Tempo sprecato

Ici e autostrade, sicurezza, tre volte la manovra finanziaria: quella di oggi pomeriggio sulla riforma Gelmini è la sesta fiducia dall’inizio della legislatura, e ne approfitto per chiarire un po’ le idee ai non addetti ai lavori. La fiducia – semplifico – è un meccanismo per evitare che vengano presentati emendamenti al testo: si approva tutto in blocco, se no cade il governo. In genere, si tratta di decreti che il Consiglio dei ministri ha varato e che il Parlamento deve convertire in legge: proprio in questo processo di conversione possono uscire fuori delle crepe nella maggioranza – ad esempio: il Pdl vorrebbe modificare un articolo che piace alla Lega, e che anche il Pd modificherebbe volentieri – e così si blinda tutto. A scapito dell’opposizione, che – non avendo i numeri per far approvare leggi proprie – perde anche l’unica arma rimastale: quella di migliorare i testi altrui. Spesso (come in questo caso, sui tagli alla scuola) gli emendamenti ci vengono proposti dagli stessi addetti ai lavori, che confidano proprio nel nostro impegno per limitare i danni di una legge pensata male. Ed è umiliante, davvero, rispondere a tutti che non abbiamo potuto fare nulla… tranne un’opposizione culturale, che consiste nell’alzare la voce in Aula, nello scrivere articoli sui giornali e, ogni tanto, nel portare pure la gente in piazza. Nel governo Prodi – la mia è una descrizione, non una valutazione di merito – il ricorso alla fiducia era quasi automatico: con una coalizione così sbrindellata e con una maggioranza minima al Senato, era l’unico modo per tenere insieme tutti. Quando invece hai un centinaio di deputati in più dell’opposizione, come capita al Centrodestra in questa legislatura, ti aspetti che il Parlamento recuperi il suo ruolo e ritorni ad essere il luogo della discussione. Degli scontri, magari anche aspri, e delle sintesi. Invece no, non tocchiamo palla. Di tutti i provvedimenti approvati finora, ratifiche di trattati internazionali a parte, l’unico nato in Parlamento è il disegno di legge sulle “Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato”, passato alla storia come lodo Alfano. Nato nel posto giusto, ma andato via di casa troppo in fretta: presentato il 2 luglio alla Camera, è stato votato dopo soli 8 giorni, con uno stravolgimento dei regolamenti parlamentari che ha impedito un esame approfondito in Commissione e un dibattito serio in Aula. E non lo dico per orgoglio parlamentare (anche se, onestamente, 12 decreti legge su 13 provvedimenti sono un insulto alla Costituzione), ma perché proprio nel dibattito politico, a volte, siamo riusciti a migliorare qualcosa: penso alle impronte digitali inizialmente previste solo per i rom e poi – grazie alla nostra pressione – estese a tutti, o al ritiro del Salvaretequattro. Per noi, questa si chiama democrazia. Per Berlusconi, invece, perdita di tempo.

ROMA (MF-DJ), 2 OTTOBRE –La richiesta della fiducia alle Camere sui provvedimenti presentati dal Governo “è un atto di responsabilità e di coraggio”. Ad affermarlo è il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, interpellato in merito al dibattito sul ricorso alla decretazione d’urgenza e alla questione di fiducia per accelerare l’iter parlamentare dei provvedimenti. A tale proposito, il premier ha invitato i presidenti delle Camere a “cambiare i regolamenti parlamentari, perché i parlamentari stessi sono depressi per tutto il tempo che viene sprecato con l’opposizione che si diverte a fare ostruzionismo”. gug/ren

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9 risposte a “Tempo sprecato

  1. So che sto per scrivere una frase che, pur se molto ripetuta in questi giorni, è pesante e grave, ma non vedo altri termini per definire la situazione di un Presidente del Consiglio che, stracciando tutte le norme e le consuetudini che regolano i rapporti fra organi costituzionali, “invita” le 2 assemblee a modificare i regolamenti parlamentari per rendere il lavoro delle Camere funzionali ai suoi bisogni. E quando il potere esecutivo si estende e si confonde con quello legislativo, espandendosi anche a quello giudiziario (per non parlare dei poteri “di fatto” dati dal possesso di reti televisive, quotidiani e periodici) non può non parlarsi di “dittatura di fatto”. Non siamo vicini ad una deriva dittatoriale, no no, siamo già dentro ad una dittatura, morbida nei toni ma severa nei comportamenti: il parlamento DEVE fare ciò che il capo dell’esecutivo, il proprietario di Mediaset, l’azionista di Mediobanca, l’uomo più ricco d’Italia (ruoli che fanno tutti capo allo stesso soggetto)vuole.

    Giova ricordare che per questo motivo l’attuale capo del governo vede come il fumo agli occhi la possibile riforma di una legge elettorale che preveda l’espressione del voto di preferenza. I parlamentari se li vuole scegliere lui, scartando quelli non abbastanza servili e promuovendo le “Carfagna” di turno.
    Contro questa situazione che ci rimane? Ci rimane la piazza, la protesta, la forza dell’indignazione e l’esercizio del potere di controllo e di “ratifica” (espressione non tecnicamente precisa ma che rende l’idea) attraversoi referendum. E quindi: l’esecutivo impone voti di fiducia a raffica? rispondiamo con referendum in sequenza, contro il lodo alfano, contro il lodo consolo, contro la legge gelmini e contro tutto ciò che non serve al paese ma a solo al capo dell’esecutivo e ai suoi accoliti.

    Poi cerchiamo anche l’occasione per discutere qui, in questo foro libero e pluralitario, dello scandalo di un governo che non sa esprimere uno straccio di idea pratica per fronteggiare la più violenta crisi finanziaria degli ultimi 20 anni. Ma questi non sono politici, sono dei mediocri amministratori di condominio (anche se io, nel mio condominio, uno come il cav. B non ce lo vorrei proprio come amministratore!)

