Lo psicologo della crisi

Dialogo su Facebook, due giorni fa. “Ué, carissimo! Quanto tempo… che fai?” “Lavoro a Londra con il mio compagno”. “E lui che fa?” “Lo psicologo nella City”. “Mi immagino i clienti in questo periodo ;-)”. “Sì: ne ha tantissimi… tutti manager che rischiano di perdere il lavoro a causa della crisi e che, in alcuni casi, lo perdono davvero”. A quel punto scatta la molla del giornalista e comincio a chiedere particolari. Ecco la risposta del mio amico:

“Il 90% dei pazienti di Mike sono executive o manager nella City, moltissimi lavorano negli uffici londinesi delle banche internazionali più rilevanti del mondo. E’ una popolazione da sempre sotto stress, e che ultimamente vive con tensione gli affari finanziari di cui il loro mondo è protagonista. Il fenomeno delle redundancies è la paura che molti stanno vivendo in questi giorni, vedendo i colleghi mandati a casa improvvisamente e senza avviso da un giorno all’altro. Mentre si è arrestato il lavoro da parte di Human Resources di molte organizzazioni con cui lavoriamo, sono in netto aumento le richieste di psichiatri a noi vicini che… come cura all’ansia, allo stress, alla depressione, prescrivono la cura dello psicoterapeuta. Mike è stato recentemente intervistato dal Times, da Le Monde, dall’agenzia giornalistica AFP (il cui articolo è stato ripreso da organi di informazione di mezzo mondo) e in tutte le interviste ha confermato quanto la situazione nel mondo della finanza sta suscitando grande preoccupazione per i suoi clienti, che si cominciano a domandare se saranno loro i prossimi a dover preparare la scatola con gli effetti personali liberando la scrivania. La maggior parte dei nostri clienti pagano per le sedute utilizzando l’assicurazione sanitaria privata, che è parte dei benefit che ricevono come impiegati di questa o di quella struttura, e in un paio di casi il loro licenziamento improvviso ha generato il blocco di tutti i benefit, compresa l’assistenza sanitaria, dunque hanno smesso la terapia probabilmente nel momento in cui ne hanno più bisogno”.

Ecco quanto è vicina a noi la crisi: in termini di Facebook, due gradi di separazione. Se avete voglia, andate su Google e cercate qualcosa su Michael Sinclair psychologist crisis. Ci rivediamo qui per i commenti.

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2 risposte a “Lo psicologo della crisi

  1. marco brigliadori

    Ciao,
    Aproposito di sedute di psicoanalisi, più che un commento vorrei fare una domanda: e se improvvisamente ci risegliassimo e scoprissimo che gli ultimi 30 anni abbiamo vissuto, siamo cresciuti ed anche invecchiati in un mondo virtuale ma in realtà siamo fermi, che sò, al 1978…?
    “30 anni nell’effimero” potrebbe essere un buon inizio per il romanzo delle nostre vite.
    Marco

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