The bandwagon effect

Il bandwagon è letteralmente “un carro che trasporta la banda in una parata, oppure nel circo o comunque in uno spettacolo”. La definizione è della versione inglese di Wikipedia, che racconta anche la storia di Dan Rice: era un pagliaccio del circo molto famoso a metà Ottocento e, in occasione delle elezioni del 1848, utilizzò il suo carro per fare campagna elettorale a Zachary Taylor, che divenne poi il 12.esimo presidente degli Stati Uniti. Man mano che il successo di Taylor si profilava all’orizzonte, i politici dell’epoca cominciarono a litigarsi i posti sul carro di Dan Rice. Nacque così l’espressione to jump on the bandwagon, che in italiano equivale a salire sul carro del vincitore: uno sport fra i più praticati da noi, nonostante non faccia ancora parte delle discipline olimpiche. Sui giornali di oggi c’è la cronaca di una grande prestazione, la migliore stagionale, offerta dai parlamentari del Pdl: anche loro sono per Barack Obama. Anzi, lo sono sempre stati, e se non lo hanno mai detto prima lo hanno comunque pensato. Hanno messo in piedi un sito che si chiama Pdl per Obama, hanno tentato improbabili accostamenti tra Barack e Silvio (“carisma, niente ideologia, rottura degli schemi”, dice l’equilibratissimo Sandro Bondi), hanno addirittura cercato analogie tra il suo progetto per la scuola ed i tagli di questo governo (Gelmini). Finché qualcuno, per fortuna, li ha riportati sulla Terra: l’ex ministro Antonio Martino, mio professore e preside alla Luiss, tessera numero 2 di Forza Italia. Uomo leale e schietto, così onesto nell’insegnamento da non essere riuscito a farmi diventare liberista in quattro anni di università. Rimprovera ai suoi di voler salire “sul carro di quelli che si ritengono i vincitori” e muove ad Obama critiche leali, da destra: su tutte, quelle in materia di protezionismo economico e di politica estera. La politica estera di Obama preoccupa anche Fiamma Nirenstein, che vorrebbe un presidente più filoisraeliano e per questo agita il fantasma di Ahmadinejad: osservazioni magari non condivisibili, ma almeno sincere, così come l’ammissione che tra i conservatori italiani manca “uno sfondo teorico ed estetico sufficiente” e sussiste “l’incapacità a divenire padroni del discorso pubblico”. La Nirenstein se la prende, per questo, con la Chiesa, ma il discorso ci porterebbe troppo avanti e oggi non ho tempo: stiamo preparando la notte di domani, in piazza di Pietra, per seguire le elezioni americane con tutti quelli che vorranno passare di lì. Sarà una notte lunga, che mi è stato chiesto di presentare: collegamenti con gli Stati Uniti, interviste ai leader nazionali del Pd, commenti alle operazioni di spoglio e tanto caffè per restare in piedi. Vuoi vedere che almeno stavolta i democratici vincono?

il cannocchiale

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12 risposte a “The bandwagon effect

  1. Con piacere riporto quanto scritto da Sebastiano Messina su La Repubblica di oggi (3 noevmber ’08).
    Ma è davvero possibile trovare una qualunque somiglianza tra Obama e Berlusconi, l’unico al mondo a pensare che George W. Bush passerà alla storia come un grande presidente degli Stati Uniti ? Ebbene sì. Ci ha pensato il nostro abilissimo ministro degli esteri, Franco Frattini. Lo stesso ha detto a Lucia Annunziata su Rai Tre: ho sentito Obama fare dei discorsi basati molto sugli ideali, discorsi che non durano molto e che si concentrano su alcuni pensieri chiave. Tutto ciò è molto simile al modo di comunicare di Berlusconi.
    Dunque il fatto che entrambi facciano discorsi brevi, evochino ideali e ripetano il concetto, rende simili – secondo il ministro – Barak e Silvio. Ma certo. Se poi consideriamo che tutti e due amano il mare, portano scarpe sempre allacciate, usano il dopobarba, scrivono con la penna e bevono caffè, la somigilanza è davvero impressionante.
    Due riflessioni:
    1. E pensare che avevo “grande” stima di Frattini…
    2. Perchè non hanno pensato di votare Veltroni piuttosto che Berlusconi alle elezioni di aprile se si sentono in linea con le idee e gli slogan di Obama ?