  2. marco brigliadori

    Caro Magociclo,
    quando si parla di fascismo si intende esattamente quello di cui state parlando tu ed Andrea. Nessun dittatore si è mai sognato di cambiare le regole dello stato da un giorno all’altro, nè di farlo da solo.
    Nè Cesare, che ha dovuto concentrare su di se prima l’autorità di Pontefice Massimo poi di console a vita lasciando ad Ottaviano l’atto finale, nè Napoleone , che è passato da generale a primo console per arrivare ad essere imperatore.
    Si tratta solo di saper aspettare ancora un pò.
    Dai, scherzo… il fascismo non esiste più, i dittatori sono roba dell’altro secolo.
    Oggi basta controllare un pò, mica tanto, le coscienze e qualche rete televisiva.
    Ciao Marco

  3. umberto ingrosso

    Se non dovessero piu’ comparire miei post su questo blog,vuol dire che qualcuno,alle 4 del mattino,ha bussato alla mia porta e mi ha portato via.Vi prego dunque,cortesemente,di informarne AMNESTY INTERNATIONAL.Oramai c’è un solo modo di rimediare a questa situazione,prima che i cacciabombardieri dellAeronautica bombardino in Quirinale ed uccidano Allende…pardon,Napolitano.Ed è scendere tutti in Piazza.D’altronde ha gia’ funzionato:per esempio nel 1960.Ai Comunisti non piaceva,quel Governo Tambroni,e cosi’ occuparono le piazze.Occuparono anche i tetti i Reggio Emilia,sui quali comparvero le mitragliatrici pesanti che il noto assassino Pietro Secchia nascondeva(si fa per dire,lo sapevano tutti)in qualche scantinato,e che spararono sulla Polizia,non sui facisti.Vecchi,cari tempi del PCI di Peppone! Quelli erano Compagni con le palle,altro che questo Veltroni che per organizzare la rivolta popolare cosi’ ben descritta piu’ sopra sta perdendo tempo inutilmente! E’ quando il gioco si fa duro,che i duri entrano in gioco,e si fa appello alle antiche radici,alle passate virtu’,e si riscopre l’autenticita’ nella propria anima.E questo Veltroni la sta annacquando,quest’anima,la sta pervertendo,quando il Popolo vuole Giustizia,ed i Compagni sovietici invitano a decidere.

  4. …qualcuno, più degno di me, vorrebbe comunicare al compagno Ingrosso l’avvenuta caduta del muro di Berlino?
    Sono certo la sua profondità di analisi troverebbe in questo evento capitale, di cui evidentemente non è a conoscenza, prezioso alimento…

  5. umberto ingrosso

    E’quello che dico io,caro camerata SuperMario:il Muro è caduto,a Bad Godesberg bevono ancora l’acqua minerale,e voi credete ancora che se qualcuno si permette di governare al vostro posto,vuol dire che è un fascista.E poi lascia tare gli alimenti: mi viene in mente,non so perchè,il magna magna in Abruzzo.

  6. Caro Andrea, ti abbiamo ospitato il 2 giugno in Sicilia e mi pare che come categoria di docenti ed in primis come educatori, non siamo poi tanto male come dice la Gelmini.
    Vorrei sottolineare che i docenti del Nord sono circa il 67% del Sud.
    Sembra un rompicapo ma nelle scuole del nord insegnano un buon numero di docenti che emigrano al nord per trovare opportunità di lavoro. Anche io nel lontano 1984 fino al 1989 ho insegnato in una scuola del nord esattamente a San Donato Milanese presso l’ITC di via martiri di Cefalonia. Ho un ottimo ricordo di quegli anni , forse perchè i miei colleghi provenivano tutti dalla Campania in giù, Persino il dirigente scolastico era del sud! Mia cara Gelmini vorrei tanto conoscere chi sono i tuoi consulenti ministeriali e sopratutto sapere se fra essi ci sono insegnanti che rappresentano tutti i cicli scolastici e se essi sono scelti dal basso e non imposti da questo o quel politico di turno.
    Mi chiedo cosa possiamo fare noi cittadini italiani e docenti maltrattati, se neanche i nostri parlamentari di opposizione riescono a contrastare le decisioni di questo governo che sovente ricorre al voto di fiducia consapevole che tra le loro fila ci possano essere i cosidetti franchi tiratori. Sono molto sfiduciata non ci aspettiamo niente di buono da questa riforma che serve solo a racimolare soldi per le casse del governo a discapito di tutti coloro che operano nella scuola con dignità e dedizione verso il proprio lavoro

  7. Onorevole,
    non sono qui per bacchettarLa ma invece di lamentarsi tanto per l’impossibilità di collaborare con il Governo, perchè Veltroni e Voi tutti dell’opposizione non tenete d’occhio certe cose:

    http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/economia/parmalat-richiesta-pm/norma-salvaprocessi/norma-salvaprocessi.html

  8. @ fac: se legge gli interventi di stamattina in Aula, alla Camera, noterà che Tremonti è stato bacchettato sull’emendamento salva manager. Poi è andato al Senato e si è fatto bello, come se l’indignato fosse lui, ma questo è un altro discorso.

  9. Gentile Onorevole,
    innnanzitutto Le sono grato per la pronta risposta e sono ben felice di vedere che ci sono politici pronti al dialogo con l’elettorato/cittadini comuni.
    Quello che volevo prima specificare è che non è possibile che sia Report a trovare la “magagna” e non l’opposizione.
    poi che Tremonti se la rigiri, è cosa stravecchia.
    grazie ancora per la risposta

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