Una battaglia di civiltà

“Sì, ma con tutte cose più importanti di cui bisogna occuparsi…”. Conosco già l’obiezione, perché mi è stata mossa mille volte: anche quando, da conduttore di “A sua immagine”, proposi una puntata sull’argomento, che mi fu puntualmente rifiutata. Ma sono testardo, come sapete, e non mi rassegno: così – nel giorno in cui sembra profilarsi l’accordo sulla Consulta, mentre il governo mette la fiducia su Alitalia, nel momento in cui la Francia rimprovera l’Italia per le sue scelte ambientali e mentre le Borse non ci hanno ancora spiegato che fine faremo – oggi parliamo di animali. Stamattina, infatti, l’Intergruppo animali, di cui faccio parte (e vi prego di evitare ironie sul nome), ha partecipato ad un convegno organizzato dalla Lav: magistrati, professori universitari, medici veterinari e politici si sono ritrovati per ribadire un’ovvietà, e cioè che gli animali non sono cose. Ma questa ovvietà, purtroppo, viene ignorata dal Codice civile, che li fa rientrare ancora nella categoria di “beni mobili”: in sostanza, un gatto vale come un’autoradio, e se l’autoradio è di marca anche meno. Quattro anni fa, con la riforma del Codice penale, si è finalmente introdotto il reato di maltrattamento degli animali: l’uccisione crudele, l’abbandono, l’utilizzo per corse clandestine o per lotte, così come la produzione e commercializzazione di pellicce di cani e gatti non sono più al livello di semplice contravvenzione. Il Codice civile, invece, è rimasto invariato, e così anche la Costituzione, che – nonostante alcuni tentativi di modifiche dell’articolo 9 – non accenna mai alla tutela dell’ambiente né alla dignità degli animali. Il problema – ci ha spiegato Francesca Rescigno, docente di Diritto Pubblico a Bologna – sta nell’approccio antropocentrico: anche la legge del 2004 sui maltrattamenti non parla di offese agli animali, ma al sentimento di pietà verso di loro; tanto è vero che gli articoli riformati del Codice penale sono inseriti subito dopo i delitti contro l’onore e il comune senso del pudore. Inserire in Costituzione il concetto di dignità animale non significa diventare fondamentalisti ecologisti (se c’è una cosa che mi urta, dell’approccio di parte del mondo cattolico, è la divisione dell’umanità tra chi ama gli animali e chi ama l’uomo!), perché è chiaro che sarebbe una dignità proporzionata a quella dell’uomo; ma nell’opinione pubblica attuale, di destra e di sinistra, manca il coraggio. O addirittura l’interesse, se è vero che le interrogazioni parlamentari di Gianni Mancuso – deputato del Pdl, medico veterinario innamorato degli animali – vengono costantemente sbeffeggiate dal quotidiano della famiglia Berlusconi. Proprio con Gianni (e con Gabriella Giammanco e Franca Chiaromonte) ci siamo ritrovati, stamattina, dalla stessa parte: con noi anche Francesca Martini, sottosegretario alla Salute, che è una sponda eccellente per far arrivare la questione a Palazzo Chigi. Abbiamo parlato, stamattina, della nostra proposta di riforma del Codice civile (che trovate qui), del riconoscimento degli animali familiari, del progetto di legge per togliere gli animali dai circhi, di quello (primo firmatario Sarubbi) per garantire ai vegetariani la libertà di scelta nelle mense pubbliche e nei luoghi di ristorazione. “Con tutte le emergenze che ci sono…”, è chiaro, un discorso del genere verrà sempre rinviato; in questi anni, però, Francia e Svizzera hanno trovato il tempo per dedicarsi al tema. Da noi, invece, il Senato ha appena messo in calendario i nuovi progetti di legge sulla caccia: chiedono di allargare il numero di specie cacciabili, di estendere le aree in cui questa è permessa e di allargare i tempi della stagione venatoria. Sulle prime pagine di parecchi quotidiani politici, nelle scorse settimane, campeggiava la pubblicità di associazioni venatorie: un caso di scuola per gli appassionati di lobbying.

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8 risposte a “Una battaglia di civiltà

  1. Altro che ironie, è un tema profondo e sensibile, trattato anche da grandi scrittori come Axel Munthe ne “La storia di San Michele”. Il protagonista è un medico duro, avido, donnaiolo, che però ama intensamente gli animali. E quando, dopo la morte arriva davanti al Giudice Supremo, troverà la sua salvezza ad opera di San Francesco che lo aiuterà proprio per l’amore avuto in vita verso gli animali.

