L’impegno cristiano

Il Papa in Sardegna

L'Angelus del Papa in Sardegna

Ieri, verso l’ora di pranzo, il mio telefonino ha cominciato a ricevere messaggi: bonarie prese in giro di amici che si firmavano “Benedetto XVI” e che mi esortavano a non mollare nella mia attività politica. All’Angelus, infatti, il Papa aveva invocato “una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile”. Ne hanno bisogno, aveva spiegato, “il mondo del lavoro, dell’economia e della politica”, e siccome quest’ultima fa sempre notizia, a leggere i giornali di oggi sembra quasi che Benedetto XVI abbia lanciato la campagna di Montecitorio. Il Papa ha detto, in realtà, qualcosa di molto più profondo: ha richiamato i cristiani al loro compito principale, quello dell’impegno per la comunità. Con “competenza”, perché un buonismo vago e leggero non basta a governare la complessità del reale, ma allo stesso tempo con “rigore morale”, perché il realismo cinico di molti toglie alla politica la sua dimensione maieutica. Mi scuso per la parolaccia e cerco di spiegarmi con un esempio. Un elettore sfiduciato, prima del voto di aprile, mi ha confessato di preferire un amministratore di condominio ladro ma competente ad uno onesto ma incapace: l’importante, mi ha spiegato, è che il condominio funzioni. Il Papa, ieri, ha detto invece che noi cristiani non dobbiamo e non possiamo accontentarci: ci ha invitato, anzi, a mettere a disposizione del condominio (e dei condomini che lo abitano, soprattutto) il nostro esempio e il nostro impegno. Al di là delle vostre simpatie politiche o religiose, vi prego di credermi se vi dico che – dal giorno della mia candidatura, il 27 febbraio di quest’anno – sto cercando con tutte le mie forze di vivere entrambe le dimensioni di cui parla il Papa: quella della “competenza” – studiando il più possibile, cercando di analizzare i problemi e di individuare soluzioni: mi sento un po’ come Socrate, ogni giorno più ignorante – e quella del “rigore morale”, non facendomi sconti su nulla e chiedendomi, ogni giorno, se il Vangelo debba vergognarsi di me. Ne ho parlato, recentemente, in un articolo uscito sulla rivista “Formiche”, che ha dedicato l’ultimo numero proprio ai cristiani in politica: se volete leggerlo, è disponibile in una nuova sezione del blog, attiva da oggi, intitolata “Interventi e riflessioni”.

Annunci

11 risposte a “L’impegno cristiano

  1. francesco grana

    Caro Andrea,
    ero sicuro che oggi avresti parlato di quello che ha detto ieri il Papa a Cagliari sulla politica, volutamente frainteso dai media.
    Ti racconto cosa mi è successo oggi. Stamattina ho preparato il pezzo sulla visita pastorale del Papa a Cagliari da inviare al mio quotidiano (che non esce il lunedì) in cui ho dato risalto all’incontro del Papa con i giovani sardi dove Benedetto XVI ha potuto ascoltare le loro storie e i loro problemi dettati dal precariato, dalla disoccupazione e dall’isolamento. E ho citato i due sacerdoti sardi morti per il Vangelo che il Papa ha ricordato nell’incontro con il clero sardo. Verso ora di pranzo ho ricevuto una telefonata dal direttore. Il pezzo andava bene ma voleva che in testa mettessi le parole del Papa sui politici cattolici. Piccolo passo dell’omelia tenuta dal Papa a Cagliari, ma essenziale per uno storico quotidiano politico.
    Ho letto il tuo interessante articolo uscito sulla rivista “Formiche”. Alle tue riflessioni sul valore della testimonianza aggiungerei una frase di Benedetto XVI tratta dalla Deus caritas est: “Il cristiano sa quando è tempo di parlare e quando è giusto tacere di Lui e lasciar parlare solamente l’amore”.
    Buon lavoro.

  2. Carissimo, come non credere al tuo impegno ed apprezzarlo ogni giorno? Come sai sono molto lontana dalle tue posizioni religiose, ma non fraintendo le parole del Papa e anzi le rilancio e allargo lo spettro di discussione: bisognerebbe tutti tornare a fare politica “seriamente”, laddove, credenti o meno, ci si mette al servizio della comunità, come ci dicevano sui banchi dell’università…la filosofia del bene comune..questa sconosciuta, ormai. E’ sempre più difficile per un giovane fare politica e credere nella politica. Tu rappresenti un buon esempio, mi auguro che in tanti ti seguano, me lo auguro per il famoso Bene comune…
    Un abbraccio,

  3. umberto ingrosso

    Il Potere ha leggi malvage,il Potere ha crocifisso Cristo.Se Egli rinascesse,hai detto una volta,lo crocifiggerebbero di nuovo.Ho buona memoria,Andrea,ed io mi dissi d’accordo.Se poi parliamo del Potere Democristiano della Prima Repubblica,andiamo dritti in braccio aToto’Riina.Mi spiace proprio,di non essere d’acordo con Benedetto.Papa che amo e stimo.

