Question time

Dopo una settimana abbondante di tira e molla, sul dilemma “facciamo l’interpellanza o il question time?”, il gruppo parlamentare mi ha dato fiducia e si è optato per la seconda ipotesi. Quella più ambita, perché c’è la diretta televisiva, ma anche quella che ti dà meno tempo per spiegare le tue ragioni: un minuto per interrogare, tre al governo per rispondere, due a te per replicare. La replica non l’ho fatta io, ma Federica Mogherini, una mia collega molto sensibile – siamo in molti, nel Pd – al tema della cooperazione allo sviluppo. Fino a un attimo prima del question time, non si era neppure presentato il ministro Vito, impegnato al telefono per due terzi del mio intervento e poi, al momento della risposta, entrato in stato confusionale: colpa di chi gliel’aveva scritta, scambiando i dati del governo Prodi (aiuti in crescita) con quelli dell’attuale esecutivo (aiuti al minimo storico: 0,1 per cento del Pil, contro lo 0,7 per cento fissato dall’Onu negli Obiettivi del millennio). Vito ha poi annunciato ufficialmente che l’Italia non rispetterà l’impegno di raggiungere questi Obiettivi, perché ci costerebbe troppo, e buonanotte al secchio. Quando saremo presidenti del G8, l’anno prossimo, Berlusconi inviterà tutti a Villa Certosa, darà due pacche sulle spalle, farà le corna nelle foto, si metterà la bandana, canterà con Apicella e l’Italia avrà recuperato il suo prestigio internazionale. Vabbè, ecco qui sotto il mio intervento (qui invece trovate il video e qui il testo integrale dell’interrogazione):

ANDREA SARUBBI. Grazie, signor presidente. Signor Ministro, La prego di non vedere in questa interrogazione una polemica, ma piuttosto una mano tesa al governo. Una mano tesa di cui avete bisogno, per evitare una figuraccia internazionale al ministro Frattini, ma soprattutto per evitarla al nostro Paese, prossimo presidente del G8. Da domani, a New York, le Nazioni Unite verificheranno se gli Stati membri hanno rispettato gli impegni nella lotta alla povertà. L’Italia dirà di no. Anzi: invece di aumentare i fondi per la cooperazione, il governo li ha tagliati. Erano lo 0,2 per cento del Pil, passeranno allo 0,1. Questo significa due cose: da un lato, che per l’Italia gli impegni internazionali sono carta straccia; dall’altro, che sull’immigrazione fate pura demagogia: ci dite che per fermare l’arrivo di disperati occorre aiutare i Paesi di origine, ma poi togliete loro anche le briciole. Caro ministro, se vi interessasse – ma non credo che vi interessi – vi direi che i poveri vi stanno guardando. O che vi stanno guardando centinaia di organizzazioni non governative che vedono saltare per aria migliaia di progetti. Sappiate, almeno, che vi guarda la comunità internazionale. Per questo, chiedo al governo che nella prossima Finanziaria vengano aumentate le risorse per la cooperazione, per avvicinarci allo 0,7 per cento del Pil nel 2015 fissato dall’Onu negli Obiettivi del Millennio.

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6 risposte a “Question time

  1. Beh… si può sempre supplire pagando i riscatti degli italiani che vanno in giro per i paesi terzi e che vengono rapiti… tra poco ci rapiranno anche in Svizzera e Norvegia…

  2. Enrico Di Roberti

    Susy… questa è un’ottima idea…AHAHAHAHA!
    Scherzi a parte… credo che Andrea abbia centrato il punto… da notare che Vito ha parlato al passato…per il futuro la vedo nera…

  3. umberto ingrosso

    Se la vedete nera siamo sulla buona strada,ed anche se la vedete gialla.L’importante è non vederla bianca.Come certamente saprete,nel Sud Italia opera “Medici senza Frontiere”.Questa organizzazione ha vinto,anni fa,il Nobel per la pace.L’ha fondata Padre Pio?No.L’ha fondata Bernard Kouchner,quello che in Kosovo,pezzo grosso dell’ONU,riceveva con sussiego Minniti,che gli si presentava col cappello in mano.MSF aiuta i Poveri,obbedisce agli interessi della Diplomazia Francese ed è venuta in Italia per screditarci e diffamarci piazzandosi in alcune zone critiche del Sud per “aiutare gratuitamente”:che è il tipico approccio Gollista all’Italia.Leggere a questo proposito,sul Blog di Politica Estera della Stampa,il Forum”CARROCCIO ROMENO”e l’intervento della spia Francese a nickname “Pierre”.Kouchener pero’,pur essendo ministro degli Esterii della Francia Gollista e nazionalista di Sarkoky è”socialista”.Ma è anche nazionalista.Insomma,è Nazionalsocialista.Conclusione:se andiamo all’estero ad aiutare i Poveri,ci troveremo anche in compagnia di simili figuri:che ci faranno la concorrenza con lo spirito col quale ce l’hanno fatta,appunto in Kosovo.Se invece investiamo in Italia,in aiuto ai poveracci sfruttati nel Sud dai Caporali,ci ritroviamo in un Quarto mondo che ha la comodita’ di stare in casa nostra,a due passi da Roma,e la scomodota’ di prestarsi all’opera di chi vuole diffamare l’Italia,come diceco.Sarebbe dunque ora di riparare a questo sconcio:per esempio allestendo per questi poveracci accampamenti simili a quelli creati dalle Forze Armate per le Missioni all’Estero:un po’ di tende,un container per i bagni,uno per l’assistenza medica,uno per l’amministrazione,uno per la mensa.Costerebbe poco,si farebbe subito,aiuterebbe molto.Simili strutture servirebbero anche,in alternativa,come carceri a bassa sicurezza per metterci i veri poveracci che ora stanno in galera:che non sono nè gli spacciatori,nè gli scippatori,nè i ROM.Ne riparliamo quando si torna all’Ordine Pubblico.

  4. Grande Umberto: finalmente abbiamo la soluzione!
    Peccato che negli USA non abbiano fatto così: ci saremmo risparmiati i vari i Barak Obama, i Jo Di Maggio, i Rudolph Giuliani, gli Albert Einstein!

  5. umbertto ingrosso

    Sto aspettando ancora,a quasi 12 ore di distanza,di sapere la tua,di soluzione.Ma da uno che ha un nickname che starebbe bene su di una pompa di benzina non c’è da aspettarsi granchè,se non che citi Barak Obama prima di Einstein.

  6. Pingback: A proposito di Africa « Coffee Please! / runaway version /

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