Il pensiero a carbone

Sapevamo che, con il Centrodestra al potere, qualcosa in materia di ambiente sarebbe cambiato. Ma non sapevamo esattamente cosa, visto che anche il Centrosinistra ha avuto le sue colpe: se non altro, si può imputare al governo Prodi una timidezza eccessiva nel perseguire la strada delle energie rinnovabili. Alla prima occasione buona, comunque, abbiamo capito la strategia ambientale di Berlusconi (attribuirla alla Prestigiacomo, onestamente, mi pare un po’ troppo): rincorrere gli errori altrui, mentre gli altri stanno già facendo retromarcia. Penso alla scelta del nucleare, che la nuclearissima Germania abbandonerà nel giro di pochi anni, e penso anche alla frenata sul Protocollo di Kyoto, in linea con la dottrina Bush: peccato che entrambi i candidati alle elezioni del 4 novembre – Obama in maniera chiara, McCain un po’ più ambiguamente – hanno già annunciato di voler rivedere questa posizione a vantaggio della lotta ai cambiamenti climatici. Certo, ha ragione Berlusconi nel dire che l’Italia non è sola nell’opporsi ai limiti sull’emissione di gas serra; dimentica però di citare i nomi dei nostri compagni di strada, che non sono i nostri usuali termini di paragone (Francia, Germania, Gran Bretagna, mettiamoci pure la Spagna…) ma piuttosto quei Paesi di seconda e terza fascia che stanno puntando tutto sullo sviluppo industriale, a qualsiasi prezzo, per conquistare un posto al sole: Polonia e Ungheria in Europa, India e Brasile nel resto del mondo. Ora, con tutto il rispetto, io non mi glorierei in pubblico di avere la stessa politica ambientale della Polonia. Si tira in ballo l’economia, ma neanche questa scusa sembra reggere: intanto, perché se il Commissario Ue all’industria (all’industria, ripeto: non all’ambiente) preme per il 20-20-20 (20% di fonti rinnovabili, 20% di risparmio energetico e 20% di riduzione delle emissioni di anidride carbonica), significa che ha ragione Jeremy Rifkin nel dire che il green business è l’unico motore possibile per uscire dalla crisi attuale. Ma Berlusconi – e con lui il resto del governo, che in materia di competenze ambientali è davvero nullo – continua purtroppo a pensare a carbone.

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3 risposte a “Il pensiero a carbone

  1. pensavo sinceramente si parlasse oggi della visita del sommo pontefice a pompei,della vittoria del grande NAPOLI sulla juve,della partecipazione di francesco rutelli dall’annunziata,invece nulla di tutto ciò 😦
    il tema dell’ambiente è fondamentale quanto strategico ma ai più non interessa.in realtà dovremmo occuparci dei pannelli solari,dell’eolico,della differenziata partendo dalle città e varie municipalità.insomma una rivoluzione verde dal basso e napoli in questo settore può e deve essere un polo trainante con benevoli ricadute occupazionali e non solo!!!
    mi sia concesso:MAGICI HAMSIK e LAVEZZI
    caro Andrea sei ancora in tempo a convertirti alla sempre eterna “fede” azzurra 🙂

  2. umberto ingrosso

    La polemica sul Carbone è legata al fantomatico “effetto Serra provocato dal CO2″.Credo sia la piu’ formidabile balla del secolo.Il sistema terra-mare si autoregola,alla temperatura di 18C,in modo tale che il contenuto di quel gas nell’aria sia lo 0,05%.Qualora la temperatura dell’Atmosfera salga,il suddetto Sistema si stabilizza su di una percentuale di CO2 nell’Atmosfera lievemente superiore.Cio’ corrisponde,tuttavia,date le dimensioni del Pianeta,al passaggio di MILIARDI DI TONNELLATE del gas nell’aria.Il gas,in poche parole,è l’EFFETTO e non la CAUSA della ” serra”:il quale è provocato,a sua volta da1)L’attivita’ solare2)la posizione dell’Asse di rotazione terrestre rispetto al piano di rivoluzione attorno al Sole3)l’attivita’ vulcanica,intendendosi che in condizioni di normale attivita’,i Vulcani producono molta piu Anidride Carbonica dell’intero circolante mondiale.Una bella eruzioncina,non delle piu’ chiassose,dell’Etna produce poi’ CO2 dell’intero parco veicoli Italiano(36 milioni di auto,5 milioni di camion)4)effeti vari(foreste,altre emissioni comprese le nostre).Le quali possono perturbare TEMPORANEAMENTE E LOCALMENTE IL MICROCLIMA LOCALE.Null’altro.La centrale di Civitavecchia inquina quanto 20000 auto,laddove nella citta’ ci sono,a secondo del periodo,da 30000 a 50000 auto,piu’ qualche decina di migliaia di motorini.La Centrale sta sul mare,vale pertanto quanto sopra.Il “protocollo di Kyoto”serve all ‘industria Automobilistica per ricattare il pubblico,costringendolo a cambiare auto ogni volta che si passa da EURO N a EURO N+1,con grande gioia dei CDA2)AllaSinistra per ricattare l’elettorato.Se non voti per loro,comprometti il futuro dei tuoi figli.Per ulteriori informazioni leggere CHICCO TESTA,f0ndatore convertito di LEGAMBIENTE,nel suo “TORNARE AL NUCLEARE”.Il quale Nucleare è,statisticamente,l’Energia piu’ pulita.Non c’è mai stato un inciente nucleare serio.Quanto a Cernobyl,vai alla voce KGB.

  3. lucyintheskywd

    penso, invece, che la prestigiacomo abbia avuto il suo peso: se facciamo ministro dell’ambiente un’esponente dell’imprenditoria industriale, che possiamo aspettarci (oltre alle solite figuracce in europa)? privilegiare il nucleare sarebbe una scelta contraria non solo alle politiche dell’unione europea, ma anche controproducente per l’economia interna che adesso troverebbe il migliore terreno per lo sviluppo delle energie rinnovabili. basterebbe che per una volta ci mobilitassimo, invece di subire passivamente.

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