La laïcité apaisée

Vedere il Papa a Lourdes mi ha fatto un effetto devastante. Perché a Lourdes feci una delle ultime trasferte della mia carriera televisiva e perché fu proprio in quei giorni, poco dopo il mio ritorno, che cominciò a balenare l’ipotesi di una mia candidatura alle elezioni, divenuta realtà prima ancora che potessi parlarne con le persone care. Ma anche se non avessi emozioni personali da condividere, mi piacerebbe ugualmente dire una parola sul viaggio di Benedetto XVI in Francia e, in particolare, sul concetto di laicità: i francesi attendevano il Papa al varco, i giornali italiani stavano alla finestra. Lui ha stupito tutti, senza dire nulla che non avesse già detto o scritto altre volte: ha ripetuto, cioè, che la laicità non si persegue confinando la fede nel privato, e che – a sua volta – la dimensione pubblica della fede non contraddice la netta separazione tra Stato e Chiesa. Sarkozy l’ha chiamata “laicità positiva”; l’intellettuale Max Gallo, intervistato oggi da Avvenire, preferisce parlare di “laicità aperta”; a me convince molto la definizione del quotidiano cattolico La Croix, che in prima pagina di ieri titolava “La laïcité apaisée”, la laicità “pacificata”. Con Francesco Rutelli, apro parentesi, ci stiamo ponendo il problema dall’inizio della legislatura: siamo un piccolo gruppo di varie appartenenze (persone impegnate in politica, nel mondo universitario, nel terzo settore, in altri ambiti della società civile) e ci riuniamo periodicamente, per cercare di proporre al Paese una nostra lettura della laicità. Ne parleremo in un convegno a Roma il 29 settembre: chi può e vuole venga, metterò tutti i dati sul sito. Parentesi chiusa. La Francia, dicevo, è rimasta stupita da un Papa che “non ha cercato di sedurre”, come spiega proprio Max Gallo: il professore, inserito dall’anno scorso tra gli “immortali” dell’Accademia di Francia, nell’intervista di stamattina giudica antistorica la persistenza di “un anticlericalismo ed un anticattolicesimo ancora forti, espressi nel nome della laicità, come se il mondo non fosse cambiato, la Francia non fosse cambiata, la Chiesa non fosse cambiata”. Sono quegli stessi ambienti, aggiunge con sarcasmo, “pronti ad inchinarsi di getto con grande benevolenza al momento della visita del Dalai Lama. Ma noto la discrezione con cui questi stessi ambienti, che invocano in modo costante i diritti umani, evocano i crimini commessi contro i cristiani in tutto il mondo”.

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4 risposte a “La laïcité apaisée

  1. La presenza del papa a Lourdes ha indispettito l’inviato del TG 3 RAI che ha parlato (cito a memoria, ma abbastanza precisamente) di “sforzo del papa per evitare che Lourdes si trasformi, a prescindere dai pellegrinaggi dei malati, in una Disneyland (questo è testuale) del cristianesimo”.
    I termini usati sono certamente sgradevoli, il tema però è interessante, ponendo il problema del rapporto tra fede, ricerca della fede e “miracolo”, e quindi, in senso allargato, tra chi ha la fede e chi, laico, cerca la fede con spirito aperto.

    E tra quelli con lo spirito aperto certamente non metterei i tanti politici che si professano cattolici e non hanno mosso un ciglio per denunciare le violenze gravissime contro i cristiani in India (definito da Asia news “il pogrom indu contro i cristiani). Simili “dimenticanze” fanno riflettere molto!

  2. umberto ingrosso

    Spiace dire che la visita del Papa in Francia è vista in modo strumentale dagli ambienti Governativi,e che la “laicita’ positiva” è un’invenzione che ha lo scopo di restituire,a quel Governo,un’utile(a fini politico-diplomatici)influenza sul Vaticano.Che poi la Cultura laica sia Francese per definizione è un luogo comune:è vero come è vero che la Mafia è Italiana,e che gli Americani sono dei Cow Boys.L a Francia,sottolinea “Le Monde”è laica dal 1905,e dunque da 103 anni la separazione tra Chiesa e Stato congiura contro le radici Cristiane di quel paese,fino ad averle disseccate.Il grande successo della visita del papa è solo un fenomeno mediatico:i Media insomma,sanno che la gente ama le novita’,e ne approfittano.Ma che questa visita sia destinata a far salire la frequenza dei Francesi alla Messa,od il numero delle Vocazioni,non ci credo nemmeno un po’.

  3. ciao andrea,
    oggi ti ho intravisto a Napoli alla festa pd ma stavi volando via. A presto.
    nel frattempo ho copiato il tuo bel post e l’ho incollato sul mio piccolo blog.
    grazie, ciao!
    http://pasqualeorlando.blogspot.com/2008/09/la-lacit-apaise.html#links

  4. Il convegno sulla laicità sarà il 30 settembre, non il 29, in piazza della Minerva 38, a Roma. Appena ho gli orari e il programma definitivo, li metto nella sezione degli appuntamenti.

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