Dietro la notizia

Poveri ragazzi, li ho rimbambiti di chiacchiere. Sette ore e mezzo di lezione in due giorni, presso la sede del Pd campano, per tentare di chiarire le loro idee su politica e comunicazione. Ieri abbiamo fatto due esperimenti: prima la lettura comparata dei giornali sulla riforma, chiamiamola così, Gelmini; poi la visione in diretta dei telegiornali, sulla crisi delle Borse. I giornali, confrontati ai resoconti parlamentari che mi ero portato dietro, fanno davvero impressione: di Fioroni citavano la battuta su Guerre stellari, ma non il passaggio sui tagli (16 volte maggiori degli esuberi Alitalia), di Di Pietro l’immagine del grembiulino della P2, di Bocchino la difesa accorata di ordine e disciplina, del ministro (che in Aula non ha aperto bocca, lo avrà fatto altrove) la frase sulla svolta epocale. Una conferma, insomma, dei limiti dell’informazione politica attuale, prigioniera degli slogan e delle armi di distrazione di massa. Poi è iniziata la raffica dei tg. 18.25, Studio Aperto: “Berlusconi rassicura gli italiani, ma ora passiamo al gossip“. 18.55, Tg4: “Berlusconi prende in mano la situazione mondiale e garantisce a tutti i risparmiatori: non perderete un euro“. 19.00, Tg3: “Berlusconi non sa di cosa stia parlando: dice che chiuderanno le Borse, poi ci ripensa, poi invita a comprare azioni dell’Enel e dell’Eni, compiendo un reato che non sconterà perché ha il lodo Alfano“. 19.58, Tg5: “Crisi mondiale, momento di unità nazionale. Tutti stretti intorno al governo“. 19.59, Tg1: “Berlusconi rassicura gli italiani, poi proprio un attimo gli scappa detto che si pensa di chiudere le Borse ma chiarisce subito che non è un’idea sua e ricorda che Napoli è pulita dai rifiuti“. Questo dei tg in sequenza è un esperimento che consiglio di fare a tutti, perché palesa, senza bisogno di troppe analisi, quanto sia importante il controllo dei mass media sulla formazione di un‘opinione pubblica. Con i ragazzi (tutti iscritti al corso di formazione politica del Pd campano) ci siamo rivisti stamattina, per esaminare l‘altra faccia della medaglia: per capire, cioè, quanto stia cambiando per un politico il modo di comunicare. Blog, Facebook, newsletter sono mezzi straordinari per avvicinare la politica ai cittadini, ma non hanno effetti dirompenti dal punto di vista quantitativo: per uscire dall’anonimato dei peones si preferisce puntare sulla vita privata o su atteggiamenti volutamente sopra le righe. L’importante è finire sulle agenzie e domani, forse, sui giornali. O almeno su Cafonal di Dagospia, che è uno status symbol. Vuoi mettere con il vecchio e noioso resoconto parlamentare, che non legge mai nessuno?

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11 risposte a “Dietro la notizia

  1. Enrico Di Roberti

    Ottimo lavoro Andrea… come sempre… mi spiace solo che il mio lavoro non mi permetta di seguire la scuola…
    Ma informarmi…SEMPRE…
    Non ci rinuncio!!!

  2. Non è vero: questi due giorni di “chiacchiere” non sono stati per nulla da rimbambimento, anzi.
    Ho trovato l’analisi comparata dei tg un’ottima idea e la discussione di stamattina sui nuovi strumenti di comunicazione politica è stata molto istruttiva. Ah! Ho riattivato il mio profilo su Facebook e le ho inviato una “richiesta di amicizia” (che espressione insulsa!). PS: magari, se inserisce il tasto COMMENTA in fondo ai suoi post, favorirà una maggiore interazione coi suoi lettori. Il navigatore medio è pigro: essere costretto a risalire fin su per postare un commento dopo essere sceso fin giù per leggerlo non è molto comodo. Spesso, si decide se commentare o meno in una frazione di secondo. La maggior parte dei navigatori soffre di commentatio precox: bisogna approfittare della loro verve quanto prima!