    Ieri poi, 20 ottobre, a Roma, nella basilica di Santa Maria in Trastevere, è stata celebrata una messa in suffragio di don Mario Canciani, morto 1 anno fa, amichevolmente chiamato “il parroco degli animali” e conosciuto da tutti i romani che amano gli animali. Don Mario era convinto che nel paradiso c’è posto anche per i nostri amici a 4 zampe.
    Riporto il link all’articolo del corriere della sera che lo ricordò:
    http://www.corriere.it/animali/07_ottobre_22/morto_mons_mario_canciani.shtml

  2. umberto ingrosso

    Andrea,lascia stare la Francia che rimprovera l’Italia.Lo sai che questo linguaggio ha il profumo del Lime dei Caraibi,vero?Quanto agli animali,non è che uno debba solo divenatare vegetariano.Deve evitare di usare qualsiasi cosa,come le scarpe,che sia fatto con la loro carne.E poi,sentire parlare della dignita’ del gatto da chi sogna Berlusconi in galera fa un po’ senso.

  3. La vera protagonista è il Sottosegretario Martini che non finisce mai di stupirci!! E’ diventata la paladina di migliaia di amanti dei cani. Peccato che voi del Pd siete arrivati dopo…. E’ ormai un idolo per tutti gli amanti dei nostri migliori amici.

  4. Pingback: Una battaglia di civiltà | Pensione x Cani

  5. A me impressiona umberto, che sognerebbe tanto Prodi in galera per le sue “fantasiose” mazzette per l’affare Alitalia. C’è chi la dignità l’ha proprio persa…

  6. E’ vero: esiste una corrente di pensiero cattolica “anti-ecologica”.
    Ricordo la discussione, con gli autori, di un libro “cattolico” contro l’ecologia, a Otto e Mezzo un paio di anni fa. [purtroppo non ricordo i nomi – se qualcuno può aiutarmi…].
    In breve, la tesi era che l’ecologia è un’ideologia che nasce dall’eugenetica e che costituisce uno degli argomenti forti della lobby anti-nascite.
    Un’altra volta, ascoltai una conferenza del Vescovo ausiliare di Sarajevo che si chiudeva così: “Il futuro dell’Europa è in pericolo, perchè cani e gatti sono più importanti dei bambini”.

    Ora mi chiedo: esiste una via di mezzo? E’ possibile trovare un modo per rispettare l’ambiente e gli animali senza per questo essere contro l’uomo? Spero proprio di sì.
    Anche perchè la giustificazione “religiosa” per contrastare ecologia e animalismo non è altro che un’interpretazione letterale della Genesi… e le interpretazioni letterali rischiano sempre di scivolare nel fondamentalismo.

  7. umberto ingrosso

    E perchè dovrei volere Prodi in galera? Non l’ho mai detto.Prodi passa alla Storia come il peggior Presidente del Consiglio del Dopoguerra,ed il suo nome evoca immediatamente cumuli di monnezza.Per un politico,molto peggio che andare in galera.E poi,visto Del Turco? La prigione gli ha fatto bene,è piu’ in forma che mai e,meditando nella sua cella(se mai l’ha vista) ha capito chi è stato,a complottare contro di lui.Sono stati i”POTERI FORTI”.Detto da uno che appartiene ad una classe politica che si è impadronita persino della Corte Costituzionale,c’è da crederci.

  8. umberto ingrosso

    Qualcuno avra’ letto i libri di JAMES HERRIOT,il veterinario dello Yorkshire improvvisatosi scrittore,con enorme successo,ed autore,tra tanti altri,di un libro come “ALL THINGS WISE AND WONDERFUL”,il suo capolavoro.Herriott amava gli animali,e si era specializzato nella cura di tutte le specie:da Tori da 15 quintali a Gattini appena nati.Herriott testimonia che,senza le cure dei veterinari,una parte dei vitelli moriva di parto,una parte di malattia,una di epidemia,una di aggressioni da parte dei predatori.Altrettanto valeva per gli agnelli.I sopravvissuti erano ben pochi.I vitelli che nascono oggi non se li sognano nemmeno,questi pericoli,e vivono mesi,a volte anni,prima di essere macellati.Peccato,non potere organizzare un referndum per chiedere loro se era meglio prima o adesso.E non è affatto banale sostenere che molti animali,in alcune case,sono trattati meglio di come il padrone tratta il suo prossimo,a cominciare dai propri figli o genitori.Questa non è una societa’ crudele,è solo, una societa’ che cerca di volgere la Natura a proprio profitto,e che si mostra meno crudele della Natura stessa.Questo va detto,prima di esprimere facili condanne.

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