Senza scuse

Se speravamo che le magagne restassero sotto il tappeto, abbiamo sbagliato tutto. Purtroppo per l’Italia, anche al Palazzo di vetro si sono accorti dei nostri tagli alla cooperazione e delle nostre promesse non mantenute rispetto agli Obiettivi del millennio. Eravamo finora sotto l’Olanda e la Svezia (entrambe con Pil molto inferiori al nostro), ora – con questo taglio del 56% contenuto nella prossima finanziaria – andiamo addirittura sotto la piccola Norvegia. “It seems these numbers would not be helpful for a credible effective G8 presidency”, ha detto alla Camera Eveline Herfkens, fondatrice della Campagna per gli obiettivi del Millennio: sia nella sua audizione in Commissione Esteri, sia nella successiva conferenza stampa, ha ricordato come l’Italia sia responsabile del maggior taglio di risorse in tutta Europa. E non si metta in mezzo il discorso della crisi finanziaria, per due motivi: intanto, perché gli altri Paesi non ne sono immuni; poi, perché quando si parla di risorse destinate alla lotta alla povertà lo si fa sempre in termini percentuali del Pil, non in termini assoluti. E’ una questione di priorità, insomma, e lo si è visto chiaramente mercoledì al Senato: il decreto sulla missione in Georgia, appena approvato, prevede che un milione e 600 mila euro vengano tolti dai fondi per la cooperazione. Non è una grande cifra, e comunque la missione ha un senso, ma è pur sempre il 14 per cento dei pochi soldi rimasti per gli ultimi mesi del 2008. L’Italia – ha spiegato poi la Herfkens – ha anche un altro problema: i costi enormi della macchina della cooperazione, che da noi trattiene 79 centesimi di euro per ogni euro di budget destinato agli aiuti: “Se non potete raddoppiare gli aiuti in questo momento – ha detto – almeno triplicate il livello di efficienza!”. C’è un equivoco di fondo, quando si parla di cooperazione internazionale e di aiuti allo sviluppo: credere che tutto si riduca all’aspetto etico. In realtà, come ha ricordato in conferenza stampa il nostro Lapo Pistelli, investire in cooperazione significa trovare un’alternativa alle grandi migrazioni, prevenire i disordini internazionali, aiutare interi continenti a risollevarsi. Non si tratta, dunque, di lussi della politica, ma di risorse fondamentali per il mantenimento della pace e della stabilità mondiale. Ma è una lingua che, evidentemente, il nostro governo non capisce: alla signora Herfkens ho raccontato il question time delle scorse settimane e lei ha risposto che le Nazioni Unite non possono mandare i poliziotti se l’Italia non rispetta gli impegni internazionali: l’unica strada possibile, secondo lei, è quella di mobilitare l’opinione pubblica. Ecco perché, ancora una volta, insisto su questi temi: perché magari, a forza di scriverne, prima o poi qualcuno si fermerà a leggere.

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6 risposte a “Senza scuse

  1. umberto ingrosso

    Io non so se madame Herfkens sappia che alcuni Paesi dell’Africa Equatoriale Francese,dove l’Aids ed altre orribili malattie stanno distruggendo la popolazione,vantano come moneta il Franco CFA,ovvero l’Euro,grazie allo spietato sfruttamento al quale sono sottoposte le loro miniere(Oro,Uranio),dai Francesi.Non so neppure se sappia che nel Novembre del 2004 i Francesi del DEUXIEME RIMA hanno sparato sulla popolazione di Abdijan,provocando decine di morti(quasi tutti bambini e donne).Non so nemmeno se Madame sappia che molte altre miniere(in particolare di diamanti),in stati piu’ a Sud,sono di fatto controllate da Societa’(Contractors)composte da criminali armati di tutto punto e pagati dalla Gran Bretagna.So pero’ che questi Paesi non attirerebbero nessuna critica,se toccasse loro organizzare il prossimo G8.L’Italia da’ poco,all’Africa,anche perchè quando ha dato i quattrini sono finiti nelle tasche di cricche corrotte locali.In compenso non toglie nulla,a quella gente,ed invia in aiuto fior di Missionari:il cui lavoro vale milioni di Euro.

  2. Tutti i contributi ai paesi poveri, non solo quelli italiani, rischiano di finire in mano ai corrotti; l’argomento non è quindi risolutivo, a meno che non porti alla logica conseguenza di bloccare tutti questi trasferimenti.
    L’Italia dimezza i fondi alla cooperazione perchè non ritiene il sostegno allo sviluppo tema centrale della propria politica estera.
    Che sia giusto o meno, questo è l’argomento in questione.

    ps. Va bene che Tremonti prima e Berlusconi poi hanno sdoganato l’intervento statale in economia, ma nazionalizzare i missionari mi sembra troppo!

