Uolter in Florence

L’ho trovato in forma, davvero: in forma come lo avevo visto, negli ultimi mesi, solo in alcuni passaggi della campagna elettorale. Lo dico senza ironia, agli elettori di Centrodestra che frequentano questo blog: lasciate perdere i giornali, per una volta, e riguardate su internet il discorso di Walter Veltroni alla festa democratica di Firenze, ieri pomeriggio. Dura un’ora e tre quarti, ma secondo me ne vale la pena: probabilmente non cambierete idea (il bello della democrazia è anche questo), ma almeno capirete qualcosa di noi. E soprattutto della nostra ricetta di politica, che tra i suoi ingredienti principali ne ha uno costosissimo: il sogno. Il sogno del discorso di Martin Luther King, per esempio, che non sarebbe mai stato pronunciato se MLK avesse dato retta ai sondaggi dell’epoca sul rapporto tra bianchi e neri; quello di Altiero Spinelli, che dall’esilio di Ventotene, mentre il Vecchio continente si faceva la guerra, riusciva a scrivere il manifesto dell’Europa unita. Che all’epoca era una follia, una scemenza. Un sogno, appunto, ma che lui vedeva già. Capirete allora, forse, perché noi parliamo oggi del voto agli immigrati, senza preoccuparci di quello che direbbero i sondaggi: perché lo vediamo già nel nostro futuro, nel nostro sogno di un’Italia migliore. Non mi pare che i mass media abbiano citato questo passaggio del discorso di Walter: ho ritrovato sui giornali il paragone con Tafazzi (“Si dava delle bottigliate sulle parti basse ed era contentissimo di farlo: come noi, ogni volta che perdiamo le elezioni!”), la risposta a Parisi (“Le sue parole offendono gli elettori del Pd. Questo tran tran deve finire!”), il chiarimento su Di Pietro (“Eravamo d’accordo tutti, poi lui ha tradito il nostro patto di gruppo unico in Parlamento”) e poco altro. Non c’è, ad esempio, un passaggio che, secondo me, spiega bene il nostro modo di fare opposizione: “Abbiamo il dovere di far tornare l’indignazione quando il governo non rispetta gli impegni presi in campagna elettorale, ma vogliamo vincere la battaglia con Berlusconi a viso aperto, in nome di un’idea migliore del Paese, e non a colpi bassi. Non andiamo in piazza per evocare l’odio, ma per evocare un’alternativa possibile”. Ecco, dunque, le proposte del pacchetto famiglia (dote fiscale di 2500 euro per i figli, credito d’imposta per le donne, detrazioni del 19% sull’affitto, innalzamento al 23% delle spese detraibili per i mutui), il rilancio dell’ambiente (credo che abbia fatto bene lo scossone di Francesco Rutelli), la regola d’oro da seguire con gli immigrati (“Non fare agli altri quello che non avremmo voluto fosse fatto a noi, quando eravamo noi a scappare dalle nostre povertà e cercare fortuna altrove”). Sì, nonostante tutto, pure ieri mi sono sentito dalla parte giusta.

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4 risposte a “Uolter in Florence

  1. Esiste un obiettivo e un nemico; risollevare l’Italia e abbattere il potere Piduista di Berlusconi. Veltroni cosa sta facendo? Propone una raccolta di firme (5 milioni) per “suggerire a Silvio come si governa un Paese (suggerire???), non appoggia il referendum contro il lodo Alfano (la legge più schifosa da dopo mani pulite) e non fa opposizione. Mi spieghi che futuro ha la sinistra con questo buonismo da happy hour? All’estero Obama tira bordate agli avversari prendendoli per il culo… Veltroni gli stringe la mano. Cool

  2. umberto ingrosso

    Anche la Destra ha i suoi sogni:curiosa,la pretesa delle Sinistre di monopolizzare anche quelli,oltre a tutto cio’ che ha monopolizzato di REALE,altro che Onirico!Come il potere sui Media,la Magistratura,la Scuola e le Banche.Il nostro sogno è di raddrizzare l’Italia,distrutta dalla Casta delle vostre clientele,e da un vaniloquio “culturale”che ha sostituito il “Pensiero”all’azione.Far sparire la monnezza da Napoli era un sogno,salvare ALITALIA un altro:tali apparivano,quando Prodi si preparava a regalare( in cambio di 30 denari) la nostra Aviolinea ai fascisti di Parigi,e la gente della Campania temeva un’epidemia terrificante.Di notevole,nel discorso di Veltroni,ci sono solo le minacce a Parisi:di gran lunga il miglior ministro del Governo Prodi,nonchè uno dei migliori ministri della Difesa della storia della Repubblica.Perchènon reinventare,gia’ che ci siamo,il Centralismo Democratico? E a proposito di Difesa:complimenti vivissimi a Fassino per la sua proposta di un referendum a Vicenza:che ci spingerebbe fuori dalla NATO.Ogni tanto si fa vivo il richiamo della giungla,e la richiesta di mollare l’Alleanza.Come ai bei tempi del PCI anni 60:quando appartenere all’Occidente era per i Comunisti un fatto inaccettabile.Quando vi distraete vi casca la maschera,insomma,e si rivede la vecchia faccia del Comunismo.

  3. Caro Umberto sarei grato se mi spiegassi qualcosa in più sul miracoloso salvataggio che il governo Berlusconi stà compiengo con Alitalia. Forse non è ben chiaro che causa impegni assunti in campagna elettorale e, soprattutto co-protagonismo nel fallimento dalle trattative con Air-France qualcosa l’on. Berlusconi doveva pur fare. E questo qualcosa a cui siamo arrivati si chiama commissariamento: infatti quella che qualcuno ha battezzato come “bad company” e cioè l’Alitalia di oggi stà chiudendo bottega. Pertanto lo stato (e cioè noi contribuenti) si preparano sotto varie forme a sopportare il peso di questo fallimento (ammortizzatori sociali, debiti, causa SEA contro Alitalia, Atitech di Napoli, attività carg, ecc.). Quello che di buono aveva la compagnia di bandiera, e cioè tutta la parte “fly” (aerei, ma non tutti, rotte, slot, piloti & Co. ma solo quelli che servono) viene ceduta – da verificare il rispetto delle leggi di mercato – ad un gruppo di imprenditori italiani che mettendoci un pò di soldi tra qualche anno – se saranno bravi – avrano tra le mani una fortuna da rivendere ad una compagnia estera.
    Anche Casini (che comunista non è) qualche tempo fà in un’intervista al TG1 ha chiaramente detto che una “privatizzazione” di questo tipo la sanno fare anche i bambini. Si riducono le rotte, gli aerei che volano, le persone che vi lavorano, si declassano gli hub di Malpensa e Fiumicino, si riduce Linate a pensilina per il servizio navetta Milano-Roma, ecc. Scusami ma c’è qualcosa che non va in questo piano industriale e le parole di Veltroni “compagnia di bandierina” suonano bene.

  4. Enrico Di Roberti

    Caro Umberto…
    Ma un discorso costuttivo no, eh????

    In ogni caso a Napoli la monnezza non è sparita… è abilmente stata nascosta ad Acerra, Afragola, Casoria, Casalnuovo, Pomigliano
    Se vuoi vieni a farti un giro!!!

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