  3. caro andrea gli incontri sono stati interessanti ma delle ciambelle neanche l’ombra…..neppure dei gustosissimi babà napoletani!!!!!
    sarà per il prossimo appuntamento,spero davvero presto

  4. Andrea direi che gli incontri che hai segnalato sono molto interessanti. La comunicazione l’informazione ha un ruolo strategico fondamentale. L’opposizione non riesce a finire nelle pagine dei giornali o dei tg, se non “fa rumore”, se non “occupa la piazza” , se non la “spara grossa”, al limite dell’insulto, sontro il governo. ma così facendo i mezzi di comunicazione disegnano una società politica dicotomica con il governo che lavora coscienzosamente per il bene di tutti (?) e le opposizioni chiassose e sgangherate a sventolare bandiere e gridare slogan, lontane dalla vita dei cittadini. Una buona analisi dei mezzi di comunicazione di massa è il primo strumento di autodifesa democratica.
    Bel post davvero!

  5. Ma quale rimbambimento! Anzi, mi sono rammaricata di non essere potuta venire alla lezione di venerdì! Perché la lezione di ieri è stata molto più che interessante! Ho imparato veramente tanto su come i politici utilizzano i mezzi di comunicazione.
    P.s. L’ho inviata la richiesta di amicizia su facebook!

  6. Io proporrei un seminario invernale….per riprendere l’argomento e arricchirlo con altre attività e allargarlo ai tanti giovani che orbitano nel pd…..sa molto di campo scuola di azione cattolica? La mia è una deformazione professionale!

  7. Bene, cosi ci incominciamo a fare un’idea reale di come le televisioni,i mass-media usano lo strumento politica per il lavoro che offrono e credo che ogni tanto dovrebbero essere più reali verso i cittadini e non soltanto strumentalizzare i diversi argomenti che il vivere quotidiano offre.

  8. Altro che chiacchiere! In questi due giorni di lezione ci siamo sentiti coinvolti con vivo interesse cogliendo diversi aspetti della comunicazione e politica e avendo occasione di sviluppare maggiormente il nostro spirito critico.
    A qualche altro seminario parteciperei volentieri.

  9. Andrea, forse hai trovato una nuova strada all’informazione politica, una strada che prescinde da Cafospia o dalla “sintesi pilotata” di agenzie e tg: quella di parlare alle persone, di ascoltarle e capirne i problemi e di trovare insieme a loro soluzioni che non siano prevaricazioni degli uni sugli altri ma siano conseguenza della sintesi politica.

    La differenza con il Mondo Piccolo di Guareschi è che tu puoi utilizzare il blog, facebook, le messaggerie, gli sms…ma i contenuti rimangono quelli della vita di tutti e di tutti i giorni!

    Davvero grazie per questa tua opera che non esito a definire missionaria e che traccia la strada anche a chi non si occupa professionalmente di politica ma fa tutt’altro nella vita. Ognuno di noi deve riscoprire la verità delle proprie azioni, riscoprire il contatto con gli altri, provare a risolvere i problemi delle persone, passare da una vita di apparenza ad una vita di contenuti.
    Sembrano espressioni di principio, ma se le avessimo applicate davvero forse oggi non staremmo a parlare di crisi dei mercati basati su finanza creativa o virtuale.

  10. umberto ingrosso

    Aggiungerei una piccola chiosa:chi ci sia dietro i Tg lo sappiamo.E se informassimo il pubblico su chi c’è dietro i giornali? Per esempio,chi sa che l’Editore di REPUBBLICA è stato una notte in prigione per corruzione ai danni delle Poste,(300 miliardi di allora,negli anni 80),e che se fossimo in USA sarebbe ancora dentro,visto che la Razza Padrona,laggiu,’ se sbaglia paga?Ai ragazzini Campani sarebbe certamente piaciuto,scoprire chi è il padrone del giornale che vorrebbe il Presidente del Consiglio in galera.

  11. Giuseppe Stasio

    Ciao Andrea, le tue lezioni di comunicazione e politica sono state interessantissime e le sette ore e mezzo sono volate perchè sei riuscito a tenere un livello di attenzione molto alto (magari fossero così i corsi universitari…).Spero che da noi terrai altre lezioni.
    Credo che i giovani che si avvicinano alla politica abbiano bisogno di una solida formazione politico-culturale e questa scuola mi sembra che sia sulla strada giusta.Continuiamo così!!!

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