  3. condivido pienamente caro andrea quanto hai scritto.davvero non ci sono scuse

  4. Siamo il paese dei corrotti,che limita le risorse e che non espande i propri spazi,che non prende iniziative in campo internazionale rimanendo chiusi come in una gabbia,impoverendosi sempre più e investendo sempre meno avviandosi cosi verso una crisi senza fine.

  5. umberto ingrosso

    Una cinquantina di anni fa,anno piu’ anno meno,Charles De Gaulle chiese a Giovanni XXIII di inviare un cospicuo numero di Missionari in Africa.Lo scopo era ed è quello che ho indicato,e che gli stessi Missionari hanno testimoniato anche in una puntata di” A SUA IMMAGINE”. Tenere buona la popolazione locale con un minimo aiuto in termini di cibo ed assistenza sanitaria,in modo da sfruttarla selvaggiamente senza problemi.Cosi’ sappiamo che gli Italiani sono stati nazionalizzati dalla Francia Gollista,altro che da Berlusconi e Tremonti.Se poi i soldi dei contributi vanno alle cricche,ma l’argomento non è risolutivo,qual’è invece la soluzione?

  6. LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE IN TEMPO DI CRISI : SU FACE BOOK LA
    MOBILITAZIONE IN APPOGGIO A DESMOND TUTU

    In tempo di recessione, si sa il primo valore ad entrare in crisi è lo spirito di solidarietà.
    Ecco, quindi, che il nostro Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, con il suo, ahi noi famoso, decreto legislativo del luglio scorso, ha provveduto ad un sostanziale taglio ai fondi per la cooperazione internazionale previsti dagli accordi presi in seno al G8.
    Una politica del genere, che rispolvera i vecchi vizi del capitalismo ed è incapace di immaginare nuove traguardi e nuove speranze, non è quella in cui una gran parte degli italiani si riconosce!
    E tanti solo quelli che non vogliono rassegnarsi a questo presente, che toglie il pane agli affamati e rimpingua gli arsenali in attesa di impiegare uomini e nuove tecnologie, poco importa se di difesa o di aggressione, proprio nei paesi in via di sviluppo.
    A partire da questo avvenimento, che purtroppo, ha visto ancora una volta l’Italia protagonista in negativo della scena politica ed economica mondiale (visto anche che Tremonti a tutt’oggi non ha ancora risposto alla lettera di Tutu), è nata su Facebook, il social network più utilizzato al mondo, l’iniziativa “un clic per la cooperazione”.
    Si tratta di un evento on line aperto a tutti in cui, ciccando sull’indirizzo dell’evento
    (http://www.new.facebook.com/event.php?eid=35944428025), si accede ad una pagina da cui è possibile, seguendo le istruzioni riportate, inviare un messaggio di solidarietà a Desmond Tutu per il suo instancabile impegno a favore della cooperazione.
    Desmond Tutu, Arcivescovo emerito di Città del Capo e premio Nobel per la pace nel 1984, infatti ha preso posizione contro i tagli ai fondi per la cooperazione internazionale ed ha scritto al Ministro Tremonti, sollecitando l’Italia ad un comportamento più affidabile e rispettoso degli accordi presi, soprattutto in virtù della prossima presidenza italiana del G8.
    A tutt’oggi le adesioni a ” Un clic per la cooperazione ” sono circa 300. Un’accoglienza tributata dalla gente comune, volontari e cooperanti, politici e amministratori locali di tutte le regioni d’Italia, intellettuali e giornalisti, tutte persone che hanno a cuore le sorti di tanti progetti nei paesi in via di sviluppo, progetti che saranno fortemente ridimensionati a causa dei tagli. Tra questi ricordiamo i giornalisti Franco Bechis, direttore di Italia
    Oggi, Enzo Barnabà, Pietro Orsetti e Ivan Zazzaroni,.politici del PD come Roberto Morassut, Pina Picierno, Paola Concia e Alfonso Andria; Manuel Santoro, Resp. Organizzaz. dei Radicali di Sinistra; tanti consiglieri di comuni, province e regioni, ma
    soprattutto il Responsabile per il volontariato e il terzo settore del PD, Gianluca Lioni.
    A supporto dell’iniziativa è anche nato in questi ultimissimi giorni il Blog http://unclicperlacooperazione.ilcannocchiale.it/.
    L’evento può essere sottoscritto su Facebook fino al 18 c.m.

    Elvira Santaniello
    Membro del Coordinamento del Circolo PD on line Barack Obama
    Curatrice del Blog Il Presente e la Memoria

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