Lezioni di piano

Avevo provato da piccolo, con la chitarra, ma ho deciso di smettere quando, dopo cinque anni, non avevo ancora imparato il barrè: ritrovarmi dunque pianista, a pagina 6 del Giornale di oggi, mi ha fatto una certa impressione. Facili battute a parte, la foto pubblicata, il titolo sdegnato (“Scandalo in Aula”) e il tono dell’articolo mi obbligano a rispondere al quotidiano della famiglia Berlusconi; anche se, lo dico onestamente, molti miei amici cari mi avevano invitato a soprassedere, “perché se no metti solo benzina sul fuoco”. La foto è di ieri mattina (più o meno, l’ora in cui Barbara B. e sua madre Veronica andavano alla Bocconi per una lezione di etica), la mano sinistra è sul mio pulsante di voto e quella destra è sul pulsante della mia vicina, Chiara Braga: una delle deputate più “secchione” di tutto il Parlamento, una di quelle che spesso (l’ultima volta due giorni fa, all’una di notte) spengono le luci di Montecitorio insieme ai commessi. Non mi ricordo mai un’assenza di Chiara, dall’inizio della legislatura, tranne un giorno a fine giugno (mi pare) per impegni nel Comune di cui è vicesindaco. Spesso capita che, per un motivo o per un altro, uno di noi si sbagli a votare, oppure non si riesca a farlo, perché il presidente ha chiuso il voto molto in fretta (a me è capitato l’altroieri: ho starnutito ed ho perso l’attimo). A quel punto, bisogna scendere giù dai resocontisti, di persona, e comunicare loro l’errore. Così ha fatto la povera Chiara, che però – mentre era giù, nel bel mezzo dell’aula – ha trovato la fila; nel frattempo, il presidente ha indetto un altro voto. Le ho fatto segno (“Tranquilla, ci penso io!”) ed ho votato anche per lei. Capisco che, nel clima di sospetto attuale, una storia del genere possa assomigliare a una favoletta… ma ci tengo a raccontare la verità, perché – da quando mi sono candidato – sono sempre stato trasparente (anche troppo, mi dicono alcuni di voi) e non intendo smettere ora. E c’è un’altra cosa che devo aggiungere. Quando si dice che votiamo per salvare la diaria ai nostri colleghi, bisogna anche sapere come stanno le cose: per avere diritto alla diaria basta aver partecipato al 30 per cento delle votazioni giornaliere. In giornate intense come queste (l’altroieri abbiamo votato 170 volte, per capirci), insomma, se ne possono saltare anche più di un centinaio e “stare tranquilli”. “Perché ci dice tutto questo?”, chiedeva Fabio Fazio a Massimo Alfredo Giuseppe Maria nelle prime edizioni di “Quelli che il calcio”. Per la precisione.

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11 risposte a “Lezioni di piano

  1. Ma insomma ,senza tanti rigiri di parole, ha votato per la sua amica o no?? Risponda solo SI o NO. giusy monti

  2. @ guysy: SI (senza accento, come vuole Lei). E Le auguro di non perdere mai questo fine senso critico.

  3. Gaetano Palmieri

    Andrea, siamo al fine giustifica i mezzi? Avrei aggiuntoal tuo pezzo un “ho sbagliato (perchè votare per un altro è sempre sbagliato). ma……
    Lo avrei preferito. (ma è una mia oponione)!!!!

  4. In coscienza, Gaetano, non mi sento di aver sbagliato. Lo sbaglio vero è il giustizialismo, perché la giustizia vera tratta in maniera uguale situazioni uguali ed in maniera diversa situazioni diverse. Però riconosco che, contro il vento dell’antipolitica, c’è poco da fare.

  5. Gaetano Palmieri

    Non prenderla male, credo in tutto e per tutto alla versione da te raccontata ma, la regola serve a disciplinare un caso astratto: violarla, anche se mossi da una giusta causa, non cancella il reato, può solamente attenuarne la sanzione

  6. Andrea ti aiuto io!

    “Summum ius, summa iniuria” Cicerone (De officiis, I, 10, 33)

    L’espressione indica che una applicazione acritica del diritto – che non tenga conto delle circostanze a cui le sue norme devono essere applicate nel singolo caso e delle finalità a cui esse dovrebbero tendere – può facilmente portare a commettere ingiustizie o … Visualizza altroaddirittura costituire strumento per perpetrare l’ingiustizia.

  7. Gaetano Palmieri

    l’interpretazione del diritto ritengo che serva a comminare la giusta pena non ad escludere la commissione del reato.
    Mi rendo conto delle circostanze ma dire “ho sbagliato” anche se l’ho fatto senza rendermi troppo conto che stavo sbagliando ci poteva stare.

  8. marco brigliadori

    Senza scomodare i maestri del diritto io la vedo semplicemente cosi’:
    se qualcuno passa al semaforo con il rosso ma ha a bordo un ferito (per favore non scandalizzatevi per l’esempio ardito) non commette forse una infrazione? E Se qualcunaltro lo fotografa e lo pubblica sul giornale cosa vedono tutti? Il solito pirata della starda. Bene, se davvero Andrea e’ “accorso” in aiuto di una collega ingiustamente messa in condizione di svolgere il proprio compito istituzionele, allora bene ha fatto a votare in sua vece, sempre che fosse assolutamente certo delle sue intenzioni di voto.
    Se solo una di queste due condizioni non fosse vera, allora Andrea avrebbe commesso un’azione gravissima… ma non sarebbe l’Andrea che credo di aver imparato a conoscere.
    Tieni duro, Marco

  9. Sono d’accordo con Palmieri: un errore e’ stato commesso. Pur apprezzando la franchezza del post e dei commenti, non credo che esercitarsi al pianoforte sia errato o meno a seconda della motivazione. Se c’e’ un divieto (inutile, direi, vista la sfilza di parlamentari pianisti nella fotogallery del Giornale) varra’ la pena rispettarlo, no? Se e’ un divieto sciocco, subito una mozione in Aula per abolirlo!

  10. prendete i pianisti veri..
    Caro Andrea, hanno ragione quelli che dicono non esageriamo con le giustificazioni.
    sourtout pas de zel.
    (La norma impedisce di votare per gli assenti non per i presenti, documentabili, per altro)

  11. Si sa in genere (e senza generalizzare) che certi servizi giornalistici fanno audience, se poi siano un contributo al miglioramento della giustizia io non lo so (a volte penso di no). Dice bene Van de Sfross quando canta. “abbiamo visto quello che ci han voluto far vedere e abbiamo sentito quello che han voluto farci sentire).
    Servirà a poco ma anche io credo nella buona fede (tra le varie cose in cui credo).

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