Razzisti immaginari

A sentire in Aula l’intervento del ministro Maroni, chiamato a riferire sui fatti di razzismo degli ultimi mesi, è tutta un’invenzione dei giornali e della sinistra. La signora somala fermata a Ciampino? Una spacciatrice che si è spogliata da sola. La prostituta legata seminuda a un palo della questura di Parma? Era clandestina, non doveva essere in Italia dopo tre fogli di via. Il ragazzo picchiato sempre a Parma, chiamato dalla polizia Emanuel negro? Presto per giudicare, aspettiamo la fine delle indagini. Il ragazzo di colore ucciso a Milano per un pacco di biscotti? Escluso il movente razziale. La frequenza allarmante di episodi di cronaca nera? Una denuncia strumentale e non documentata. Le critiche dell’Europa all’Italia? Ci ha appena lodato l’alto commissario Onu per i diritti umani. E quelle del Vaticano? Ecco, su questo pensavo che Maroni avesse l’astuzia politica di glissare, così come aveva glissato sul numero verde anti immigrati istituito dalla giunta leghista di Cantù e sulle frasi di Gentilini nella cerimonia del dio Po (“Macché moschee! Gli immigrati vadano a pregare e pisciare nel deserto!“). Invece no, e mentre lo dico penso che non ci avrei creduto se non lo avessi sentito con le mie orecchie: Maroni ha avuto la faccia tosta di citare il Papa, chiamandolo pure Santo Padre e scegliendo una sua espressione (“dovere della legalità”) per legittimare le tesi leghiste. Tre parole stralciate dal post Angelus del 31 agosto, che in realtà – come potete leggere qui – conteneva un appello accorato all’Europa perché vengano accolti gli immigrati. Quell’Europa che ora la Lega cita come modello, affermando di ispirarsi al patto di Sarkozy per l’immigrazione e l’asilo: un provvedimento miope, che guarda solo al breve periodo e non è capace di immaginare il futuro. Per noi ha parlato Jean-Leonard Touadi, nato in Congo Brazzaville e da trent’anni in Italia, dove ha preso diverse lauree. Ha parlato di “costruzione sociale del nemico” e di “imprenditoria della paura”, citando anche lui l’episodio di Gentilini. A proposito del prosindaco di Treviso: un parroco di Pinerolo ha avuto un’idea geniale, che merita pubblicità.

PRETE DI PINEROLO SFIDA GENTILINI: «VIENI A CURARTI QUI DA NOI»
Il prete di Pinerolo don Franco Barbero ha invitato il vicesindaco di Treviso Giancarlo Gentilini nel centro di cui è coordinatore – il F.A.T Onlus – per partecipare ad un programma terapeutico di “socializzazione primaria”. “Io voglio dire affettuosamente al signor Gentilini che noi qui lo aspettiamo per un bel programma da sviluppare insieme per una felice socializzazione. Ne uscirà estremamente arricchito”, ha dichiarato a micromega.net il prete di Pinerolo. “Siamo rimasti colpiti dalle sue spiacevoli dichiarazioni – ha spiegato ancora don Franco – e abbiamo pensato che potrebbe giovargli un cammino di questo tipo”. “Io non giudico Gentilini una persona cattiva. Forse in lui è cresciuta un po’ meno la capacità di dialogo, di socializzazione” e con un percorso mirato potrebbe essere aiutato e ricevere un certo ristoro “dalla sofferenza che certamente vive”. “Se si scambia la Padania per il centro del mondo”, se il proprio orizzonte di vita è schiacciato da un “angolo padano culturalmente circoscritto” quando poi “si esce da quei confini e ci si confronta con gli altri si va incontro a una grande sofferenza. Si scambiano gli uomini per lupi (e magari le moschee per cessi pubblici). Quando alla ragione si sostituisce la violenza, talvolta questo nasconde la consapevolezza di una propria inferiorità”. Noi vogliamo aiutarlo ad affrontare questa sofferenza – ha concluso don Franco – “con un cammino terapeutico di due anni, che Gentilini potrebbe iniziare da subito, magari condividendolo con un marocchino omosessuale che è nostro ospite qui e sta facendo un percorso molto bello. Sarebbe una convivenza che farebbe accettare le diversità, facendole risaltare, valorizzandole, e nello stesso tempo educando alla convivialità”.

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3 risposte a “Razzisti immaginari

  1. Don Franco, di solito questo genere di gente non sa neppure di essere malato. Purtroppo.

  2. umberto ingrosso

    La verita’ è che i Vigili Urbani di tutta Italia hanno dichiarato guerra all’Africa:ed è una guerra persa in partenza,considerato che in quel continente circolano,pare,alcuni milioni di AK47Kalashnikov.Il motivo è semplice:non hanno niente altro da fare.Le multe,strumento assai efficiente (quando erano di moda le tasse),per finanziare i Comuni,ora risultano sempre piu’ intollerabili.Quelli che,ubriachi,guidano con patente e carta d’identita’ Italiana o straniera escono appena entrano:inutile prenderli.Allora non restava che inventarselo,un lavoro:e cosi’ i Vigili hanno scoperto il Crimine di Colore.Mandiamoli tutti da Don Franco,con l’ordine tassativo di farlo sino in fondo,quel percorso molto bello di socializzazione primaria,che ne fara’ dei marocchini omosessuali possibilmente dediti allo spaccio.Ah,dimenticavo:chi regolera’ il traffico davanti alle scuole elementari,sulle strisce pedonali attraversate dagli anziani,chi accorrera’ quando ci sono morti e feriti in un incidente?La risposta è ovvia:ci penseranno le donne obbligatoriamente Africane, preferibilmente dedite allo spaccio,tassativamente lesbiche, assolutamente tossicodipendenti che Don Franco selezionera’ volta per volta,insieme a qualche suo collega pedofilo, per conto dei Comuni con lo scopo di donarci un mondo piu’ propenso alla convivialita’.

  3. Purtroppo continuano ad essere riportate notizie di cronaca con atti di razzismo non ultima questa notizia:
    http://www.julienews.it/notizia/14617_varese-ragazza-marocchina-pestata-a-sangue-in-mezzo-alla-strada.html
    definita “episodio di bullismo” al GR2 di oggi, ore 12.30…
    A me è subito saltato alla mente questo film:
    La lunga strada verso casa (The Long Walk Home) (1990) – Odessa Cotter (con Whoopi Goldberg)

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