La scuola a porte chiuse

C’è stato un imbarazzo enorme, ieri sera, nella maggioranza: diversi deputati hanno cominciato ad uscire dall’Aula quando si stava per votare la mozione Cota, che istituisce classi ponte per gli studenti immigrati. Due parlamentari, Mario Pepe e Nicola Certaldi, hanno espresso pubblicamente il proprio imbarazzo; altri, come Souad Sbai, lo hanno fatto con gesti plateali, ma senza prendere la parola. Nella vulgata diffusa dal Centrodestra, si tratterebbe di una misura atta a favorire l’inserimento degli stranieri: una volta imparato l’italiano, in classi apposite, si avranno meno problemi a frequentare la scuola “normale”. Un’esca a cui aveva abboccato anche l’Udc, che inizialmente aveva annunciato l’astensione, ma che poi ha deciso di votare contro dopo aver sentito l’intervento della Lega. Il capogruppo, Roberto Cota, ha spiegato che per colpa degli studenti stranieri “si assiste ad una vera e propria fuga dei nostri studenti da alcune classi e dalle scuole pubbliche; (…) è chiaro che non possiamo avere classi ghetto dove la maggioranza degli alunni è rappresentata dagli stranieri e dove per i nostri alunni evidentemente non vi è più spazio”. Un altro deputato leghista, Fabio Garagnani, ci ha addirittura accusato di “razzismo alla rovescia”, perché cerchiamo, “in nome di un nichilismo assoluto, di parificare la nostra tradizione a quella altrui”. Capisco che non tutti abbiano la voglia di consultare i resoconti parlamentari; per l’ennesima volta, però, vi invito a provarci, altrimenti rischiamo di fare la fine dell’Udc, che inizialmente si era fatto fregare dallo slogan. Lo dico perché stamattina ho sentito amici del Pd chiedersi se “quella delle classi di inserimento sia davvero una brutta proposta”: si chiedevano (e mi chiedevano) se, in realtà, stare in una classe ponte non possa aiutare il bambino immigrato a “rafforzare le competenze linguistiche per comunicare ed integrarsi”. Ho risposto citando il mio caso personale, e chiedo scusa a Vanja se lo metto sempre in mezzo. Vanja, mio fratello, è nato in Bielorussia. Dall’età di 6 anni veniva regolarmente in Italia 5 mesi l’anno, con la sua classe (ricordate i “bambini di Chernobyl”?): si portavano dietro le maestre e facevano lezione tra di loro. Il resto della giornata lo passavano nelle nostre case. Alla fine, si formava un gruppo piuttosto compatto di bambini bielorussi e famiglie ospitanti: tra di loro parlavano una lingua un po’ strana, mezzo italiano e mezzo no, e non avevano grandi amici al di fuori del giro (al massimo, che so, i “fratellini” o “cuginetti” italiani). Poi, a 11 anni, i miei sono riusciti ad adottare Vanja. Poteva andare in prima media, ma abbiamo preferito mandarlo in quarta elementare, perché imparasse bene l’italiano: la quarta elementare di una scuola pubblica, la scuola davanti casa. Nel giro di poche settimane, per i suoi compagni di classe, Vanja non era più il ragazzino bielorusso, ma il ragazzino con il golf rosso (per usare una felice espressione di Piero Fassino, ieri in Aula). Aveva amici italiani, era perfettamente integrato: anche troppo, se vogliamo, ma qui poi entriamo nel gossip e Vanja me la fa pagare.

Annunci

15 risposte a “La scuola a porte chiuse

  1. Il capogruppo, Roberto Cota, ha spiegato che per colpa degli studenti stranieri “si assiste ad una vera e propria fuga dei nostri studenti da alcune classi e dalle scuole pubbliche”…

    non so perchè ma la prima immagine che mi viene in mente è il “tipico” liceo pubblico statunitense (o per lo meno come lo hanno fatto vedere nei film e telefilm).
    qualcuno ha detto al Sig. Cota che i nostri studenti fugano non per gli stranieri ma perchè,
    probabilmente, sono svogliati o non danno molto peso all’istruzione o preferiscono rimane a casa a dormire o preferiscono rimane fuori scuola con la fidanzatina/ino o semplicemente non ne hanno voglia.

    Abito in un piccolo paese del viterbese e qui c’è una comunità rumena di 500 persone (su 8000 abitanti) e i bambini italiani e quelli rumeni (o indiani o russi o bielorussi o africani!!!) vanno molto d’accordo.

    Forse perchè la mente dei bambini non viaggia come quella degli adulti e un bambino straniero è SOLAMENTE UN BAMBINO (come giusto che sia)

  2. Ciao Andrea, io non mi meragviglio di quello che dice Cota perchè non credo che lo scopriamo oggi, anche in base a tutte le interviste che la tv ci sottopone, mi sembra tutto coerente. Penso però, che visto la impossibilità di scegliere noi i nostri rappresentanti, di fare la domanda a chi ce l’ha portato in parlamento.