  4. Enrico Di Roberti

    Caro Andrea, il nostro incontro di oggi è ancora fresco nella memoria, ed è il più fulgido esempio di come noi cristiani possiamo fare “politica” lontani dalle logiche che oggi la rendeno “antipatica” ai giovani e ai giovani cattolici in particolare!!! Aggiungo la mia opinione… Iil cristiano coerente non può disinteressarsi dalla politica, non può essere succube della passività o della rassegnazione in questa sfera così importante per il bene di tutti gli uomini. La partecipazione alla vita politica è un diritto e un dovere, che ognuno dovrà assumersi a seconda delle personali competenze e delle proprie condizioni, ma senza cessioni né scoraggiamenti.
    La speranza di cambiare, di creare un mondo migliore all’insegna del “bene comune” può è deve essere il nostro obiettivo…

  5. Enrico Di Roberti

    Umberto… sei sulla cattiva strada…
    Benedetto XVI ha parlato di cristiani in politica…
    Non ha nominato nessun “partito” dei cristiani…
    Tocca ai cristiani presenti nei vari partiti (non importa quali) reuperare quel “rigore morale” e quella competenza di cui ha parlato il Papa…

  6. a volte, in democrazia, il popolo fa scelte “discutibili”.

    se lasciate scegliere al popolo,
    il popolo sceglie barabba.

    perciò mi chiedo se il “popolo” sia in grado di scegliere politici competenti e dotati di un certo rigore morale. a volte penso che molti votino in base alla larghezza del sorriso.

  7. Il discorso del Papa è stato tirato a destra e a sinistra (senza rompersi però: forse perchè era cucito tutto d’un pezzo!). Lo faccio anch’io allora e voglio vedere nell’invito del Papa un richiamo laico (non si rivolge a nessun partito o gruppo ma alle singole persone) ad essere coerenti e rigorosi nei proprio comportamenti. Vedo (o voglio vedere?) in questo un accorato invito a che nessuno si intesti la bandiera cattolica (una contraddizione in termini!) ma che le singole persone, al di la delle loro opzioni politiche, vivano le proprie esperienze personali – professionali e politiche – con impegno e rigore morale.
    Perchè, mi chiedo, come mai la maggioranza dei politici (a cominciare dal premier) si dichiara cattolica quando i comportamenti pubblici sono tanto lontani da quell’ideale?
    Ho un sogno: che i cattolici non siano più una maggiornza di facciata, ma un minoranza verace. Un chicco di sale. Un granello si senape

  8. umberto ingrosso

    ENRICO DE ROBERTI.Se per”fare politica”si intende intervenire sui grandi temi etici,e farlo con associazioni ad hoc,allora sono d’accordo.Il “family day”era un atto squisitamente politico.Le Associazioni a difesa della Famiglia,quelle contro l’Aborto facile,quelle contro le mostruosita’ genetiche sono entita’ politiche,eccome.Una certa Sinistra ne sa qualcosa.Ma fare politica nei partiti significa sporcarsi le mani.Il cattolico che compie questa scelta è perennemente tormentato dall propria coscienza.Se ne ha una.

  9. Il problema del voto, che sembra premiare non il politico più accorto ma quello con il sorriso più smagliante, è concreto e reale. A volte però mi sorge il dubbio che politici, di ogni schieramento e quindi anche cattolici, consapevoli di non avere un “sorriso smagliante”, utilizzano altri metodi di convincimento dell’elettore. Parliamo di “voto di scambio”? Ecco, io ricordo l’allora cardinal Ratzinger, quando, nel corso della via crucis al Colosseo nel 2005, nella meditazione alla nona stazione disse “…Quanta sporcizia c’è nella Chiesa! ” Quel grido di dolore lo sento ancora dentro perché non era rivolto solo ai consacrati ma a tutti coloro che dovrebbero vivere cristianamente la loro missione quotidiana e che invece, dietro una facciata di apparente religiosità, macinano sporchi interessi. C’è bisogno di pulizia nella Chiesa, di aria nuova e di impegni nuovi!

    Un pensiero sul commento di Umberto.
    Immagino che alla luce dell’opinione espressa da Umberto, da oggi il Santo Padre provvederà a consultarlo prima di parlare, così da evitargli il penoso rammarico di non essere d’accordo con Lui!

  10. Enrico Di Roberti

    X Umbero Ingrosso:
    Paolo VI ha detto: “La politica è la forma più alta di carità”.
    Credo di aver detto tutto.

  11. La politica è tante cose, assieme alla partecipazione diretta. Certo che manca un’educazione (come su altri temi non meno importanti). Che ci sia quacosa di “difettoso” nell’educazione che si da ai giovani? A volte mi sembra che citare il cattivo esempio di qualcuno sia solo una scusa per non alzarsi dal proprio comodo divano perchè a mettersi in gioco si rischia di persona, si fa fatica (Faccio questa riflessione anche su di me, non solo per giudicare gli altri) e non da nemmeno molta gratificazione ! ! ! (forse adesso il tono è diventato pesante)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...