A Firenze per la festa

A parte l’odore forte di carne alla brace, un po’ troppo per un vegetariano come me, direi che alla festa democratica di Firenze si respira un’aria buona. Sarà l’atmosfera informale, saranno le pacche sulle spalle della gente e le discussioni spontanee che nascono in mezzo agli stand, ma qui la politica sembra finalmente meno ingessata, meno lontana dai cittadini, meno rinchiusa nei Palazzi e nel tubo catodico. Con due volontari ho parlato a lungo di Chiesa e politica; diversi elettori, invece, mi hanno chiesto di spiegare lo stato dei rapporti con Di Pietro e con Berlusconi. In realtà, però, non sono venuto per parlare, ma per ascoltare: ieri pomeriggio un dibattito sull’informazione con Paolo Gentiloni ed Ezio Mauro, direttore di Repubblica; ieri sera, l’intervista di Antonio Di Bella, direttore del Tg3, a Francesco Rutelli; stamattina una tavola rotonda sulla scuola, con il nostro ministro ombra dell’Istruzione, Maria Pia Garavaglia; oggi pomeriggio, le risposte di Walter Veltroni alle domande di Enrico Mentana. Proprio Maria Pia Garavaglia ha detto, poco fa, una frase che vivo molto sulla mia pelle: “Mentre alla maggioranza basta parlare con gli slogan, noi dell’opposizione abbiamo il dovere di metterci i contenuti, e farli passare è molto difficile”. Ancora più difficile, come ha spiegato Paolo Gentiloni, in un momento in cui il dibattito è quasi azzerato, perché “il Centrodestra mette tutto l’accento sulla decisione, tralasciando la democrazia: siamo di fronte ad un putinismo strisciante che non minaccia solo l’Italia, ma diversi Paesi occidentali”. Eppure, gli errori commessi sono parecchi, alcuni anche con dolo: l’inflazione programmata alla metà di quella reale, ha ricordato per esempio Francesco Rutelli, che ha parlato molto anche di sicurezza sul lavoro (Berlusconi ha tolto l’obbligo di registrare i lavoratori entro il giorno precedente l’apertura del cantiere), di ambiente, di sicurezza (“E’ un problema reale, ma la destra dà risposte sbagliate. C’è bisogno di una banca dati del dna e di una lotta seria al traffico di esseri umani”) e di federalismo fiscale (“Presto scopriremo chi ci guadagnerà e chi invece ci perderà…”). Eppure, ieri le agenzie di stampa rilanciavano soltanto le frasi sul dibattito interno, Veltroni sì Veltroni no, come se sul palco di Firenze si parlasse solo di quello. Ai giornali è un giochetto che piace molto, al Centrodestra fa comodo, noi non riusciamo ad uscirne fuori.

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4 risposte a “A Firenze per la festa

  1. Guerra in Ossezia (che tra l’altro il nostro ministro degli esteri – che nonostante tutto reputo uno dei migliori ministri di questo esecutivo – ha seguito splendidamente dalle Bahamas) e caso Alitalia a parte l’estate è stata poco movimenta da un punto di vista politico.
    La continua vicenda Veltroni si, Veltroni no è servita a colmare questo vuoto, ma anche ad agitare le acque all’interno del partito.
    Purtroppo vero è che quando le elezioni si perdono, ed anche in modo significativo, si sente l’esigenza di puntare il dito verso qualcuno. La scelta del segretario è quella più normale. In questo caso credo anche la più sbagliata.
    Il PD esce sconfitto, ma in realtà è partito già sonfitto: portare a casa un (quasi) 34% di consensi che nè fà il primo partito riformista della storia d’Italia mi sembra un risultato incoraggiante per il futuro. Il gradimento di Prodi e dell’Unione, oltre all’aria di sicurezza che si respirava in Europa, ha giocato un ruolo importante nel risultato elettorale.
    Personalmente sono particolarmente contento di come Veltroni abbia impostato la campagna elettorale puntando sull’idea innovativa (…magari obbligata) di correre da solo,
    riportando nuovamente la politica tra la gente, “scaldando” il cuore come non succedeva da tempo e lanciando idee in qualche modo innovative (una sola camera parlamentare, l’ineleggibilità per i condannati gravi, puntare sullo sviluppo del Sud, eliminare privilegi feudali diventati legge con questo governo, ecc.).
    A settembre con una mente un pò più lucida e (spero) qualche energia in più da spendere si può fare molto di più che riportare a galla il dibattito Veltroni si-Veltroni no. E quale potrebbe essere l’alternativa a Veltroni ? Qualcuno me lo spiega ?

  2. umberto ingrosso

    Ci risiamo,col “fascismo” della maggioranza(questa volta è “Putinismo”,per dargli un colore piu’esotico).Ogni qualvolta la Sinistra si trova nei guai,inventa un mostro da esorcizzare e chiama il”popolo” all’Adunata.Qualcuno ha dimenticato Fidel Castro?Quando Cuba passava guai economici,quando fallivano,come al solito,i Piani Pluriennali e la gente cominciava a mugugnare,organizzava una bella adunata e,davanti al solito “milione”di persone spiegava,in una breve allocuzione di 7/8 ore,che la colpa era dell’Imperialismo.Cambiano i tempi,ma la vostra cultura resta quella di sempre.Che il colpevole sia la Cia,la Destra,o Putin,se la monnezza si accumulava e se Alitalia stava per essere svenduta a dei fascisti veri e non inventat,quali sono i Gollisti,con 7500 “esuberi”,non era mai colpa della Sinistra.Affermarlo è Lesa Maesta’.Ed ora la piu’ comica:la”Maggioranza parla attraverso slogan”:detto da chi ha inventato la Propaganda,ricorda il famoso Bue che dava del cornuto all’Asino.

  3. umberto ingrosso

    Devo dire,caro amico Fiore,che “puntare sullo sviluppo del Sud”devo averla gia’ sentita.Mi pare che ,allora,Garibaldi fosse alle porte.Se questo è il messaggio innovativo dei Riformisti,nei confronti del Mezzogiorno,non resta che attendere ulteriori evoluzioni attraverso l’Azione Riformatrice di Crispi.

  4. intanto per adesso il Sud comincia a tremare più che sperare grazie alle minacce ed alle provocazioni degli slogan leghisti

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