  3. umberto ingrosso

    Vanja ne ha subite,di metemorfosi:per esempio,da Laziale a Juventino.Meglio fargli frequentare una classe ponte per Milanisti.

  4. Oggi sono i bambini rumeni, filippini, cinesi ad essere avviati alle classi ponte. Domani saranno i bambini siciliani, calabresi, napoletani, pugliesi, le cui famiglie, attanagliate da una crisi economica che il governo non sembra capace di contrastare, saranno costrette ad emigrare nelle regioni del nord, a dover frequentare le classi ponte. E poi forse avremo posti separati negli ospedali, sui tram e sui treni, negli uffici pubblici si faranno code suddivise per nazionalità…
    Ma tutto questo non servirà a raggiungere lo scopo che la destra si propone: bloccare i flussi di immigrazione in Italia.
    Vedi Andrea, su queste pagine noi discutiamo grazie alla tua buona volontà di casi, situazioni, episodi. Ma se proviamo a leggere i tuoi post in veloce sequenza ci accorgiamo che l’attuale maggioranza di governo sostiene e impone regole che la storia stessa spazzerà via, con l’unico rischio che la “Storia”, quando si muove non va mai per il sottile.
    Rileggo le tue parole in aula sulla povertà, o il post sull’emergenza Goma: chiunque viva in quelle condizioni ha, secondo me, il diritto naturale, fondamentale di tentare con ogni mezzo di trovare forme di vita più dignitose in altre terre, in altri paesi.
    Guerre, invasioni, rivoluzioni? chi lo sa. Non so fare previsioni. Ricordo però che quando studiavo geografia a scuola nel libro c’erano pagine dedicate all’URSS, alla Repubblica Democratica di Germania, alla Rhodesia. E oggi, nel libro di mio figlio questi nomi non ci sono più, sostituiti da altri. E in un cassetto conservo un frammento di pietra e cemento sporco di vernice: l’ho comprato a Berlino per pochi marchi (ecco un’altra cosa che non c’è più!) nel 1990. E’ un brandello del muro del muro che divideva la città in due parti.
    Delle assurdità della Lega non resterà che un triste ricordo. Ma probabilmente di triste ci saranno anche tanti altri dolorosi ricordi. Pensiamoci bene, prima di pretendere di fermare la Storia.

  5. @ umberto ingrosso: chiedo le scuse ufficiali. Con tutto il rispetto per la Lazio, Vanja è sempre stato bianconero: il suo amico Misha era un aquilotto.

  6. Perché non istituiamo una Camera ponte in Parlamento per i leghisti? Così, nel giro di un paio di anni, avranno imparato l’abc dell’integrazione e della democrazia e potranno partecipare alla conduzione politica di uno Stato (Meridione compreso) che almeno sulla carta è in Europa, dove una proposta del genere stona. E pure tanto.

  7. Una soluzione va cercata. Il problema è che noi non abbiamo mai fatto una proposta concreta su questo. Quindi anzichè limitare a dire che sono razzisti dovremmo dire: questa soluzione non ci piace, ma riconosciamo che il tema è importante e la nostra proposta è che le validissime associzioni che si occupano di migranti potrebbero aiutare nell’inserimento a scuola. Rischiamo lo stesso cortocircuito dell’ulivo, dell’essere “contro” senza proporre nulla… Rischiamo di trascurare, in nome della sconquassatezza culturale del PDL, i temi diventati importanti per gli italiani…

  8. Ciao Andrea questo governo sta sfasciando un sistema(quello della scuola) che a parer mio non era uno dei grandi problemi e malori di questo paese.Forse erano altri,forse bisognava agire in altri campi…resta da dire chi vivrà vedrà!

  9. No, caro Luciano, non bisogna più vivere per vedere cosa accadrà ma avviare, là dove ci si trova, riflessioni intorno al bene comune e alla persona. Bisogna porsi il problema e trovare una soluzione partendo da presupposti diversi rispetto a quelli che hanno generato la proposta che commentiamo. Nessuna pretesa di fermare la Storia (come scriveva magociclo) ma la certezza che la storia è scritta anche da noi.

  10. Come figlio di una ex-maestra, ho sempre avuto il dubbio che gli insegnanti non siano mai stati preparati a gestire gli studenti – in particolare gli alunni delle elementari – non italiani.
    Proprio al fine di favorirne l’apprendimento e l’inserimento, non era possibile dare una formazione?
    Mia madre non si è mai trovata in classe più di cinque o sei bambini di origine non italiana (in genere del Maghreb e dei Paesi del golfo di Guinea). Ma so del caso di una scuola media della mia zona dove hanno costruito una classe di soli figli di immigrati.
    Che cosa può fare l’insegnante in quel caso? Oltre al problema della lingua (che si potrebbe ovviare con corsi di supporto, solo che per la scuola si preferiscono i tagli agli investimenti…) c’è il problema di mettere assieme bambini che hanno ricevuto formazioni familiari molto diverse.
    Almeno dalle mie parti, non ho mai sentito di insegnanti coinvolti in incontri, seminari con esperti, esperienze di scambio per poter sapere come gestire al meglio anche le situazioni più difficili. Quelle che il Sig. Cota – purtroppo storico esponente della mia zona – risolverebbe in maniera banale e ipersemplificatrice.