  2. C’era da dubitare che un personaggio giovane e dinamico, dall’immagine prorompente non suscitasse l’interesse di chi sull’immagine ha costruito la propria carriera?
    Sulla Stampa di qualche giorno fa c’era un articolo che spiegava perchè Berlusconi e McCain non avrebbero un gran feeling: McCain non ha simpatia per i miliardari in carriera [politica], non vede di buon’occhio l’amicizia personale Berlusconi-Putin, etc.
    La stessa stampa faceva la lista delle personalità della destra attratte da Obama: oltre al suddetto club, che può anche comprendere personaggi legati in qualche modo al riformismo, figuravano anche Alemanno e Giano Accame… Solo Fini e Gasparri sembrano distanti dal nuovo che avanza.
    Comunque vada, è inevitabile che qualunque premier italiano debba avere rapporti amichevoli con qualunque presidente americano. Passare all’adorazione… beh, è il minimo nel Paese che ha inventato il Trasformismo come più alta espressione della sua politica.

  3. 3. Se si esponogno al pubblico ludibrio in qs modo ridioolo, significa che ne hanno paura, perchè sanno che è un modello che può sfondare. E visto che loro sanno intercettare la pancia dell’elettorato e il Pd no, diamo loro retta e perseguiamo il loro involontario suggerimento: costruiamo un Obama italiano, ovvero, portiamo nel Pd Innovazione, Coraggio e Sogno.

    (…se poi subito dopo passo in rassegna mentalmente i volti degli attuali dirigenti Democratici divento immediatamente scuro in volto… e non certo in onore di Barack Obama!!!)

  4. Tanto per mantenere un confronto fra la politica italiana e quella statunitense, a me piacerebbe poter scegliere alle prossime primarie del PD, un candidato diverso, “di rottura”, una persona venuta dal popolo, che si sia fatta da sola onestamente rispettando e non calpestando le leggi, magari una donna.
    Senza far paragoni con l’attuale classe dirigente del PD, forse con un candidato con quelle caratteristiche, circondato da persone del suo livello, potremmo anche provare a battere il ricco imperatore delle tv!

  5. umberto ingrosso

    Barak Obama è un sincero amico dell’Italia,a proposito di Politica Estera.Mesi fa rilascio’ una bella intervista al periodico fascigollista PARIS MATCH,che Emanuele non legge perchè non sa il Francese:prometteva di venire presto in Europa e lasciava chiaramente intendere che avrebbe saltato l’Italia,con grande gioia dei Fascisti di Parigi.Naturalmente a pagamento,come a pagamento sono certe scelte di politica estera dei politici del PD,cloni Italiani dei Democratici USA.Poi è venuto in Europa ede ha mantenuto la Promessa saltando direttamente da Israele alla Germania,e sorvolando l’Italia senza nemmeno mandare un salutino al Presidente della Repubblica.Abbiamo cosi’ non solo il primo presidente Afroamericano degli USA,ma anche il primo manovrato dai Servizi di una Potenza di quart’ordine.E questa è Storia,perdio:ecco perchè la vittoria di Barak sara’ storica.Forse è per questo che a voi del PD piace tanto:come vi piaceva il Prodi capo della Commissione Europea al servizio del fascista Chirac.Andiamo tutti dunque in Piazza di Pietra,per salutare questo scatolone vuoto che arrivato alla Casa Bianca(speriamo che non la faccia ridipingere,visto che è talmente bianca da insospettire chiunque bianco non lo sia) ,non sapra’ che pesci prendere.Basta che telefoni a Prodi,per suggerimenti :se vuoi davvero sfasciare il tuo Paese,il Mortadella è il consulente ideale.Per il pagamento va bene il conto delle Cayman dove ha versato Spinetta.

