Indignati speciali

Dalla pubblicazione della mia foto al pianoforte sul Giornale, le cose hanno preso una prevedibile brutta piega. Ma ritengo ancora, in coscienza, di aver fatto bene a parlarne. Alla giornalista che mi ha chiamato nel pomeriggio, per intervistarmi, ho detto di leggere il blog; lei lo ha fatto, rimontando il post di ieri secondo convenienza (una parola sì, due no… sappiamo tutti come si fa, anche se io non l’ho mai fatto). Nel frattempo, l’autorevole TgCom (continua a sfuggirmi il nome del proprietario della testata) ha rilanciato la notizia e sono finito in un vortice di insulti. Che sono proseguiti anche stamattina, sulla mia mail della Camera, con messaggi del seguente tenore:

“Carissimi (si fa per dire) onorevoli (la minuscola è d’obbligo), ma come? Vi siete fatti beccare con le manine nella marmellata (ops! Meglio, sui tasti di votazione del vostro assente vicino di scranno). E il Sor D’Alema non si avvede di nulla? O poffarbacco! E come ridono allegri alcuni di voi, manco foste ad una gita scolastica. E poi qualcuno intona anche le canzoncine d’osteria. A proposito dopo questa bellissima performance che avete fatto? Tutti a cena da “Cacio e Pepe” sotto casa del boss? Veramente non ci sono parole, anzi ce n’è una sola: vergogna! E ora voglio proprio vedere se avete il coraggio civile di rappresentanti dello stato di dirci come mai simile indecoroso spettacolo. E non negate perché le foto parlano chiaro!”.

Lo stile è ricopiato da Striscia la notizia, e non è un caso. Mi è venuto in mente il servizio dell’altra sera, sui parlamentari che non fanno la raccolta differenziata: come se fossimo noi, materialmente, a mettere la roba nei cassonetti. Chi ha più esperienza di me, chi è più smaliziato, pensa solo a tenere botta, perché il vento dell’antipolitica passerà. Io, invece, da buon don Chisciotte, mi batto direttamente contro i mulini. E poi, quando mi accorgo che non ci riesco, cerco almeno di cogliere il lato positivo di questa mobilitazione generale, e forse ne trovo uno: la capacità della gente di indignarsi. Finché qualcuno si indigna, mi ripeto, la democrazia è in buona salute. Ma c’è un rischio, comunque, ed è quello di fermarsi alla superficie: vedendo salire un barbone, in autobus, è più facile indignarsi per la sua puzza che non per le cause della sua povertà; vedendo una prostituta per strada, è più facile indignarsi per il suo perizoma che non per i suoi carcerieri. Sì, ma la puzza del barbone dà fastidio. Sì, ma le chiappe della prostituta scandalizzano i bambini. E per questo, quando un sindaco fa un piano anti-barboni e un ministro fa un decreto anti-prostitute, pensiamo che finalmente il problema sia risolto. E così, quando il giorno prima la maggioranza va sotto su un emendamento perché 120 deputati del Centrodestra sono a spasso e il giorno dopo il quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi sbatte in prima pagina le foto dei pianisti di Centrosinistra, be’, direbbero gli spagnoli, se le ve el plumero. Ma non è, la mia, una giustificazione d’ufficio per discolparmi (dell’episodio ho già parlato ieri): è solo un augurio appassionato e sincero agli indignati di professione, perché sappiano andare oltre la cortina di fumo che la propaganda ci mette davanti agli occhi e, soprattutto, non si facciano ingannare come polli dalle armi di distrazione di massa. L’Ici, il grembiulino, i fannulloni, la social card… serve altro? Vogliamo discutere seriamente del ruolo del Parlamento in questa legislatura o vogliamo continuare con le foto di ieri?

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17 risposte a “Indignati speciali

  1. Andrea, non ti curar di lor, ma guarda e passa…
    Ormai è andata, nel bene o nel male. Solo che come hai detto te, il giornale di famiglia anziché riportare che il governo è andato sotto perché i suoi amici erano a spasso, ha cercato un’altra notizia su cui potesse ricamarci sopra.
    Mi spiace che ci sei finito in mezzo te. Poteva capitare sicuramente ad un altro, perché tanto sono bravi a dare sempre la colpa a qualcun altro, no?
    Vai avanti per la tua strada.

  2. Enrico Di Roberti

    Andrea… non pensarci… continua come sai fare tu… ti conosciamo e ti vogliamo bene!!!

  3. Caro Andrea, alla fine della fiera non possiamo che “assolverti”. Perché dai tuoi interventi sul blog si evince come, da un lato, tu abbia giustificato il tuo gesto (che – e io ti credo perché sei una persona onesta e credibile – hai compiuto in perfetta buona fede), dall’altro, come tu abbia un evidente “conflitto di coscienza” anche se (ripeto) tu abbia descritto dettagliatamente le circostanze che ti hanno spinto a fare il “pianista”.

    Infine, a differenza di tutti gli altri pianisti che nella storia della Repubblica sono intervenuti in Parlamento, sei l’unico che lo ha ammesso senza remore. Magari la prossima volta scrivilo sul tuo blog, anche se i giornali non ne parleranno.

    No, non è coglioneria questa. E’ rispetto per gli altri.