  11. umberto ingrosso

    Se i bambini Italiani sono svogliati e fannulloni,come qui afferma qualcuno,se c’è il pericolo che un giorno vengano discriminati i bambini Calabresi,come afferma qualcunaltro,una soluzione c’è.Seguire l’esempio di quel tizio che ha messo un cartello fuori dalla boutique,in cui cerca “Commesse esclusivamente di colore”.Classi “normali” di soli bambini stranieri,classi ponte di soli bambini Italiani,maestre Islamiche nelle prime,maestri tassativamente iscritti al PD e IDV nelle altre.Avremo cosi’ un Paese multietnico,democratico,progressista,fondato sulla Sharia,il Codice Civile del Bangladesh,il Codice Penale di Capoverde,il codice stradale Cinese,il Piano di Studi Peruviano alle Elementari,quello Marocchino alle Medie,quello Senegalese al Liceo,quello ROM all’Universita’.All’Ufficio Postale sara’ tassativo l’uso dell’Arabo,ma nelle Usl sara’ tassativo il Cinese.La tv,per mettere d’accordo tutti,parlera’ in Albanese,salvo la Domenica mattina,quando “A Sua Immagine” sara’ in Italiano,ma l’Angelus in Swahili.

  12. Bravo Umberto.
    Il tuo primo commento di critica ad una inziativa della maggioranza!
    Non creare ghetti, giusto.
    io invece, sempre per andarti simpaticamente contro, di dico che per me la lega individua un problema reale dando risposte irrealistiche..ma qs è storia nota.

  13. Non so. Anzi so: questa proposta della Lega ha del razzismo dentro. Così si genera per forza una scuola a 2 volocità. Senso avrebbe avuto prevedere, dopo il test, dei corsi di italiano OBBLIGATORI da affiancare al normale curriculum (..e magari da affidare a validissime associazioni di volontariato che operano sul territorio!).
    Ma qui credo che il tema, come diceva fabio, sia soprattutto politico. Quello dell’inserimento dei bimbi stranieri è un tema molto rilevante e sentito, sul quale il Pd ha avuto qualcosa da dire solo ‘contro’, in risposta ad un intervento (pacchiano quanto vuoi) della maggioranza. E il punto è ancora lo stesso dalle elezioni ad oggi: anche quando giochiamo ‘in casa’, giochiamo in difesa; ci facciamo dettare l’agenda politica dal Pdl

  14. Non è giusto che i nostri bambini (quelli italiani) debbano portarsi dietro,nelle attività di studio, l’handicap rappresentato dai figli degli immigrati che non conoscono la grammatica elementare.

    Se poi la Chiesa auspica una integrazione diversa bene. Ci sono in Italia tanti istituti religiosi di istruzione a pagamento. Integrateli in quelle scuole. Non ci vuole poi molto a passare dalle prediche ai fatti.

  15. Ciao Andrea, la questione delle classi ponte porta alla mia mente gli studi sul fenomeno razzista. E ritorna anche, e ancora, la classica espressione “Io non sono razzista ma…”.
    D’altra parte, che il multiculturalismo anglosassone sia in crisi oramai da qualche anno, è evidente. Il multiculturalismo in sostanza ha alimentato la segregazione al fine di mantenere le proprie caratteristiche “etniche”. Ora il discorso è molto ampio e si potrebbe articolare in pagine e pagine, non la finirei più di scrivere.
    Va preso atto comunque che la soluzione all’ondata di razzismo, che vive un crescendo quotidiano, anche per ragioni più strettamente economiche e di crisi, può essere fermata soltanto se si creano, dala scuola alla famiglia, le condizioni di conoscenza reale dell’altro.
    Perchè a soffiare sulle fiamme dell’intolleranza è sempre la paura, la paura del diverso, di ciò che non si conosce.
    Ricordo, ai tempi dell’Università, a Napoli con una cooperativa sociale organizzavamo, tutti volontari, dei corsi di multiculturalismo nelle scuole elementari e medie. Sai Andrea che il calciatore dalla pelle nera, africano, non è mai percepito come extra-comunitario? E magari ha la stessa nazionalità del lavavetri che al semaforo la mattina cerca un euro per mangiare. Oppure, ancora più eclatante, tra i “cugini” dei Balcani, detti così fino a poco prima dello scoppio della Guerra del Golfo, Kledi non era considerato “albanese”, ed ovviamente non subiva, agli occhi dei tanti bambini, gli stereotipi che gli abbiamo (uso il plurale volutamente) affibbiato e di cui ancora oggi sono vittime.
    Iniziative così che coinvolgono anche le famiglie possono essere il vero motore della tolleranza e del rispetto degli altri.
    Speriamo di far presto!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...