I cattolici nel Pd

Stamattina ho visto Rosy Bindi, due minuti dopo aver letto le sue dichiarazioni sulla Repubblica. Ce l’aveva con Rutelli, con “la bella idea di acchiappare i cattolici in modo trasversale: un modo strumentale di usarli, in vista di altre alleanze”. Le ho detto che non ero d’accordo con lei e le ho spiegato perché: a mio parere, non si va lontano se non si fa breccia dall’altra parte: e non è un problema di alleanze, ma di elettori. Poi mi sono seduto e l’ho ascoltata: il suo intervento al convegno dei Cristiano sociali (a meno di un km da quello di Retinopera: sono tre giorni che faccio la spola per le vie di Assisi!) mi è piaciuto molto, perché l’ho trovato costruttivo. Il tema era, appunto, “I cattolici nel Pd”. Rosy ha invitato a superare le appartenenze di sempre, confessando che oggi “continuiamo ad incontrarci con quelli che eravamo prima” e non coltiviamo “la possibilità nuova di mischiarci, da democratici”. La sfida principale dei cattolici nel Pd, ha detto, “deve essere quella della contaminazione”. Come potevo non essere d’accordo, io che ho parlato alla Festa democratica di Genova su invito della corrente di Letta, io che sono in questo momento al convegno dei Cristiano sociali, io che frequento il giro rutelliano, io che vado a sentire Franceschini a Cortona, io che non perdo mai una conferenza di Castagnetti? Ma il problema, mi sembra di capire, non è mio: è un po’ più in alto, risiede nel fatto che “il Pd oggi sconta le identità di tutti i leader dei partiti precedenti”. “Attenzione a non fare l’Italia dei club”, ha ammonito Mario Marazziti, portavoce della Comunità di Sant’Egidio: “una realtà come la nostra – ha detto – non si riconosce in un solo partito, ma chiede comunque ai cristiani nel Pd di dare un contributo per fermare l’imbarbarimento della società”. Si è parlato anche di laicità, tema che affronteremo lungamente nel convegno di martedì (a proposito: chi può venga, siamo in piazza della Minerva 38, a Roma): Rosy Bindi ha ricordato che “non è incompatibile con la fede”, Pierluigi Castagnetti ha invitato la Chiesa a custodire gelosamente l’autonomia dei laici, “educandoli a prendere dei rischi e rispettandoli quando li hanno presi”, senza scandalizzarsi – come diceva don Sturzo – “se, nell’impatto con le realtà temporali, ci divideremo”. Ogni volta che apre bocca, Castagnetti mi insegna qualcosa: oggi, per esempio, ha raccontato di quando i costituenti cattolici formularono l’articolo 2 della Costituzione, ha riflettuto sulla “morbida deriva culturale” su cui Berlusconi sta portando l’Italia e, soprattutto, ha citato una frase di Alcide De Gasperi che mi appunto qui, per inchiodarmela al cuore. “La differenza tra i politicanti e gli statisti – diceva De Gasperi – è che i primi lavorano per le prossime elezioni, i secondi per le prossime generazioni”.

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3 risposte a “I cattolici nel Pd

  1. umberto ingrosso

    Fa piacere sapere che Castagnetti parli di “morbida deriva culturale”mentre Veltroni sul CORRIERE scopre la “Putinizazzione dell’Italia”:che significa che presto i giornalisti di Sinistra saranno assassinati per strada.Cosa che è gia’ accaduta,da noi,ad opera dei “compagni che sbagliano” delle BR.Durante il Governo Prodi ci fu una manifestazione pubblica di loro fiancheggiatori,ma nessuno parlo’ di “pericolo per la democrazia”.Il pericolo,per le istituzioni,viene da Destra,per definizione.Ma è anche cosa giusta che Buonaiuti abbia messo in chiaro che in Italia esiste gia’,quel “pericolo per la Democrazia”,prima che ne parlasse Veltroni, e che è costituito dal partito dell Sbirro Giustizialista.Fa anche piacere che Rutelli stia guardando ad altre alleanze:e’ stato un eccellente Sindaco,a Roma,ed è stato sconfitto perchè Veltroni ha distrutto tutto cio’ che aveva costruito:la fiducia della “ggente”innanzitutto.Ho sempre creduto che un buon Cattolico non puo’ restare a lungo in compagnia di chi è cresciuto nelle Cellule dell’Ex PCI.Vedremo se sbaglio.

  2. come non essere d’accordo con la chiara visione di De Gasperi!!!i cattolici in politica e nella società devono impegnarsi per il bene comune e operare come sale della terra e luce del mondo a tutti i livelli

  3. Enrico Di Roberti

    Noi cattolici dobbiamo sentire la responsabilità di proporre il nostro punto di vista in tutti i campi e per tutti i temi. Non dobbiamo essere un’appendice utile ai fini elettorali ma protagonisti culturali e politici, aperti e dialoganti… e questo può essere fatto con chiunque… a destra ( che però ascolta i cattolici quando a loro fa comodo, vedi il caso dei Rom) e a sinistra!

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