  4. Gaetano Palmieri

    Andrea,
    ieri sono stato il più critico verso il tuo gesto (..e non vorrei che le mia parole fossero quelle smontate e rimontate dalla giornalista) ma il senso delle mie parole, che come saprai provengono dall’interno, da chi gravita nel PD, era che avresti dovuto non solo ammettere di aver pigiato il tasto (la qual cosa da sé ti fa onore, non ricordo altri che abbiano ammesso di aver votato al posto di un collega, NEGARE, NEGARE SEMPRE, NEGARE ANCHE L’EVIDENZA è di solito lo stile) ma anche di esserti (a posteriori logicamente) reso conto di aver commesso un errore.
    NULLA, però giustifica gli attacchi alla tua persona, e perciò, dopo che in privato, ti rimanifesto qui pubblicamente la mia solidarietà.
    Sugli indignati di professione, concordo in pieno.
    Cerca di cacciarti alle spalle questa storia che abbiamo tante battaglie da combattere e le energie ci serviranno TUTTE.

  5. Se sei davvero onesto e trasparente pubblica sul blog quanto guadagni…non una cifra ma la copia della busta paga… così capiamo se la tua zelante collega non poteva fermarsi mezz’ora in più finita la seduta invece di farsi sostituire dall’altrettanto zelante pianista…

    Quanto scommettiamo che quella busta paga non la vedremo mai?

  6. @ Paola: ti mando i conti via mail, se mi lasci un indirizzo. In ogni caso, il mio stipendio è pubblico: basta andare sul sito della Camera. Ci sottrai 1.500 euro al mese per il PD nazionale, 4.190 euro al mese per i collaboratori (compresi i contributi), circa 1.000 al mese per il PD campano. Se poi vuoi scendere ancora più in dettaglio, l’ultima bolletta del telefonino che uso per lavoro era di 1.112 euro, ma ci ho chiamato qualche volta anche mia moglie. Le ricevute dei taxi, purtroppo, le ho buttate. E pure i biglietti degli autobus, mannaggia.

  7. Enrico Di Roberti

    Per Paola…
    Andrea è una persona trasparente…
    Al posto suo non ti avrei risposto, ma lui è migliore di me!!!
    A me non frega nulla di quanto guadagna…e se penso che una volta e sceso a Napoli per parlare con me e altre 2 persone per più di due ore, quando avrebbe potuto fare altro…questo me lo ha fatto apprezzare ancora di più…
    Andrea te lo ripeto… noi ti siamo vicini… SEMPRE!!!

  8. Andrea, continua così. Di pianisti ne abbiamo bisogno per mandare sotto il governo, qualche volta.

  9. P.S. Scusa la curiosità e l’off topic, volevo sempre chiedertelo.

    Ma nella testatina, quella persona a cui mostri l’indice è per caso Luigi Necco?

  10. @ karalis: no, è il direttore del Cottolengo di Torino.

  11. umberto ingrosso

    Non è un caso,se intervengo per ultimo,quando di solito arrivo primo.E’ che i processi non mi piacciono,se non quelli agli zingari.Andrea,se esci da Montecitorio e giri a destra,fatti 30 metri trovi “Giolitti”.Fanno un gelato che levete.Consiglio in particolare la Coppetta Crema e Cioccolato.Ma anche Lampone e Mirtillo non è male,e la Cassata siciliana è”na Billizza”,direbbe Camilleri.La prossima volta,fatte na coppetta,invece di restare in Aula.

  12. umberto ingrosso

    Ah,un’altra cosa.Ai passeggeri dell’autobus non tocca chiedersi perchè il barbone è diventato barbone,all’Ingegnere assalito sul metro’ B da quattro ROM che volevano rubargli i Computer (alle 11 del mattino,vagone pieno)non tocca chiedersi perchè rubino.A tutti costoro tocca solo chiamare la Polizia.E’il Giudice che stabilisce dove sta la colpa del barbone,e quella dei ROM.La legge c’è apposta,ed alla legge SI OBBEDISCE.

  13. marco brigliadori

    Il commento di Ingrosso la dice lunga su quanto tu abbia centrato il punto nel tuo post. Sono due mondi caro Andrea, che non si parlano. Uno è fatto di livore, astio e presunta legalità (presunta, perchè vale finchè si tratta di rubagalline puzzolenti), l’altro di dialogo, ricerca dell’altro… passione per l’altro.
    Un vecchio numero dell’espresso (parlo degli anni 70) aveva in copertina il titolo : “Si può parlare con i fascisti?” No, Andrea non ci si può parlare, si possono amare ma proprio parlarci no.
    Ciao, Marco

  14. umberto ingrosso

    I vecchi numeri dell”Espresso”degli anni 70 me li ricordo anch’io:dicevano che in fondo le BR erano”compagni che sbagliano”.Si puo’ parlare con le BR? Durante il Governo Prodi avete permesso una dimostrazione di loro fiancheggiatori,tra l’angoscia e le proteste dei parenti dei 450 assassinati dai vostri compagni.Si puo’ parlare con i fascisti? Il PCI ci ha fatto un Governo,in Sicilia,il cosiddetto GOVERNO MILAZZO:a dimostrazione che i due mondi,volendo,si parlano,eccome.Si puo’ parlare con uno che scambia me con un fascista?Non si puo’ nè parlarci,nè amarlo,e si puo’ informarlo che alla sua “passione per l’altro” preferisco la Coppetta Crema e Cioccolato di Giolitti.Si puo’ prendere per il culola sua ipocrisia e la sua falsa coscienza:questo si puo’.

  15. possibile che ogni post si trasformi in un campo di battaglia?

  16. umberto ingrosso

    Vorrei sapere se ti hanno mai dato del fascista…Personalmente,Andrea,non credo affatto che da pinista tu abbia minacciato gli “equilibri democratici” del Paese.Trattasi,per me, di folklore parlamentare:come il voto a SOPHIA LOREN in occasione dell’elezione del Presidente della Repubblica.Se questo è parlare da fascisti,dillo tu.

  17. marco brigliadori

    Touché…
    Marco

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