubriacatura e ciò che è prezioso si trasforma in dannoso, e un’idea vincente come quella che Andrea sostiene con il massimo sforzo ed impegno, diventa vetrina per chi non ha altri mezzi per sfogare il suo livore.

    Per andare al tema, trovo che questo provvedimento lesivo dei diritto degli asili non statali non sia sorprendente, perché percorre la strada ormai tracciata dalla maggioranza in carica: aiutare i forti, i ricchi, i potenti, scaricando i sacrifici sui più deboli: gli ammalati e i portatori di handicap (vedi i provvedimenti di Brunetta nella PA), gli studenti, la ricerca, gli immigrati. E se qualcuno si dovesse rattristare, nessuna paura, c’é “lui” che per strappare un sorriso è pronto a dire un’altra delle sue “carinerie”!

  6. umberto ingrosso

    Ed aggiungo qualche dato,da quel provocatore al soldo dell’on Sarubbi che sono.Il Comune di Roma spende(ancora per poco) euro 3,6 milioni annui per (non )recuperare i figli dei ROM i cui padri,come sappiamo,valutano i loro rampolli secondo la capacita’ di furto,con paterno orgoglio per i piu’ delinquenti.Preso da un dubbio,stamattina ho fatto tre telefonate a 3 asili nido dei dintorni,ed ho scoperto che la retta media è di 150 euro mensili.Non 9000 euro l’anno,che è quello che spende il comune di Roma per il “recupero”.Dunque il comune,per trasformare un ladro in borseggiatore,sborsa l’equivalente di 5 famiglie.Dopo di che giudichi Supermario se quei tagli sono giustificati.Le mie “confuse argomentazioni”?I numeri sono numeri,e quanto ad un giudizio sulla sinistra,lo ha dato ieri BALLARO’ con un piccolo schemino:sono in vista nei prossimi mesi 6 scioperi ,di cui 5 organizzati dalla sola CGIL,dalla quale CISL e UIL stanno prendendo le distanze.Angeletti e Bonanni affermano che quello,non è piu’ un sindacato( se lo è mai stato).La settimana scorsa abbiamo assistito alle prodezze degli “studenti,”Lunedi a quelle dei Sindacati che hanno bloccato l’intera Italia,ieri i CUB hanno bloccato gli aeroporti col beneplacito dello Sbirro,nell’intenzione di far fallire ALITALIA prima ancora che nasca,la prossima settimana c’è la “grande manifestazione studentesca”.La sinistra semina la divisione e l’esasperazione,e tenta,come mi ero permesso di prevedere,la delegittimazione del governo eletto dal popolo.QUESTO GIOCO E’ PERICOLOSO,come il passato insegna.Ma che importa?L’importante e’ mandare via Berluskoni,per sostituirlo con “l’unita’ nazionale”come suggerisce oggi qualcuno su qualche giornalone non lontano da influenze Torinesi.Prima si’ da’ fuoco all’edificio,poi ci si presenta come pompieri.Vecchi metodi Leninisti da Apprendisti Stregoni.Cambiano i tempi,ma Peppone è sempre pronto a restituirci la sua Italia.

  7. Alcuni fondi ‘a pioggia’ sul sostegno alla comunità ROM sono poco sensati. Il taglio di cui parla Andrea nel post va sicuramente ad aggravare la situazione di molti comuni e moltissime famiglie, che abbiano o meno rapporti con i ROM. Ovviamente non parlo di tutte le famiglie: solo di quelle non benestanti.

    Ps. Molti esasperano la situazione. Fra loro tantissimi sono di sinistra. Altri invece di lavoro fanno il Premier (cfr. La Republbica di oggi) che delegittimando l’opposizione, eletta ricordo anch’essa dal popolo, favoriscono oggettivamente lo sfogo di piazza, che poi rischia di essere guidata da agitatori di popolo di varia estrazione.

  8. umberto ingrosso

    Per rispondere direttamente ad Andrea :quanto ho scritto circa il recupero dei bambini ROM vale su tutto il territorio nazionale,e dunque possiamo affermare che siamo di fronte ad un enorme spreco di risorse.Chi manda i propri figli ad asili non statali deve affrontare un aumento delle rette.Se i 150 euro mensili da me assodati quanto a rette(sempre di asili non statali,2 di quelli che ho contattati sono comunali ed 1 è parrocchiale) non bastano,devono pensarci le famiglie. Per venire a Supermario,non c’è mai alcuna ragione per affidarsi ad agitatori professionali:ma non c’è sopratutto ora,con una situzione economica che si aggrava a vista d’occhio,e che rischia di venire sfruttata da elemnti pericolosi.Fuori dall’aeroporto di Fiumicino,ieri,c’era il segretario del Partito Trotkista.Ecco,è della reincarnaione di Trotsky che avevamo bisogno.

  9. @ingrosso: se si delegittima l’opposizione, si legittima la piazza.

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