  6. Prima che lo dimentichiate,compagni,ricordo a tutti che oggi è il 4 Novembre,anniversario della Vittoria costataci 700000 morti.Buon anniversario a tutti:in quelle trincee,poichè nulla è gratis,i nostri soldati impararono a conoscersi soffrendo e morendo per la Patria.E’ in quell’inferno,che è nata l’Italia.

  7. Caro Umberto, ma che onore!!! Citi addirittura il mio nome nei tuoi “”brillanti”” commenti… Ma è un merito o un demerito? Mah…

    A proposito, Obama fa benissimo a chiamare Prodi, che lo consiglierà al meglio. Poi ti consiglio di iscriverti all’Università di Arcore, dove potrai frequentare alcuni fantastici corsi: “Come sfasciare un paese” dell’insigne prof. Silvio Berlusconi; “False fatturazioni” del prof. Marcello dell’Utri; “Come mettere le mani indirettamente nelle tasche dei cittadini: dall’abolizione dell’ICI, ai derivati, alla Robyn Hood Tax” del profeta, quello che parla di etica, paura e speranza, prof. Giulio Tremonti; e quest’anno, eccezionalmente, il venerabile prof. Licio Gelli che ci parlerà del “Piano di rinascita democratica”: un ciclo di seminari su come questo governicchio si stia impegnando ad attuarlo pienamente, compreso il Premier, ex tesserato n. 1816 e condannato per falsa testimonianza a Venezia agli inizi degli anni ’90.

    E poi, perché ce l’hai tanto con Obama? Se fosse stato repubblicano…Chissà quanti elogi. Ma hai ragione: come ho già avuto modo di dirti, trasferiamoci tutti in Russia, in quella felice e gaudiosa oasi di democrazia e di libertà. Così ce la descrive il nostro superSilvio. E non proprio allo stesso modo ne parla Paolo Guzzanti, tentativi di lincaccio permettendo.

    Ma l’on. Guzzanti ha altresì un altro merito. Ha proprio ragione: attualmente siamo in una

    MIGNOTTOCRAZIA

  8. umberto ingrosso

    Se l’on Guzzanti ritiene di vivere in una mignottocrazia,sicuramente ha la coda di paglia costituita da qualche sua stretta perente.Perchè ce l’ho con Obama l’ho scritto chiaramente.Ora vai a studiare Francese.A chi come voi ci parla spesso,con i Gollisti,viene utile studiarselo:anche perchè quando vi propongono le loro offerte intese a farvi tradire il vostro Paese,occorre saper comprendere quel che dicono: quando si è dei traditori,meglio tradire per un lauto compenso.

  9. Insisto: io andrò a studiarmi il francese; tu, va pure a studiarti il russo.

    Secondo: Berlusconi ha tradito con Alitalia il nostro paese. Ha proprio ragione Casini: altro che magnifica crostata, è stato cucinato un gran bel pasticcio. Ma c’era da aspettarselo…chi si illudeva che il nanetto potesse diventare uno statista, si è sbagliato di grosso.

  10. umberto ingrosso

    Ho gia’ studiato in due delle piu’ prestigiose Universita’ d’Italia:il Politecnico di Milano e quella di Pavia,dove hanno insegnato Volta e Rubbia:due che hanno fatto la Storia della Fisica.Parlo tre lingue,e non mi serve il Russo.E’ a voi che serve il Francese.Il motivo l’ho detto.Se poi giudicate la statura di un Presidente in centimetri,è perchè vi mancano gli argomenti.Fassino dovrebbe essere presidente degli Stati Uniti:invece è uno dei tanti che nel PD temono di restare,grazie al nanetto,all’opposizione fino al 2023.

  11. Che amarezza.
    Il mondo cambia di fronte ai nostri occhi (se in bene o male lo capiremo al prossimo post del tribunale poliglotta Ingrossiano) e voi continuate a battibeccare questioni di lana ideologica.
    Evidentemente la classe dirigente italiana, che si sta dimostrando molto ‘provinciale’ di fronte allo tsunami Obama, per una volta riesce a rappresentare degnamente i suoi elettori.
    CHANGE!

  12. Caro ingrosso…tutto consentito ma non permetterti di dire che non ho argomenti sul nostro premier, oltre che alla sua statura! Rassegnati: statista non lo sarà mai.

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